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Libero ricercatore indipendente su salute, longevità, ehretismo, crudismo, fruttarianismo, sungazing, nutrimento pranico.

Chi è Marco Giai-Levra?

Estratto da:

Ehretismo / Conversazioni sull’ehretismo, frutta acida, e digiuni con Marco Giai Levra

Conversazioni sull’ehretismo, frutta acida e digiuni con Marco Giai-Levra

16 aprile, 2012 di Luca Speranza

[…]

Marco è musicista e “laureato in nuove tecnologie multimediali e informatica musicale” con il massimo dei voti e con lode al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, ha cominciato il suo percorso di ricercatore indipendente nel campo della salute nel 1992 con la scelta etica del vegetarianismo.

Tenendo sempre al centro di tutto il suo percorso questa per lui irreversibile scelta etica, ha esteso le sue ricerche allo yoga, alla filosofia orientale e all’induismo, integrandone valori e concetti. Nel 2010, dopo la lettura de’ “Il sistema di guarigione della dieta senza muco” di Arnold Ehret, fà sua la filosofia Ehretista sperimentandone e verificandone la validità e le verità contenute, nonchè condividendone tutti i suoi aspetti etici e salutistici. Quest’ultima esperienza è stata determinante nella felice applicazione di un regime dietetico totalmente crudista-fruttariano fino ad arrivare con successo ad un fruttarianismo integrale al 100%.

[…]

Come racconteresti il tuo percorso ehretista–fruttariano e cosa cambieresti o aggiungeresti nel tuo camino se dovessi iniziarlo di nuovo? 

Guarda Luca, dicono che io sia dotato di un tipo di intelligenza pratica, per cui mi racconterò in estrema sintesi:

  • dalla nascita ai 18 anni sono stato allevato e cresciuto con una dieta onnivora.

  • Dai 18 anni ai 36: scelta e applicazione del vegetarianismo per ragioni etiche, in cui praticavo brevi digiuni terapeutici, avvicinandomi, studiando e praticando yoga, misticismo e induismo.

  • ultimi 3 anni di vegetarianismo, a causa di stress accumulati, la mia alimentazione, pur rimanendo nel vegetarianismo, era diventata molto “junk”, in quanto era notevolmente cresciuta la percentuale di cibo-spazzatura o non-cibo.

  • In questa tappa arriva il punto di stop o di saturazione: 14 novembre 2010, all’improvviso pratico un digiuno di media durata, effettuato bevendo solo acqua per 14 giorni, sentito come necessità fisiologica e come strumento di depurazione mentale e fisica.

  • segue una ripresa alimentare di 14 giorni di sola frutta dolce e acida.

  • durante la ripresa alimentare ho conosciuto “il sistema di guarigione della dieta senza muco” di Arnold Ehret, che mi ha letteralmente folgorato e che ha cambiato per sempre e in meglio il mio modo di affrontare l’aspetto alimentare, e di conseguenza anche quello mentale e spirituale, i quali sono strettamente correlati e conseguenza del primo.

  • da lì in poi è storia recente: ho iniziato con una dieta di transizione che comprendeva ancora cibi vegetali cotti, farinacei integrali tostati e un’altissima percentuale di frutta e verdure allo stato crudo. Dopo 1 o 2 mesi, non ricordo esattamente, ho gradualmente eliminato le verdure cotte e i farinacei, diventando un crudista integrale, quindi verdure, ortaggi, frutti dell’orto e frutta dolce e acida. A livello igienico ho iniziato la pratica costante dei lavaggi intestinali, concludendo che essi rappresentano uno strumento fondamentale per quanto riguarda l’accelerazione dei processi depurativi, non solo fisici, ma soprattutto mentali. Inizio a praticare regolarmente il Sungazing, ossia l’arte di rimirare il Sole.

  • dopo qualche mese, forse 8 ho gradualmente diminuito la percentuale di foglia verde e ortaggi, così come il consumo di olio di oliva, favorendo la frutta dolce e i frutti dell’orto (pomodori, zucca di Provenza, cetrioli, ecc.) e introducendo quella grassa fino ad arrivare ad una sorta di fruttarianismo integrale in cui mi cibavo al 95-98% di frutta (dolce, acida, grassa e dell’orto) e di un 2% di aglio e cipolla (i quali sono bulbi, radici). Già da questa fase mi consideravo fruttariano come alimentazione, in quanto i bulbi rappresentavano un vezzo di sapore, ma la quantità era irrisoria per avere effetti nutritivi. Di fatto il mio corpo si sostentava con la frutta.

  • in qualche mese sono riuscito a staccarmi dai bulbi ed è rimasta solo la frutta (dell’orto, dolce, acida, grassa).

In realtà non cambierei granchè. Se potessi tornare indietro nel tempo mi sarebbe piaciuto cominciare anni prima o addirittura dall’infanzia o dalla nascita. Sono convinto che avrei evitato di consumare inutilmente il mio corpo. Sono altresì convinto che con un lavoro costante il tutto si possa recuperare.

Fonte: http://ehretismo.com/2012/04/conversazioni-sullehretismo-digiuni-e-frutta-acida/

5 risposte a “Chi è Marco Giai-Levra?

  1. lucio landolfi luglio 14, 2013 alle 17:16

    mi piace leggere di Lei perchè percepisco purezza nei suoi intenti, ed avendo per certi versi un percorso simile, oltretutto, leggerla mi emoziona…!
    ringraziandola la saluto augurandole sempre il meglio.
    lucio landolfi

  2. carla novembre 19, 2013 alle 22:21

    Grazie Marco Giai-Levra per aver condiviso la tua esperienza, conoscere il tuo percorso è un grande incoraggiamento per me che sono su questa strada e alla ricerca di migliorare me stessa e il mondo… grazie!

  3. Charif El Knaichi dicembre 21, 2013 alle 03:30

    Hi there Marco!! What kind of water do you usually drink?🙂

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