marcogiailevra

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DIO È UNO E ILLIMITATO: INFINITE LE SUE MANIFESTAZIONI

A cura di Marco Giai-Levra

La “sincresi” si verifica quando si percepiscono più eventi come un unico evento percettivo fuso e il sincretismo religioso si riferisce al percepire diverse manifestazioni divine come un Unico Dio. In realtà le scritture più antiche come Veda ci insegnano che Dio è Uno con un aspetto originale eterno e immutabile, ma che essendo illimitato Egli può esplodere da Sè stesso infinite emanazioni e manifestarle quando desidera.

Che Dio sia Uno sono d’accordo tutte le religioni più antiche del mondo. Nell’induismo l’Essere Supremo viene chiamato genericamente Bhagavan e indica l’Essere Supremo che non ha origine da nulla, che è sempre esistito, che sempre esisterà e dal qulale tutto e tutti derivano.

GOD

Nella Bhagavd Gita Dio stesso, nella Sua forma di Krishna, afferma che quando l’irreligione avanza Egli stesso si manifesta per ristabilire l’ordine e i principi morali e religiosi, o al limite invia dei Suoi ministri, profeti o comunque semrpe Avatar, cioè delle Sue Potenze Divine personificate. Per l’induismo, per esempio, Gesù è un Avatar e allo stesso tempo non c’è problema nel credere che sia anche Dio, in quanto ogni raggio di Sole è “anche il Sole come un TuttUno”. Anche noi siamo, siamo dei piccoli Avatar o “dei” ma infinitamente piccolo di fronte all’Unico Dio.

BHAGAVAD GITA: Infatti nella Bhagavad Gita Krishna afferma che in diversi tempo-luogo-circostanza, Egli si manifesta con diverse tra le sue infinite forme, presentandosi con diversi tra i suoi infiniti nomi e portando il messaggio a chi lo può comprendere, messaggio i cui principi fondamentali rimangono sempre simili e indica all’uomo la strada che conduce l’essere umano verso Dio (il cosiddetto Bhagavat Dharma), cioè che siamo suoi eterni servitori e dobbiamo, come Anime etrerne, ricordarcelo tornare da Lui.

BIBBIA: Lettera Cor. 8,5-6: “E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui (YHWH)”.

Paolo sta dicendo che tra tutte le manifestazioni di Dio che esistono, a loro interessa solo quella che si è manifestata come YHWH. Infatti, a rafforzare la constatazione di Paolo, che ammette l’esistenza di numerosi Dei, sulla Bibbia leggiamo:

  • Cronache 16,25: Difatti grande è il Signore, degnissimo di lode e tremendo SOPRA TUTTI GLI DEI.
  • Ester 4,35: Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da’ coraggio, o RE DEGLI DEI e signore di ogni autorità.
  • Salmi 49,1: Parla il Signore, DIO DEGLI DEI, convoca la terra da oriente a occidente.
  • Salmi 81,1: Dio si alza nell’assemblea divina, giudica in mezzo AGLI DEI.
  • Salmi 85,8: FRA GLI DEI nessuno è come te, Signore, e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
  • Salmi 94,3: Poiché grande Dio è il Signore, grande re sopra TUTTI GLI DEI.
  • Salmi 95,4: Grande è il Signore e degno di ogni lode, terribile sopra tutti GLI DEI.
  • Salmi 95,5: Tutti GLI DEI delle nazioni sono un nulla, ma il Signore ha fatto i cieli.
  • Salmi 136,2 : Lodate il Dio DEGLI DEI.
  • Genesi 3,22: Il Signore Dio disse allora: “Ecco l`uomo è diventato come UNO DI NOI, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell`albero della vita, ne mangi e viva sempre!”
  • Genesi1,26: E Dio disse: ” FACCIAMO l`uomo a NOSTRA immagine, a NOSTRA somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
  • Genesi 6,4: C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando I FIGLI DI DIO si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.
  • Genesi 6,2: I FIGLI DI DIO videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.
    Cronache 16,25: Difatti grande è il Signore, degnissimo di lode e tremendo sopra TUTTI GLI DEI.

E’ da sottolineare, inoltre, che fino al 400 a.C. circa, epoca della riforma politico-religiosa che impose FORZATAMENTE il monoteismo in ambito ebraico (pena esilio e morte, come testimonia la Bibbia stessa), lo YHWH/ El biblico aveva una “moglie”, Asherah /Anat, venerata nei templi come dea consorte e madre di altri dei, generati insieme al Dio Yhwh /El.

Anche nell’induismo Dio ha la sua forma personificata originale e al contempo emana da lui anche la sua energia femminile di piacere nella forma di sua eterna consorte e compagna, essendo tutti gli aspetti illimitatamente presenti in Dio.

-Lo stesso San Paolo e i versi della Bibbia parlano dell’ esistenza di ALTRI DEI (emanazioni dello stesso Altissimo o Avatar dal punto di vista dei Veda)

– Dal punto di vista “vedico” questo significa che le principali religioni monoteistiche venerano UN ASPETTO PERSONIFICATO E MANIFESTATO IN PARTICOLARI CIRCOSTANZE DELLO STESSO UNICO DIO.

CORANO: persino nel Nobile Corano si spiega come nel corso della storia, un gran numero di profeti furono inviati per guidare gli esseri umani. Sua Eminenza, Adamo fu il primo dei profeti divini e il Santo Profeta Muhammad (che la Pace di Dio scenda su di lui, si usa dire) fu l’ultimo di loro. Il numero esatto di profeti non è noto, ma in alcune tradizioni il loro numero è menzionato come 124000.

Alcuni profeti portavano leggi speciali e particolari e alcuni altri non avevano uno speciale codice di leggi; o al contrario hanno promosso la Sharia (legge) del precedente profeta. Alcuni di loro portarono le Scritture e alcuni altri non portarono libri. A volte c’erano più profeti in una città o in una città, che adempivano i doveri di profezia.

È narrato da Abu Dharr che un giorno chiese al Messaggero di Allah: quanti profeti ci sono in tutto? Rispose: 124.000. Poi ha chiesto: quanti di loro erano profeti messaggeri? Rispose: 313 dal gruppo di cui sopra. Chiese: chi era il primo di loro? Lui rispose: Adam. Ha chiesto: era un profeta messaggero? Rispose: Sì, l’Onnipotente Allah lo ha creato con le proprie mani e ha soffiato il suo spirito dentro di lui. In quel momento il Santo Profeta disse: O Abu Dharr:

C’erano 4 dai profeti siriaci: Adamo, Sheeth e Ukhnuh, che è anche chiamato Idris e che fu il primo a scrivere e Nuh (Noè). 4 di loro erano arabi: Hud, Salih, Shuaib e il tuo profeta, Maometto. Il primo profeta tra Bani Israel era Musa e l’ultimo di loro era Isa ed erano in tutto 600 profeti.

Abu Dharr ha chiesto: O Messaggero di Allah, quante scritture celesti sono discese? Rispose: 104, di cui Allah Onnipotente rivelò a Sheeth cinquanta rotoli, trenta su Idris e venti su Ibrahim. Ha anche rivelato Taurat, Injeel, Zabur e Corano. 

5 grandi profeti divini hanno portato nuove serie di leggi (Sharia) e sono noti come profeti di Ulul Azm. Erano: Nuh, Ibrahim, Musa, Isa e Muhammad.

Ismail Jofi ha narrato dall’Imam Muhammad Baqirche ha detto:

I profeti di Ulul Azm sono in numero di 5: Nuh, Ibrahim, Musa, Isa e Muhammad.

Non abbiamo informazioni dettagliate sui nomi di tutti i profeti; nei libri di storia vengono citati solo alcuni dei loro nomi. Nel Santo Corano, ventisei di loro sono citati con nomi: Sono: Adamo, Nuh, Idris, Hud, Salih, Ibrahim (Abramo), Lut, Ismail, Al-Yasa, Zulkifl, Ilyas, Ayyub, Yunus, Ishaq, Yaqub, Yusuf, Shuaib, Musa (Mosè), Harun (Aronne), Dawood, Sulaiman, Zakariya, Yahya, Ismail, il custode della sua parola, Isa (Gesù) e Muhammad.

Dal punto di vista vedico, la religione più antica, la descrizione dei profeti che “scendono” per guidare gli uomini è simile al concetto di Avatar (letteralmente “discesa” in sanscrito).

Tutto questo è logico in quando il Signore è illimitato e non deve certo chiedere il permesso a qualcuno per manifestarsi in diverse forme e con diversi nomi.

KRISHNA VISTO COME UN PROFETA DI DIO DAI MUSULMANI ERUDITI

  • Il Corano al contrario di quanto si crede,  è una scrittura antica che menziona e loda specificamente anche le altre fedi. Mentre il Corano menziona specificamente ebrei e cristiani, in numerosi luoghi, allo stesso modo, menziona gli indù in un gruppo noto come i Sabei. I Sabei si riferiscono alle tradizioni non abramitiche – indù, buddisti, zoroastriani, taoisti, ecc. Quindi, il riconoscimento dell’induismo esiste nel Corano.

  • L’Islam insegna sei tipi di fede. Il quarto tipo di fede è la credenza in tutti i profeti di Dio. Questa semplice tipologia di fede fornisce ulteriore credenza per riconoscere il Signore Krishna come un profeta inviato al subcontinente indiano.

  • Il Corano dice che è la guida divina di Dio. ma non è esclusiva per nessuno. Piuttosto il Corano dice che Dio ha mandato “messaggeri ad ogni popolo” (10.48) e “Abbiamo creato tra ogni popolo un messaggero” (16:37). Il Profeta Muhammad dichiarò inoltre che Dio ha inviato non meno di 124.000 profeti all’umanità nel corso della storia (Ibn Hanbal, Musnad, 5, 169) di cui solo 28 sono menzionati nel Corano. Nessuno di questi 28 profeti è menzionato come inviato al subcontinente indiano. Quindi, è perfettamente ragionevole pensare che il Signore Krishna sia uno dei tanti profeti che Dio ha mandato con il suo messaggio divino.

  • Seguendo il punto precedente, il Corano dichiara chiaramente: “E abbiamo inviato alcuni Messaggeri che abbiamo già menzionato a te e alcuni Messaggeri che non abbiamo menzionato a te …” (4: 165). Quindi, dichiarare che il Signore Krishna non è un profeta semplicemente perché il Corano non lo menziona è un argomento senza merito.

  • Sorprendentemente, il Profeta Muhammad dichiarò: “C’era un profeta di Dio in India che è di colore scuro e il suo nome era Kahan [Krishna]” (Storia di Hamadan Dailmi Capitolo Al-Kaaf). Alcuni critici sostengono che questo non è un hadith Sahih (autentico), e mentre la loro valutazione potrebbe essere valida, la loro conclusione che l’hadith debba essere scartato non è valida. La giurisprudenza islamica di base sostiene che se un hadith non contraddice il Corano, allora può essere accettato come valido. Come accennato in precedenza, nulla nel Corano, nella Sunnah o negli Hadith dichiara che il Signore Krishna non era un profeta di Dio. Così, la testimonianza del Profeta Muhammad fornisce una chiara guida dello status di Sri Krishna nell’Islam – quello di un profeta. In effetti, un noto studioso musulmano dei primi del XIX secolo, Muhammad Qasim Nanotwi, era anche dell’opinione che considerando le prove e questo hadith, il Signore Krishna fosse un vero Profeta di Dio (Dharam Parchar Pg 8 e Debate Shah Jahan Pur Pg 31).

  • Il terzo tipo di fede dell’Islam è la credenza nei libri di Dio. Questo è il motivo per cui i musulmani venerano gli Injeel (Vangeli) e la Torah (Antico Testamento). Quindi, è logico che anche i musulmani venerino la Bhagavad Gita e i Veda, le sacre scritture dell’induismo da cui Sri Krishna insegnava.

  • Sia l’Islam che l’Induismo insegnano l’unicità di Dio e il servizio all’umanità – un messaggio insegnato sia dal Profeta Muhammad che dal Signore Krishna. Infatti, i Veda affermano: “C’è un solo Dio, adoralo” (Rig Veda, 6.45.16) e “Non adorare nessuno al suo fianco” (Rig Veda 8.1.1) e anche, “Dio è solo uno , non un secondo “(Chandogya Upanishad Ch. 6.2.1). Inoltre, innumerevoli versetti dei Veda insegnano il servizio all’umanità. Ad esempio, “Oh nobili uomini! Non commettiamo violenza. Non feriamo gli altri. Nemmeno noi litighiamo. Ovviamente recitiamo i Veda e agiamo secondo i suoi dettami “(Rig Veda 10.134.7) e “Ogni uomo dovrebbe proteggere l’altro sotto tutti gli aspetti “(Atharva 6.64.1). Ancora una volta, pur ammettendo le differenze teologiche esistenti tra l’Islam e l’Induismo di oggi, non c’è dubbio che il Profeta Muhammad e il Signore Krishna abbiano entrambi insegnato l’unità di Dio e il servizio all’umanità.

  • Inoltre, le scritture di Sri Krishna chiaramente profetizzano l’avvento del Profeta Muhammad in più luoghi. Forniamo solo due. Bhavisyath Purana 3: 5-8 afferma: “Un riformatore spirituale verrà da una terra straniera (fuori da Bharat) con i suoi discepoli. Il suo nome sarà Mahamad. Abiterà in un deserto. “Allo stesso modo,” I suoi seguaci [Mahamad] eseguiranno la circoncisione. Non manterranno i loro capelli sotto forma di Choti come fanno i brahmani. Loro manterranno la barba. Faranno una rivoluzione. Chiameranno ad alta voce [vale a dire Adhaan]. Mangeranno carne di animali diversi da quella dei suini. Raggiungeranno la purezza attraverso la Jihad (guerra Santa). La loro civiltà si chiamerà Muslay [musulmano]. “Per brevità eviteremo ulteriori commenti su questi versetti in quanto parlano da soli. Basti dire, tuttavia, che questi versetti supportano ulteriormente la tesi secondo cui lo stesso Dio che mandò il Profeta Muhammad, inviò il Signore Krishna. Prima abbiamo fornito l’hadith del Profeta Muhammad convalidando il Signore Krishna, e ora forniamo la sacra Scrittura del Signore Krishna che convalida il Profeta Muhammad. Quale ulteriore prova abbiamo bisogno che il Profeta Muhammad e il Signore Krishna siano fratelli tagliati dallo stesso stampo?

  • Infine, nel Corano, Dio dà al profeta Muhammad il titolo di buon auspicio di Khataman Nabiyeen o Sigillo dei Profeti (33:41). Mentre alcuni limitano il significato di questo titolo a “ultimo”, da Hadith e dal lessico arabo autentico, è chiaro che la vera importazione di “Sigillo” è Grandezza e Validazione. Cioè, il Profeta Muhammad è chiamato a convalidare tutti i profeti precedenti. Quindi, ha perfettamente senso che il Profeta Muhammad specificatamente chiamasse il Signore Krishna un Profeta – parte del suo proposito nel venire era dichiarare al mondo che Dio non ha abbandonato nessun popolo. Piuttosto, Dio ha inviato la Sua guida e profeti a tutte le persone. In tal modo, il Profeta Muhammad ha convalidato la sincerità del Signore Krishna. Quindi, come esseri umani dobbiamo onorare e venerare tutti quei profeti perché lo stesso Dio ha mandato ciascuno di loro – il Signore Krishna non fa eccezione.

In breve, il Signore del Profeta Krishna era un nobile, retto, amato di Dio. Lontano dalla divisione teologica, è una fonte di unità e di accordo tra indù e musulmani.

Profeti di ogni religione e Avatar vedici “scendono” entrambi per guidare gli uomini in diversi tempi, luoghi e circostanze. Viene accettato da tutti che questi profeti siano uomini speciali in cui la Potenza di Dio è scesa e si è personificata.  Pertanto è logico comprendere come Avatar e Profeti siano la stessa cosa, con diverse percentuali di potenza divina personificata, ognuno con specifiche funzioni e compiti particolari, oltre ai compiti generali uguali per tutti. E se è vero, come è vero, che personificano una percentuale delle Potenze di Dio, allora sono dei puri servitori del Signore e in quanto tali sono degni di lode e adorazione e offerta dei nostri rispettosi omaggi e non è peccato farlo.

CANTO O RECITAZIONE DEI SANTI NOMI DIVINI
Glorificare i Santi Nomi di Dio è comune a tutte le religioni: “… sanctificetur Nomen Tuum …”, i 72 nomi di YHWH cabalistici, i 99 bei nomi di Allah (che significa Dio, “El Ilah=Allah”), i 1000 nomi di Vishnu (che significa “Colui che tutto pervade”), i 108 nomi di Krishna, ecc. Tutte queste sono manifestazioni di diversi aspetti (tra gli infiniti) dello stesso Unico Dio. Questo NON SIGNIFICA che c’è Dio e poi ci sono tanti dei indipendenti, ma che tutte le divinità positive sono sue emanazioni secondarie, così come i raggi stanno al Sole e appartengono ad Esso. E così via anche Sole e Luna sono sue manifestazioni e contengono alcune delle Sue infinite qualità. E infine anche noi siamo dei suoi frammenti: Lui è l’infinitamente Grande e noi siamo l’infinitamente piccolo.

I Santi Nomi si riferiscono a un nome con cui Dio si è voluto manifestare in una particolare circostanza e generalmente il significato etimologico esprime una o più qualità, tra le infinite.

Pertanto le diverse manifestazioni divine sono reali, non false, e non delle emanazioni, tra le infinite, dello stesso Unico Dio Padre di tutti gli esseri negli infiniti universi che Lui crea e distrugge in continuazione. Tali manifestazioni possono essere personificate, ossia forme di Dio che hanno interagito direttamente con gli uomini rapportandosi come ci si rapporta con una persona, oppure possono essere impersonali, cioè delle espressioni amorfe di una Sua qualità come un oceano di Amore, Grazia, Misericordia, ecc.

Queste nozioni sono spiegate in dettaglio nei Veda, le antiche scritture sacre indiane che risalgono a oltre 5000 anni fa.

Pertanto non dovrebbe essere mai considerato un peccato offrire i propri omaggi ai diversi aspetti di Dio manifestati o personificati, perchè si riferiscono alla stessa Persona Suprema, il Signore originale.

DIO NON HA “SOCI”, MA INFINITI ASPETTI QUALITATIVI PERSONIFICATI O MENO
Tutte le persone spiritualiste e sagge dovrebbero astenersi dal criticare le fedi altrui, in quanto bisognerebbe prendere coscienza che “gli altri” stanno adorando altri aspetti dello stesso Signore, aspetti personificati o meno. Vi può essere un’adorazione diretta o indiretta dello stesso Essere Supremo, Dio.

Non vi è menzogna, nè peccato in questo. Nè significa che stiamo associando o affiancando a Dio dei “soci” indipendenti da Lui (come si dice nel nobile Corano, “non c’è altra divinità all’infuori di Dio”): nessun “socio”, ma diversi aspetti dello stesso Altissimo Signore.

L’IDOLATRIA (CHE NON ESISTE)
Anche qui l’interpretazione corretta è diversa da ciò che normalmente si intende. Per il comune musulmano medio, ad esempio, cattolici (con statue di santi e immagini o dipinti), gli Hindu, o altri sono tutti idolatri.

Ritengo sia un’interpreazione scorretta e troppo semplicistica.

La vera funzione virtuosa di statue-idoli, immagini, foto di santi e simili consiste nell’attivare il ricordo di una manifestazione di Dio o di un Suo puro servitore (che è sempre una manifestazione divina, un Avatar). Pertanto se nella tradizione Hindu esiste Narasimhadeva, la forma di Dio metà uomo e metà leone, un vero spiritualista sa che è possibile per un Essere Supremo Illimitato come il Dio Unico, manifestarsi anche in quella forma se lo desidera, in particolari circostanze, senza dover validare la scelta divina da parte degli uomini o senza chiedere loro il permesso, come giusto che sia. Negarlo significherebbe commettere l’offesa di pensare che Dio sia limitato, o agisca e pensi come noi.

Statue o immagini sono funzionali a riempire il senso della vista di un ricordo di una manifestazione divina.

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I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA

I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA
A cura di Marco Giai-Levra

Questi sono cinque strumenti, come cinque sono  gli  elementi che compongono l’universo materiale (Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra), ed essi rappresentano anche il principio per una visione globale. L’elemento più sottile, quello che fà quasi da confine tra mondo materiale e spirituale è l’ETERE, detto anche SPAZIO o SPAZIO INFINITO.

Il maestro Vaidya Swami Joythimayananda, originario del Tamil (India del sud), è considerato un’autorità a livello mondiale nei campi dello Yoga e dell’Ayurveda, discipline apprese durante il suo lungo apprendistato in India.

SWAMI JOYTHIMAYANANDA

L’importante è capire che viviamo secondo il principio  dei  cinque  elementi,  perché noi siamo formati dai cinque elementi dell’universo: Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Il corpo o veicolo materiale è formato da questi cinque elementi grossolani e da tre elementi più sottili: Mente, Intelligenza e Falso Ego. Questi ultimi riguardano i corpi mentali.

Charaka disse: «L’uomo è l’epitome dell’universo; ciò che è nell’universo è nell’uomo, ciò che è nell’uomo è nell’universo».

I CINQUE ELEMENTI DELLA NATURA MATERIALE E LE DITA DELLA NOSTRA MANO
Ciascuna delle nostre dita è associata ad un particolare Principio Cosmico Assoluto (Tattva). L’immagine qui sotto mostra la relazione tra ogni dito e il Principio Cosmico Assoluto associato.

5 elementi bhuta.jpg

Quando la coscienza divina fluisce dalla mano di una persona spiritualmente evoluta, l’energia proveniente da ogni dito sarà diversa, in quanto è modificato dall’ Elemento Cosmico Predominante predominante di quel dito. Di conseguenza, come il mignolo è associato con l’Assoluto Elemento Terra (Pruthvītattva), ha anche la maggior capacità di manifestare la Coscienza Divina relativa a quell’elemento. Il pollice è associato con l’Assoluto Elemento Etere (Ākāshtattva) e quindi ha la Coscienza Divina più manifesta in riferimento all’ Etere, con tutto quello che ne consegue.

I cinque elementi sono associati o legati alle dita della nostra mano, nel seguente modo:

  • Dito mignolo: elemento TERRA
  • Dito anulare: elemento ACQUA
  • Dito medio: elemento FUOCO
  • Dito indice: elemento ARIA
  • Dito pollice: Elemento ETERE o SPAZIO INFINITO

SWAMI JOYTHIMAYANANDA MANO

1) HO PAZIENZA
Dito: mignolo
Elemento: TERRA (Prithivî)
Rappresenta il corpo fisico, la morte

LITTLE FINGER

La Terra è il quinto ed ultimo elemento del cosmo presente nel microcosmo; la vita è possibile su questo pianeta perché la Terra mantiene tutte le sostanze viventi e non viventi sulla sua solida superficie. Nel corpo tutte le strutture solide – ossa, cartilagini, muscoli, tendini, pelle, capelli – sono derivate dalla Terra.

La Terra è collegata al senso dell’olfatto ed il suo organo è il naso.

La «vasta», la «estesa»: si tratta della terra e della sua personificazione come Dea. Secondo il Rig Veda questo termine indica, in particolare, uno dei due elementi che compongono il mondo fisico: la terra (Prithivî) e il cielo (Div) che a volte vengono indicati congiuntamente come Dyava-Prithivî.

Prithivî viene definita il grembo di Agni, il luogo in cui ha origine l’embrione della vita; è anche in questo senso che viene detta anche la Madre. Essa si trova in stretta connessione con la fertilità, per gli Dei Prithivî è Aditi, per gli agricoltori è Sita, per gli esseri viventi è la Terra.

La Terra – si afferma – è il giudice definitivo quando viene posta in dubbio l’innocenza o l’integrità di una persona. Lo stesso Buddha chiamò la Terra a testimoniare la sua integrità e la verità del suo insegnamento; è per questo che viene spesso raffigurato seduto mentre tocca la terra con la mano destra.

Dalla Terra sono creati tutti i corpi viventi organici, inclusi quelli del regno vegetale ed animale, incluso l’uomo. La Terra contiene anche le sostanze inorganiche che comprendono il regno minerale ed in questo modo dal grembo dei cinque elementi è generata tutta la materia.

I cinque elementi basilari esistono in tutta la creazione in un’infinita varietà di proporzioni: essi fanno parte della danza dinamica della creazione e si manifestano ed interagiscono in continuazione; il cambiamento di un elemento provoca ripercussioni sugli altri.

Nella membrana cellulare, ad esempio, sono presenti tutti gli elementi, ma la Terra è predominante, poiché fornisce la struttura alla cellula stessa. L’elemento Acqua predomina nel citoplasma, il liquido della cellula. I processi metabolici che regolano le cellule sono governati dall’elemento Fuoco. L’elemento Aria predomina nei gas delle cellule e lo spazio occupato dalla cellula rappresenta l’elemento Etere.

L’Âyurveda considera il corpo umano e le sue esperienze sensoriali come manifestazioni dell’energia cosmica espressa nei cinque elementi basilari. Gli antichi rishi percepirono che questi elementi ebbero origine dalla Pura Coscienza Cosmica. L’Âyurveda mira a mettere ogni individuo in grado di portare il complesso corpo/mente in perfetta relazione armonica con quella Coscienza.

Nello studio dell’Âyurveda è importante comprendere che «uno è in tutto e tutto è in uno» e sebbene gli elementi abbiano diverse caratteristiche, collaborano tra loro essendo sempre tutti presenti, anche se con dominanze diverse; essi hanno varie qualità che mantengono nell’uomo i processi di creazione, conservazione e trasformazione che corrispondono ai tridosha (i tre dosha o energie derivanti dalla combinazione degli elementi).

2) RESISTO
Dito: Anulare
Elemento: ACQUA (Jala)
Rappresenta le emozioni, il gusto della vita, la malattia

ring finger

L’Acqua è il quarto importante elemento nel corpo, si manifesta in tutte le secrezioni ed è assolutamente vitale per il funzionamento dei tessuti, degli organi e dei vari sistemi corporei; l’Acqua corporea è chiamata l’Acqua della Vita.

L’Acqua è collegata al gusto, il suo organo è la lingua – senza acqua la lingua non può gustare.

In quasi tutte le tradizioni del genere umano le acque occupano un posto speciale; sono l’elemento primigenio supra il quale tutto il resto riposa.

La loro prima funzione antropocosmica è la purificazione: ancora oggi è pratica quotidiana immergere idoli o oggetti nelle acque considerate sacre, per simboleggiare il ritorno alle origini, la regressione, la rigenerazione, una nuova nascita.

Le acque possiedono un carattere intermedio: non sono né aria né cielo, si trovano sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche essere letali, purificano ma possono anche essere fangose, scorrono sulla superficie ma anche in fiumi sotterranei.

Nella terra così come nell’individuo prendono le forme più diverse e hanno la libertà illimitata del divenire. Incorporando in sè tutte le virtualità, l’acqua diventa un simbolo di vita, ricca di germi: feconda la terra, gli animali, le donne.

Ricettacolo di ogni virtualità, fluida per eccellenza, sostegno del divenire, l’Acqua è paragonata o direttamente assimilata alla Luna. I ritmi lunari e acquatici sono governati dallo stesso destino, comandano la comparsa e la scomparsa periodica di tutte le donne, e danno al divenire universale una struttura ciclica. Lo spirito delle acque, l’Apam, rappresenta la fonte della vita; nel Rig Veda si dice che «Dalle acque è prodotto questo Universo». Le acque veicolano l’energia divina proprio come il sangue è il veicolo della vita umana.

3) EVITO DI CRITICARE
Dito: Medio
Elemento: FUOCO (Agni)
Rappresenta l’energia, la salute

MIDDLE FINGER

La sorgente del Fuoco e della luce nel sistema solare è il Sole; nel corpo umano la sorgente del Fuoco è il metabolismo: il Fuoco lavora nell’apparato digerente, in tutti i processi di trasformazione fisica e mentale e si manifesta come intelligenza.

Fuoco da sempre amico dell’uomo, il mediatore, il fuoco sacro e sacrificale e allo stesso tempo il fuoco che è il Sole, nelle cose che bruciano e nel cuore dell’uomo: ovunque lo stesso eppure sempre differente.

Agni come importante fenomeno naturale viene innalzato a divinità e l’idea di Agni nasce dal Sole ardente, che con il suo calore accende ogni cosa sia infiammabile. Viene dalle nuvole sotto forma di fulmine, è il portatore del fuoco. Viene raffigurato con una barba rossiccia, mascella quadrata e denti roventi. Il legno e il ghee sono i suoi cibi, brilla come il Sole che disperde l’oscurità della notte. Il suo sentiero è nero quando invade le foreste, e la sua voce è come il tuono del cielo. Così si pensa che il fuoco abiti non solo sulla terra, nel focolare o sull’altare, ma anche in cielo e nell’atmosfera, come il sole e l’aurora e come il fulmine tra le nubi.

Ben presto diventa un Dio supremo che si estende oltre il cielo e la terra e via via che il concetto si fa sempre più astratto, esso appare sempre più sublime. Agni assume quindi il ruolo di mediatore tra gli Dei e gli uomini ed è colui che tutti aiuta.

4) EVITO DI LAMENTARMI
Dito: Indice
Elemento: ARIA (Vâyu)
Rappresenta i pensieri, la creatività mentale

INDEX FINGER

L’Aria è l’elemento del movimento; contiene l’ossigeno che è di vitale importanza per tutti gli esseri viventi. Il suo senso è il tatto e l’organo di azione è la pelle; controlla tutte le attività del corpo: è responsabile di tutte le pulsazioni, delle azioni connesse con l’aria come la respirazione; tutti gli impulsi del sistema nervoso centrale sono governati dall’Aria corporea. La sua funzione è di rendere il corpo asciutto e leggero. La mente dominata dall’Aria è rajasica.

Nel Rig Veda il vento è denominato Vâta o Vâyu: la prima parola viene usata principalmente per l’elemento e la seconda per il Dio. Il vento è collegato alle acque primordiali, viene chiamato primogenito e viene proclamato di origine sconosciuta perché nessuno sa dove vada e da dove venga; lo si sente ma non lo di vede, è invisibile, può essere solo percepito e sentito, mai afferrato o compreso. Il vento possiede il dono della vita eterna, è il dispensatore del principio di vita, il seme della vita.

5) STO BENE
Dito: Pollice
Elemento: SPAZIO o ETERE (Âkâsha)
Rappresenta l’Anima, il Nirvana, la Liberazione, l’Illuminazione, la Libertà

THUMB FINGER

L’ETERE è’ l’elemento onnipresente che tutto pervade, è la dimora degli altri quattro elementi, è lo spazio che separa i differenti oggetti e ne permette la varietà ma differenzia anche le parti di uno stesso oggetto. Nel corpo rappresenta inoltre gli spazi vuoti, come ad esempio nel tratto intestinale, nei vasi linfatici e sanguigni, negli spazi intercellulari, nei polmoni.

L’udito è connesso con l’Etere e il suo organo di senso è l’orecchio. Non è dominato dagli altri elementi, ha movimento ma non ha gusto. La mente dominata dall’Etere è sattvica.

Etere o spazio è il primo degli elementi, è lo spazio, è il vuoto che permette alle cose di esistere e manifestarsi.

Secondo la tradizione i rishi (saggi, veggenti) percepirono che all’inizio il mondo esisteva in uno stato di coscienza immanifesto. Da quello stato di coscienza unificata si manifestarono sottili vibrazioni del primordiale suono cosmico AUM. Da quella vibrazione apparve il primo elemento, l’Etere.

Quest’elemento etereo quindi cominciò a muoversi ed i suoi movimenti sottili crearono l’Aria, che è Etere in azione. Il movimento dell’Etere produsse una frizione, ed attraverso quella frizione fu generato il calore. Particelle d’energia-calore si combinarono a formare intensa luce e da questa luce si manifestò l’elemento Fuoco. In questo modo l’Etere si manifestò come Aria, e fu lo stesso Etere che più tardi si manifestò come Fuoco. Attraverso il calore del Fuoco, certi elementi eterei si dissolsero e si trasformarono in liquidi, manifestando l’elemento Acqua, e quindi si solidificarono per formare le molecole dell’elemento Terra. Così l’Etere si manifestò nei quattro elementi di Aria, Fuoco, Acqua e Terra.

RIASSUNTO DELLE FORMULE-MANTRA
TRUCCO PER RICORDARSI: Per ricordare ed evocare questi strumenti mentali può essere utile richiamarli mentalmente  “a blocchi”, ad esempio:

  • HO PAZIENZA E RESISTO (dita mignolo e anulare)
  • EVITO DI CRITICARE E LAMENTARMI (dita medio e indice)
  • STO BENE !!! (dito pollice)

HAND OF MYSTERIES

CONSIGLI DALLA BHAGAVAD GITA
In riferimento a questi argomenti, nella Bhagavad Gita (Canto del Beato) Krishna (che si presenta come Dio o l’Essere Supremo in Persona) istruisce Arjuna suo amico e discepolo, su quello che si dovrebbe fare. Riassumendo le istruzioni di Krishna in formule facili da ricordare, esse si potrebbero trascrivere con questa formula mantrica:

  1. TOLLERO LA GIOIA E IL DOLORE
    oppure
    RIMANGO FERMO E RISOLUTO IN OGNI CIRCOSTANZA
  2. VEDO TUTTI INGLI ESSERI IN MODO EQUANIME, POICHÈ TUTTI SIAMO UNO
  3. HARE KRISHNA, HARE KRISHNA, KRISHNA KRISHNA HARE HARE
    HARE RAMA, HARE RAMA, RAMA RAMA HARE HARE

Nel primo mantra sono racchiusi i due mantra “HO PAZIENZA” e “RESISTO”.
Il secondo mantra contiene “EVITO DI CRITICARE e DI LAMENTARMI”.
Nel terzo mantra, oltre a i Santi Nomi di Dio, c’è il significato che risponde a “La FONTE INESAURIBILE DI OGNI FELICITÀ E SODDISFAZIONE”.

Hare KRISHNA e Shanti a tutti 🙂 !!!

© 2016 Marco Giai-Levra

fonti:

http://www.yoga.it/articoli/i-cinque-elementi-l-universo-in-noi/
http://www.spiritualresearchfoundation.org/

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