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I FUNGHI : il controversi “frutti dell’Ignoranza” … ma certamente frutti, che includono proteine, vitamine D e B12

A cura di Marco Giai-Levra

Spesso la nostra idea di quello che è un frutto non coincide con la definizione reale di quello che un frutto è, cioè semplicemente uno “sporoforo”, ossia una polpa vegetale portatrice di semi, detti anche spore. Di conseguenza molti vegetali chiamati normalmente ortaggi o in altro modo possono a tutta ragione essere chiamati anche frutti, in quanto lo sono (es. pomodori, zucchine, cetrioli, ecc.)

reishi

Ganoderma Lucidum o Reishi o Fungo dell’Immortalità

Tra questi vegetali-frutti, in questo articolo, mi voglio occupare del più controverso dei frutti, perlomeno nell’essere ritenuto tale: i funghi. Io li chiamo i “frutti di Sottoterra” e di seguito spiego il perchè, collocandoli anche nei Guna ayurvedici, cioè nella classificazione delle tre influenze materiali che suscitano in chi se ne ciba, alterandone lo stato d’animo, nonchè nell’ambito dei cinque elementi materiali che elargiscono (Etere, Aria, Acqua, Fuoco, Terra).

Si vanno a delineare NUOVI PARAMETRI DI VALUTAZIONE DAL PUNTO DI VISTA CRUDISTA, e si va a concludere che i funghi che possono essere considerati dei frutti adatti all’uomo sono SOLO i funghi che ho denominato “Funghi Superiori” come il Boletus Edulis (e pochissimi altri), che ha le caratteristiche del Simbionte, cioè vive in simbiosi con la pianta che lo ospita. In tale simbiosi entrambi le parti ne traggono vantaggio. Al contrario gli “altri funghi” considerati normalmente commestibili, poco saporiti, insipidi e senza profumo hanno caratteristiche saprofitiche o parassitarie, che vanno a danneggiare o a uccidere la pianta. Tali funghi Non-superiori vanno evitati.

LE VARIETA CHE REPUTO SUPERIORI IN BASE ALLA MIA ESPERIENZA E ALLE VIRTU’ ELENCATE NELLA LETTERATURA SONO:

  • BOLETUS (tutte le varietà)
  • OVULI (tipo Amanita Caesarea)
  • REISHI secco in polvere, chiamato da secoli fungo dell’immortalità in Cina. E’ il fungo medicinale più famoso.
  • Altri funghi notoriamente medicinali, testati anche scientificamente: INONOTUS OBLIQUUS (Chiaga), HERICIUM ERINACEUS (criniera di leone), TRAMETES VERSICOLOR (coda di tacchino)

Sui boletus e ovuli garantisco (ricordo sempre che specie diverse hanno sapori molto differenti).

Funghi da considerarsi “Commestibili non-dannosi”, ma NON-superiori sono i Portobello e i Cardoncelli. Comunque il fatto che siano “buonini”, ma non ottimi come i porcini, porta la persona non desiderarli spesso in modo naturale, ma solo saltuariamente, forse quando c’è una carenza dell’elemento Terra.

Gli altri, almeno le specie che si trovano commercializzate in Italia, io li eviterei.

IL FUNGO È UN FRUTTO? SI
I funghi sono dei frutti? Il fungo Porcino è un frutto?
Che cos’è veramente un frutto?
La definizione di frutto che trascende tempi e mode è simile alla definizione biblica, cioè “ogni frutto-pianta che porta seme seminante”, intendendo ogni tipo di polpa vegetale che contiene un seme o più semini. Quindi, al di là delle speculazioni mentali effettuate in tempi, luoghi, culture, mode e circostanze diversi (che lasciano sempre il tempo che trovano), ogni frutto deve rispondere alle seguenti caratteristiche logiche e immutabili nel tempo:
-essere polpa vegetale che porta e nutre un seme o più semini, e ne è oggetto di dispersione (SPOROFORO o “portatore di semi”)
-essere commestibile da crudo, senza l’ausilio del Fuoco e della sua trasformazione chimica
-avere un sapore appetibile
-avere un odore appetibile
-avere un colore gradevole o che attira l’attenzione

-se è un frutto, quando viene raccolto non provoca mai la morte della pianta che lo porta (CARPOFORO o “che porta il frutto”)

Per essere un frutto deve obbligatoriamente rispondere anche solo alla prima caratteristiche, mentre le altre caratteristiche servono per valutare se questo frutto è più o meno adatto alla specie umana. Tanto più sono accentuate queste caratteristiche e tanto più il tipo di frutto è adatto all’essere umano.

porcini

Alla luce di queste caratteristiche: i funghi sono o non sono dei frutti? SI.
Essi sono infatti i frutti del micelio, una pianta sotterranea che ha una forma filamentosa, e che “porta” o  sostiene il “carpo” o frutto, cioè il fungo stesso sopraterra. Il fungo è lo sporoforo o portatore di spore (o semi, derivante da sperma-spargere), il micelio è il carpoforo o portatore di frutti. Pertanto il fungo è polpa vegetale che contiene semi. Le spore sono migliaia semini, anche se anno un carattere diverso rispetto ai semi degli altri frutti: essi non gemogliano ma si comportano come saprofiti, parassiti o simbionti rispetto al terreno o substrato in cui crescono.

Consolidata e compresa la nozione che i funghi sono frutti bisogna certamente dividerli in categorie: quelli commestibili e quelli velenosi o non-commestibili.
Tra i commestibili poi possiamo ulteriormente suddividere in: funghi superiori o più adatti all’essere umano e funghi inferiori, cioè commestibili ma poco adatti o appetibili per la specie umana.

Vediamo le altre caratteristiche sopra citate che caratterizzano qualsiasi frutto:
-Il fungo è commestibile da crudo? SI.
Ovviamente le specie commestibili e questo diventa tanto più vero quando ci rivolgiamo ai funghi superiori (Boletus edulis, Reishi, ecc.). Ricordiamo che esiste una forma di cura con i funghi chiamata MICOTERAPIA.
-Il fungo ha un sapore appetibile da crudo e scondito? Solo i funghi “superiori” SI.
Ad esempio i porcini
da 45 euro al kg SI, sono molto appetibili, succosi e dolciastri anche da crudi. Mentre quelli “inferiori” risultano poco adatti all’uomo, in quanto non gustosi da crudi, ma a volte addirittura dal sapore cattivo o che provoca bruciore, anche tra le specie considerate normalmente commestibili (che con questi nuovi criteri non sarebbero da considerarsi tali).
-Il fungo ha un odore appetibile? Idem come sopra, se si tratta di specie “superiori” come il Porcino Boletus Aereus o varianti, diresi di SI.

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Boletus Aereus

-Il fungo ha un colore gradevole alla vista: SI.
Basta osservare le foto in questo articolo.
-Cogliere il fungo provoca la morte del micelio o IFA? NO.
Tale pianta filamentosa vive nel terreno o substrato per sempre, fino a quando non si verificano condizioni che ne causano l’essiccazione.

Con il termine ife si indicano i filamenti unicellulari o pluricellulari, uninucleati o polinucleati di forma cilindrica allungati, che disposti uno sull’altro formano il micelio, ovvero il corpo vegetativo dei funghi.

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IFE

CONCLUSIONI: Il fungo è un frutto, e tra questi quelli adatti all’uomo sono in modo particolare i funghi “superiori” come i porcini o il mitico “Reishi” chiamato anche il “fungo dell’immortalità” da secoli nella medicina tradizionale cinese. I funghi superiori sono i veri frutti adattati all’uomo, tra i funghi disponibili e commestibili.

Tutte le altre sono interpretazioni, vuoi botaniche o micologiche, che cambiano anche a distanza di pochi anni, alternando teorie e ipotesi. La cosa che rimane invariata è che il fungo è l’apparato vegetale che porta in sè i semi o spore, pertanto è da considerarsi un frutto senza alcun dubbio.

porcini2

PRO:

  • apporta minerali, materiale per muscoli, ossa, pelle
  • vitamina D
  • Vitamina B12 (*)
  • stabilità fisica, radica al terreno apportando l’elemento Terra
  • è una buona fonte di proteine appaga il palato con il gusto “Umami” o squisito con una polpa che risulta carnosa
  • SE ESSICCATO TUTTI I NUTRIENTI SI MOLTIPLICANO PER 9 VOLTE

PRO da Micoterapia:

  • Potenzia il sistema immunitario
  • Mantenere sani livelli di pressione sanguigna
  • Mantenere livelli sani di colesterolo
  • Migliorare la digestione
  • Migliora la resistenza respiratoria
  • Mantenere una vista e un’udito sane
  • Rallenta il processo di invecchiamento
  • Ridurre lo stress e l’ansia

(* )VITAMINA B12: The fruiting bodies of black trumpet (Craterellus cornucopioides) and golden chanterelle (Cantharellus cibarius) contained higher levels of Vitamin B12 (1.09–2.65 μg/100 g dry weight) [Vitamin B12-Containing Plant Food Sources for Vegetarians – NCBI, In questo studio è stata certificata la presenza di alti livelli di Vitamina B12 in queste 2 varietà, vedi foto sotto]

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Craterellus cornucopioides o Trombetta dei Morti o Black Trumpet

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Cantharellus cibarius o Gallinaccio o Golden chanterelle

CONTRO:

  • in eccesso può intossicare
  • in eccesso può portare Illusione nei pensieri e abbassare le vibrazioni mentali offuscando lo Spirito.
  • alcuni vecchi studi dicono che la presenza di una tossina chiamata Agaritina può essere cangerogena (che dovrebbe essere distrutta dal calore di una cottura molto lunga), ma studi più recenti smentiscono in realtà quelli precedenti (**)

(**) Uno studio molto recente ha dimostrato che l’agaritina estratta dal fungo Agaricus blazei ha un’attività antitumorale se diretta contro le cellule tumorali leucemiche in vitro che è in contrasto con l’attività cancerogena precedentemente attribuita a questo composto. Si conclude che non c’è una reale evidenza di cangerosità dei funghi crudi nei modelli umani e animali. -Questa tossica viene minimizzata anche da essicazione o congelamento NdR-

Etimolgia dei termini micologici:
SPORA=seme, da sperma, spargere, portare o seminare.
FUNGO=spugna, qualcosa che trattiene o che porta qualcosa, Fumgum-Fungi-Spongos
CARPOFORO=portatore di frutti, Carpos-frutto + Sphòros-portare
SPOROFORO=che porta spore o semi

L’INFLUENZA DEI FUNGHI SU MENTE E SPIRITO: CIBI E FRUTTI SOTTO L’INFLUENZA DEI TRE GUNA AYURVEDICI
I funghi fanno parte dei “frutti di sottoterra”, e se di qualità apportano i minerali e l’elemento “Terra” a corpo/mente. Sulla mente ha un effetto “groundizzante”, terrestre, cioè di radicamento. L’influenza materiale indotta nella mente è Tamas o Ignoranza, letargia o illusione, nell’estremizzazione negativa diventa pazzia. Ma questo per i funghi comuni tipo chiodini, finferli, prataioli che infatti non hanno un sapore appetibile da crudi e sconditi (condizione che ne determina la qualità). I “funghi superiori” si collocano ayurvedicamente, a mio avviso, tra Tamas-Ignoranza e Rajas-Passione, influenzando la mente in questo sens0, specialmente se sono anche essiccati.

Tutte le azioni dell’uomo, così come tutti i cibi sono, secondo i Veda, sotto l’influenza dei tre Guna, ossia  le tre influenze della natura materiale: Virtù (Satva), Passione (Rajas) e Ignoranaza (Tamas), relazionate rispettivamente con senso di felicità, sofferenza e illusione/letargia.

Tutte i vegetali crudi e succosi che crescono sopra-terra sono considerati genericamente sotto l’influenza materiale della Virtù, quelli secchi e troppo speziati sono sotto l’influenza della Passione e quelli cotti, vecchi, decomposti, stagionati e che crescono sotto-terra sono sotto l’influenza dell’Ignoranza. La Virtù porta all’elevazione e allungano la vita, la Passione porta alla sofferenza e alla malattia, e l’Ignoranza porta alla letargia, all’illusione, alla pazzia e alla morte.

Ma tutto si può suddividere in ulteriori sottoinsiemi all’infinito, come in un frattale. Così nell’insieme Virtù dove risiedono i vegetali crudi si possono fare delle ulteriori e più precise classificazioni, cioè Virtù totale, Virtù-Passione e Virtù-Ignoranza, cioè una scala in cui la Virtù è completa opppure si sposta verso l’Ignoranza.

I frutti “aerei” o superiori, sotto l’influenza ayurvedica della Virtù o Satva, influenzano la mente umana in questa direzione. Sono la frutta dolce e succosa, acida e semi-acida arborea.

I frutti ortaggi che l’uomo coltiva, generati dalla Passione-Rajas-Azione-Fuoco, sono frutti che portano Fuoco/Passione/Rajas e anche un po’ di Terra/Ignoranza/Tamas. Inducono l’uomo ad attivarsi e a muoversi, e concepire attività. Sono questi i frutti di Terra o striscianti.

A questi si può aggiungere per estensione il frutto più controverso, che normalmente non viene considerato neanche un frutto: i funghi, che è polpa vegetale contenente semi o spore. E’ il frutto di una pianta-filamento sotterranea: il micelio. Tuttavia ha caratteristiche differenti dai suoi “più elevati parenti”, i frutti “striscianti”(fruttortaggi) e quelli “celesti-aerei” (frutti da albero). Infatti i semi -le spore- hanno un carattere parassitario, non hanno la classica funzione di germogliare e basta.

Questi normalmente non sono per niente appetibili, inducono basse frequenze mentali sotto l’influenza di tamas-ignoranza e a lungo andare possono ostacolare il percorso spirituale.

Ma tra questi “frutti di (Sotto)Terra” quelli che più hanno virtù e appetibilità sono quelli che maturano più lentamente, come i porcini che possono impiegare fino a 15 giorni in determinate condizioni e altitudini. Si tratta quindi di frutti diversi da quelli che si sviluppano e muoiono in 1-2 giorni. Ci sono poi dei funghi come il Reishi o “fungo dell’immortalità” che matura anche in diversi anni. Essi sono usati come medicinali.

porcini3

Sono la chiara rappresentazione dell’elemento Terra, e se il corpo è squilibrato e deprivato di questo elemento, questo frutto -con moderazione- può apportare minerali e nutrienti utili, soprattutto i funghi “più virtuosi”, cioè quelli che maturano in molti giorni, mesi o anni.

Non è sicuramente il frutto ideale o elettivo dell’uomo, ma in taluni casi può essere utile per il corpo fisico, quando appunto l’elemento TERRA scarseggia nel corpo grossolano o nella mente (instabilità).

L’elemento TERRA (relazionato con l’influenza materiale chiamata TAMO-Guna o IGNORANZA-ILLUSIONE) apportato in questo caso dai funghi conferisce laddove c’è una carenza di tale elemento:
– Materia e minerali per tessuti, ossa, muscoli, capelli e denti
– Stabilità mentale e emotiva
(se non assunto in eccesso)
– Forza fisica e resistenza

Quando l’elemento TERRA è in eccesso si ottiene invece:
– Eccesso di materia nel corpo che si trasforma in muco dannoso e patogeno
– Illusione mentale, o arrivare a concepire conclusioni fuorvianti e sbagliate pur essendo convinti che siano giuste
– Pazzia, o il fissarsi in pensieri malsani

porcini4CIBO PROIBITO DAGLI SPIRITUALISTI? CONCESSI DA SRILA PRABHUPADA
Normalmente i funghi “generici”
, cioè non distinguendo tra Superiori o inferiori, sono banditi nell’induismo dai Vaishnava (cioè gli adoratori di Krishna-Vishnu).

Tuttavia questa potrebbe essere un’interpretazione di antiche istruzioni rivelate su tempi e luoghi diversi. Anche perchè può darsi che in India non esistano funghi così pregiati come i Porcini europei.

A questo proposito Srila Prabhupada afferma in una lettera rispondendo a un suo discepolo che chiedeva spiegazioni: ” I funghi non sono generalmente offerti, ma non vi è alcun divieto, non vi è alcun danno in loro.
Lettera a Harer Nama – Los Angeles, 1 dicembre 1968

Poi in una altra lettera spiega perchè di solito non vengono offerti a Krishna: ” … Poiché i funghi crescono in un posto sudicio, di solito non vengono offerti a Krishna. …”
Lettera a Himavati – Delhi, 17 novembre 1971

Questo signifca che in determinati tempi, luoghi e circostanze si possono offrire a Krishna, deducibilmente qui in Europa dove i funghi Porcini sono considerati un cibo di prima classe per il loro sapore e per le loro proprietà, pertanto degni di essere inclusi tra gli alimenti “offribili” alla Divinità.

Nel Jainismo ad esempio sono vietati perchè secondo loro, avendo un carattere parassitario verso altri organismi o piante, vengono considerati violenti.

Nell’Islam i funghi vengono considerati da molti “Haram” o peccato in quanto nel medio Oriente non c’è questa abitudine alimentare. Tuttavia Maometto (Pace du di lui) ha detto che il fungo è una buona cura per gli occhi, serve anche come una forma di controllo delle nascite e arresta la paralisi.  Diverse Hadith riportano simili affermazioni:
“Il fungo è di al-Mann, e la sua acqua è una cura per gli occhi “. (Sahih al-Bukhari, 5381)
Altri studiosi Corano, Bibbia e Torah li associano alla Manna per alcune caratteristiche.

Il grande maestro di Hadith (hafidh), l’Imam Ibn Hajar al-Asqalani fornisce due interpretazioni per la dichiarazione del Profeta (Pace su di lui): “Il fungo viene da al-Mann” nella sua monumentale Fath al-Bar:

  • Si riferisce agli al-Mann e Salwa che furono mandati giù sulla gente di Sayyiduna Musa (pace su di lui) Banu Isra’il come una ricompensa di Allah l’Altissimo.
  • al-Mann è dalla radice della parola imtinan, che significa benedizioni, benevolenza e grazia, il che significa che il fungo è un dono di Allah l’Altissimo, in quanto cresce dopo la pioggia senza dover fare alcuna agricoltura. (Vedi: Fath al-Bari, 10/202)

FUNGHI DIVINI O MAGICI E MEDICINALI – CURIOSITA’
Oltre al già citato Reishi dai poteri guaritori miracolosi ci sono anche degli studiosi che associano il mitico SOMA (cibo divino, nettare) dei Veda con dei particolari funghi psichedelici come l’Amanita Muscaria.

Amanita_muscaria_crop

Amanita Muscaria


Nel 1968, Gordon Wasson espose il concetto che questo fungo era la “pianta” che si chiamava Soma, nel suo ormai molto citato “Soma, Divine Mushroom of Immortality”. Wasson riteneva che il Soma fosse il fungo che veniva utilizzato nelle cerimonie religiose, oltre 4000 anni fa, prima dell’inizio della nostra era cristiana, dalle persone che vengono definiti gli “Ariani”.
Wasson credeva anche che le proprietà allucinogene dell’A. Muscaria fossero la causa dell'”estasi” descritta nel Rig Veda, il libro sacro più antico degli indù.

Esiste anche un affascinante articolo accademico pubblicato nel 1995 sul Journal of Ethnopharmacology intitolato “Soma Siddha e illuminazione alchemica: funghi psichedelici nella tradizione buddista” (Soma siddhas and alchemical enlightenment: psychedelic mushrooms in Buddhist tradition), di Scott Hajicek-Dobberstein.

fungo buddha
Lo studio prende in esame alcuni dei testi della tradizione buddista tibetana, in particolare la raccolta conosciuta come le storie degli ottantaquattro Siddha, scritti come testi in lingua tibetana nell’XI o nel 12 ° secolo d.C. da antiche tradizioni orali, e descrivendo le vite di ottantaquattro “adepti” o cercatori conosciuti come siddha.

In queste storie, l’autore crede di trovare numerosi riferimenti allegorici all’uso di funghi psichedelici, tra cui leggende di mangiare torte di pane in equilibrio sulla punta di un ago, visioni di una bella donna che emerge da una betulla, ma solo dalla vita in su (forse per incarnare il fungo, che si erge solo su una gamba e che secondo alcuni analisti della sacra tradizione dei funghi ha una relazione simbiotica con la betulla), e riferimenti a esseri o demoni o divinità con un solo occhio ( ricorda anche il fungo, come si può vedere nella immagine sopra) – tra molti altri troppo numerosi da elencare qui.

È interessante notare che l’arte buddista del Tibet a volte raffigura bodhisattva seduto di fronte a un grande anello simile ad un alone che contiene linee ondeggianti che suggeriscono molto la vista da sottodi una cappella di un fungo, con le linee radianti che ricordano le branchie del fungo stesso.

I monaci buddhisti Shaolin e inventori del Kung Fu utilizzano da secoli piante e funghi medicinali, tra cui il fungo chiamato CHAGA che parassita più che altro alberi di betulla, ma anche quercie, faggi e pioppi.

 

chaga-tea
Inonotus obliquus o Chaga

Viene ritenuto un tonico estremo e presenta un colore nero provocato da un’enorme quantità di melanina. Viene considerato anti-tumorale, sebbene provochi un tumore alla pianta che parassita.

In molti templi orientali di monaci buddhisti vengono cucinati i funghi Shiitake  dalle conclamate proprietà medicinali (trascritto foneticamente in italiano e pronunciato SCIITAKE).

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Shiitake

Secondo svariati studi scientifici questi funghi danno i seguenti benefici:

  • combattono l’obesità, rallentando l’assimilazione dei grassi e conferendo una sazietà aumentata dal B-Glucano
  • aumenta l’autoimmunita e fornisce importanti vitamine e minerali
  • distrugge le cellule tumorali
  • creano uno sttrato di supporto nelle pareti venose che favorisce la salute della pressione sanguigna regolarizzandola
  • interferiscono con la produzione di colesterolo nel fegato, riducendolo

Nell’Islam come menzionato nel paragrafo precedente c’è chi considera e associa  i funghi alla Manna, ritenendoli una benedizione di Dio e un cibo che arriva dal Paradiso, quindi con proprietà benefiche e sovrannaturali.

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DIVIETO DI DIGIUNO IN QUESTE DATE: VEDIC SCIENCE

A cura di Marco Giai-Levra

Avevo precedentemente giàscritto un articolo sui giorni “impuri” o Ashudda in sanscrito, in cui a causa di particolari influenze lunari e planetarie non conviene digiunare perchè è spiegato dagli Shastra (Scritture rivelate) che porta malessere fisico, mentale e spirituale, addirittura degradando il karma e mandando in miseria il digiunatore. In altre parole diventa difficile e pericolo, per non dire rovinoso digiunare in questi giorni Ashudda.

L’articolo completo con tutta la spiegazione lo potete trovare al seguente link:
https://marcogiailevra.wordpress.com/2017/02/18/digiuno-lunare-di-ekadashi-regole-vediche-quando-digiunare-shuddha-ekadashi-e-quando-non-digiunare-ashuddha-ekadashi/

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Nell’induismo in generale sono prescritti 2 giorni di digiuno lunare al mese, obbligatori per i devoti del Signore. Questi giorni sono detti Ekadashi e dovrebbero ricadere 11 giorni dopo la luna piena o la luna nuova, ma poi avvengono sempre degli aggiustamenti astrologici e quindi non è così automatico, anche perchè l’astrologia vedica si basa sul perfetto calendario lunare, e non sul nostro calendario solare (che in realtà è artificiale, non naturale come quello lunare).

Sul web è disponibile un calcolatore dei giorni di Ekadashi, dove potete immettere anche luogo e anno per essere sicuri di non sbagliare le date prescritte, oltre a scoprire i fatidici giorni impuri, le Ashudda Ekadashi, i giorni in cui NON bisognerebbe intraprendere la pratica del digiuno.

Il calcolatore automatico lo potete trovare a questo indirizzo:
http://www.drikpanchang.com/vrats/ekadashidates.html

Per scoprire quali sono i giorni impuri (Ashudda Ekadashi)  in cui non conviene affatto digiunare dovete controllare nella lista delle date delle differenti Ekadashi. Bene, quando vedrete che il nome di una Ekadashi è preceduto dalla parola Vaishnava, allora potrete anche notare che il giorno prima è riportato il nome della stessa Ekadashi senza essere preceduto dalla parola Vaishnava, e quindi saprete che tale giorno precedente è Ashudda, ossia “impuro”. In questo giorno impuro NON si deve digiunare.

Facciamo un esempio perchè voglio essere sicuro che nessuno sbagli. Prendiamo alcune delle Ekadasi di Milano 2017:

24 March   (Friday)          Papmochani Ekadashi
06 April     (Thursday)   Kamada Ekadashi  → ASHUDDA (IMPURA) EKADASI
07 April     (Friday)         Vaishnava Kamada Ekadashi → SHUDDA (PURA) EKADASI
22 April      (Saturday)      Varuthini Ekadashi
06 May       (Saturday)       Mohini Ekadashi

Nell’esempio riportato Kamada Ekadasi ricadeva il 6 aprile che era un giorno impuro o ashudda, quindi è stata traslata al giorno successivo che invece era un giorno puro o shudda. In conclusione, osservando la lista del calcolatore sopra riportato, NON SI DEVE DIGIUNARE nei giorni precedenti a quelli in cui compare la parola Vaishnava seguita dal nome della relativa Ekadasi. Tutti gli altri giorni dell’anno in elenco o non in elenco sono qualificati per il digiuno.

Grazie alla magnanimità di coloro che hanno sviluppato questa e altre piattaforme simili, adesso tutti possono essere in grado di determinare e conoscere i “giorni no” per il digiuno. Questo è particolarmente utile se si pianificano dei digiuni più lunghi.

Hare Krishna a tutti 😇 !!!

Pensiero-Mantra del giorno:
“Sono un TuttUno con Krishna e Krishna è con me” 😊😊😊

© 2017 Marco Giai-Levra

fonti:
http://www.drikpanchang.com

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Digiuno lunare di Ekadashi, regole vediche: quando digiunare (Shuddha Ekadashi) e quando NON digiunare (Ashuddha Ekadashi)

A cura di Marco Giai-Levra

Le date Ashudda (impure) in cui NON digiunare

Nel seguento link troverete l’articolo esplicativo e le date in NON digiunare:
https://marcogiailevra.wordpress.com/2017/05/20/divieto-di-digiuno-in-queste-date/?preview_id=1807&preview_nonce=4cbcc79322

Qui sotto segue la spiegazione di Shudda e Ashudda Ekadashi.

Shuddha e Ashuddha Ekadashi

Ekadashi è il giorno prescritto per il digiuno lunare nell’induismo e corrisponde all’11° giorno dopo la Luna Piena e all’11° giorno dopo la Luna Nuova, entrambe comprese (Eka in sanscrito significa undici). Anche seguendo le prescrizioni riguardo il digiuno lunare spesso si crea confusione sul quando il digiuno debba essere attuato, se il giorno in cui ricorre sia fausto o infausto. Esaminiamo degli esempi e cosa dicono gli Shastra (le Scritture) a questo proposito, sulla base di un articolo redatto dei devoti Narottam Das e Arjun Nandlal.

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Nel 2015, per esempio, molti calendari indù hanno fatto cadere Ekadashi il 27 giugno e non il 28 come avrebbe dovuto. Ora, tutto ciò ha creato molto scompiglio tra molti e questo articolo ha lo scopo di chiarire questi dubbi.
Shuddha significa puro e Ashuddha significa impuro. Non si deve osservare un digiuno che ricade su Ekadashi che non è pura (Ashuddha) come citato dai versi degli shastra qui sotto. Pertanto, a volte si deve digiunare Dvadashi (il giorno dopo – il 12 ° giorno) se capita che tale Ekadashi non è pura.
Come rende un Ekadashi impura? Questo succede quando il 10° e l’11° giorno (dopo Luna Piena o Luna Nuova comprese) si sovrappongono. Allora questa Ekadashi è considerata impura e pertanto il digiuno NON dovrebbe essere osservato in questo giorno, ma andrebbe eseguito il giorno dopo Dvadashi .

Quando si dovrebbe iniziare Ekadashi Vrat (voto): all’alba o a mezzanotte?

Srila Prabhupad ha detto: “Per quanto riguarda la prima domanda, osserviamo Ekadashi dal sorgere del sole, fino al successivo sorgere del sole. Le 24:00 (mezzanotte) riguardano il calcolo astronomico occidentale, ma il calcolo astronomico vedico inizia dall’alba oppure dal sorgere della luna. Generalmente viene considerata l’alba. Il nostro calcolo è simile a questo: quando c’è l’alba, Ekadashi tithi deve essere già cominciato.

Tithi o thithi è il giorno lunare o tempo necessario affinchè l’angolo longitudinale tra luna e sole aumenti di 12 °, il cui inizio cade in diverse ore del giorno, le quali variano in durata da 19 a 26 ore circa.

Se Ekadashi tithi non è in l’alba e il tithi inizia, diciamo dopo pochi minuti dopo il sorgere del sole, allora accettiamo quel giorno come precedente per Ekadashi. Tutte le nostre cerimonie sono calcolate in questo modo. Questo significa che dobbiamo vedere il tithi durante l’alba. Pertanto, a volte le nostre date di cerimonie non coincidono esattamente con i calcoli occidentali”. – lettera Prabhupada, 30 Settembre 1969)

Qui potete scaricare Vaisnava Reminder, un software per Windows e Wine (Linux, Mac, ecc.), che vi genererà un calendario Vaisnava con allarmi che ricordano gli eventi, i digiuni e le Ekadashi.

Citazioni dalle scritture rivelate (Shastra)

HARI BHAKTI vilasa 12/202 da SAURA Dharmottara
Ekadashi (11° giorno dopo Luna Piena o Luna Nuova comprese)
e Dvadashi (12° giorno dopo Luna Piena o Luna Nuova comprese) sono entrambi qualificati per digiuno. Inoltre, si dovrebbe digiunare quando Ekadashi è combinata con Dvadashi, ma NON si deve mai digiunare quando è combinata con Ekadashi Dashami (10 ° giorno dopo Luna Piena o Luna Nuova comprese).

HARI BHAKTI vilasa 12/226 da GARUDA Purana
Oh brahmana, le anime che hanno imparato rifiutano le Ekadashi che coincidono con Dashami perché sanno che  digiunando in questo giorno, si ottiene solo povertà e miseria.

HARI BHAKTI vilasa 12/230 da Skanda Purana
I demoni risiedono nei grani (cerali, farine, ecc.) di qualsiasi Ekadashi che si sovrappone con Dashami e chi digiuna in questo giorno raggiunge risultati negativi. Il Signore Hari risiede in ogni Ekadasi, che si sovrappone con Dwadashi. Se qualcuno osserva il digiuno in questo giorno, riceve correttamente i risultati completi.

HARI BHAKTI vilasa 12/246 da Skanda Purana
Ogni devoto del Signore che osserva consapevolmente o inconsapevolmente Ekadashi sovrapposte con Dashami dovrebbe capire che Sri Vishnu certamente non è contento di lui.

HARI BHAKTI vilasa 12/248 da Skanda Purana
Perciò, o migliore tra gli esseri umani, non è consigliabile osservare delle Ekadashi sovrapposte con Dashami. Tutti i grandi saggi e hanno raccomandato e dichiarato a voi di osservare solo i digiuni delle Ekadashi pure (Shuddha Ekadashi).

HARI BHAKTI vilasa 12/270 da kūrma purāṇa e Brahma Vaivarta Purana – Srila Vyasadeva parla a Suta Gosvami
Oh Suta Goswami, se qualcuno osserva rigorosamente un Ekadashi pura, che è non miscelato con Dasami, è completamente auspicioso. Pertanto, le persone dotte, i conoscitori della letteratura vedica hanno stabilito che il digiuno durante le Ekadasi impure (Ashuddha Ekadashi) è improprio.

Insieme a questo articolo sono anche riportate anche le seguenti informazioni sulla Shraddha cioè (rito per i funerali, 10 giorni, 13 giorni, 6 ° mese e le 11 ½ cerimonie mese) e la sua connessione con Ekadashi.

Pujas Ekadashi e Shraddha

“La cerimonia della Shraddha (una preghiera per i defunti) delle oblazioni a un antenato non dovrebbe essere eseguita in coincidenza con una Ekadashi tithi. Quando la ricorrenza del tithi della morte ricade il giorno di Ekadasi, la cerimonia della shraddha NON si dovrebbe tenere in Ekadashi ma il giorno dopo (Dvadashi)”. – Sat Kriya Sara Dipika 151 Bhagavatam 7.14.23

SPIEGAZIONE
Il giorno della cremazione non dovrebbe coincidere con Ekadashi o Maha Dwadashi, in quanto i defunti andrebbero all’inferno secondo il Srila Jiva Goswami.
Srila Jiva Goswami ha riportato citazioni da molti shastra affermando che la cerimonia shraddha delle oblazioni agli antenati non dovrebbe essere eseguita nel giorno lunare di Ekadashi tithi. Quando il tithi della ricorrenza della morte cade il giorno di Ekadasi, la cerimonia shraddha NON dovrebbe essere tenuta su Ekadashi ma il giorno successivo, o Dwadashi.

Nel Brahma Vaivarta Purana è detto:
Se si esegue la cerimonia della shraddha delle oblazioni agli antenati nell’Ekadasi tithi, poi l’esecutore, gli antenati per i quali si osserva la shraddha e il Purohita (monaco o consulente spirituale della famiglia) che incoraggia tale cerimonia, vanno tutti all’inferno.
(ACBSP. Bhagavatam 07:14:23 – SPIEGAZIONE, estratto)

Garuda Purana Preta Khanda 8.3
Il Signore Vishnu ha risposto a Shree Garudaji: “Se entrambe le famiglie sono senza maschi,  le donne dovrebbero svolgere le esequie. Oppure il re può eseguire tutti i riti “.

Garuda Purana Preta Khanda 34,127
“È il figlio che dovrebbe fare il sapindana di suo padre, non il padre per il figlio. A causa dell’affetto il sapindana del figlio non dovrebbe essere fatta dal padre”.

Garuda Purana Preta Khanda 34. 132.133
“Per una persona senza figli, il fratello, il figlio del fratello o il discepolo possono fare il sapindana nel ruolo di sapinda”.
“Per tutte le persone senza figli, la figlia può eseguire sapindana supportata da un ritvij o Purohita”.

NOTA BENE (sintesi della postfazione di Narottam Das e Arjun Nandlal):
Ci sono variazioni tra organizzazioni spirituali diverse ma qui sono esposti solo consigli spirituali che si basano sulle Scritture. Grazie mille per aver trovato il tempo di leggere questo articolo. Spero che questo articolo vi aiuterà in qualche modo e prego che ti aiuti a apprezzare la bellezza e la notevole lungimiranza dell’antica cultura indù. Vogliamo educare tutti i lettori e demistificare il percorso dell’induismo (Sanatana Dharma). Non esitate a condividere questi articoli con gli amici e famiglia.
Jai Hind … Jai Shree Radha Krishna.
Compilato per l’elevazione del Sanathan Dharma da Narottam Das e Arjun Nandlal

Hare KRISHNA e Shanti a tutti 🙂 !!!

© 2017 Marco Giai-Levra

fonti:
http://www.dipika.org.za

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IMPERSONALISMO, TU SEI DIO, DIO È “SOLO” UN OCEANO-MAGMA DI GRAZIA-AMORE-BEATITUDINE: ILLUSIONE SUPREMA!!!!

A cura di Marco Giai-Levra

Al giorno d’oggi è spesso diffusa la visione impersonalista di Dio, ossia quel punto di vista che riconosce solo l’aspetto impersonale del Signore ritenendolo addirittura l’aspetto originale, quindi l’unico reale.

Visto che Krishna che è Dio, dice “dei logici, Io sono la conclusione”, questo significa che siamo autorizzati ad usare la logica come strumento mentale per cercare di afferrare la Verità. E se facciamo un semplice ragionamento logico assumiamo che Dio per Sua definizione è Colui che non ha origine da nulla. Egli è Tutto e non ha bisogno di Nulla. E’ l’Essere Supremo, la Persona Suprema, è Eterno e Immutabile (era, è, sarà contemporaneamente, perchè la dimensione Spazio-Tempo non esiste nel mondo spirituale). Lui rivela Sè stesso nelle scritture sacre in tempi, luoghi e circostanze diverse, e in differenti modalità per essere dialogare in modo intellegibile per la forma mentale dei fruitori del messaggio divino.

Le Sue qualità sono eterne e infinite, e naturalmente così anche i suoi aspetti e le sue forme: tutto è senza limite, ossia non solo non ha mai fine, ma non c’è nascita, nè morte, nè origine per Lui.

Da questo si evince che ha infiniti aspetti e forme, il che significa che la “non-forma”, “l’Oceano di Energia” è senza dubbio reale e và onorato dai devoti, ma quello è solo uno dei Suoi innumerevoli aspetti. Nei “99 bei nomi di Allah”, citati nel Corano ad esempio, questi aspetti si traducono come: il Misericordioso, il Compassionevole, il Buono, il Potente, ecc.
Questi sono tutti attributi che si addicono ad un persona, non ad un magma impersonale. Inoltre proprio uno dei 99 nomi di Allah è “colui che plasma la forma”: pertanto come potrebbe mai la forma originale di Dio essere un Oceano di Energia impersonale senza forma, e poi creare in seguito le sue forme personali (cioè quelle di cui noi siamo ad immagine e somiglianza) senza possedere questa qualità??? Se qualcuno produce qualcosa che ha una certa qualità, si presuppone che egli abbia già tale qualità.

Quindi la conclusione logica è che Dio è una Persona, la Persona Suprema, e che noi siamo fatti a sua immagine  e somiglianza, come viene spiegato nella Genesi Ebraica, cioè nel Vecchio Testamento. Nella Bibbia viene ancora detto che Dio passeggiava a fianco di Adamo nel Giardino di Eden: un po’ difficile per un Oceano impersonale passeggiare a fianco di  un uomo in un giardino!

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Vishnu il Dio supremo nell’induismo il cui nome significa “quello che Tutto pervade” ha infatti una forma personale, umanoide con quattro braccia. E Krishna il Dio che ha emanato l’aspetto di Vishnu secondo i Vaishnava ha un aspetto umano.

Ma perchè allora nonostante queste facili considerazioni logiche và di moda considerare vero solo l’aspetto impersonale di Dio e falso quello che ha una forma di persona?

La risposta è semplice: INVIDIA SOLTANTO! Di chi??? Invidia verso Dio, l’Essere Supremo, l’Altissimo, l’Elyon dell’Antico Testamento della Bibbia.

Questo è il sentimento che ci ha fatto incarnare per la prima volta: “Perchè Lui si e io no? Perchè devo godere sempre insieme a Lui e con Lui, io adesso voglio provare a godere dei sensi in modo indipendente da Lui….”

Puff…. Accontentati immediatamente: siamo intrappolati e condizionati dal corpo materiale e dal karma che generiamo probabilmente da migliaia di anni, siamo qui letteralmente imprigionati e non riusciamo a liberarci. Questo avverrà fino a che con sottomissione e con tono dimesso, ci arrenderemo definitivamente a Dio, la Persona Suprema.

Sono assimilabili al concetto di impersonalismo anche le visioni New Age e altre ancora, quelle che promuovono solo “il Tuo Dio interiore”, in quanto l’invidia verso l’Essere Supremo è tale, che questi demoni e falsi spiritualisti non riescono a concepire di abbassare la testa, sottomettersi e svolgere il nostro eterno dovere: SERVIRLO!
Il rapporto che abbiamo con Dio è eterno e di eterna beatitudine, perchè solo servendolo possiamo godere anche noi. Lui ama i suoi devoti più di ogni altra cosa e desidera soddisfarli in tutto, in base alla devozione con cui lo hanno adorato.
Se una mano serve la bocca ne gode anch’essa, al contrario se si rifiuta di portare il cibo alla bocca perchè invidiosa della capacità di gustare, perisce la bocca, il corpo intero e quindi la mano stessa.

Riporto qui di seguito il dialogo tra Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami A. C. Prabhupada e i suoi discepoli, avvenuto nel settmebre del 1975 a Vrindavana in India.

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada: Sia gli esseri viventi sia Krishna sono pieni di coscienza. La coscienza di un essere vivente è dentro di lui e la coscienza di Krishna si diffonde ovunque. Questa è la differenza.

Discepolo: I mayavadi [gli impersonalisti] dicono che quando diventeremo liberati, anche noi ci diffonderemo ovunque. Ci fonderemo nel Brahman e perderemo la nostra identità individuale.

Srila Prabhupada: Questo significa che ti dimenticherai di tutto. Comunque piccola sia la coscienza che avevi, essa non esisterà più.

Discepolo: Ma comunque quello che dimenticheremo è solo illusione.

Srila Prabhupada: Se questa è la liberazione, allora lascia che ora ti uccida. Ti dimenticherai di tutto – la liberazione. [Risate] [Un passante canta in hindi] Questa è la liberazione – egli canta: “O mio Signore Krishna, quando mi abbandonerò ai Tuoi piedi di loto?” Questa è la liberazione. Come un bambino che si abbandona totalmente ai propri genitori – egli è liberato. Non ha ansietà. È fiducioso: “Oh, I miei genitori sono qui. Qualunque cosa facciano va bene per me. Nessuno può farmi del male.”

Discepolo: Gli impersonalisti dicono che la liberazione libera da ogni sofferenza.

Srila Prabhupada: Sì, ma se sei pieno di ansietà, dov’è la tua liberazione?

Discepolo: Dicono che può essere raggiunta se diventiamo uno con il Supremo.

Srila Prabhupada: Krishna è la coscienza suprema. Se perdi la tua coscienza, come puoi diventare uno con Lui?

Discepolo: Bene, non è esatto dire che perdiamo la nostra coscienza, ma che ci fondiamo nella coscienza suprema.

Srila Prabhupada: Questo significa che vuoi diventare Dio, ma perchè ora sei differente da Dio?

Discepolo: È il mio lila [il mio divertimento].

Srila Prabhupada: Se questo è il tuo lila, allora perché ti sottoponi a così tante austerità per raggiungere la liberazione?

Discepolo: Il punto è che la coscienza suprema non è incarnata, mentre ora noi siamo incarnati. Perciò, quando otterremo la coscienza suprema, anche noi non saremo più incarnati.

Srila Prabhupada: Ma come hai fatto ad incarnarti se sei il Supremo? Che cosa ti ha fatto incarnare? Non ti piace essere incarnato – il corpo dà molta sofferenza – perciò vuoi la liberazione. Ma chiunque ti ha fatto incarnare, Egli è il Supremo. Non sei tu il Supremo.

Discepolo: M’illudo, cosicché posso provare il piacere di essere liberato.

Srila Prabhupada: Perché un qualsiasi uomo sano di mente si metterebbe in una posizione in cui sarà ripetutamente preso a calci dalla natura materiale sotto forma di nascita, vecchiaia, malattia e morte? Qual è il divertimento?

Discepolo: Senza sofferenza, come puoi sperimentare il piacere?

Srila Prabhupada: Allora lascia che ti prenda a calci e quando smetto puoi sperimentare il piacere.

Discepolo: L’idea è che dopo aver sperimentato la sofferenza in questo mondo, la liberazione sarà molto dolce.

Srila Prabhupada: Ma perché c’è la sofferenza? Se sei supremo, perché ci sono sofferenze di tutti i tipi per te? Che cosa è questa sciocchezza: “La sofferenza è il mio lila”?

Discepolo: È sofferenza solo per coloro che non capiscono di essere supremi. Essi sono gli unici a soffrire, non io.

Srila Prabhupada: Allora sei come i maiali e i cani. Essi non capiscono che questa è sofferenza, ma noi sì. Perciò i mayavadi sono mudha, sciocchi e mascalzoni, che non sanno cos’è la sofferenza e cos’è il piacere. Mudho ’yam nabhijanati mam ebhyah param avyayam. Krishna dice: “Gli sciocchi e i mascalzoni non sanno che Io sono il Supremo.” Perciò dopo molte vite trascorse a soffrire e a parlare di ogni genere di sciocchezze, la persona che possiede la vera conoscenza si arrende a Krishna (bahunam janmanam ante jñanavan mam prapadyate). Questa è conoscenza. Quando si raggiunge questa consapevolezza, “ho solo sofferto e ho cercato d’illudermi con giochi di parole”, allora ci si arrende a Krishna.

Discepolo: Quindi la filosofia mayavada è veramente la suprema illusione?

Srila Prabhupada: Sì. Mayavadi bhasya shunile haya sarva-nasha: “Chi segue la filosofia mayavada è finito.” È condannato, rimarrà assorbito in quella falsa filosofia e non sarà più capace di accettare la vera filosofia. I mayavadi sono degli offensori, quindi rimarranno eternamente nell’ignoranza e penseranno di essere Dio. Essi predicano pubblicamente: “Perchè pensi di essere colpevole? Tu sei Dio.”

Discepolo: I cristiani hanno il concetto del peccato. Quando i mayavadi si recarono in America, dissero ai cristiani: “Dimenticate questa idea di peccato, Qualsiasi cosa facciate, va bene, perché siete Dio.”

Srila Prabhupada: Ai sacerdoti cristiani non piacque la filosofia mayavada. I mayavadi erano atei, più dei buddisti. I buddisti non accettano l’autorità vedica, perciò sono considerati atei, ma questi mascalzoni di mayavadi accettano i Veda e predicano l’ateismo. Pertanto sono più pericolosi dei buddisti, che, sebbene si supponga siano atei, adorano Buddha, un’incarnazione di Krishna, quindi un giorno saranno liberati. I mayavadi invece non saranno mai liberati. Nella Bhagavad-gita [18.66] Krishna ci rassicura: “Abbandonati a Me e Io ti libererò da tutti i pericoli.” Noi accettiamo Krishna. Questo è tutto. Il nostro metodo è molto facile.

Il bambino cerca di camminare, ma non ne è capace e cade. Il padre dice: “Mio caro figlio, prendi la mia mano.” Allora il bambino è salvo. Questi mayavadi si oppongono al verdetto di Dio. Dio dice: “Gli esseri viventi sono parte integrante di Me” e i mayavadi dicono: “Io sono Dio.” Questa è stupidità. Se fossero uguali a Dio, perché Dio direbbe: “Abbandonati a Me?” Essi non sono Dio, sono semplicemente dei mascalzoni che proclamano di essere uguali a Dio perché non vogliono arrendersi a Lui. Quindi questa conoscenza – che “devo sottomettermi a Dio” – la otteniamo solo dopo moltissime nascite. Allora abbandoniamo quegli sciocchi giochi di parole e otteniamo la vera liberazione nella coscienza di Krishna.

Marco Phoenix Giai-Levra

Le donne subordinate agli uomini nell’induismo: esistono nelle sacre scritture rivelate delle ragioni che riguardano la meccanica grossolana e sottile del corpo materiale femminile e del suo funzionamento specifico

LE DONNE SUBORDINATE AGLI UOMINI (INDUISMO, ISLAM E ALTRE RELIGIONI)
A cura di Marco Giai-Levra

Riporto qui la domanda di uno studente, la risposta di Sankarshan Das Adhikari e alcune precisaziondi dell’utente VRK. Uno studente fà una domanda su questo scottante argomento al suo guru che è un devoto di Krishna, Sankarshan Das Adhikari.

In realtà l’argomento è scandalizzante o scottante solo per chi è materialista e si identifica con il proprio corpo e il proprio falso ego, come verrà descritto qui di seguito. A livello basico è sempre e solo un sentimento di invidia, lo stesso tipo di sentimento invidioso (allora rivolto a Dio) che ci ha indotto a scegliere di incarnarci nell’universo materiale la prima volta, lasciando il posto eterno e spirituale dal quale proveniamo e rimanendo imprigionati e condizionati dai vari corpi che di volta in volta rivestiamo, di qualsiasi genere: maschile, femminile, pianta o animale. Secondo il nostro karma continuiamo a cambiare corpo o veicolo materiale, fino a quando riusciremo a liberare l’Anima per sempre e a tornare dall’Essere Supremo Eterno, Dio.

Quotes-by-Srila-Prabhupada-on-Light-Of-The-Soul

Dal punto di vista spiritualista (soprattutto nell’induismo) siamo tutti Anime individuali condizionate, reincarnate in questo universo materiale, e solo temporaneamente rivestiamo degli involucri o veicoli materiali di tipo maschile o femminile. Ogni tipo di veicolo ha le sue caratteristiche fisiche, mentali, ormonali, percettive, intellettive, ecc. I veicoli hanno caratteristiche diverse e non sono affatto tutti uguali. Essi hanno diverse qualità a livello di percezione spazio temporale, emotivo, sentimentale, intellettivo (nessuna di queste caratteristiche sono spirituali, ma sono tutte materiali grossolane oppure più sottili).

Quindi lo spiritualista è consapevole di essere un’Anima che riveste un corpo: non un uomo!!! Non una donna!!! Non un animale!!! Non una pianta!!! La mente e l’Ego fanno parte del corpo, sono i suoi elementi più sottili. Ma non sono Anima e non sono Spirito. Anima e Spirito sono sinonimi e possono essere considerati la stessa cosa. Noi siamo in realtà solo  Anima o Spirito. L’insieme di Anima e Corpo-Mente è un essere umano. Ma noi non siamo questo in realtà. Il corpo-mente è solo un vestito, o una macchina che viene guidata, ma che ci condiziona pesantemente e ci intrappola in questo universo materiale illusorio.

Pensare di essere “animalisti, femministe, maschilisti”, e molti altri “ismi”, oltre che suonare ridicolo, significa essenzialmente identificarsi con il proprio corpo, e questo fà di una persona un materialista, piuttosto che uno spiritualista, che ne sia consapevole o meno. Non siamo uomini, donne, animali o piante, ma siamo Anime temporaneamente vestite in quel modo.

E’ soltanto un sentimento più o meno consapevole di invidia pensare: “ma perchè lui si e io no??”.
Significa soltanto essere materialisti l’identificarsi con i propri corpo e falso ego!!
NOI NON ABBIAMO NIENTE A CHE FARE CON QUESTI ELEMENTI PERCHE’ IN REALTA’ SIAMO UN’ANIMA INDIVIDUALE ETERNA O SPIRITO!!!!

Occuparsi di questioni temporali, manifestazioni e lotte per i diritti “del proprio vestito temporaneo” del momento è stupido agli occhi dello spiritualista, il quale sà che non ha nulla a che fare con tutto questo, in quanto egli è Anima Eterna individuale e immutabile, frammento infinitesimale di Dio, la Persona Suprema.

I diritti delle donne, degli animali, o di qualsiasi altra cosa suona alle orecchie dello spiritualista evoluto come se si parlasse dei “diritti delle magliette verdi e delle camice rosa o beige”. Questo non significa che con questa visione si giustificano abusi e soprusi: ognuno è responsabile delle proprie azioni e riceverà sempre una reazione uguale a ciò che ha compiuto. La vittima è stato carnefice, e il carnefice è stato vittima. Questo ping-pong terminerà quando la parte in vantaggio, il carnefice applicherà il “perdono” che predicava il Cristo.

Ma certo non bisogna identificarsi con il corpo e l’ego (il personaggio temporaneamente impersonato in questa vita) e occorre capire la vera “natura di ogni corpo materiale” che sia umano, maschile, femminile, animale o vegetale, con l’aiuto della saggezza divina emanata dalle scritture sacre rivelate (i Veda indiani, la Bibbia, il Corano: queste rivelazioni sono Dio stesso, perchè sono il Verbo della Bibbia, il suono trascendentale, la sillaba OM dei mantra vedici che crea gli universi, e nessuna esprime principi contraddittori con le altre verità rivelate, ma tutte portano alla liberazione dell’Anima). L’anima individuale che guida il corpo è dello stesso tipo, ma ha un’evoluzione spirituale differente. Quello che cambia la Coscienza che Egli ha di Dio, l’Essere Supremo.

ANIMA

Nella saggezza vedica queste questioni sono sviscerate nei minimi dettagli, mentre in altre rivelazioni come quella islamica ad esempio viene detto solo cosa bisognerebbe fare, ma non ne viene rivelato il motivo. Questo è consono alla forma-mentis islamica, cioè quella di devoti che si sottomettono a Dio (Allah), senza porsi nessuna domanda. La parola Islam significa infatti “arrendersi a Dio”, quindi questa è la loro caratteristica più nobile. La conseguenza negativa invece è che molte persone non capiscono, fraintendono, deformano, distorcono le istruzioni originali rivelate dall’Arcangelo Gabriele, il mentore intermediario e interlocutore con il Profeta Maometto (Pace su di lui).

Tornando all’argomento dell’articolo riporto domanda  di uno studente e risposta di Sankarshan Das Adhikari.
DOMANDA di uno studente al guru:

Le donne subordinate agli uomini

La prego di accettare i miei umili omaggi,
Tutte le glorie a Srila Prabhupada.

Ho letto che secondo la cultura vedica la femmina deve essere subordinata agli uomini. I miei amici non sono d’accordo. Trovano questo difficile da capire. Essi ritengono che il rispetto dovrebbe essere da entrambi i partner in un rapporto, il che è vero. Ho capito da un po’ della nostra letteratura (vedica) che la donna dovrebbe essere subordinata all’uomo. Come posso aiutare questi amici a capire questo concetto?

Il tuo studente

RISPOSTA di Sankarshan Das Adhikari: Uomini e Donne subordinati gli uni agli altri
Nella cultura vedica gli uomini (i buoni devoti praticanti) adottano una posizione molto responsabile nel dare un servizio di prima classe alle donne da sempre, vigilando che siano adeguatamente onorate e che non vengano mai abusate. Quando le donne sperimentano come vengono così amorevolmente servite dagli uomini esse gentilmente, naturalmente, e con entusiasmo ricambiano gli uomini servendoli in cambio.

Così in realtà gli uomini si subordinano alle donne proprio come un figlio serve con amore e protegge la madre, e le donne si subordinano agli uomini proprio come una madre prende amorevolmente cura di suo figlio.

In breve, la cultura vedica si basa sul principio della subordinazione. Tutti si subordinano il loro amore a Krishna, al guru, ai devoti di Krishna, e anche ai non-devoti, dandoli la Coscienza Krishna (Coscienza di Dio, NdT).

Sankarshan Das Adhikari

L’utente RVK precisa ulteriormente
Sankarshan Prabhu ha come sempre dato una meravigliosa risposta. Vorrei aggiungere alcuni punti qui.

Potete fare i vostri amici capire qualcosa solo se è stato capito. Condanne da realizzazioni danno la capacità di convincere. La domanda che avete chiesto e la sua risoluzione è fondamentale per la missione della Sampradaya (tradizione di successione disciplica spirituale, NdT) nel nostro mondo moderno.

La subordinazione delle donne non significa inferiorità delle donne: una confusione da risolvere categoricamente!
Uomini e donne hanno ruoli precisi da svolgere nella missione e servizio al Signore. Quello che può fare una donna, un uomo non può e viceversa. Essi dovrebbero completarsi a vicenda. Questo è il matrimonio: una simbiosi, non è parassitismo.
Perché la Terra è sferica e non cubica?

Perché il prato è verde e non rosso?

Perché l’acqua è liquida e non solida?

Si tratta della Natura (Prakriti, NdT) con cui vengono creati.

Perché la natura delle donne è adatta a subordinarsi (la Natura del corpo femminile, NdT)?
Questa è la Natura della creazione di un corpo femminile. [E’ spiegato che il principio femminile è un principio lunare-passivo, al contrario del principio solare-attivo maschile, NdT].

In realtà, C’E’ UN SOLO MASCHIO (per sua Natura quindi dominante, NdT): Krishna (Dio, Allah, YHWH, ecc. tutte le altre emanazioni e rivelazioni divine, NdT), E TUTTA LA CREAZIONE MATERIALE E SPIRITUALE E’ DI SESSO FEMMINILE. QUESTO PERCHE’ TUTTI E TUTTO SONO SUBORDINATI A LUI (L’ETERNO, IL NON-NATO, COLUI CHE NON HA ORIGINE DA NULLA E NON HA BISOGNO DI NULLA, NdT).

Il corpo umano ha il solo scopo di realizzare Dio, soprattutto l’uomo (un’Anima temporaneamente incarnata in un corpo maschile, NdT).

All’Anima che ha (sviluppato nelle vite precedenti, NdT) molti più desideri materiali è stato dato un corpo di donna, in quanto si tratta di una persona che ama più di altre la Passione (3 sono le influenze materiali o guna: Virtù, Passione e Ignoranza, che influenza ogni azione, NdT).

indianwomen

Le donne sono naturalmente inclini ad essere attaccate al loro corpo e a tutte le relazioni che ci sono con esso.
Sono molto interessate a vestirsi bene e si decorano con ornamenti.

Non amano fare le austerità o le penitenze, n
é hanno la forza di effettuare molte tapasya (austerità, NdT), a causa del fatto di essere fisicamente più deboli rispetto agli uomini, e sono disturbate dai cicli mensili, ecc.
Danno priorità alle emozioni ponendole prima dell’intelletto, e si abbatteno sotto la pressione emotiva, a causa di essere  condizionate dalle vite passate, attaccate a molti desideri.

Rinuncia o sannyas non è pertanto raccomandato per loro.

Subiscono molto l’influenza dalla Passione e dall’Ignoranza (Rajo-Guna eTamo-Guna, si tratta di 2 di 3 delle influenze materiali dell’universo materiale: Virtù, Passione, e Ignoranza, NdT).

Questo è il motivo per cui le donne non hanno la rappresentanza brahminica.
Le donne hanno anche forti tendenze per cui possono anche essere molto crudeli, addirittura con i propri figli. L’aborto è un ritratto forte di questa realtà. Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura ha detto che anche se una donna prende per la Coscienza di Krishna, è difficile per lei raggiungere a una piattaforma molto alta (è tuttavia possibile che ci siano tutte le eccezioni del caso, NdT).
Le scritture quindi non consigliano l’indipendenza per le donne (non essendo una caratteristica lunare-passiva, NdT). Questo perché il Purusha (Dominatore, pricipio attivo-solare-maschile-fecondatore, NdT) può stare senza Prakriti (Natura, Ndt), ma Prakriti ma non può esistere senza Purusha. Grandi devote come Mirabai (Merta, 1498 – 1547, è stata una poetessa e mistica indiana del periodo Moghul, NdT) sono eccezionalmente rare.

BvB - cartoon

La ribellione delle moderne ragazze e donne all’antica saggezza è un fatto sufficiente per corroborare questa verità. Si ribellano a causa del falso ego (il primo grave errore è quello di pensare di essere delle donne e identificarsi con il proprio corpo, quando si tratta solo di un involucro temporaneo, NdT). La ribellione di una donna contro la sua Natura (contro le caratteristiche tipiche del suo temporaneo veicolo o involucro materiale, NdT), porta solo a sperimentare diversi stadi e stati di miseria. Ad esse non piace la subordinazione, nè essere controllate. Gli uomini non amano umiliare se stessi trasformandosi in donne e costringendosi a presentare una Natura che non è quella caratteristica (del loro involucro temporaneo, NdT).
Così, per queste e molte altre ragioni, le donne dovrebbero essere subordinate, ma si badi bene, NON considerate inferiori.
Esse dovrebbero sposare dei devoti di prima classe qualificati, e vivere felicemente. Se il marito non è di prima classe, la donna non è ispirata ad essere di prima classe anch’essa ogni volta che alza lo sguardo a lui.
Se lui è eccellente, lei sarà portata a dare tutto per lui.
Pertanto e in questo senso, una donna raggiunge la liberazione attraverso il marito, che si presume essere un devoto di prima classe e che si prende la responsabilità di condurre alla liberazione i suoi dipendenti (famiglia, moglie e figli, NdT). Siccome lei non può capire le scritture da sola (mette e preferisce sempre i sentimenti rispetto all’intelletto e alla logica, NdT), ha bisogno di qualcuno che la guidi di conseguenza. Così il marito diventa il suo guru e deve rimanere così. Lui è un esempio vivente per il suo quotidiano.

[Servendo un devoto del Signore equivale a servire Lui stesso, in quanto nelle scritture Krishna dice, mad-asraya: “Prendete rifugio in Me o nel Mio devoto”, NdT]

Detto questo, le scritture esaltano anche delle grandi devote, e ce ne sono diverse. Quindi, pensare che le scritture declassano la donna, è sbagliato (in questo modo modo si offende anche Dio, perchè non c’è differenza tra l’Eterno e Unico Dio e il suo Verbo emanato come rivelazione divina, NdT). In ogni caso, è meglio accettare la posizione spirituale e materiale e lavorare da lì nel modo corretto. Uomo o donna non è di alcuna importanza; ciò che conta è servire il Signore. Dopo tutto questo arriverà la fine della nostra permanenza su questo pianeta, quindi viviamo gloriosamente, senza essere ostacolati dal nostro corpo e dalla sua accettazione o dal rifiuto da parte di persone materialiste. Krishna mi ha accettato, perché mi dovrei preoccupare ancora per la mia brutta maschera?

C’è molto da dire in merito su questo argomento e ancora rimane oggetto di controversie. Dopo tutto, questa è l’età della  discordia (Kali Yuga, Età del Ferro, del caos e della Discordia, iniziata 5000 anni fa e che avrà termine tra 427.000 anni, NdT). Spero che questo risponda alla tua domanda e che convinca anche i tuoi amici.

Hari Hari !!!
VRK


Fonte: http://forum.iskcondesiretree.info/viewtopic.php?f=44&t=500&start=0