marcogiailevra

Libero ricercatore indipendente su salute, longevità, ehretismo, crudismo, fruttarianismo, sungazing, nutrimento pranico.

URINOTERAPIA IN NATURA E IN TUTTE LE CULTURE, RELIGIONI E TRADIZIONI DEL MONDO: LA FONTANA D’ORO, L’ELISIR DI LUNGA VITA, LA RIGENERAZIONE CELLULARE, VITAMINE B12 e K2 … e molto altro ancora

A cura di Marco Giai-Levra

“Oh mia amata Parvati! Ho narrato i dettagli di Shivambu Kalpa. Questa è la sua tecnica. Si dovrebbe tentare di mantenere il segreto. Non dirlo a nessuno“. – Shiva-Dio parla a sua moglie Paravati – Verso 107  del Damar Tantra

Può essere la nostra urina, come dicevano gli antichi, la “fonte dell’eterna giovinezza”, “la fontana d’oro”, “la pietra filosofale”  tanto cercati? Decine sono i nomi con cui questo Amnios sintetizzato e personalizzato dal nostro corpo è stato chiamato.

Secondo le varie culture, religioni e pratiche diffuse in tutto il mondo, l’urinoterapia è uno strumento di guarigione di corpo-mente, e contestualmente anche una piattaforma più sottile di ascensione e elevazione spirituale.

Non ha nulla a che vedere con perversioni mentali e sessuali, anzi proprio il contrario: gli yogi indiani usano questo metodo per controllare i propri sensi e per rivolgersi al Divino.

Urinoterapia

Urinoterapia

SIMPATIZZANTI E PRATICANTI OGGI
Senza tener conto del fatto che tutti noi, volenti o nolenti, abbiamo praticato l’urinoterapia per 9 mesi immersi nel liquido amniotico che è saturato dalle urine del feto per oltre il 90%, in Germania questa pratica (chiamata anche con i termini sanscriti Amaroli o Shivambu) ha attirato cinque milioni di persone praticanti, due milioni in Giappone e un milione in Olanda, tanto per citare qualche cifra dall’Europa. Praticanti in tutto il mondo sono a milioni, oggi come da sempre.

STORIA

La pratica dell’urinoterapia risale a epoche molto antiche: il medico dell’antica Grecia Galeno usava prescriverla a molti suoi pazienti[, mentre nell’antica Roma Plinio, nella sua Naturalis historia, consigliava di trattare con l’urina ferite, ustioni, cicatrici e morsi di animali; inoltre l’urina veniva usata come sbiancante dei denti.

L’uso religioso della terapia dell’urina è documentata in un testo in sanscrito risalente a 5000 anni, il Damar Tantra in cui la pratica si chiama “Shivambu Kalpa”. Il Papiro di Ebers, uno dei più antichi trattati di medicina, che ci ha raggiunto dall’antico Egitto, è stato scritto nel XVI° secolo a.C., e offre 55 ricette mediche che utilizzano urina.

L’urina è stata considerata strumento di guarigione in molte culture asiatiche per secoli, e in India questo trattamento è stato parte della tradizione medica per migliaia di anni. Non era infatti mai considerata un prodotto di scarto del corpo, ma piuttosto come un prodotto distillato e selezionato del sangue, contenente delle sostanze utili per la cura del corpo.

È stata denominata “l’oro del sangue” o “elisir di lunga vita”, indicando il suo potenziale terapeutico. La pratica dell’urinoerapia trova la sua origine nella cultura indiana, trasferendosi attraverso i secoli in culture e tradizioni diverse. Le antiche cronache ne testmoniano l’uso presso egizi, ebrei, greci e romani, dal Medioevo al Rinascimento fino a  tempi più recenti, fino a oggi. Questa pratica è stata più recentemente discussa e condivisa in 2 conferenze internazionali: nel 1996 in India e nel 1999 in Germania, dove le persone provenienti da diversi paesi hanno condiviso e presentato le proprie ricerche.

[… Ricordiamo ancora che: la parola Orina od Urina significa nell’antico linguaggio semantico, Akkadico, protoSinaitico, Ebraico antico, Samaritano: La bevanda, la forza,la Luce, l’Energia, l’Informazione, (l’Ur – Or-o) cioe’ l’or-INA (l’anagramma di INA e’ ANI e significa in antico Fenicio ed Ebraico semplicemente l’IO dell’Essere), per cui il vero significato dell’urina e’ questo: la sorgente fondamentale, il dono, simbolo dell’anima Universale, la sintesi dell’Essere, il distillato della persona, capace di poteri tramutanti, cioe’ di far passare da uno stato ad un altro (dalla malattia alla salute), infatti l’urina e’ il distillato del sangue; per mezzo dei reni essa e’ estratta dal sangue, possiamo chiamarla l’Oro del Sangue; essa e’ l’unico ed il vero “Elisir di lunga Vita” di cui parlano tutte le tradizioni antiche; in Sanscrito l’urina si dice “Amaroli”, da “Amar” che significa immortalita’ !, dalla stessa parola deriva anche la nostra parola “Amore” quindi l’urina e l’amore della ConoScienza che genera Consapevolezza, fin dall’antichita’ sono strade da percorrere per giungere alla tanto sospirata immortalita’. …] [http://www.mednat.org/cure_natur/tecniche/urino_terapia.htm]

TABU’ NELLA NOSTRA SOCIETA’… MA PERCHE VERAMENTE? IL MOTIVO DEL DISGUSTO STA NELLA DIETA MALSANA CHE PROVOCA PUTREFAZIONE, PUS E MUCO CHE SI RIVERSANO NELLE URINE, COSA CHE NON AVVIENE CON UNA DIETA CRUDISTA E FRUTTARIANA
Molti storceranno il naso o esprimeranno disgusto al solo pensiero, ma tale disgusto è dovuto soprattutto all’impurità della loro dieta e di conseguenza all’impurità della loro mente. Per cui associano immediatamente qualcosa di impuro a questo argomento. Ragioniamo. Non si usa forse dire anche presso la nostra cultura che l’urina di un neonato è “acqua dorata”? … Perchè? E’ naturale: il neonato è ancora relativamente puro, nutrendosi solo del latte biosintetizzato per lui, così egli ha ancora un corpo puro e di conseguenza anche la sua urina lo è.

“Il senso di dustugo è direttamente proporzionale all’impurità dovuta a una dieta malsana, che rende impuro corpo, mente e spirito, rendendo ciechi spiritualmente”.

Ne consegue che purificando la propria dieta si purifica la mente (mens sana in corpore sano) in modo adeguato, anche la propria l’urina diventerà il miracoloso liquido sterile, distillato del nostro plasma sanguigno pieno di virtù terapeutiche, e oserei dire quasi “proprietà magiche”.

URINOTERAPIA IN INDIA E NELL’INDUISMO
Non è un caso che in India oltre alla auto-urinoterapia (Shivambu o Amaroli) si associa, o sostituisce a seconda dei casi, la terapia di urina di mucca (Gomutra),
che è un prodotto puro, di un animale erbivoro, che non presenta nei propri intestini la putrefazione dovuta al consuno di carne, o cibi alto proteici. Quindi l’urina di mucca in particolare, ma quella di tutti gli animali erbivori che si nutrono in modo naturale, è praticamente “pura” e conserva tutte le proprietà. Si tratta di un elisir universale che possono usare tutti.

Krishna Govinda, Dio, la Persona suprema e Signore delle mucche.

Krishna Govinda, Dio, la Persona suprema e Signore delle mucche.

Perfino Dio stesso, Krishna, da neonato (in realtà Lui è il non-nato perchè il  suo corpo è trascendentale, al di là di questo universo materiale) viene onorato e omaggiato con impacchi di sterco sacro di mucca (che in India si usa come l’argilla) e docce di urina di mucca. Uno dei nomi con cui ci si rivolge a Krishna è Govinda, o Signore delle mucche.

Raccolta dell'urina di mucca

Raccolta dell’urina di mucca

Due indiani che praticano urinoterapia con l'urina di mucca.

Due indiani che praticano urinoterapia con l’urina di mucca.

Urina di mucca in bottiglia in vendita come rimedio ayurvedico.

Urina di mucca in bottiglia in vendita come rimedio ayurvedico.

IL DAMARA TANTRA E’ IL TESTO PIU’ANTICO CHE CI SPIEGA COME SI PRATICA
Shivambu Kalpa è il testo in sanscrito, un capitolo del ‘Damar Tantra’,
più antico che  contiene 107 versi sui benefici dell’ “Acqua pura che è la propria urina”. In questo testo, la terapia urina viene indicata come Shivambu Kalpa (Shivambu=acqua di Shiva; Kalpa=tecnica o metodo), una tradizione ayurvedica relativa alle scritture indù conosciuti come i Veda. Quando si inizia Shivambu Kalpa (Urine Therapy o UT) ci sono alcune esigenze alimentari da considerare descritte come “molto buone nella pratica di Amaroli”. L’obiettivo principale di questo sistema è quello tale pratica.

Shiva e Parvati

E’ una tecnica di purificazione, ascensione e controllo dei sensi

Ecco la traduzione solo dei primi 30 versi di 107

[…  Migliaia di anni fa, come è riportato nel Damar Tantra, una delle scritture sacre Indiane, il Dio Shiva, primo e assoluto asceta, meditatore, yogi e ayurveda, espone alla Dea moglie Parvati le tecniche di utilizzo della propria urina, Shivambu (Acqua Benefica), per elevarsi allo stato divino di salute e ottenere guarigione da tutte le malattie e immortalità, sperimentando così il livello di esistenza, coscienza e comprensione del Dio stesso.

Questo lavoro, composto di 107 aforismi, dei quali ne presentiamo soltanto i primi trenta, risulta essere il più antico trattato scritto sulle tecniche di salute e guarigione e le loro realizzazioni.

Shiva dice:

O Parvati! Ti esporrò le azioni raccomandate e i rituali di Shivambu Kalpa che conferiscono numerosi benefici. Quelli di noi ben versati nelle Scritture hanno accuratamente specificato le metodologie certe per lo scopo.

Sono consigliati utensili fabbricati con i seguenti materiali: oro, argento, rame, bronzo, ottone, ferro, argilla, avorio, vetro, legno di alberi sacri, ossa, pelle e foglie.

Lo Shivambu (la propria urina) deve essere raccolta in un utensile in uno qualsiasi di questi materiali. Tra questi, gli utensili di argilla sono i migliori e quelli di rame di gran lunga i migliori.

Chi intende praticare la terapia deve abiurare i cibi salati o amari, non dovrebbe sforzarsi eccessivamente, dovrebbe fare un pasto leggero la sera, dovrebbe dormire per terra, e dovrebbe controllare e dominare i propri sensi.

Il praticante sagace dovrebbe alzarsi quando tre quarti della notte sono trascorsi, e dovrebbe urinare rivolto verso est.

Il saggio lascierà fuori la prima e l’ultima porzione delle urine e raccoglierà solo la parte centrale. Questa è considerata la procedura migliore.

Così come c’è veleno nella bocca e coda del serpente, o Parvati, così è anche nel caso del flusso di Shivambu.

Shivambu è nettare celeste, che è in grado di distruggere vecchiaia e infermità. Il praticante di Yoga dovrebbe prenderlo prima di procedere con i suoi altri rituali.

Dopo la pulizia della bocca e aver svolto le altre funzioni essenziali mattutine, uno dovrebbe bere la propria chiara urina, che è l’annientatrice di vecchiaia e infermità.

Chi beve Shivambu per la durata di un mese sarà purificato internamente. Berlo per due mesi stimola ed energizza i sensi.

Berlo per tre mesi distrugge tutte le malattie e libera da tutti i problemi. Bevendolo per cinque mesi, uno acquisisce visione divina e la libertà da tutte le malattie.

Continuando la pratica per sei mesi rende il praticante altamente intelligente e competente nelle scritture, e se la durata è di sette mesi, il praticante acquisisce forza straordinaria.

Se la pratica è continuata per otto mesi, uno acquisisce un’aura permanente come quella d’oro, e se è continuata per nove mesi, uno liberato da tubercolosi e lebbra.

Dieci mesi di questa pratica fa di uno un vero tesoro di lustro. Undici mesi purificherebbero tutti gli organi del corpo.

Un uomo che ha continuato la pratica per un anno diventa eguale al sole in splendore. Chi ha continuato per due anni conquista l’elemento Terra.

Se la pratica è continuata per tre anni, una conquista l’elemento Acqua, e se è continuata per quattro anni, anche l’elemento Luce è conquistato.

Chi continua la pratica per cinque anni conquista l’elemento Aria, e chi continua per sette anni vince l’orgoglio.

La continuazione della pratica per otto anni consente di conquistare tutti gli elementi importanti della Natura, e la sua continuazione per nove anni libera dal ciclo di nascita e morte.

Uno che ha continuato la pratica per dieci anni può volare attraverso l’aria senza sforzo. Uno che ha continuato per undici anni è in grado di ascoltare la voce della propria anima.

Colui che ha continuato la pratica per dodici anni vivrà tanto a lungo quando durando la luna e le stelle. Egli non è disturbato da animali pericolosi come serpenti, e nessun veleno può ucciderlo. Non può essere consumato dal fuoco, e può galleggiare sull’acqua proprio come il legno.

O Dea! Chi prende Shivambu quotidianamente ed esclude cibo salato, acido e amaro della propria dieta acquisisce rapidamente realizzazioni divine. Liberato da tutti i disturbi, e possedendo un corpo paragonabile a quello di Shiva stesso, si diletta come gli dei nell’Universo per un’eternità. …] [Tradotto dall’Inglese da Andrea Scarsi] [http://www.andrea-scarsi.com/damar-tantra.htm]

Shiva - Dio
Shiva – Dio

Pratica di base:
Come si fa? … Ancora più semplice: si beve il solo flusso centrale, scartando inizio e fine, della propria urina, preferibilmente prodotta tra le 2 e le 4 di notte, oppure nel primo mattino, in quanto molto carica di ormoni e melatonina, prodotti con il buio.

Ci sono fior di libri che sviscerano l’argomento in tutte le lingue, molti tradotti in italiano.

URINOTERAPIA NEL BUDDHISMO
L’urina fresca o invecchiata, presa in questo modo o mescolata con altre erbe o frutti con ad esempio il Myrobalan o Haritaki (Terminalia Chebula) è la medicina base del vero e originale monaco che segue le orme del Buddha Gautama Siddharta, fino essere indicato come un requisito o prescrizione nei testi più antichi:

  1. Il Vinaya-Pitaka, l’antica raccolta delle regole monastiche buddiste.
  2. La Sutta Pitaka, l’antica raccolta dei discorsi del Buddha.
  3. Il cosiddetto ‘Commento’, testi e considerazioni scritti da monaci (buddisti) nei secoli seguenti alla morte del Buddha, allo scopo di chiarire il significato dei testi presenti nelle due raccolte prima citate

In una traduzione in inglese del Mahakkhandhaka (un testo in Mahavagga trovato nel Vinaya-Pitaka) il Buddha dice:

“La vita religiosa si basa sull’urina invecchiata come sua unica medicina. E’ necessario impegnarsi nel vivere tutta la vita in questo modo. Ghee, burro, olio, miele e melassa sono gratificazioni permesse, ma supplementari .

Una traduzione alternativa dice:

“Proseguendo [nella vita santa] l’urina fermentata diventa il suo [del monaco] sostegno. Per il resto della vita bisogna impegnarsi a vivere così. Le gratificazioni supplementari permesse sono: Ghee, burro fresco, olio, miele, zucchero “ .

Gautama Siddharta, conosciuto come il Buddha

Gautama Siddharta, conosciuto come il Buddha

Ci sono quattro prescrizioni necessarie elencate nel Vinaya Pitaka. In Pali, la lingua dei più antichi testi buddhisti, sono chiamati “i quattro requisiti”, considerati come un minimo assoluto per i monaci di essere in grado per vivere la “vita santa”, in linea con l’insegnamento del Buddha. Le traduzioni sopra citano “l’urina fermentata” come il quarto di questi requisiti. Tutti e quattro devono essere conosciuti, posseduti, osservati e recitati dal bhikkhu (monaco) nel momento in cui prende l’iniziazione monastica durante l’apposita cerimonia. E ‘responsabilità del maestro assicurarsi che tutti i giovani monaci conoscano questi requisiti secondo la seguente prescrizione del Buddha:

“Prescrivo, o monaci, che colui che segue l’ordine più alto (bhikkhu), pronunci i quattro requisiti” .

Queste sono le quattro prescrizioni obbligatorie elencate nel Vinaya-Pitaka:

  1. Vestiti: vesti fatte di stracci presi da un mucchio impolverato come risorsa
  2. Cibo: bocconi di cibo ricevuto in elemosina come risorsa
  3. Abitazione: i piedi di un albero come risorsa
  4. Medicina: urina fermentata come risorsa

Questi requisiti e prescrizioni descritti dal Buddha come indispensabili, o il minimo indispensabile.

[http://www.dhammatalks.net/Books9/Bhikkhu_Dhammajiva_The_Buddha_Medicine.htm]

In alcuni commentari e di fatto viene utilizzata anche l’urina di mucca chiamata Muttam o Putimuttam (anche mukta e putimukta) in Pali, derivante dal termine sanscrito  Mutra (Gomutra è il nome sanscrito per l’urina di mucca, go=mucca, mutra=urina). Puti significa letteralmente invecchiato, fermentato o imputridito. Aldilà del termine in sé stesso, l’uso per scopi particolari dell’urina appositamente invecchiata è esposto nell’antico testo sacro indiano Damar Tantra.

URINOTERAPIA NELL’ISLAM
Nell’islam è severamente proibito fare l’auto-urinoterapia, ma la lungimiranza del profeta Maometto (pace su di lui) e la sua intuizione, ha permesso di inserire ugualmente questa formidabile medicina tramite l’uso delle urine dell’erbivoro più comune in quelle zone: il cammello.

L’uso di urina di cammello a scopo medicinale effettuato era tradizionalmente tra gli arabi beduini. Ibn al-Qayyim riporta: L’autore di al-Qanoon (Il Canone della Medicina) – più noto in occidente come Avicenna (persiano ابن سينا; Balkh, 980 – Hamadan, giugno 1037) – ha scritto che l’urina di cammello più vantaggiosa è quella dei cammelli beduini chiamati Najeeb.

Non è un caso quindi che nello Yemen, un paese islamico in cui tutti i fedeli musulmani mangiano carne praticamente tutti i giorni si utilizzi come tonico ed energizzante l’urina di cammello, seguendo il consiglio del Profeta Maometto (pace su di lui) che in alcune Hadith (scritture sacre, oltre al Corano) prescrive l’urina dell’animale a tre uomini che erano giunti ammalati a Medina. Un hadith riportato da al-Bukhari (2855) e Muslim (1671) afferma che delle persone erano giunte a Medina e si erano ammalate, con il ventre gonfio. Il profeta ha detto loro di mescolare del latte con dell’urina di cammello e berla, e così facendo essi sono guariti.

Nello Yemen, l’urina di cammello viene usata dalle donne come shampo o balsamo per i loro capelli lucidi. Secondo la rete televisiva araba al-Arabiya, i saloni dei parrucchieri in tutto il paese vendono questo prezioso tonico’  a ben 4 dollari al litro, un prezzo alto considerando il livello di reddito della maggior parte degli acquirenti.

Esistono anche delle ricerche mediche islamiche che evidenziano la presenza di nano particelle in grado di curare il cancro nell’urina di cammello.

Ma spesso queste notizie sono ignorate dal resto dei musulmani immigrati in Europa o che vivono in altre regioni, nonostante esistano alcune scritture sacre Hadith in cui il profeta menziona e prescrive questa terapia con l’urina di cammello.

Urinoterapia in alcuni paesi islamici, nello Yemen in particolare

Urinoterapia in alcuni paesi islamici, nello Yemen in particolare


Ecco le Hadith in questione:

  1. Narrato Anas: Alcune persone della tribù di Ukl erano andate dal Profeta e avevano abbracciato l’Islam. Il clima di Medina non si addiceva a loro, tanto che il Profeta ordinò loro di andare dai cammelli della carità (alla mandria di Milch), e di bere il loro latte e la loro urina (come medicina). Sahih Bukhari 8: 82: 794

  2. Malik ha riferito che alcune persone appartenenti (alla tribù) di Uraina andarono dal Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) a Medina, ma hanno trovato il suo clima non-congeniale. Così il Messaggero di Allah (che la pace sia su di lui) disse loro: Se vuoi, si può andare dai cammelli di Sadaqa e bere il loro latte e le loro urine. Dopo averlo fatto erano guariti. Sahih Muslim 16: 4130

  3. “Un tradizionalista mi ha detto che hanno riportato  di Muhammad b. Talha da Uthman v. Abdul-Rahman che, negli assalti di Muharib e B. Thalaba, l’apostolo aveva catturato uno schiavo chiamato Yasar, e lo mise come pastore a capo della sua Mandria di cammelli di Milch, nel quartiere di al-Jamma. Alcuni uomini di Qays di Kubba di Bajila andarono dall’apostolo, sofferenti per la loro milza ingrossata a causa di un’epidemia, egli li ha detto che se fossero andati dai cammelli di Milch e avessero bevuto il loro latte e loro urina sarebbero guariti, così essi fecero. Dalla Sirat Rasul Allah (La vita del Profeta di Dio), da Ibn Ishaq (3) pagine 677, 678

La purezza dell’urina del profeta: ben 26 Hadith ne parlano!
Nelle seguenti Hadith invece è riportato e confermato un episodio che riguarda la purezza del profeta Muhammad (pace su di lui) e nel trattare questo argomento racconta che egli aveva urinato di notte in un contenitore, e che un’altra persona aveva inavvertitamente bevuto da questa ciotola, pensanto che fosse acqua dolce. Al mattino quando il profeta si sveglia e vuole vuotare il contenitore apprende l’accaduto e sorridendo proclama che la persona non avrà mai più mal di stomaco, oppure sarà per salvata dal fuoco (l’inferno). Poichè lui era puro così lo era anche la sua urina. Ad ogni modo queste Hadith parlano di ingestione di urina umana (quella del profeta) questa volta, sempre in testi islamici, anche se il profeta non è da considerarsi un uomo comune, ma un puro devoto.

Ne riporto solo due versioni come esempio:

Narrazioni di Imam Suyuti [1]

  1. Imam Jalal al-Din Suyuti riporta da Tabarani e Bayhaqi che narrava da Hukaymah bint Umaymah  (possa Allah benedirla) da un’autentica catena di trasmissione che lei disse: IL PROFETA AVEVA UNA CIOTOLA IN LEGNO NELLA QUALE EGLI USAVA URINARE E POI PORLA SOTTO IL SUO LETTO. UNA NOTTE LA CERCO’ MA NON LA TROVO’, E CHIESE “DOV’E’ LA CIOTOLA?”. LA GENTE DELLA CASA DISSE “BARRAH, LA RAGAZZA SCHIAVA DI UMM SALAMA NON SAPEVA, L’HA TROVATA E HA BEVUTO DA ESS. IL PROFETA REPLICO’: CERTAMENTE, D’ORA IN POI LEI SARA’ PROTETTA DAL FUOCO CON UN GRAN MURO”
  2. Imam Jalal al-Din Suyuti riporta da Abu Ya’la, Hakim, Dar Qutni, Tabarani and Abu Nu’aym da Umm Ayman, che disse: IL PROFETA UNA NOTTE SI ALZO’ E URINO NELLA SUA CIOTOLA. DURANTE QUELLA NOTTE, MI SVEGLIAI PER LA SETE E BEVVI QUELLO CHE C’ERA NELLA CIOTOLA DEL PROFETA. AL MATTINO GLI DISSI COSA AVEVO FATTO, AL CHE EGLI SORRISE E MI DISSE: “CERTAMENTE TU NON SOFFRIRAI PIU DI MAL DI STOMACO”

[http://scholarspen.blogspot.com/2005/05/prophets-urine_10.html]

Di seguito trovate i riferimenti a queste ben 26 Hadith concernenti lo stesso episodio con piccole variazioni. Questo lo rende un racconto autorevole.

[1] Al-al-Kubra Khasa’is 2: 252, Matba’ah Da’irat al-Ma’arif, Hayder Abad.
[2] Al-Mu’jam al-Kabeer
[3] (Majma ‘al-Zawa’id 8: 270.271, Dar al-Kitab al-Arabi, Beirut).
[4] (al-Tahqeeq li Mishkat al-Masabeeh ‘, no hadith: 362, 1: 117, Prnt Taba al-Maktab al-Islami Beirut)
[5] Hadith no: 1423, 3: 293, Prnt. Mu’assasat al-Risalah, Beirut.
[6] 2: 111, prnt Tab al-Maktabah al-Islamiyah
[7] 8: 271, PRNT. Dar al-Kitab al-Arabi, Beirut
[8] al-Shifa, 01:41, PRNT. Matba’ah Rustum Mustafa al-Halabi, Cairo
[9] 4: 233, Dar al-ma’rifah, Beirut.
[10] Sharh al-Muhazzab, 1: 234, Dar al-Fikr, Beirut
[11] al-Shifa Sharh, 1: 361, PRNT. Al-Matba’ah al-Azhariyyah al-Misriyyah, Cairo
10 Dhikru abeedihi wa imaa’ihi 5: 326, Maktabah al-Ma’arif Beirut
[13] Cfr: Talkhees al-habeer, Ibn Hajar Asqalani, 01:31, Maktabah Athariyyah, Sanghla Hill, Pakistan
[14] Cfr: Ibid.
[15] Dala’il al-Nubuwwah, 2: 380-381, PRNT. Dar al-Baz, Mecca, Hilyat, ‘Trjimah 147 Umm Ayman’, 2:67, Dar al-Fikr, Beirut
[16] Biografia no: 1145 ‘Umm Ayman al-mawlat Nabiyy wa hadhinatuhu’, 4: 433, prnt, Maktabah al-Mathna, Baghdad
[17] Al-Mu’jam al-Kebeer, Umaymah bint Ruqayqah Bint Sayfi, Hadith no: 477, 24: 189, PRNT. Makatabah Ibn Taymiyah, Cairo
[18] Al-Isti’ab, 4: 251, Matba’ah al-Sa’adah, Misr
[19] Faiz al-Qadeer, 5: 177, PRNT. Dar tutto ma’rifah, Beirut
[20] 4: 251, Prnt. Maktabah al-Mathna, Baghdad
[21] 7:67 PRNT. Matba’ah Majlis al-Da’irat Ma’arif al-Nizamiyah, Haiderabad
[22] 1: 31-32, PRNT. Maktabah Athariyyah, Sanghla Hill, Pakistan)
[23] VEDERE: USDL-Ghabah, Izz al-Din al-ABN Atheer, 5: 403, PRNT. Dar Ihya al-Turath al-Arabi, Beirut
[24] Cfr: Usd al-Ghabah, Izz al-Din al-ABN Atheer, 5: 403, Prnt. Dar Ihya al-Turath al-Arabi, Beirut)
[25] Dala’il al-Nubuwwah, 2: 381, Dar al-Baz, Makkah
[26] 2: 30, al-Maktabah al-Nuriyyahh al-Ridhwiyyah, Laiylpur.

L’URINOTERAPIA NELLA BIBBIA

  • Proverbi 5:15 Bevi delle acque della tua cisterna, E de’ ruscelli di mezzo della tua fonte. [Bibbia italiana di Gerusalemme]

  • Proverbs 5:15 Drink H8354 H8798 waters H4325 out of thine own cistern H953, and running waters H5140 H8802 out of H8432 thine own well H875. [Bibbia di Re Giaocomo – King James]

  • Proverbs 5:15 shathah H8354 mayim H4325 . . . . bowr H953 . nazal H5140 . . . . . ‘be’er H875 [Trascrizione fonetica da Bibbia ebraica]

Il passo di Proverbi ha qui due livelli di significato: GNOSTICO ed ALCHEMICO.  Bevi l’acqua della tua cisterna…In ebraico il termine per cisterna significa anche VESCICA, ossia luogo ove si depositano le acque. Ma in senso gnostico il passo suona come: ATTINGI ALLA TUA CONOSCENZA INNATA, ALLA CONOSCENZA DELLA TUA ANIMA. “perchè non scorrano al di fuori”.

Tre livelli di significato:

  1. continenza
  2. non disperdere l’urina, ma riassorbirla
  3. non divulgare la gnosi e i misteri agli indegni, ossia agli STRANIERI. Straniero qui è colui che non ha nulla in comune con i FIGLI DI DIO, con gli iniziati.

[http://mikeplato.myblog.it/2010/07/14/temp-8521b751898072383dbc7bebacf7336c/]

L’URINOTERAPIA NEL TALMUD EBRAICO
Il Talmud (ebraico תלמוד, che significa insegnamento, studio, discussione dalla radice ebraica ל-מ-ד, LMD) è uno dei testi sacri dell’ebraismo.

Il Talmud conosce l’uso di urina umana ed animale come medicinale da prendere internamente o anche applicato esternamente, e nel Medioevo sottili distinzioni sono state fatte per quanto riguarda l’utilità medica specifica di urina di un bambino, o un cavallo di, o un asino di, di uomini e donne, o di asine, o di suini. Per quanto riguarda Israele Isserlein ci segnala che “l’unico rimedio che usava per la gotta era  strofinare urina calda sopra la zona dolorante”.

Era consuetudine, in epoca talmudica, per chi soffre di ittero a bere urina asino come una cura. Si usava anche l’urina di cammelli e cavalli, tutti animali erbivori.
(Talmud Babilonese, Tractate Bechorot 7a)

L’URINOTERAPIA IN CINA
Secondo la Chinese Urine Therapy Association ci sono 100.000 persone che praticano la terapia delle urine in Cina. Essi credono e sostengono che la “teoria” che sta dietro potabilità dell’urina risiede nel fatto che il fluido differisce dagli escrementi, e deriva direttamente dalla circolazione del sangue che assorbe nutrienti nel cibo, ed è quindi un “genuino prodotto metabolico”.

“L’urina viene dal sangue. I suoi componenti chimici provengono dal sangue e quindi è pari al  sangue. L’urina di una persona sana è sterile “,

L‘urina ha sia gli antigeni che gli anticorpi, e bevendola, si può riassorbire queste sostanze e migliorare la capacità del corpo di combattere le malattie. Poiché i componenti di urina provengono dal corpo stesso, essa “funziona meglio di farmaci di sintesi e non ha effetti collaterali”. Come nel Damar Tantra anche qui si consiglia di usare solo la parte centrale del flusso perchè è più puro.  La lista delle patologie trattate è sterminata, e ha avuto successo laddove le terapie convenzionali hanno fallito.

L’URINOTERAPIA IN NATURA
Il video sotto riportato, peraltro, è la dimostrazione che l’urinoterapia, diffusa tra gli uomini di tutte le culture da millenni, è una terapia o uno stile di vita del tutto naturale, diffuso anche tra gli animali e le grandi scimmie. Le scimmie non hanno i nostri blocchi culturali.

FONTE DI VITAMINA B12 E K2
Incredibilmente e inaspettatamente contiene anche vitamina B12 attiva e vitamina K2 che sono prodotti batterici e molte altre sostanze e nutrienti.
Infatti tutti sanno che buoi, cavalli e grandi scimmie antropomorfe, ecc. … NON HANNO NESSUNA CARENZA DI VITAMINA B12, nè di K2, anche quando sono completamente erbivori e fruttariani 🙂

La k2 serve per muovere il Calcio e quindi rendere possibili rimineralizzazioni e rigenerazioni quasi miracolose osse e, per alcune persone, anche di smalto e dentina, invertendo il processo di carie e cavità orali. La domanda è: PERCHE’ non c’è carenza di queste vitamine in essi? E perchè non se ne preoccupano come noi stupidamente facciamo? 🙂 forse sono meno stupidi di noi? Beh forse è proprio così, almeno da questo punto di vista…

Beh, il concetto è abbastanza semplice….

Questo avviene perchè i batteri necessari per corrompere le vitamine B e K, trasformandole rispettivamente in B12 e K2, sono presenti nel loro intestino. Essi con le feci e le urine contaminano e toccano ciò che dopo mangiano permettendo quindi a quei batteri di passare nello stomaco e di conseguenza anche nell’ileo (la parte finale dell’intestino tenue), permettendone finalmente il totale assorbimento in quest’area specifica, piena di villi intestinali preposti a questo scopo.

La vitamina K2 permette lo spostamento del Calcio da una parte all’altra del corpo, pertanto la rigenerazione e rimineralizzazione di ossa e denti. E’ da abbinare alla vitamina D (per fissare il Calcio) sintetizzata grazie a 2 ore al giorno di Sole. Quando il Sole non c’è e non viviamo ai tropici, possiamo, come palliativo efficace, fare 1 o 2 lampade tipo doccia solare 1 o 2 volte al mese, senza alcuna protezione, in quanto quei raggi UV ultravioletti contenuti anche nello spettro solare permettono la biosintesi della famosa vitamina D. Una crema protettiva risulta rovinosamente un veleno estraneo al corpo. Un altro sistema può essere comprare una lampada UV al 10% per rettili, usarla costantemente sul proprio tavolo di lavoro o comodino.

Nell’intestino come dovrebbe essere, cioè sano e pulito, ci sono questi batteri ma a causa di malassorbimento molte persone non riescono più ad assimilare queste vitamine. Le ragioni sono dovute alla dieta innaturale e all’intasamento degli intestini, per cui i batteri non riescono a muoversi verticalmente fino all’ileo.

La soluzione più immediata è vecchia come il mondo e usata in tutte le nostre culture e si chiama oggi URINO TERAPIA. Ci sono molti testi sacri antichi che ne spiegano bene le tecniche, come il DAMARA TANTRA ad esempio, risalente a migliaia di anni fa. Qui si spiega come la parte utile è il flusso centrale, mentre scarti e tossine sono concentrati solo nel’inizio e nella fine del flusso.

CONTENUTI E NUTRIENTI – ANALISI NEI PRESTIGIOSI LABORATORI MILES
L’urina è della stessa sostanza di cui è costituito il liquido amniotico umano, il quale ha grande potere rigenerativo sul feto, anche in caso di danneggiamento arti o organi. Questo grazie al suo alto contenuto di UREA e ALLANTOINA, presenti infatti nelle più costose creme rigenerative. La differenza è che mettono urea estratta da urina animale, quando abbiamo la nostra sintetizzata dal nostro corpo e calibrata perfettamente per noi.

E’ il super nutriente segreto … Ecco il contenuto secondo le analisi dei prestigiosi laboratori Miles effetuate nel 1975 per gli studi del Dr. Free:

  • Alanine, total ….. 38 mg/day
  • Arginine, total ….. 32 mg/day
  • Ascorbic acid ….. 30 mg/day
  • Allantoin ….. 12 mg/day
  • Amino acids, total ….. 2.1 g/day
  • Bicarbonate ….. 140 mg/day
  • Biotin ….. 35 mg/day
  • Calcium ….. 23 mg/day
  • Creatinine ….. 1.4 mg/day
  • Cystine ….. 120 mg/day
  • Dopamine ….. 0.40 mg/day
  • Epinephrine ….. 0.01 mg/day
  • Folic acid ….. 4 mg/day
  • Glucose ….. 100 mg/day
  • Glutamic acid ….. 308 mg/day
  • Glycine ….. 455 mg/day
  • Inositol ….. 14 mg/day
  • Iodine ….. 0.25 mg/day
  • Iron ….. 0.5 mg/day
  • Lysine, total ….. 56 mg/day
  • Magnesium ….. 100 mg/day
  • Manganese ….. 0.5 mg/day
  • Methionine, total ….. 10 mg/day
  • Nitrogen, total ….. 15 g/day
  • Ornithine ….. 10 mg/day
  • Pantothenic acid ….. 3 mg/day
  • Phenylalanine ….. 21 mg/day
  • Phosphorus, organic ….. 9 mg/day
  • Potassium ….. 2.5 mg/day
  • Proteins, total ….. 5 mg/day
  • Riboflavin ….. 0.9 mg/day
  • Tryptophan, total ….. 28 mg/day
  • Tyrosine, total ….. 50 mg/day
  • Urea ….. 24.5 mg/day
  • Vitamin B6 ….. 100 mg/day
  • Vitamin B12 ….. 0.03 mg/day
  • Zinc ….. 1.4 mg/day

Si tratta quindi di una vera e propria Auto-SuperNutrizione, creata dal nostro corpo per il corpo

Nel 1975, uno dei fondatori di Miles Laboratories, il dottor Free, ha pubblicato nel suo libro  riguardo Urinalysis in Clinical Laboratory Practice”, in cui ha sottolineato che non solo è l’urina di un composto corpo sterile (più pura dell’acqua distillata), ma che adesso è accertato che l’urina contiene migliaia di composti, e come i nuovi strumenti analitici più sensibili dei precedenti, evolvendosi, rileveranno ancora nuovi componenti utili.

Contienene anche DMT endogeno: la dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina psichedelica endogena, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani. Tracce di DMT sono state rinvenute in:

  • plasma sanguigno (1.000 e 10.600 ng / L)
  • sangue (50-790 ng / L), feci (50 ng / kg)
  • urine (100 ng / L )
  • rene (15 ng / kg), rachicentesi (2,330-7,210 ng / L)

urino_1

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E’ IL NOSTRO LIQUIDO AMNIOTICO NEL QUALE AVVIENE LA RIGENERAZIONE CELLULARE
Ricondiamoci che il feto nei 9 mesi di immersione nel liquido amniotico, che è saturo della sua urina, è in grado di autoripararsi, compresi danni da trauma ai vari organi. Grazie a questo liquido possiamo sviluppare i polmoni. Quindi tutti hanno praticato inconsapevolmente l’urinoterapia durante questo periodo.

[… Dalle osservazioni effettuate si e’ dimostrato  che l’urina fetale e’ il maggior costituente del liquido amniotico.
I feti quindi si sviluppano in un sacco ripieno di questo liquido amniotico o falda. Le pareti di questo sacco sono formate da una membrana sottile ed elastica chiamata “Amnios” o “Sacco Amniotico”. Il liquido amniotico e’ costituito – per la maggior parte – da urina fetale. Il liquido amniotico in cui il feto umano e’ immerso e’ quindi costituito da acqua cioe’ dal liquido amniotico + urina-  …]
[… http://www.mednat.org/cure_natur/liquido_amniotico.htm  …]

[… Noi siamo concepiti e cresciamo, immersi nel liquido amniotico, che di fatto e’ simile all’urina ! gia’ dall’ottava settimana siamo immersi nell’urina che emettiamo nel liquido amniotico e la beviamo tutti regolamente. …]

[… Noi cresciamo nella pancia di nostra madre in una sacca che contiene il liquido amniotico. Il liquido amniotico in cui il feto umano è immerso è costituito principalmente da urina. In realtà il bambino “respira” continuamente fluido amniotico saturo di urina, e senza questo fluido i polmoni non si svilupperebbero. I dottori credono che anche la morbidezza della pelle dei bambini, e la capacità di guarire velocemente e senza cicatrici da interventi di chirurgia pre-parto siano dovute alle proprietà terapeutiche del fluido amniotico saturo di urina. …]

[… Il liquido amniotico in cui il feto umano è immerso è costituito primariamente da urina. In realtà il bambino “respira” continuamente fluido amniotico saturo di urina, e senza questo fluido i polmoni non si svilupperebbero.  …]
[http://www.mednat.org/cure_natur/tecniche/urino_terapia.htm]

CONTROINDICAZIONI
Nel periodo in cui si desidera sperimentare questa terapia  con i suoi benefici, bisogna astenersi da carne, pesce e cibi alto-proteici, i quali oltretutto conferirebbero all’urina un odore e un sapore nauseabondi, a causa dell’elevata percentuale di muco e tossine, causati da questi alimenti stessi.

Questo è  il motivo pricipale, conscio e meno, per cui è considerata una sostanza priva di utilità da coloro che si nutrono di questi cibi abominevoli, i quali per questo motivo non riescono a concepire l’urinoterapia.

Per coloro che non vogliono cambiaree la propria dieta malsana carnea o altoproteica allora l’unica possibilità di beneficiare di questo metodo è utilizzare dell'”urina universale”: quella di mucca nutrita al pascolo senza integratori, oppure di qualche altro animale completamente erbivoro.

Invece con una dieta crudista basso proteica e fruttariana, il gusto invece può risultare inaspettatamente gradevole e dolce.

CONGRESSI MONDIALI SULL’URINOTERAPIA
Sono già stati organizzati diversi congressi mondiali dove centinaia di specialisti e medici, stanchi della medicina convenzionale, hanno portato e messo a confronto i propri studi, esperimenti e successi su questa terapia delle urine.

1 ° Conferenza mondiale sulla terapia dell'urina nel febbraio 1996 tenuta in India

1 ° Conferenza mondiale sulla terapia dell’urina nel febbraio 1996 tenuta in India

Più di 500 specialisti, stanchi della medicina tradizionale si sono riuniti presso la prima conferenza mondiale sulla terapia delle urine. Il presidente, il dottor Devidas Tirocdkar è stato l’organizzatore del primo urotherapy World Congress. Uno dei principali oratori era GK Thakkar, guida della fondazione “Acqua della vita” in India, il dottor Nakao, dal Giappone con 600 scienziati e medici provenienti da 17 diverse nazioni, ha dichiarato che essi assumono la propria urina e lo utilizzano per anche per i massaggi.

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

2 ° Congresso Mondiale urinoterapia, Stadthalle City, Germania maggio 1999

650 scienziati, medici insieme a 2 Chimici da Messico e Corea hanno partecipato a questo congresso. E ‘stato tradotto in 8 lingue diverse, con 23 paesi partecipanti. Dr. Coen Van Der Kroon, Paesi Bassi è stato il presidente del comitato dell’Organizzazione integrata da Miss Ingeborg Allman, Goftfried Jilg, Edeltraud Schaferperras, dalla Germania e Volker Moritz da Paesi Bassi. Grandi relatori come il dottor Ryosuke Uryu dal Giappone insieme con il Dr. Nakao dal Giappone anche. QFB Sonia Rodriguez dal Messico, il dottor Jhon Wynhausen da Stati Uniti e il Dr. Christian Tal Schaller dalla Francia, anche erano presenti

Più di 1000 persone hanno partecipato provenienti da tutto il mondo.

Dr. Chistian Tal Schaler e lui moglie Johanne da Frace.
QFB Sonia Rodríguez, México.
Dr. Pierfrancesco Paolo. Italia.

Si è tenuta nella sala riunioni di Stadthalle Gersfeld, Germania

3 ° World Congress Urintherapy Belo Horizonte, Brasile. dal 30 aprile al 30 maggio 2003

3 ° World Congress Urintherapy
Belo Horizonte, Brasile. dal 30 aprile al 30 maggio 2003

3 ° World Congress Urintherapy Belo Horizonte, Brasile. dal 30 aprile al 30 maggio 2003

3 ° World Congress Urintherapy
Belo Horizonte, Brasile. dal 30 aprile al 30 maggio 2003

I medici, gli scienziati insieme con il pubblico di tutto il mondo sono stati invitati. Il Louciadas auditorium ricevuto elegante, raffinato grandi esponenti come il Dr. Coen Van Der Kroon, Paesi Bassi, il dottor Jhon Wynhausen dagli Stati Uniti, il dottor Pier Roviere Fransesco dall’Italia, QFB Sonia Rodriguez dal Messico, il dottor Tal Schaller Christhian dalla Francia, Atomo Inoue dalla Colombia.

Il presidente Dr. Fatima Pimienta era l’organizzatore della manifestazione, con Padre Renato Roque Barth’s come assistente.

4 ° Congresso Mondiale Urinetherapy
Seoul, Corea
15 settembre 16, 17, 2006

Più di 20 paesi hanno partecipato. Il coreano era la lingua ufficiale, ma è stato tradotto in inglese e giapponese. Il Presidente Kook Hee Kang, ha accolto persone provenienti da Messico, Giappone, Italia, Australia, Germania, Stati Uniti, Brasile, Colombia, Argentina, Francia, Paesi Bassi, India, Africa e Venezuela.

4° Conferenza Mondiale Urinoterapia, Corea, 2006

4° Conferenza Mondiale Urinoterapia, Corea, 2006

5th.Congresso Mondiale Urotherapy a Guadalajara Jalisco, Messico 2009

5° Conferenza Mondiale Urinoterapia, Messico, 2009

5° Conferenza Mondiale Urinoterapia, Messico, 2009

Si sono tutti riuniti per condividere e conoscere il nostro interesse reciproco a questo grande evento, il V Congresso Mondiale di Urotherapy 2009 a Guadalajara in Messico. L’Organizzazione World Organization for Excellence Health Care si è riunita per offrire e fornire le conoscenze e le esperienze nei settori della medicina e della chimica, così istituzioni e persone che partecipano attivamente alla realizzazione di stili di vita sani, hanno insieme contribuito a una migliore qualità della vita per l’umanità.

Hanno partecipato i rappresentanti di molti Paesi da 5 diversi continenti: America, Europa, Asia, Oceania e Africa, dove tutti hanno condiviso con metodo scientifico e sperimentale, molte conoscenze e testimonianze, contribuendo così al benessere dell’Umanità e del mondo intero.

Organizzazione

Dr. Ryosuke Uryu
Dr Rovere Pierfrancesco
QFB Sonia Rodriguez
Dr. Coen Van Der Kroon
Pe. Raymundo Reyna
Pe. Jorge E. Zarraga

Japón. Italia México, Germania, Africa, Australia
5th.World Congresso Urotherapy México 2009.

6 ° Congresso Mondiale di Urotherapy  nella città di San Diego, USA, 14,15,16 novembre 2013

6 ° Congresso Mondiale di Urotherapy nella città di San Diego, USA, 14,15,16 novembre 2013

Nelle varie conferenzi e congressi mondiali si è discusso di:

  • risultati medicinali ed usi
  • implicazioni politiche e finanziarie
  • opinioni religiose e spirituali

Tuttavia, non c’era molto di nuovo circa l’uso di base dell’urina come medicina perchè il “super-succo” contro tutte le malattie è per le persone che sanno su di esso e che hanno la volontà di porre fine alla sofferenza inutile.

Le ultime News su questa antica conoscenza: l‘urina è la medicina perfetta!
Usata per migliaia di anni, la terapia con l’urina viene riscoperta, e dimostra sempre di essere la medicina perfetta che è sempre stata. Anche le malattie moderne come l’AIDS e piaghe possono essere trattati con successo con “l’acqua dalla propria cisterna” (espressione presente nella Bibbia). La buona (vecchia) novella si sta diffondendo con il passaparola (più come un segreto), ma anche grazie a grandi eventi come le Conferenze Mondiale di Urinoterapia.

Grandi nomi del mondo nell’ambito della terapia dell’urina, come Coen van der Kroon (autore del libro “The Fountain d’oro), il dottor Schaller (Francia), il dottor Atom Inoue (Columbia), Dr. Sonia Rodridgues (Messico), il dottor Kang Kook Hee (Corea del Sud e organizzatore della prossima conferenza mondiale), Dr John Wynhausen (USA), il dottor Lutz Riedel (Germania), il dottor Carmen de la Concepcion (Cuba), il dottor Ryosuke (Giappone), per citarne solo alcuni, si sono riuniti a fornire prove del loro lavoro clinico con i pazienti, e per aiutare le persone sofferenti a capire che l’urina non è un rifiuto tossico, ma un ampio spettro di agenti di guarigione, insuperabile da qualsiasi altro farmaco.

Conferme:
L’urina è una medicina miracolosa

E ‘stato scientificamente confermato che l’urina, ingerita o esternamente applicata, combatte infezioni, allergie e malattie della pelle. La terapia dell’auto-urina (AUT) incrementa la forza del sistema immunitario e promuove la guarigione di malattie che sono considerate incurabili.

Cancro – AIDS – TB
Il cancro, uno dei principali killer con lunghi periodi di sofferenza, è sulla “lista beneficio” di AUT, con molti casi segnalati e studi scientifici, c
ome anche lo è l’AIDS, la malattia dei tempi moderni, con nessuna cura. Ci sono troppi casi di successo del trattamento per essere ignorati, soprattutto in Africa. La tubercolosi, una malattia che è stata trattata con successo una volta con gli antibiotici,  ora a causa di un uso eccessivo degli stessi ha sviluppato ceppi resistenti, ed è per questo ancora una malattia mortale con circa 3 milioni di persone muoiono ogni anno. E’ stata trattata con successo con l’urinoterapia.

Malattie croniche
Se si pensa ai tanti casi di malattie croniche, tra cui le allergie, ci si chiede perché la gente vada dal medico ogni settimana, consumando grosse quantità di farmaci e poi soffrendo gli effetti collaterali negativi prima o poi. Credono nei farmaci chimici e costosi. Credono anche che l’urina è un rifiuto tossico. La Conferenza Mondiale ha dimostrato ancora una volta che l’urina è la migliore medicina a tutto tondo. Nei nostri tempi di “educazione di massa” ci si chiede se la gente diventerà interessata nel metodo più semplice, gratuito e allo stesso tempo, la medicina più efficace.

IL MECCANISMO DELL’URINOTERAPIA SECONDO IL DOTTOR RYOIOCHI NAKAO
Dr Nakao è stato il primo medico ad alzarsi e ad esprimere i suoi studi clinici sulla meccanica della terapia di urine, dedicando il suo tempo per la comprensione del suo effettivo funzionamento. Ha ricevuto un premio Nobel per il suo impegno nel dimostrare il potere di questa terapia.

Dr Ryoichi Nakao MD spiega le sue opinioni sul meccanismo dell’auto-urina terapia come segue:

“Prima di tutto, per esaminare questo meccanismo, bisogna considerare che l’efficacia dell’urinoterapia  non dimostra di essere una medicina. L’urina invece è una fonte di informazioni sulla malattia nel corpo o, in altre parole, si tratta di una copia dei cambiamenti che si verificano nel corpo.

A causa dei seguenti motivi, ritengo che quando queste informazioni contenute nell’urina passano attraverso la gola tutto questo viene analizzato dai sensori nella gola, e che il sistema immunitario umano può quindi essere attivato per curare la malattia. Vale a dire, i segnali sono dati dal cervello che può attivare le funzioni necessarie per curare la malattia.

  1. Gli esperimenti sono stati condotti e si è riscontrato che quando l’urina è stata introdotta nello stomaco utilizzando un catetere, bypassando la gola per un periodo di un mese, nessuna efficacia è stata osservata.
  2. Il fatto che il cancro si verifica in vescica, tratto urinario e reni dimostra che la presenza di urina all’interno del corpo non ha alcun effetto diretto sulle cellule cancerogene. Ma quando la stessa urina viene assunto per via orale e passa attraverso la gola, una diminuzione della crescita delle cellule cancerogene o scomparsa del tumore è stata osservata in pazienti affetti da cancro.
  3. Anche se l’urina non viene ingerita ma usata solo come gargarismi, gli effetti sono risultati essere gli stessi  di quando era ingerita.
  4. Se gargarismi con acqua sono stati fatti subito dopo l’ingestione di urina è stata osservata nessuna efficacia della terapia.
  5. L’interferone, una delle molte sostanze bioattive presenti nelle urine, presenta una situazione analoga a quella della auto-urina terapia, cioè che solo una quantità minuta assunta per via orale è necessaria per fornire al cervello le informazioni necessarie per curare il corpo. Negli studi clinici, solo 100 UI o 1/100.000 di milione di unità internazionali di interferone somministrato per via orale ha avuto gli stessi effetti di 10 milioni di unità somministrate da iniezioni. (Hayashibara Biochemical Labs., Inc. Okayama, in Giappone e il dottor Cummins di Amarillo Cell Culture, Amarillo Texas).

A causa di quanto precede, si può presumere che le cellule sensori che possono percepire i cambiamenti estremamente minimi del corpo, potevano controllarli se stimolati dalle giuste informazioni trasportate dell’urina. Il dottor Ryoichi Nakao afferma che tali cellule-sensori si trovano nella cavità orale e della gola.

La teoria del dottor Nakao per la stimolazione della produzione di citochine spiega inoltre che l’urina è la fonte di informazione specifica per una malattia in corso. Quando è inserita nella gola, le cellule sensori rilevano queste informazioni, e le trasmettono  al cervello. A sua volta, il cervello attiva la ghiandola produzione di citochine che regola il sistema immunitario. Dal cervello, l’interleuchina X, insieme con altri enzimi e le citochine provocano il recupero dalla malattia. La propoli, una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante è conosciuta fin dai tempi antichi per avere effetti anti-batterici e anti-tumoriali. L’urina mescolata con la propoli, aumenta la sua efficacia contro il cancro, l’epatite e altre malattie secondo la ricerca fatta in Giappone. (Dr Ryoichi Nakao).

I fattori che regolano il sistema immunitario sono stati originariamente conosciuti come una sostranza chiamata interleuchina (IL). Successivamente, le interleuchine, fattori stimolanti, l’interferone e altre sostanze simili erano generalmente chiamate citochine poiché sono secreti dalle cellule, e influenzano le altre cellule in un modo o nell’altro. (Dr Ryoichi Nakao).

RICERCA SCIENTIFICA SULLA TERAPIA CON L’URINA DEGLI ANIMALI ERBIVORI
Gli scienziati provenienti da tutti gli angoli del mondo hanno presentato i loro risultati con le applicazioni delle urine, anche con l’uso dell’urina di animali contro malattie delle piante, animali e malattie umane.
Per esempio il docente Prof. Mohamed O’Hay dal Sudan ha parlato degli usi medicinali delle urine di cammelli, capre e dell’urina umana per alcuni tipi di batteri e virus L’efficacia variava tra le urine dell’esemplare  maschio o femmina della stessa specie.

Le urine di animali erbivori sono particolarmente e terapeuticamente raccomantadate agli umani con una dieta onnivora, in quanto troppo impura.

PERSONAGGI PUBBLICI
Ecco acuni personaggi pubblici che curiosamente hanno praticato l’urinoterapia:

  • Pochi sono quelli che sanno che Mahatma Gandhi era un fautore e praticante dell’urinoterapia.
  • Morarji Desai , quinto primo ministro dell’India, e un sostenitore della urinoterapia Nel 1978, il primo ministro dell’India , Morarji Desai, un veterano dell’urinoterapia, ha parlato con Dan Rather per 60 minuti su questo argomento. Desai affermò che l’urinoterapia è la soluzione medica perfetta per i milioni di indiani che non possono permettersi le cure mediche.
  • L’attrice inglese Sarah Miles ha bevuto la propria urina per oltre trent’anni, sostendo con convinzione che immunizza contro le allergie  tra gli altri benefici per la salute.
  • Moisés Alou, ex Major League Baseball, giocatore si urinava sulle mani per alleviare calli, sostenendo che ciò gli permetteva di battere senza l’utilizzo di guanti ovatta.
  • Madonna ha spiegato al David Letterman talk Show che urinando su i suoi stessi piedi, cura il suo piede d’atleta.
  • Il combattente di arti marziali Lyoto Machida ha rivelato in un’intervista che beve la propria urina. Suo padre, Yoshizo Machida, ha ammesso ha invitato Lyoto nel cominciare questa terapia per liberarsi di una tosse che era cronica.
  • Il  boxer Juan Manuel Márquez ha bevuto la propria urina nel corso di una sessione di allenamento ripresa televisivamente per la serie della HBO 24/7; egli ha rivelato che credeva che la pratica era stata di grande beneficio nutrizionale, favorendo i suoi allenamenti intensivi.
  • L’autore JD Salinger è stato un praticante.

CONCLUSIONI
Tenendo conto che questo rimedio si basa su tradizioni millenarie in tutto il mondo e che non costa assolutamente nulla, vale certamente la pena di sperimentarne e verificarne l’efficacia.

Quindi possiamo concludere che: URINE THERAPY IS A NATURAL AND NICE REMEDY 🙂 VITAMINE B12 E K2 ASSICURATE, e molto, molto altro ancora!!!

 

IL CIBO PREFERITO DAL GORILLA PIÙ LONGEVO DEL MONDO SONO I POMODORI!!!

L CIBO PREFERITO DAL GORILLA PIÙ LONGEVO DEL MONDO SONO I POMODORI!!!

A cura di Marco Giai-Levra

Incredibile ma vero!!! Il gorilla più longevo del mondo, nato in cattività e residente nello zoo di Columbus (Ohio, USA), ama il frutto-ortaggio solenacea coltivato dall’uomo, e lo preferisce a qualsiasi altro cibo. La grande scimmia è un esemplare femmina e si chiama Colo.

Colo, nata il 22 dicembre 1956, ha festeggiato il suo 58° compleanno nel 2014. Al momento ha superato in longevità l’esemplare chiamato Jennifer che era nata in natura. Naturalmente questa considerazione si basa solo sul limitato numero di gorilla naturali presi in esame.

Secondo lo yogi Yogananda il pomodoro conferisce forza mentale, determinazione e alimenta il cervello, accentuando il suo effetto grazie al colore rosso che immette nel corpo l’elemento Fuoco (Azione), e soddisfacendo il palato grazie all’alto contenuto di glutammato di sodio naturale, che provoca le sensazioni derivanti dalla soddisfazione del gusto fondamentale chiamato Umami (il saporito o lo squisito, in giapponese). Sulla lingua ci sono dei recettori appositi per il gusto Umami. Naturalmente questo è salutare fino a che si trae da fonti assolutamente naturali e non trasformate.

gorilla pomodoro colo longevità solenacee

Colo, il primo gorilla nato in uno zoo, ha festeggiato il suo 56 ° compleanno il 22 dicembre 2012, con suo cibo preferito, i pomodori

Il glutammato di sodio chimico aggiunto a tutti i prodotti commerciali per renderli una potente droga è da considerarsi altamente dannoso. A causa di questo composto il cosiddetto “cibo spazzatura” assume un sapore “libidinoso” che cattura la mente umana e la fa vibrare a basse frequenze, accecandola soprattutto spiritualmente.

Ritornando al topic è interessante notare con una grande scimmia antropomorfa, avendone la scelta, preferisca un frutto tra gli ortaggi come il pomodoro rosso maturo. Che abbia immesso nell’animale una Coscienza psichica più virtuosa?

Sappiamo dai Veda che gli alimenti Satvici (virtuosi, frutta, alimenti freschi, succosi, vegetali, nutrienti, dolci) rendono felici e allungano la durata della vita.

Ironia della sorte, nelle foto che ritraggono Colo nel suo 56° compleanno nel 2012 sebra che ella sorrida. Per la longevità, è notevole la sua età, visto che si crede che l’età media dei gorilla si aggiri intorno ai 37 anni.

colo gorilla longevo longevità pomodoro solenacee

Colo, una femmina di gorilla di pianura occidentale, è il gorilla più longevo di qualsiasi zoo e del mondo tra quelli conosciuti

Quindi trattiamo con rispetto e non sottovalutiamo un frutto come il pomodoro, che a volte viene visto dai neo fruttariani come un frutto di serie B. Ma spesso questa omissione determina poi l’impossibilità di perseguire la via di questo regime alimentare.

Alla faccia della dieta macrobiotica che vorrebbe che si eliminassero tutte le solenacee, quando poi mangiano cibi non commestibili allo stato naturale e senza cottura, come legumi, cereali, farine, ecc. Ecco la dimostrazione di quanto di sbagliano!

Nota aggiuntiva in difesa dei pomodori

Spesso si legge che i pomodori sono tossici, che contengono nicotina, che creano dipendenza, ecc. … e anche molto peggio anche se si ascoltano le teorie macrobiotiche, teorie che vengono annientate se osservate dal punto di vista crudista e fruttariano.
In realta solo il fusto e le foglie sono tossiche e le eventuali parti verdi. Solo nelle parti verdi del frutto c’è un’alta percentuale di solanina, la quale abbassa la sua concentrazione fino a tendere a zero nel momento in cui il frutto matura e diventa completamente rosso. I pomodori maturi crudi non sono affatto tossici e la quantità di nicotina (niacina o acido nicotico) è abbastanza irrilevante.  A questo proposito riporto le seguenti importanti affermazioni tratte dal libro “La chimica degli alimenti” di Cabras Paolo e Martelli Aldo:

 “Il contenuto di nicotina di una sigaretta è di 8-9 mg e la quantità assorbita è di circa 1 mg. Fonti alimentari di nicotina sono melanzane, pomodori, patate e the e 1 mg di nicotina è contenuto in 10 Kg di melanzane e 20 Kg di pomodori”.

Quindi a quanto pare per assorbire la stessa quantità di nicotina di una sigaretta bisogna mangiare 20 Kg di pomodori! 🙂

A me i pomodori creano dipendenza … ma solo perchè sono troppo buoni!! 😀

colo ohio gorilla longevità pomodoro solenacee

Più di 50 anni fa: Colo, allo zoo di Columbus, Ohio, è stato il primo gorilla a sopravvivere nascendo in cattività

colo gorilla test intelligenza attitudinale psicologico pomodoro longevità

Il cucciolo Colo viene sottoposto a un test psicologico e attitudinale

Colo bagno lavato gorilla longevità pomodoro solenacee primate primato

Il cucciolo Colo viene lavato.

HEY FRUTTARIANO, MA TU MANGI FRUTTA FUORI STAGIONE?!? ECCOME!!! … E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE NON LO FACESSI!!!

HEY FRUTTARIANO, MA TU MANGI FRUTTA FUORI STAGIONE?!? ECCOME!!! … E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE NON LO FACESSI!!!

a cura di Marco Giai-Levra

Sempre e solo frutta di stagione, biologica e km 0??? Si certo, ma solo se vivessimo nell’ambiente tropicale naturale per la specie umana!!!

summer-seasonal-fruit-and-vegetables

Stagione, clima, luogo, Km 0 sono argomenti che vanno considerati da diversi punti di vista. Ma prima di tutto ci sono degli assiomi che vanno accettati come conseguenza della loro evidenza logica. Se seguite il ragionamento potrete entrare in quest’ottica.

Per cui, posto che:

  • l’essere umano fa parte della famiglia di Primati detti “ominidi”, così come le grandi scimmie antropomorfe.
  • uno studio del 1978 del paleantropologo Alan Walker dell’Università John Hopkins in Maryland (Pensilvania), esaminando i microsolchi sulla dentatura dei nostri antenati genetici (ominidi) di 12 milioni di anni fa, ha evidenziato che essi si nutrivano esclusivamente di frutta cruda raccolta, vivendo in un clima tropicale e in un periodo precedente alle ultime glaciazioni.
  • anche se gli esseri umani si sono adattati a pratiche alimentari onnivore e carnivore, le nostre caratteristiche anatomiche e fisiologiche non sono cambiate rispetto a quelle di quelli ominidi di 12 milioni di anni fa, quindi abbiamo ancora la stessa dentatura e gli stessi succhi gastrici, nonchè lo stesso sistema digestivo.
  • il sistema digestivo umano, in quanto ancora identico a quello di quegli ominidi, si è quindi rivelato adatto a una dieta di frutta e vegetali crudi per oltre 12 milioni anni, e non è cambiato di una virgola.
  • qualche migliaio di anni di dieta aberrante non ha cambiato le caratteristiche e le esigenze alimentari per la salute ottimale della nostra specie. Secondo la scienza ufficiale il fuoco è stato scoperto dall’uomo circa 1 milione di anni fa e controllato “solo” da 300000 anni (e il nostri denti, succhi gastrici e sistema digestivo non si sono modificati o traformati per questo motivo).
  • uno studio effettuato sui gorilla di montagna nello zoo di San Diego, a cura del noto biologo George Schaller, ha dimostrato che anche le grandi scimmie antropomorfe sono frugivore al 100% se l’ambiente e le condizioni climatiche non lo impediscono.
  • l’uomo ha un patrimonio genetico identico alle grandi scimmie antropomorfe per oltre  il 95-98%, le quali alla luce dello studio di Schaller, sono da considerarsi, frugivore al 100% se l’ambiente lo consente.

Ne consegue che:

  • l’essere umano è stato progettato dalla Natura o da Dio per nutrirsi esclusivamente di frutta cruda e scondita, immerso in un naturale clima tropicale o sub-tropicale. Tutti i climi e i luoghi diversi da un ambiente tropicale sono adattamenti e non sono naturali per la nostra specie (quindi potenzialmente dannosi).
  • l’essere umano immerso in Natura nel suo habitat specifico, possiede come unico strumento naturale di valutazione il senso del gusto, allo scopo di decidere se un cibo è adatto o non adatto a lui. Questo strumento pertanto va utilizzato in modo naturale, senza cotture e condimenti i quali distruggono parzialmente i nutrienti e falsano l’esito perchè operano un “mascheramento percettivo”.
  • il senso del gusto decostipato dai condimenti ci indica quindi quale cibo contiene i nutrienti utili per il nostro corpo in quel momento specifico (gustoso=pieno di nutrienti utili, insipido=privo di tali sostanze), tarato su alimenti naturali e crudi, non alterati nel gusto e nella sostanza dal processo chimico della cottura.
  • il senso del gusto naturale di dice quali cibi naturali e non elaborati sono di qualità o meno in modo inequivocabile, e NON il km 0, il biologico o la stagionalità prodotta da una terra e da climi inadatti alla specie umana.
  • tutto quello che non è commestibile da crudo non è il cibo naturale e specifico per la specie umana, quindi dannoso.
  • tutto quello che non è appetibile o è insipido, anche se commestibile da crudo, è un cibo poco o non-adatto all’uomo (potenzialmente dannoso).
  • farinacei, cereali, grani e legumi secchi consumati tutto l’anno sono da considerarsi cibi non commestibili allo stato naturale crudo, per cui adatti allo stomaco trituratore degli uccelli granivori ma non all’essere umano.
  • farinacei, cereali, grani e legumi secchi cotti per ore a migliaia di gradi sono da considerarsi cibi morti e ALTAMENTE FUORI STAGIONE.

Seguire la stagionalità QUI può avere quindi poco senso, perché ad essere contro natura sono in realtà il clima e il territorio che non sono adatti all’essere umano, specificatamente adatto solo a un clima tropicale, dove può raccogliere i cibi crudi irradiati dal Sole, e lui stesso nutrirsi di Sole, ingrediente principale. Essendo noi nel posto e nel clima sbagliati, ossia lontano da quello per cui Dio o la Natura ci hanno progettati, ci troviamo a convivere con le cose che ci offre questo posto inadatto all’uomo.

Km 0 e stagionalità QUI possono voler dire molto poco. Il ragionamento è ancora più accentuato se i prodotti a Km 0, bio o di stagione sono di scarsa qualità, cosa che si testa unicamente e inequivocabilmente con il nostro senso del gusto a “crudo e scondito”. Non c’è altro modo. La qualità di un frutto si valuta unicamente assaggiandolo crudo e scondito, indipendentemente dalla stagionalità o dall’importazione. L’appetibilità del gusto percepito indica le sostanze utili al nostro corpo, che esso stesso individua, solo nei cibi naturali e non cotti o elaborati..

Poichè in base alla logicità di quanto sopra esposto e sintetizzato noi viviamo in un luogo e in un clima sbagliati, comprare cose di serra o importate risulta quasi doveroso. Questo è il motivo per cui “biologico” o “km 0” o “di stagione” non sono affatto dei fattori univoci, eterni o inalterabili, in quanto ci troviamo nella situazione più sbagliata e innaturale: il nostro clima specifico è quello intertropicale.

Se ad esempio si assumono carote biologiche a km 0 o di stagione che in maniera naturale (“crude e scondite”) sanno di sapone oppure sono insipide, si va a provocare un vero e proprio danno al corpo introducendo del materiale scarso e privo di sostanze utili, che il nostro senso del gusto usato in modo naturale “boccia” letteralmente (se ci fossero nutrienti utili, al contrario, il nostro “sensore” del sapore ci farebbe percepire l’ortaggio come appetibilissimo, in virtù di questa modalità di assunzione naturale). Pertanto in questo caso è molto meglio mangiare frutti di serra, importati o non-bio, ma che sono “cibo vivo” (crudo o “non-cotto”) e che vengono percepiti come squisiti, segno inequivocabile che contengono ciò che serve al nostro fisico in quel preciso momento.

Dobbiamo saper considerare la “filiera corta” anche da un altro punto di vista: importando frutta esotica via aerea, in realtà portiamo verso di noi una percentuale di clima e ambiente naturali adatti alla specie umana. Per cui io in questi 4 anni di fruttarianismo mi sono sempre avvalso di prodotti importati da altre zone il cui clima è adatto all’essere umano. Siamo noi che dovremmo essere lì. Ma per tamponare nel frattempo, ci facciamo solo del bene a importare mango, datteri, avocado ecc. Per cui importando frutti che sono di stagione -la stagione giusta per l’essere umano- da un altro luogo, si importa benessere e una parte di naturalità in cui dovremmo essere immersi per 365 giorni all’anno.

Riguardo ai prodotti italiani, ma di serra, dobbiamo considerare che sono sempre “cibo vivo” quindi con il 100% di  nutrienti vivi e attivi, quando percepiti appetibili “crudi e sconditi”.

Ricordiamoci anche che cibi come farine di qualsiasi tipo, farinacei, cereali e legumi non solo non sono commestibili e appetibili allo stato naturale “crudo e scondito”, ma sono anche altamente fuori stagione, oltre che elaborati e cotti a migliaia di gradi per ore. Sono cibi vecchi di mesi o anni, morti, così come i sottolio e i sottaceto. Dove’è la vita in questi cibi? Non c’è.

Il cibo carico di forza vitale o di Prana è quello saporito, succoso, nutriente, vivo e crudo, e se prodotto da una serra sempre vivo è, ed è sempre da preferirsi cibi morti, cotti o non commestibili allo stato naturale.

Se poi uno ha la possibilità di avere cibo di stagione crudo che è anche appetibile e saporito allora è il massimo. E se in aggiunta a questo si vive anche in un clima tropicale…. beh, allora avete ritrovato il perduto Paradiso dell’Eden!!!

QUI TROVI IL MIGLIOR LIBRO IN ITALIANO SULL’ALIMENTAZIONE PRANICA E SUL DIGIUNO:

Qui è possibile acquistare la versione cartacea in italiano del libro di Joachim “LSWF (Life-Style Without Food) ovvero lo stile di vita senza cibo”: www.inediatotale.altervista.com

Srila Prabhupada ha detto che la dieta crudista “raw-food” è la migliore per la Coscienza di Krishna e per la Spiritualità

Nanda Kumar das – Memories of Srila Prabhupada

Prabhubada incoraggia una dieta crudista “raw-food”

[Quando mi sono trasferito nel tempio, ho mangiato tutto il Prasada (cibo vegetariano offerto a Dio, che acquisisce una qualità spirituale e trascendentale, N.d.T.) che era servito. Poi sono diventato il cuoco di Prabhupada, così ho avuto una cucina, e ho potuto preparare quello che volevo. Provenivo da un background di crudismo alimentare (raw-food) tipico del Sud California, e ho iniziato a mangiare insalate, frutta e cibi semplici ma volevo essere sicuro di non essere in contrasto con ciò che Prabhupada voleva.

Un giorno ho deciso di chiedere a lui cosa ne pensasse di una dieta cruda invece di prendere il normale Prasadam. Egli disse: “A dire il vero, una dieta raw è la dieta migliore per la coscienza di Krishna. E ‘semplice. Mantiene il corpo sano e leggero. Noi non la prescriviamo alle masse perché la maggior parte delle persone non sono in grado di seguirla, e non vogliamo che siano distratte dalla Coscienza di Krishna. Ma se tu sei in grado di seguirla, questa è la dieta migliore per la Coscienza di Krishna.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada


Prabhupada incoraggia la pratica dell’Hatha Yoga

[Inoltre, una delle cose alle quali ho dovuto rinunciare quando mi sono trasferito al tempio era l’hatha-yoga. Tutti mi hanno detto che hatha-yoga è incluso nel bhakti-yoga e non c’è quindi bisogno di farlo; Bastava solo ballare nel kirtan. Io sono stato testardo per un po ‘, ma quando mi sono trasferito nel tempio, non c’era effettivamente tempo e posto per farlo.

Poi, quando ho avuto modo di stare con Prabhupada, ho iniziato a praticarlo di nuovo. Nella metà mattina, prima di cucinare per lui, sono andato nel cortile del tempio e ho effettuato alcune yoga-asana, ma volevo assicurarmi che fosse giusto farlo. Dopo averlo fatto fatto per due o tre giorni avevo piena intenzione di chiedere Prabhupada la sua opinione, ma quando gli ho portato il piatto con il pranzo, lui mi ha detto: “Vedo che stai facendo esercizi di yoga in cortile.” Ho detto: “Sì, signore. Stavo per chiederti la tua opinione a riguardo. Gli altri devoti mi hanno detto che non buono, e che non fa parte del nostro processo”. “In realtà,” Prabhupada ha risposto, “Questi esercizi sono molto buoni per la salute. Non vogliamo che le persone si distraggano (dalla Coscienza di Krishna, N.d.T.), così noi non lo prescriviamo. Ma per te, è molto buono e io ti incoraggio a farlo”.

Poco tempo dopo, stavamo facendo una passeggiata in un parco a San Diego quando qualcuno stava facendo una verticale in lontananza. Prabhupada guardò e disse: “Oh, questo è Sirshasana? Questo è molto buono per la salute. Ci sono così tanti di questo tipo di esercizi come Sirshasana, Yogasana, Padmasana, che sono molto buoni per la salute”. Con un po’ di sarcasmo verso lo yoga, un confratello anziano chiese: “Allora, dovremmo farlo tutti i giorni, Prabhupada?”, ma Prabhupada non gli rispose, continuando a camminare. Quando eravamo finalmente tornati alla macchina, Prabhupada si voltò e disse: “Non è necessario”. Mi sono ricordato quello che Prabhupada mi aveva detto e mi sono reso conto che Prabhupada rispondeva lo stato d’animo della domanda. Il vero concetto che esprimeva è che tutto ciò che è buono per la tua Coscienza di Krishna, fallo. Tutto ciò che non è buono, smettilo.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada


DEFINIZIONI

Dieta Raw o dieta Raw Food- Dieta crudista, la quale si avvale solo di frutta e vegetali commestibili così come sono, allo stato crudo o naturale, senza nessuna manipolazione o trasformazione chimica.
Prasadam / Prasad misericordia”, prodotti alimentari vegetariani e altri oggetti che sono santificati e sono offerti prima offerta al Signore Krishna per il suo piacere
Kirtan il canto dei nomi e glorie del Signore
Hathayoga un sistema di esercizi fisici per aiutare a controllare i sensi
Bhaktiyoga la scienza della devozione amorevole verso l’Essere Supremo

Memories: Anecdotes of a Modern-day Saint (Volume 2, Tape 22, pg. 217-218)

Ricordi di Srila Prabhupada – das Nanda Kumar
Copyright © 2002 Monsoon media
Tutti i diritti riservati

Trascrizioni di video interviste condotte e compilati da Siddhanta Das.
Traduzione di Marco Giai-Levra, 2015.

Per ordinare i volumi di Memorie: Anecdotes of a Modern-Day Saint or Memories: The Video Series,, si prega di contattare:
http://prabhupadamemories.com/

Ushnodaka Therapy, l’acqua ayurvedica: il segreto del bere acqua calda o precedentemente bollita, provvidenziale anche per crudisti e fruttariani!!!

Un prezioso segreto Ayurvedico di perfetta salute, bellezza e equilibrio: Ushnodaka Therapy, cioè la regolare abitudine di bere acqua calda o tiepida per tutta la giornata. Rafforza la digestione, allevia il bruciore di stomaco, favorisce la perdita di peso, facilita la decostipazione dovuta a raffreddore, tosse, febbre, e disintossica il corpo.

Immette l’elemento Fuoco-Agni nel corpo, se assunta calda, tiepida o raffreddata in seguito, matenendo questa qualità (l’intelligenza sottile del Fuoco) per una giornata. La maggior parte dei problemi o malattie sono causati da costipazione da muco e tossine, dovuti alla natura di cibi innaturali, oppure al cibo non-digerito. Quindi anche il cibo sano, se non digerito, intossica l’organismo.

Questa intelligenza dell’Essere Celeste (Deva, essere dei cieli o Luminoso) del Fuoco (Agni) rimane nell’acqua fino al calare delle tenebre, anche se viene fatta raffreddare in seguito. Di notte gradualmente il Deva del Fuoco abbandona il fluido e l’acqua torna alla sua normale Natura raffreddante. Per immettere Agni bisogna far bollire l’acqua senza nessun coperchio per almeno 20 minuti, provocando una diminuzione di volume per evaporazione. Potra essere assunta calda, tiepida o fatta raffreddare.

acqua calda

Il fattore che fa  la differenza in forza, vitalità e energia, è la potenza del Fuoco gastrico (o forza digestiva) che ognuno ha in una certa misura , secondo il suo tipo di metabolismo ayurvedico. Quando questo Fuoco diminuisce, il corpo si indebolisce e si ammala.

Se vivessimo in un clima e luoghi naturali, cioè con clima tropicale come se fossimo in un paradiso dell’Eden, allora tutto il giorno il caro Sole (“l’agente di di cottura Supremo”) immetterebbe il Fuoco nel nostro corpo, aumentandone la forza digestiva e quindi l’energia, nonchè l’assorbimento dei nutrienti.

Chi non vive in un luogo tropicale invece, e segue una dieta crudista o fruttariana può accusare col tempo dei problemi e indebolimenti o infezioni, a causa della diminuzione di tale Fuoco, o del suo semi-spegnimento. Possiamo però sanare questa situazione semplicemente ingerendo acqua calda o bollita in precedenza.

Più forte è il Fuoco digestivo, più forte è la resistenza mentale e fisica, e quindi il sistema immunitario, e più brillante diventa il bagliore della pelle.

L’Ayurveda consiglia di bere la vostra acqua calda: i cibi freddi e liquidi possono indebolire il fuoco digestivo (Agni). L’ acqua fredda rallenta il processo digestivo, diluendo i succhi gastrici, in modo che non possano fare il loro lavoro nel modo più efficace, richiedendo così troppa energia per la digestione, utilizzata per portare la temperatura del liquido risultante nello stomaco alla temperatura corporea interna (fino a 1-1,5° in più di quella esterna, cioè  arriva intorno ai 38°).

Il risultato è il cibo parzialmente o non-digerito che si muove attraverso il sistema digestivo, e che può non essere eliminato correttamente. Ci si può anche sentire pesante, stanco e gonfio. L’eliminazione adeguata è importante per evitare l’accumulo di materiale di scarto nell’intestino, perché tale accumulo crea tossine e blocca l’assimilazione dei nutrienti da parte del corpo.

Deepanam paachanam kantyam laghushnam basthi shodhanam ||
Hidmaadmaanaanilashleshmasadyahashuddhinavajware |
Kaasaampinasashwaasapaarshwarukshu cha shasyate |

L’acqua calda stimola la fame, fortifica e prepara per una buona digestione, allevia mal di gola, purifica la vescica, riduce il singhiozzo, equilibria vata e kapha. Facilita i sintomi di raffreddore, tosse, febbre e dispnea (respirazione difficoltosa). Rimuove le vampate di freddo e “Ama”(le scorie e le tossine metaboliche del corpo).  E’ un vero e proprio drenaggio linfatico.

Attenzione: se affetti da reflussi gastrici, iperacidità, infiammazioni, gotta, Pitta in eccesso o febbri non si deve bere acqua molto calda. In tali casi, bollita e raffreddata l’acqua è migliore.

Come funziona
La proprietà `”Dipana” (quelle erbe e quelle preparazioni a base di erbe che stimolano il fuoco digestivo) di acqua calda provoca l’espansione degli strotas (microcanali) che trasportano i succhi digestivi, aumentando così il loro flusso, con la conseguente corretta digestione del cibo.

L’acqua bollente o bollita, cambia la sua natura: la rende più leggera e aumenta la sua potenza (virya), riducendo il raffreddamento (sheeta), provocando il riscaldamento (Ushna). Bollendo l’acqua potabile per cinque minuti l’intelligenza del elemento del fuoco viene incorporata, espandendo le proprietà dell’acqua. Questa purificazione sui livelli sottili e grossolani (sukshma), permette di pulire i canali e penetrare i livelli più profondi della fisiologia idratando i tessuti. Quindi, diventa più facile per il corpo a eliminare le tossine e le impurità.

I testi antichi affermano la differenza nel tasso di assorbimento di acqua normale e acqua bollita:
• acqua normale – impiega circa 6 ore se ogni canale è libero
• acqua bollita e raffreddata – impiega circa 3 ore per essere assorbita, e aiuta ad aprire i canali
• acqua calda speziata – impiega circa 1 ora e mezza, grazie all’incremento del Fuoco Agni, provocato da erbe e spezie riscaldanti o piccanti-pungenti.

Quantità e frequenza
Ayurveda raccomanda di sorseggiare acqua potabile calda con un contenuto minerale moderato. Quanta acqua si deve bere dipende dalla vostra età, la quantità di lavoro fisico o esercizio che fate, il tempo, la vostra dieta, i livelli di stress, gli integratori alimentari a base di erbe, e il vostro tipo di corpo. I tipi di metabolismo Pitta sono caldi e di solito più assetati rispetto ai tipi Kapha. i tipi di Vata sono spesso stitici o hanno la pelle secca e, quindi, hanno bisogno di bere più acqua. Bere da sei a otto grandi bicchieri di acqua bollita al giorno è una terapia profonda per idratare la pelle e il corpo e mantenere le tossine sotto controllo. La frequenza piuttosto che la quantità è importante qui.

Durante i pasti
Si tratta di una regola digestione ayurvedico che bere l’acqua fredda durante e dopo un pasto non è cosa buona per il corpo. L’acqua ai pasti può essere temperatura ambiente o caldo, ma non deve mai essere ghiacciata o a una temperatura inferione a quella corporea, altrimenti si va a spegnere il fuoco digestivo. Quarantacinque minuti dopo il pasto, si può bere molta acqua, secondo il bisogno del corpo per la digestione. L’acqua può essere sorseggiata durante e dopo i pasti.

Come bollire
Fate bollire una quantità sufficiente di acqua di rubinetto meglio se senza cloro o l’acqua minerale in una pentola aperta, per almeno dieci minuti.
Conservare l’acqua in un thermos e prendere qualche sorso (o più, se si ha sete) ogni mezz’ora per tutta la giornata. Per aumentare l’effetto positivo è possibile aggiungere 1-2 fettine di zenzero fresco (o un pizzico di zenzero in polvere) per l’acqua quando la bollitura. Una volta fatto questo si ha “ushnodaka”, o ac:qua calda (bollita). Non avrete bisogno di ri-riscaldare l’acqua si raffredda: la sua natura è ora “calda”.

Ayurveda prescrive tre diverse temperature per acqua potabile bollita, a seconda del tipo di corpo:
• Kapha può sorseggiare l’acqua calda. Questo riduce l’accumulo tossico kapha a cui la pelle è soggetta.
• I tipi Pitta dovrebbero raffreddare l’acqua bollita a temperatura corporea e bere con o dopo i pasti. I tipi Pitta devono stare attenti ad evitare le temperature calde.  Questa raccomandazione viene meno se la dieta è crudista o fruttariana, in quanto il metabolismo è “vatizzato” o raffreddato.
• I tipi Vata possono bere l’acqua calda, evitando di assumerla fredda. Il loro freddo interno, secca la pelle, che ha bisogno di acqua calda a per l’idratazione, per depurare i canali e bruciare Ama (scorie e tossine).

L’acqua bollita può essere utilizzata per tutto il giorno, ma non dovrebbe essere conservata durante la notte, in quanto le sue proprietà terapeutiche scadono.

Acqua fresca
Ayurveda spiega anche le proprietà dell’acqua fredda come segue:

“Sheetam madaatyayaglaanimoorchaachardishramabhramaan || Trushnadaahapittasravishanyambu niyacchati ||”

L’acqua fredda riduce l’intossicazione da alcol. Allevia stanchezza, vertigini, sensazione di vomito e disseta. Allevia i sintomi di eccesso di pitta, rakta(infiammazioni per eccesso di Fuoco) e intossicazione da veleno.

Acqua potabile
L’acqua che non è dannosa per la salute e ha tutte le qualità utili per essere assunta è definita acqua potabile. L’acqua potabile dovrebbe essere priva di metalli pesanti, particelle sospese e agenti patogeni come i batteri.

L’Ayurveda raccomanda l’acqua piovana pura, che è priva di impurità, microbi. Questa è chiamata come “Gangambu”. Tale acqua piovana è sana, rinfrescante, raffredda il corpo, aumenta la vigilanza e sazia papille gustative. Le proprietà di Gangabu pura o acqua piovana sono narrate come segue.

“Jeevanam tarpanam hridyam hlaadi buddhiprabhodhanam |

Tanvavyaktarasam mrushtam sheetam laghvamrutopamam || “

Nello scenario attuale ambientale cieli inquinati, venti polverosi, prodotti chimici vomitati dalle industrie causano piogge acide. Non è consigliabile bere tale acqua piovana. Anche in ayurveda è stato spiegato che l’acqua piovana deve essere utilizzata dopo aver analizzato sua purezza.

L’acqua contaminata con fango, erbacce, alghe e microbi viene definita “Dushtajala” in ayurveda., e non deve essere utilizzata per nessuno scopo, poichè è dannosa per gli esseri viventi.

Alcune precauzioni, secondo l’opinione del medico ayurvedico dottor Bhate:

  • Quando si vuole bere, preparare una acqua fresca bollita.
  • Non conservarla. L’acqua conservata sviluppa sostanze acide.
    Il thermos
    può essere utilizzato per affrontare questo problema.
  • Far bollire l’acqua a fuoco basso, e quando comincia l’ebollizione, l’acqua è ritenuta trasformata in Ushnodaka e in più leggera quando il suo volume diventa il 50% dell’originale. Queste indicazioni sono utili per di eccesi di Vata e Pitta.
  • Quando rimane il 75%, tale acqua è utile solo per sintomi Vata.
  • Quando il 75% è bollito e rimane il 25% , l’acqua Ushnodaka si prende cura di tutti e tre i dosha.

Grazie a Agni (Fuoco) catturato nell’acqua bollita, tutte le acque bollite sono più facili da digerire di quelle non bollite. Si può fare in fretta e facilmente una soluzione digestiva con l’aggiunta di spezie varie.

Il termine Ushnodaka può significare che la quantità di acqua che si ottiene facendola bollire è ridotta a 1/8, 1/4 o 1/2 del suo volume iniziale; a volte si utilizza anche solo per indicare l’acqua sufficientemente bollita.

La discussione sull’acqua Ushnodaka non può essere completa senza accennare appena alla possibilità di bollirla con pezzi di metallo purissimi come il rame, l’argento, l’oro per fare un ‘Dhatu-pushti Jal’ (purificare, rigenerare e integrare i tessuti con preparazioni di microelementi) immetendo le proprietà microelementali nell’acqua conservata in pentole di terracotta.

Peperoncino di Caienna “the Wonder Spice” : la “Spezia Meraviglia”!!!

Questo è un incredibile frutto-spezia dal valore medicinale e terapeutico immensurabile: sto parlando del peperoncino di Caienna, questo frutto-medicina donatoci da Dio e dalla Natura per risolvere una moltitudine di problemi. Riportiamo gli studi e le esperienze del famoso erborista John Christopher.

Caienna

Caienna

John Raymond Christopher (1909-1983) era un erborista americano, spesso chiamato “il dottor Christopher”. Egli è conosciuto per le sue numerose pubblicazioni sulle erbe e sulla guarigione naturale, tra cui “Scuola di guarigione naturale”. E’ anche noto per lo sviluppo di più di 50 formule di erbe che vengono utilizzate in tutto il mondo, nonchè fondandatore della scuola di guarigione naturale a Springville, nello Utah . Fu accolto come erborista americano più eminente in un sondaggio nazionale condotto dalla Utah Survey Associates.

Vediamo le informazione che il dottor Christopherci riporta sul peperoncino di Caienna.

La saggezza e l’esperienza del Dr. John Christopher saranno l’oggetto della nostra trattazione in questo articolo. Il Dr. Christopher era un Maestro Erborista e Naturopata di grande fama in America, noto anche all’estero. Dai suoi insegnamenti hanno imparato così tanti, e la sua influenza è stata così grande, che la maggior parte sono concordi nel ritenerlo fra i maggiori promotori di guarigione naturale della seconda metà del 20° secolo.

I seguenti estratti dai suoi articoli sono riprodotti con il permesso scritto dell’editore, Christopher Publications, PO Box 412, Springville, UT 84663 1-800-372-8255.

CAIENNA

  1. ATTACCHI CARDIACI: “in 35 anni di pratica, lavorando con la gente e insegnando naturopatia, non ho mai perso un paziente che mi ha chiamato per un attacco di cuore, e la ragione risiede nel fatto che, ogni volta che vengo chiamato -se il paziente è vivo e respira- io gli faccio bere una tazza di tè di peperoncino di Caienna (un cucchiaino di pepe di Caienna in una tazza di acqua calda, e in pochi minuti chiunque è in grado di rimettersi in piedi e di rivitalizzarsi). Questo è uno degli aiuti più veloci ed efficaci che potremmo mai dare al cuore, perché lo alimenta immediatamente. La maggior parte dei cuori soffrono di malnutrizione a causa degli alimenti trasformati che mangiamo, ma in questo caso si ottiene una buona dose potente di cibo vero. Questo è qualcosa di bello che tutti dovrebbero sapere e conoscere, perché un attacco di cuore può venire ai vostri amici o alle persone care in qualsiasi momento, nonchè a voi stessi. Il tè caldo lavora più velocemente di compresse, capsule e tè freddo, perché il tè caldo apre la struttura cellulare: fa espandere e accettare il caienna molto più velocemente, e va direttamente al cuore, attraverso il sistema arterioso, portando i suoi potenti nutrienti”. [Dr. Christopher¹s Newsletter 1-12]
  2. STERILIZZARE E FERMARE UN’EMORRAGGIA: I vecchi erboristi sostengono che pepe di Caienna (Capsicum o peperoncino) dovrebbe essere versato direttamente in una nuova ferita, per sterilizzare e fermare l’emorragia. [Herbal Home Helath Care P.61]
  3. CRAMPI MESTRUALI: Se una giovane donna ha problemi mestruali, può prendere in considerazione anche che i suoi organi femminili potrebbero non essere in buone condizioni. Anche se dovrebbe essere inutile dirlo, dovremmo evitare farmaci e medicinali nella gestione dei crampi mestruali. Al fine di trattarne i sintomi, alcune persone preferiscono il tè rosso al lampone, il tè alla menta, la camomilla, o il tè di erba gatta. Si può prendere una capsula di caienna con uno qualsiasi di questi rimedi caldi per aiutare gli organi interni. Se i crampi sono molto gravi, è possibile utilizzare l’unguento di Caienna esternamente sull’addome facendolo agire come un contro-irritante, ma bisogna assicurarsi di coprire l’applicazione con una garza, perchè può macchiare le cose sotto. [Every Woman’s Herbal p.13]
  4. TINTURA DI CAIENNA: guarisce le ferite, tagli e secrezioni di muco, buono per il mal di gola e la tonsillite; Le soluzioni più lievi possono essere utilizzati nel naso, negli occhi e lnele orecchie per ripulire da batteri e infezioni a livello microscopico. È stato usato con successo per la rianimazione dei neonati: alcune gocce somministrati per via orale. Lo stimolante migliore e più sicuro che l’uomo conosca. [Dr. Christopher¹s Newsletter 3-2]
  5. UNGUENTO DI CAIENNA: E ‘ottimo per il collo rigido, dolori muscolari, mal di testa, dolore, rigidità articolare, artrite, ecc. Gli ingredienti dell’unguento sono: olio di oliva, Caienna, Olio di Wintergreen (Gaultheria procumbensEricacee), cristalli di menta puri distillati e cera d’api. [Herbal Home Health Care p.196]
Caienna

Caienna

DOSAGGI

  1. ARRESTARE UN’EMORRAGGIA: Una ferita, esterno o interno, arresta il sanguinamento se l’individuo beve una tazza di acqua (preferibilmente calda) con un cucchiaino di pepe di Caienna (peperoncino) mescolato in essa. L’emorragia si ferma in genere entro dieci secondi dopo aver bevuto il tè di Caienna. Il Caienna equalizza e normalizza la pressione sanguigna dalla parte superiore della testa, fino ai piedi. Ciò mantiene la pressione dalla zona dell’emorragia, così coagulerà naturalmente, impedendo picchi e fiotti di forte pressione sanguigna che pompano rapidamente il sangue nella zona sanguinnate. [Herbal Home Health Care p.61]
  2. EPISTASSI: un cucchiaino di pepe di Caienna in una tazza di acqua (calda preferita) adottate internamente fermerà la maggior parte delle epistassi rapidamente. In caso di emergenza possiamo contare sul peperoncino di Caienna. Come accennato un cucchiaino di Caienna bevuto in un bicchiere d’acqua calda fermerà sangue dal naso in quasi tutti i casi, prima che si riesca a contare fino a dieci. Questo non è un miracolo: è il principio del Caienna come stimolante cellulare: viaggiando attraverso l’intero flusso di sangue, regola la pressione in modo che il flusso sia la stesso nei piedi così come nella testa o in qualsiasi altra parte del corpo. Questo richiede una forte pressione lontano dalla zona sanguinante, consentendone così una rapida coagulazione. [Herbal Home Health Care p.110]
  3. UNGUENTO DI CAIENNA: come necessario per via topica.
    Ingredienti: Puro Caienna in polvere, olio di oliva, Caienna in polvere, Olio di Wintergreen, cristalli menta puri distillati e cera d’api.
  4. TINTUTRA DI CAIENNA: La tintura si compone di Caienna e alcol.[Spirit of Health Editor¹s note: See Herbal First Aid Salve and Muscle & Joint Repair Oil from Southern Botanicals. These contain the herbal ingredients of the Christopher salve. Herbal First Aid Salve has a beeswax base, and Muscle & Joint Repair Oil has an olive oil base and is stronger than the Salve.]

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TESTIMONIANZE

  1. OCCHI: Caienna è utilizzato anche per gli occhi, anche se potrebbe sembrare estremo -ma non lo è-. Il Dr. Christopher ha ricordato l’episodio in cui un suo allievo in piedi durante una conferenza ha posto un pizzico di peperoncino di Caienna in un occhio. Il Dr. Christopher era sicuro che lo studente avrebbe perso i sensi! Ma in pochi istanti l’occhio fermò la lacrimazione, e divenne chiaro, luminoso e sano. [Questo è il motivo per cui il dottor Christopher ha incluso il Caienna nella sua formula oculare con l’Eufrasia]. [Every Woman’s Herbal p.13]
  2. TAGLIO PROFONDO: una persona del nostro pubblico ha raccontato di come si era tagliata in profondità con uno strumento tagliente all’interno della sua mano, le dita e anche sul palmo. Il sangue schizzò fuori in modo torrenziale. Pose una grande quantità di peperoncino di Caienna sulla ferita, e in pochi secondi il flusso sanguigno venne rallentato coagulando il sangue, e l’emorragia venne fermata interamente entro pochi secondi. Con una buona dose di Caienna coprì la ferita, poi coprì e avvolse il tutto. Era così entusiasta dei rapidi risultati, che non vedeva l’ora di raccontarlo al nostro meeting sulle erbe. Ma, come ha raccontato, non è riuscita nell’intento, perché invece di una cicatrice lacera e brutta, per mostrare quanto duramente si era ferita, la zona era stata guarita completamente e non c’era nessuna cicatrice. [Dr. Christopher¹s Newsletter 1-12]
  3. ULCERE: Una signora aveva frequentato la nostra serie di conferenze a base di erbe per qualche tempo. Un giorno ci ha raccontato a proposito del grave caso di ulcera gastrica caso del marito. Il suggerimento del loro medico era quello di asportare una parte dello stomaco, ma lui aveva detto che avrebbe preferito soffrire il dolore, piuttosto che rischiare una simile operazione.Aveva anche rifiutato il suggerimento della moglie di provare il Caienna, ridicolizzando tutti gli studi effettuati su di esso. Incontrandomi in città, avrebbe urlato, “Ciao, Doc! Chi hai ucciso oggi con il Caienna?”. Divenne talmente antipatico, che lo evitavo quando potevo. Passarono i mesi e un giorno lo vidi per la strada, che caminava verso di me. Ho cercato di evitarlo, ma lui è riuscito ugualmente a raggiungermi. Questa volta ero rimasto stupito perché non c’erano osservazioni taglienti o sarcasmo. In realtà, egli si era scusato molto e aveva chiesto se poteva parlare con me per un minuto, e poi mi ha raccontato questa storia: lui era tornato a casa dal lavoro una sera, “abbastanza malato per morire”, con i sintomi della sua ulcera gastrica. Sua moglie non era in casa. Stava subendo un tale dolore che avrebbe voluto suicidarsi. Andò pertanto presso l’armadietto dei medicinali allo scopo di trovare un qualche tipo di farmaco velenoso e abbastanza mortale da ucciderlo. Ma aveva scoperto che la moglie aveva buttato via tutte le vecchie bottiglie di medicinali e farmaci. Tutto ciò che è stato lasciato nell’armadietto delle medicine erano alcune erbe e un grande contenitore di pepe di Caienna. Era così arrabbiato che, dopo aver visto il Caienna, aveva pensato che in una grossa dose lo avrebbe ucciso dal bruciore. Aveva così preso un cucchiaio colmo di Caienna in un bicchiere di acqua calda, deglutendolo e precipitandosi in camera da letto. Cadde sul letto e si coprì la testa con un cuscino in modo che i vicini non potessero sentire le sue urla “di morte”. La cosa successiva che si ricordava, era sua moglie che lo stava scuotendo per svegliarlo, la mattina seguente. Lei gli disse che aveva dormito per tutta la notte (invece di assumere ogni mezz’ora le tavolette antiacido come al solito). Con sua grande sorpresa aveva scoperto che il dolore era sparito, per la prima volta dopo mesi. Da allora ha continuato fedelmente con il Caienna tre volte al giorno, divenendone un grande sostenitore. [Dr. Christopher¹s Newsletter 1-12]
  4. PRESSIONE – Dr. Christopher, storia personale: avevo l’indurimento cronico delle arterie, tra i 20 e i 30 anni, al punto che era considerato dai medici molto grave. Nessuna compagnia di assicurazione in quel periodo mi avrebbe assicurato, nemmeno per $ 1.000. Questo può far capire in quale cattiva condizione tergiversavo. Ero molto preoccupato, e ho iniziato a usare il peperoncino di Caienna. Ho assunto fino a un cucchiaino tre volte al giorno, continuando, da quando avevo trentacinque anni in avanti: lo sto ancora usando. E ‘stato fantastico! Con il tempo arrivai ai 45 anni di età, dieci anni dopo che avevo iniziato a utilizzare il Caienna, un gruppo assicurativo ha accettato di assicurarmi per $ 100.000, una sorta di assicurazione sulla vita. Sono andato per sottopormi all’esame da parte dei medici periti. Essendo una grande compagnia di assicurazione essa ha richiesto due medici, per ogni persona inviava due medici in diversi momenti (4 visite in totale). Attraverso gli esami un medico mi ha detto, “Beh, questo è sorprendente. Vedo che a sua età anagrafica è di 45 anni, ma la sua struttura venosa è quella di un adolescente”. Egli aggiunse: “Questo è eccellente”, e mi ha dato un certificato di buona salute. Sono andato così dall’altro dottore e nel suo secondo esame egli ha effettuato il test di pressione del sangue sul mio braccio. Ha pompato con il suo equipaggiamento cinque volte diverse, tanto che il mio braccio si stava irritando, e mi è il medico era sempre un po’ turbato, al che ho chiesto, “Qual è il problema, non funzionano le tue attrezzature?” “Oh sì, hanno sempre funzionato fino ad ora, ma io continuo a guardare il grafico che dice i valori pressori che dovrebbe avere uno di 45 anni di età, ma le pressioni sistolica e diastolica sono assolutamente perfette. Non riesco a capirlo.” Ho detto quindi, “Questo è giusto. E ‘perfetto.” E anche lui mi ha dato un certificato di buona salute. Così ho superato gli esami di buona salute a 45 anni di età per ottenere un’assicurazione di $ 100.000 con dei buoni valori di pressione arteriosa, grazie al pepe di Caienna (ca 1954).Prima mi era stato detto dai medici, che a causa della mia artrite, dell’indurimento delle arterie, delle ulcere dello stomaco e di alcuni incidenti che mi avevano ridotto abbastanza male, non avrei mai potuto vivere oltre il mio 40 ° anno di età. Eppure, a 45 anni la mia salute mi è stata considerata in buone condizioni. Questo, per me, è stato uno dei più grandi punti a favore del peperoncino di Caienna. Se ha potuto aiutare me, allora sarà in grado di aiutare chiunque. L’ho visto usato così tante volte nel corso degli anni con tale successo, che sento che è una delle nostre grandi erbe. [Dr. Christopher¹s Newsletter 1-12]

Formule Caienna disponibili includono:

CAYENNE CONCENTRATO – 250.000 unità di calore di peperoni Habanero biologica, Africa Bird Pepper, peperoni cinesi e asiatici, messicani Habaneros e California Jalapenos. Estremamente potenti !!

CAIENNA MISCELA IN POLVERE – Polvere di peperoncini di Caienna.

OLIO DI RIPARAZIONE MUSCOLI E GIUNTURE – Olio di Wintergreen, menta piperita concentrato di olio, peperoncino di Caienna, radice di zenzero, Arnica fiori, San Johns Wort fiori di calendula (Calendula) fiori, e l’olio vergine di oliva biologico.

UNGUENTO ERBE PRONTO SOCCORSO – Arnica fiori, radice di consolida, Lobelia, radice Goldenseal, corteccia di quercia bianca, Calendula, Yarrow Fiore, Cleavers, St. John¹s Wort, olio Wintergreen, peperoncino di Caienna, radice di zenzero, i cristalli mentolo, Ghiaia di root, Verbasco, Wormwood , radice di altea, Skullcap, noce nero corteccia di pino e resina in una base di cera d’api e olio di oliva.

ALTRE TESTIMONIANZE:

Un contadino usava per dare il peperoncino di Caienna ai suoi polli e e alle sue mucche quando erano malate, ma mai ai bambini se erano indisposti. Uno dei figli aveva detto, “Si  preoccupava più di quegli animali che di noi! Egli avrebbe dovuto dare il Caienna anche a noi, anche. Il dottor Christopher ci ha assicurato che il Caienna è uno dei più grandi rimedi di tutti i tempi fra le erbe, anche se è uno dei più incompresi e derisi. Ha detto che ogni casa dovrebbe avere una buona scorta di pepe di Caienna”.

Precedentemente, il dottor Christopher aveva bisogno di essere iniziato all’uso del Caienna. Quando stava frequentando il collegio sullo studio delle erbe in Canada, l’insegnante ha annunciato che stavano andando a studiare il Caienna. «Perché il Caienna?» Chiese il dottor Christopher. “Brucerà il rivestimento dello stomaco.”

“Dove hai preso le informazioni,” chiese l’insegnante, il dottor Nowell. “Oh, mia madre mi ha detto,” rispose il dottor Christopher.

Tutti in classe risero – tranne l’insegnante e il Dr. Christopher. Il Dr. Nowell prese il Dr. Christopher e nei pressi di Vancouver gli presentò oltre una dozzina di persone le cui vite erano state salvate dal Caienna: le persone con problemi di cuore, ulcere, asma e molti altri disturbi. Ovunque andassero, la gente era piena di gratitudine per aver imparato le virtù terapeutiche del Caienna, e da allora in poi il dottor Christopher ne è stato un grande divulgatore.

Mentre il dottor Christopher stava lavorando nel mondo degli affari, usando sempre il peperoncino di Caienna, in un viaggio di lavoro, si incontra con un atleta, un uomo che aveva una cintura nera di karate. Parlando con lui apprendse che proveniva da una famiglia con una storia di alta pressione sanguigna, e che suo zio era morto di varici. Era sotto la cura di un medico, al momento. Ogni mattina, il dottor Christopher gli suggerisce un cucchiaio di Caienna in un bicchiere d’acqua calda, seguito da un paio di cucchiai di olio di germe di grano. Il giovane voleva sapere quello che il dottor Christopher stava prendendo e voleva provare alcuni rimedi. “Sei probabilmente troppo pollo,” Dr. Christopher gli disse scherzando! Questa psicologia inversa funzionò; il Dr. Christopher notò che il suo Caienna stava scomparendo gradualmente, ma a vista d’occhio. Quando sono tornati dal viaggio, l’uomo continuò prendendo il Caienna, un cucchiaino da tè tre volte al giorno. Il medico curante del giovane è stato stupito al successivo check-up: dopo una vita di alta pressione sanguigna, ora aveva finalmente un certificato di buona salute.

Una volta che il bambino era stato colpito all’addome: un proiettile lo aveva colpito nella spina dorsale, rimbalzando e provocando una seconda ferita nel corpo. Una studentessa di erboristeria del Dr. Christopher, che viveva lì accanto, sentito il colpo accorse immediatamente; lei sapeva che i genitori non erano a casa e che i bambini erano di età compresa tra 4 e 8 anni. Quello di otto anni sgorgava di sangue da entrambi i lati. Correndo e mescolando un cucchiaino di pepe di Caienna in un bicchiere d’acqua calda, lo fece ingoiare al ragazzo e immediatamente chiamò l’ambulanza, che era a 18 chilometri di distanza. L’addetto al pronto soccorso disse che il ragazzo avrebbe probabilmente sanguinato a morte, e che la distanza era troppo grande. L’ambulanza arrivò precipitandosi sul bambino (che aveva giocato a “guardie e ladri” con la pistola del padre, che aveva trovato sotto il cuscino del letto). Quando arrivò in ospedale, era diventato il centro di attrazione, non perché la sua ferita non fosse grave, ma perché stava chiacchierando senza sosta e non c’era più sanguinamento. L’emorragia si era fermata quasi istantaneamente, e quando arrivarono​​ in ospedale Il medico capo ha detto ai genitori, “Ho visto molte vittime nella mia vita, ma questa è la prima volta che in una tale circostanza di emergenza, aprendo un addome non ho trovato alcun sangue, ad eccezione di una piccola quantità, che c’era prima che l’emorragia si fermasse così rapidamente. Questo -rimedio- ha salvato la vostra la vita del ragazzo. “

In quello stesso anno, il dottor Christopher trattò altre quattro vittime da arma da fuoco, e ogni volta tutti hanno risposto allo stesso modo, anche se a volte il sangue si coagula, uscendo in fiotti prima di fermarsi completamente. Prima di essere riusciti a contare fino a 10 però, l’emorragia pesante dovrebbe fermarsi completamente dopo la somministrazione del peperoncino di Caienna. Il Dottore ha anche utilizzato la tintura di Caienna su ferite aperte e, come diceva lui, “Ci può essere un po ‘di mormorare su di esso”, riferendosi alla sensazione di bruciore provocata dal Caienna, ma l’emorragia si ferma.

Dr. Christopher raccontò la storia divertente di un suo allievo che aveva cominciato insegnare corsi sulle erbe per conto suo. A questo giovane è accaduto a precedere di Dr. Christopher, in una lezione una sera in Arizona. Il giovane ha detto: “Sapete, signore e signori, il dottor Christopher mi ha sempre fatto ansimare. L’ho visto bere due o tre cucchiai di Caienna in acqua – e io avevo appena vengono i brividi. Ma stasera ho intenzione di fare qualcosa che lui non possa aver mai fatto”. Con questo, si chinò in un contenitore di Cayenne e ne pose un pizzico nel suo occhio destro. Il Dr. Christopher pensò che l’uomo fosse impazzito e si era preoccupato che uno dei suoi studenti facesse una cosa del genere in pubblico, pur sapendo che il Caienna non può mai danneggiare la struttura cellulare, non importa quanto delicata essa sia. Le lacrime scorrevano lungo la guancia dell’uomo mentre continuava imperterrito a parlare, e quando ebbe finito, aprì il suo occhio invitando tutti a guardare. L’occhio appena scintillava; era di gran lunga il più brillante dei due, anche se il dottor Christopher ha detto che non aveva mai visto questo rimedio eseguito dal vivo – e che lui stesso non ha mai aveva avuto mai il coraggio di provare su sè stesso.

Una volta, quando si viaggia con un partner commerciale, il dottor Christopher consigliato il Caienna a lui, come l’uomo aveva estremamente alta la pressione sanguigna e tali emorroidi doloranti che aveva dovuto indossare una cintura. Il Dr. Christopher aveva usato la stessa psicologia inversa, utilizzata in altre occasioni, su questo uomo: “Non credo che lei sia abbastanza coraggioso”, e molto presto l’uomo stava asumendo il Caienna e l’olio di germe di grano, e in pochi mesi, non doveva più indossare la cintura apposita, e i valori pressori di sistolica e diastolica, al suo esame della pressione arteriosa, erano quasi perfetti. Non aveva più tempo per andare dal medico e aveva vissuto molti anni, continuando a prendere il suo Caienna.

All’inizio pratica del dottor Christopher, fu chiamato nel cuore della notte da una donna il cui marito era appena passato fuori da un attacco di cuore. Il dottore ha detto la donna per riscaldare un po ‘l’acqua, e arrivò a casa e mescolato un cucchiaino di Cayenne in acqua, appoggiato l’uomo, e gli diede un po’. Quando è venuto a, ha finito la coppa, e in pochi minuti si sentiva molto più forte. Presto stava bene, e si convertì al l’uso di erbe, persino l’acquisto e la gestione uno dei negozi di alimenti naturali a Salt Lake City per molti anni.

Cayenne può essere utilizzato su qualsiasi parte del corpo e per chiunque, Dr. Christopher lo ha dichiarato più volte. Ha anche salvato la vita di un bambino di sei settimane di età che era nato con asma cronica dando tè di Caienna, con un contagocce, fino a quando il bambino era in grado di respirare di nuovo. Ha detto che Caienna potrebbe anche essere assunto da clistere per la costipazione cronica (se sei coraggioso!).

All’età di settant’anni, pochi anni prima di morire, al dottor Christopher è stato chiesto da un suo studente se poteva misurare la sua pressione sanguigna. Il gruppo conferenza ha visto la lettura della pressione sanguigna di un giovane uomo sano, non il valore medio di un settantantenne. Oltre ad un sano stile di vita e con una dieta senza muco, il dottor Christopher aveva attribuito questa buona lettura di valori pressori, alle 3 volte al giorno la sua dose giornaliera di Caienna.

A dimostrazione che il peperoncino di Caienna è davvero miracoloso: il Dr. Christopher fa riferimento all’esperimento eseguito da medici negli Stati Uniti orientali e stampato su riviste mediche. Hanno messo un po ‘di tessuto cardiaco vivo in un bicchiere pieno d’acqua distillata, e nutrito nient’altro che da peperoncino di Caienna, puliendo, gettando via i vari sedimenti periodicamente formati, e aggiungendo altro che acqua distillata per sostituire ciò che era andato perso a causa dell’evaporazione. Durante l’esperimento, hanno dovuto tagliare il tessuto ogni tot giorni, perché altrimenti sarebbe cresciuto troppo rapidamente! Non avendo ghiandole di controllo (pituitaria e pineale), il tessuto solo ha continuato a crescere molto rapidamente. Hanno mantenuto questo tessuto vivo per quindici anni. Dopo che il medico che aveva intrapreso l’esperimento morì, i suoi collaboratori mantennero in vita il tessuto esaminato per altri due anni, prima di distruggerlo per l’analisi. Questo dimostra l’enorme potere rigenerativo e la guarigione de Caienna, in particolare sul cuore.

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CIBI E COMBINAZIONI ALIMENTARI ACIDIFICANTI

CIBI E COMBINAZIONI ALIMENTARI ACIDIFICANTI

A cura di Marco Giai-Levra

Quali sono i cibi che acidificano?

I cibi acidificanti sono tutti quelli innaturali per l’essere umano, il quale ha in realtà una natura frugivora. Quindi tutti i cibi raffinati, elaborati artificialmente o non commestibili crudi allo stato naturale hanno un effetto acidificante. Al contrario il 99% dei vegetali crudi e della frutta alcalinizzano l’organismo, apportando minerali in forma liquida colloidale, ossia totalmente assimilabili. I minerali assunti da integratori invece hanno una microstruttura cristallina e quindi non sono assimilabili ma diventano sedimenti che permangono all’interno del corpo per anni, acidificandolo.

Tra i vegetali, quelli non commestibili allo stato naturale sono i legumi, i cereali e i grani, con tutti i loro derivati.

Cibi come i farinacei, i legumi, i cereali, i semi, la carne, il pesce e i latticini danno luogo a delle fermentazioni e quindi a delle acidificazioni: ossia il PH del nostro sangue va sotto i 7,35 diventando a più acido e il corpo va quindi in acidosi e deve neutralizzare questi acidi consumando i nostri minerali interni: come sopradetto questo significa malattia, invecchiamento e morte.

La soluzione quindi è virare gradualmente verso una dieta crudista-fruttariana (cioè quella più adatta all’uomo), alcalinizzare l’organismo e apportare minerali in forma liquida e assimilabile, estratta dai vegetali. Questa dieta va approcciata gradualmente perchè dà luogo a numerose crisi di disintossicazione da scorie e muco, dovuti ad anni o a decenni di errate abitudini alimentari. Spesso queste crisi vengono erroneamente scambiate dai neofiti per carenze nutrizionali.

Infine è lecito pensare che, una volta finito il processo della disintossicazione, si possano reintegrare i minerali perduti, in modo naturale e quindi “invertire l’invecchiamento”.

Il 99% della frutta (dolce, acida, grassa) e dei vegetali crudi commestibili hanno un effetto alcalinizzante e apportano minerali nell’organismo. Quindi questi cibi, rinfoltendo la nostra riserva di minerali, aiuteranno a neutralizzare tutte le acidificazioni dovute allo smaltimento delle scorie e dei rifiuti tossici, nonchè del muco presenti nel corpo a causa di decenni di malealimentazione.

I cibi che acidificano sono:

  • tutti i cibi elaborati e raffinati industrialmente.
  • tutti i cibi cotti: generano in diversa percentuale il fenomeno della leucocitosi nel corpo in quanto vengono riconosciuti dall’organismo come non-cibo, facendo scattare le difese immunitarie.
  • Nel caso di vegetali allo stato naturale e poi cotti l’acidificazione è più lieve.
  • tutti i cibi di origine animale: carne, pesce, insaccati, uova, latte e formaggio.
  • tutti i vegetali che non sono commestibili crudi a piena maturazione e derivati: legumi, cereali, grani, farinacei.
  • tutti i vegetali che contengono un’alta percentuale di amido.
  • tutti i cibi ad alto contenuto proteico.
  • un apporto proteico superiore ai 30-35 grammi giornalieri dà luogo ad acifificazioni.

Altre cause di acidificazione sono le fermentazioni intestinali dovute a combinazioni alimentari errate. Anche i semi acidificano e in genere tutto ciò che ha un alto contenuto proteico.

Le combinazioni da evitare sono:

  • amidi+proteine
  • amidi+zuccheri
  • amidi+acidi
  • proteine+zuccheri
  • proteine+acidi
  • amidi+amidi (un solo tipo di amido concentrato a pasto)
  • proteine+proteine (un solo tipo di proteine concentrate a pasto)
  • grassi+proteine
  • grassi+zuccheri
  • grassi+acidi (avocado+limone è un’eccezione che conferma la regola e si può fare senza conseguenze)
  • grassi+grassi (un solo tipo di grasso concentrato a pasto)

Il contenuto proteico giornaliero medio dovrebbe essere compreso tra i 25 e i 30-35 grammi. Sopra i 30-35 grammi comincia l’acidificazione. Registrandosi su siti come fitday.com o cronometer.com ognuno può facilmente controllare questo valore.

Quando si violano le regole delle corrette combinazioni alimentari avvengono delle fermentazioni nello stomaco e/o nell’intestino. Fermentazione significa ebollizione ma in questo contesto è sinonimo di acidificazione, in quanto ne è la causa.

Le fementazioni creano nel corpo acqua, acido acetico, anidride carbonica e alcol. L’organismo utilizza solo l’acqua, mentre il resto deve smaltirlo e neutralizzarlo “bruciando” la nostra preziosa miniera di minerali, quindi come spiegato facendoci ammalare, invecchiare e andare più velocemente in contro alla morte.

Vale la pena di notare come i cibi acidificanti contengano già al loro interno delle combinazioni alimentari errate per l’essere umano: ad esempio i fagioli violano la regola “amido+proteine” in quanto contengono una percentuale considerevole di entrambi gli elementi. Infatti, come è noto, producono gas nell’intestino: questo gas è la conseguenza di una fermentazione, la quale dà luogo ad un’acidificazione. Gli acidi prodotti vengono assorbiti dai villi intestinali (ne abbiamo 3000 per centimetro quadrato) che li ributta nel sangue, abbassandone il valore del PH. Quindi segue la neutralizazzione degli acidi che si concretizza in una demineralizzazione.

Fonte: http://ehretismo.com/2012/03/salute-perfetta-ringiovanimento-fisico-e-longevita-questione-di-sangue/

Gli ominidi di 12.000.000 di anni fa erano fruttariani, a cura di Boyce Rensbenger

La ricerca dà risultati sorprendenti: i denti mostrano che la frutta era l’alimento principale

A cura di Boyce Rensberger – editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)

Teschio ominide

Studi preliminari sui denti fossili hanno condotto un antropologo a suggerire una ipotesi sensazionale: gli antenati umani, in origine, non erano prevalentemente mangiatori di carne e neppure di semi, germogli, foglie o erbe. Né erano onnivori. I loro denti invece sembrano mostrare le tipiche caratteristiche di chi si nutriva di una dieta a base di frutta.

Almeno fino all’arrivo dell’Homo erectus, la specie immediatamente precedente all’Homo sapiens, non c’è evidenza della dieta onnivora, che oggi è tipica degli esseri umani.

Teschio ominide

Se confermati, i risultati rovescerebbero parecchi presupposti comunemente ritenuti validi circa la dieta degli ominidi delle origini, ovvero le creature della specie umana. Si è ritenuto generalmente, per esempio, che i grandi molari, piatti in superficie, delle specie robuste di Australopiteco [uomo preistorico] e quelli appartenenti all’essere propriamente umano, chiamato Homo habilis, avessero in sé le caratteristiche degli onnivori, mangiatori di carne mescolata a radici, frutta secca a guscio, uova, germogli e frutta.

“Non voglio sbilanciarmi troppo ancora” – ha detto il Dott. Alan Walker, un antropologo dell’Università John Hopkins, che ha scoperto la prova dentale. Ma è senz’altro una sorpresa”.

Nessuna eccezione trovata

Il campione dei denti studiato finora è piccolo – poco più di due dozzine dei principali quattro tipi rappresentativi degli ominidi  –  ed ulteriori analisi potrebbero confutare le ipotesi iniziali. Ma, sebbene il campione sia piccolo, nessuna eccezione è stata trovata.

Ogni dente esaminato appartenente agli ominidi del periodo da 12 milioni di anni fa fino all’Homo erectus, è sembrato appartenere ai mangiatori di frutta. Il dente di ogni Homo erectus era quello di un onnivoro. L’Homo erectus è stata la prima forma umana nota per essere emigrata al di fuori dell’Africa. I reperti [campioni] sono stati trovati in molte parti dell’Africa e dell’Asia.

I risultati sono basati sull’analisi estremamente dettagliata dei microscopici tipi di usura riscontrati sulle superfici dei denti a causa della masticazione. Il metodo, inventato dal Dott. Walker, utilizza un microscopio elettronico a scansione che evidenzia i graffi e i buchi che sono invisibili ad occhio nudo.

Il Dott. Walker ha trovato che generi differenti di alimento contengono minerali che guastano la superficie dello smalto dei denti con diverse modalità. È possibile anche distinguere fra un mangiatore di erba e un mangiatore di foglia perché ogni alimento contiene tipi e quantità diverse dei caratteristici cristalli della silice, che si formano naturalmente all’interno delle cellule vegetali. Questi cristalli, chiamati phytoliths, sono più duri dello smalto dentario e lo graffiano leggermente mentre l’animale mastica questo alimento.

Le erbe contengono una proporzione elevata di phytoliths tipica delle foglie dei cespugli e degli alberi. La frutta non ne contiene nessuno. Di conseguenza, i denti dei mangiatori di frutta sono molto lucidi, senza cioè quei tipici segni di usura caratteristici [provocati] da altre fonti di alimento. La carne non contiene phytoliths ma i denti dei carnivori mostrano le graffiature causate sgranocchiando ossa.

Regolarità del tipo di usura dentale

Utilizzando i denti di vari mammiferi viventi di cui si conosce l’alimentazione, il Dott. Walker ha stabilito che il tipo di micro-usura dei denti doveva essere  abbastanza  regolare da una specie all’altra. Ciò è in gran parte dovuto al fatto che lo smalto dei denti è della stessa sostanza in tutto il regno animale.

Per provare il suo metodo, il Dott. Walker ha confrontato i tipi di micro-usura [dentale] su determinate specie di animali di cui si conoscono differenti abitudini di alimentazione. Per esempio, di due tipi di hyracoidea (un tipico esemplare di coniglio della famiglia dei mammiferi roditori), uno si alimenta principalmente di erba mentre l’altro è un esploratore, che si nutre delle foglie dei cespugli e degli alberi. I loro denti possono essere identificati facilmente utilizzando un microscopio elettronico a scansione.

Il Dr. Walker ha riscontrato modelli simili in vari tipi di maiale selvatico, come il facocero e una tipologia di scimmie. È mettendo a confronto questi modelli che i denti degli ominidi vengono esaminati.

Per esaminare i denti al microscopio il Dott Walker deve montare le corone dei denti su tronconi di metallo all’interno della camera a vuoto del microscopio, successivamente la corona verrà ricoperta con una lega d’oro palladio che riflette il fascio elettronico. È il fascio di elettroni riflesso che il microscopio individua elettronicamente e manipola per ingrandire l’immagine che viene poi proiettata su uno schermo televisivo. I denti degli ominidi non hanno prezzo. I reperti non vengono distribuiti a nessuno, neanche ad Alan Walker, che è un collega vicino a molti dei principali cercatori dei fossili di ominidi. Di conseguenza, il Dott. Walker ha messo a punto un metodo che riproduce i denti fondendoli con l’epossido. Il metodo non altera il fossile e capta al microscopio tutti i dettagli necessari all’analisi.

Se è vero che gli ominidi dei primordi erano principalmente tutti mangiatori di frutta, questo fatto suggerirebbe uno stile di vita simile a quello degli scimpanzé che vivono nelle foreste, come la maggior parte degli antropologi aveva intuito.

Tuttavia il Dott. Walker osserva che una dieta a base di frutta non deve identificarsi con quello che gli Americani intendono in senso stretto – arance, prugne, mele, banane ed altri prodotti estremamente dolci e molli.

Centinaia di piante producono frutti più duri e più sostanziosi. Il baccello dell’albero dell’acacia è solo un esempio e oggi è abbastanza comune in Africa. Si sviluppa nelle regioni leggermente boscose vicino ai pascoli considerati solitamente come la casa degli ominidi delle origini.

New York Times, Science Times, Tuesday May 15, 1979

Fonte: www.health101.org

Professor Alan Walker FRS membro della Società Reale britannica,  Pennsylvania State University, USA (Promotore)

Alan Walker

Alan Walker Evan Pugh [il più alto titolo onorifico dell’Università della Pennsylvania, dal nome del primo rettore] è professore di Antropologia e Biologia all’Università dello Stato della Pennsylvania.

È un paleontologo che ha fatto avanzare [la ricerca] nel nostro settore portando avanti il lavoro di laboratorio sui primati fossili e viventi, al fine di  studiarne il  comportamento. Ha studiato la deambulazione dei lemuri viventi, al fine di riconsiderare la locomozione dei lemuri giganti del Madagascar recentemente estinti, l’usura microscopica sui denti per comprendere le abitudini alimentari dei primati e ominidi estinti e, recentemente, ha collaborato con i colleghi per capire il rapporto  tra le dimensioni dei canali semicircolari [sono i tre canali semicircolari all’ interno dell’orecchio] e il movimento, al fine di  scoprire gli adattamenti locomotori delle specie estinte senza ricorrere  alle informazioni sullo scheletro degli arti. È membro della Società Reale, dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze, Socio Straniero della United States National Academy of Sciences  e membro della MacArthur Academy. Il suo libro La saggezza delle ossa (con Pat Shipman) ha vinto il Premio Rhône-Poulenc nel 1997.

Fonte: royalsociety.org

Editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)

Le motivazioni etiche del vegetarismo, a cura del Prof. Armando D’Elia

Le motivazioni etiche del vegetarismo

Prof. Armando D’Elia – editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)

Prof. Armando D’Elia

Naturalista, chimico, studioso di dietetica vegetariana (Comitato Scientifico AVI)

tratto da: “Facciamo la pace con i nostri animali”

Una prima considerazione, ovvia, è che mangiando carne si partecipa materialmente e personalmente al massacro di animali pacifici e innocenti, che dovrebbero essere nostri compagni di vita e che noi invece trasformiamo in vittime di una nostra ingiustificabile violenza.

Né può valere la considerazione che noi non ammazziamo con le nostre mani e che ci serviamo di intermediari che il più delle volte non vediamo: i lavoranti dei mattatoi, i fucili dei cacciatori, gli attrezzi dei pescatori, le trappole mortali. La realtà è che se ognuno di noi dovesse con le proprie mani uccidere un agnello o un coniglio, non ne avrebbe il coraggio e ci rinuncerebbe. Questa è una delle tante, tantissime prove che noi non siamo per natura carnivori. Il vero animale carnivoro, infatti, è innanzitutto in grado di raggiungere in corsa la propria preda (e l’uomo non è così veloce).

Ammesso che si sia raggiunta la preda, bisogna azzannarla (ma l’uomo non ha le zanne del carnivoro, né gli artigli), poi bisogna ferire o sgozzare la vittima (ma l’uomo non possiede l’insensibilità tipica del carnivoro), poi infine sbranarla e mangiare le carni ancora calde e palpitanti. Chi di voi è capace di tanto? Credo nessuno, anche perché l’uomo non ha la dentatura adatta per mangiare la carne cruda. Per mangiare la carne, l’uomo deve ricorrere a un artificio, deve, cioè, cuocerla, perché solo la cottura la rende masticabile dai nostri denti, che sono denti da frugivoro, di forma particolare, ben diversi dai denti dei carnivori. L’uomo è, quindi, “disarmato” fisicamente e psichicamente. È un animale inerme. Non è un animale carnivoro. Avvicinatevi a un erbivoro che pascola: non si allontana, non fugge, perché “sente”, con l’acutezza del suo istinto, che non ha nulla da temere da voi, sente che non siete pericolosi, che non siete carnivori. Ben diverso è il suo comportamento di fronte a un carnivoro. E purtroppo noi ricambiamo male quella loro innata fiducia perché da frugivori quali siamo per natura siamo giunti, per deviazione alimentare, a essere crudeli assassini proprio di quegli animali che, ignari ancora della loro sorte, manifestano tanta fiducia nei nostri riguardi.

Prof. Armando D’Elia

L’uomo sembra fatto per nutrirsi principalmente di frutta, radici e altre parti succulente (ricche d’acqua) dei vegetali. Le sue mani gli consentono facilmente di cogliere tutto ciò; d’altro canto, le sue mascelle corte e di forza media, i suoi canini uguali (di pari lunghezza) agli altri denti e i suoi molari a forma di tubero non gli permetterebbero né di brucare l’erba né di divorare la carne, a meno che egli non renda questi cibi commestibili attraverso la cottura.

Georges Cuvier

Fonte: “Le règne animal” di Georges Cuvier (baron). Tome I – 1817 pag 86

Chi difende il cibo animale dovrebbe costringersi a un esperimento decisivo per stabilirne la validità… lacerare le carni di un agnello vivo coi soli denti, e affondare la testa dentro i suoi intestini, estinguere la propria sete nel sangue fumante; quando, fresco di questa orribile azione, ritornasse agli irresistibili istinti della natura che si ergerebbero in giudizio contro di essa, e dicesse: “La Natura mi ha fatto per questo genere di lavoro”, allora, e solo allora, sarebbe coerente ……

Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley e la difesa del vegetarismo

…”Consideriamo senz’altro assurda la convinzione di quanti affermano che l’uso di mangiare la  carne abbia un’origine naturale. Che l’uomo non sia carnivoro per natura, è provato in primo luogo dalla sua struttura fisica. Il corpo umano infatti non ha affinità con alcuna creatura formata per mangiare la carne: non possiede becco ricurvo, né artigli affilati, né denti aguzzi, né viscere resistenti e umori caldi in grado di digerire e assimilare un pesante pasto a base di carne. Invece, proprio per la levigatezza dei denti, per le dimensioni ridotte della bocca, per la lingua molle e per la debolezza degli umori destinati alla digestione, la natura esclude la nostra disposizione a mangiare la carne.

Se però sei convinto di essere naturalmente predisposto a tale alimentazione, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello, a un bastone o a una scure. Fa come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano: uccidi un bue a morsi o un porco con la bocca, oppure dilania un agnello o una lepre, e divorali dopo averli aggrediti mentre sono ancora vivi, come fanno le bestie. Ma se aspetti che il tuo cibo sia morto e se la vita presente in quelle creature ti fa vergognare di goderne la carne, perché continui a mangiare contro natura gli esseri dotati di vita?

Eppure, neanche quando l’animale è morto lo si potrebbe mangiare così come si trova, ma si lessa, si arrostisce, si modifica la sua carne per mezzo del fuoco e delle spezie, alterando, trasformando e mitigando  con innumerevoli condimenti il sapore del sangue, affinché il senso del gusto, tratto in inganno, possa accettare quanto gli è estraneo. […]

Plutarco, “Del mangiar carne”

Plutarco, “Del mangiar carne”

Editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)

Carne e comportamento umano, a cura del Prof. Armando D’Elia

Carne e comportamento umano

Prof. Armando D’Elia – editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)

Prof. Armando D’Elia

Naturalista, chimico, studioso di dietetica vegetariana (Comitato Scientifico AVI)

In linea generale si può affermare che, in condizioni naturali, gli animali carnivori sono feroci ed aggressivi e che quelli non carnivori sono invece pacifici e socievoli.

Un’altra facile constatazione: la graduale riduzione dell’aggressività dell’uomo a misura che esso passa da una dieta comprendente molta carne ad una dieta che esclude i cibi iperproteici e in particolare la carne.

È noto, ancora, che i cani addomesticati, sebbene in natura siano carnivori ed aggressivi (erano lupi !), se si vuole che montino con efficacia la guardia ed aggrediscano persone a loro sconosciute, debbono essere alimentati con molta carne. Analogamente, se si vuole, in tempo di guerra, impiegare degli uomini in azioni belliche efficaci, occorre dar loro abbondanti razioni di carne, utilizzata come una droga atta a sviluppare aggressività, violenza e insensibilità. Nell’Iliade di Omero si narra di festini a base di carne, delle specie di riti sanguinari ai quali prendevano parte i guerrieri tra una battaglia e l’altra.

Seneca faceva notare che tra i mangiatori di carne si trovano i tiranni, gli organizzatori di eccidi e di faide e di guerre fratricide, i mandanti di assassini, gli schaivisti, mentre coloro che si nutrono dei frutti della terra sono caratterizzati da mitezza di comportamenti. Liebig racconta che nel giardino zoologico di Giesen l’orso, se era costretto a mangiare carne al posto di vegetali, diveniva irrequieto e pericoloso. Si può quindi affermare che l’igiene fisica è anche, e sempre, igiene mentale, come sosteneva J .Dalemont, descrivendo la storia dell’alimentazione umana nel suo lavoro “Manuale di igiene mentale”.

È nota l’espressione “la carne mi dà la carica”, usata da chi vuole giustificarne l’uso alimentare, dato che questa società, basata sulla competitività, sulla concorrenza e sull’arrivismo, esige dall’individuo una grinta aggressiva che permette di farsi strada (“struggle for life”).

I suddetti pochi e succinti riferimenti socio-biologici già consentono di potere affermare che la carne influisce negativamente sul comportamento umano. Occorre però motivare meglio questa affermazione, cosa che cercheremo di fare qui di seguito, partendo da alcune considerazioni di carattere generale.

Certamente l’uomo è un animale influenzabile e condizionabile da diversi fattori ambientali e in modo molto evidente da quello alimentare. Il grande Ludwig Feuerbach nel lontano 1855 sintetizzò tale grande verità nella sua famosa frase “Der Mann ist vas er isst” (“L’uomo è quel che mangia”). Ma il medesimo significato scientifico di questo aforisma (Pare che tale aforisma sia stato ispirato a Feuerbach da Jacopo Molcschott. cclcbre fìsiologo, Olandese di nascita ma ilaliano di clezione. profcssore all’Univcrsità di Roma c di Torino, scnatorc dcl Regno d’Italia) si ritrova in un altro famoso aforisma, quello del grande studioso italiano BARTOLOMEO BECCARI (medico, chimico, professore di chimica all’Università di Bologna), il quale oltre un secolo prima, nel 1728, nella lingua dotta degli studiosi del tempo, aveva sentenziato: “Quid aliud sumus, nisi it unde alimur ?” (Che cosa altro siamo se non quello che mangimo?).

Non è un caso che questi due grandi pensatori siano stati vegetariani. Essi si possono considerare a giusto titolo dei precursori di quella parte della dietetica che si basa sulla biochimica degli alimenti. Il Beccari, fra l’altro, è lo scopritore del glutine e della isovalenza tra le proteine vegetali e quelle animali.

E tuttavia sarebbe errato ritenere che prima di Feuerbach e di Beccari il principio generale della interdipendenza tra alimentazione e comportamento non fosse noto. Andando su su nei tempi remoti ci si accorge che tale grande verità affiora nel pensiero di cultori di varie discipline, per arrivare addirittura ai Sufi (antichissimi mistici vegetariani dell’Islam) i quali in sintesi sostenevano che

l’essere umano è anzitutto ciò che mangia e sulla base di questo è ciò che pensa.

L’UOMO NON È UN SEMPLICE TUBO DIGERENTE DA RIEMPIRE CON CIBI VARI. È UN ESSERE PENSANTE, IL CUI CERVELLO È UN ORGANO CHE, COME TUTTI GLI ALTRI ORGANI DEL CORPO, DEVE ESSERE NUTRITO MEDIANTE LA CORRENTE SANGUIGNA, CHE VI PORTA IL MATERIALE OCCORRENTE AL SUO METABOLISMO. 

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Noi in media oggi mangiamo in gran parte cibi prodotti dall’industria, venduti solo a scopo di profitto e ignorando le nostre autentiche necessità alimentari naturali. Come la medicina ufficiale è condizionata e finanziata dall’industria farmaceutica, così la cosiddetta “scienza dell’alimentazione” è completamente nelle mani dell’industria chimica del cibo. La logica disumana del profitto spinge gli industriali dell’alimentazione a risparmiare quanto più possibile nella produzione del cibo, ricorrendo ad ingredienti di costo inferiore e quindi di bassa qualità, curando invece le apparenze con il ricorso a coloranti e confezioni affascinanti, onde ingannare i consumatori superficiali.

È così che, mediante sofisticazioni, contraffazioni, imbrogli e speculazioni orchestrate su vasta scala dalle industrie alimentari (sicure fonti di profitto, esenti da crisi), vengono spesso spacciate per “cibi sani” delle sostanze che sono invece tossiche e velenose. Si badi bene che questo inganno è organizzato a livello internazionale (si può pertanto parlare di “multinazionali del crimine”) e che l’uso indiscriminato di coloranti, aromatizzanti, conservanti, emulsionanti, antiossidanti, ecc. costituisce un continuo attentato alla nostra salute, trattandosi di una alimentazione intossicante che causa malattie fisiche e mentali. Alti tassi di colesterolo, dovuti alla eccessiva presenza di grassi, predispongono all’obesità, all’infarto; così come gli alti tassi di proteine in alcuni cibi anche scatolati (carne, anche di pesce; molluschi; ecc.) causano uricemia, gotta, ecc. Negativa oltremodo è poi la presenza abbondante di zucchero industriale (saccarosio) in moltissimi prodotti. Importante anche notare che la maggior parte dei cereali in commercio sono raffinati sino a rendere il loro potere nutritivo pressoche nullo.

Il suddetto panorama, ancorché sommario, è sufficiente a farci capire che oggi l’industria alimentare ci offre CIBI-SPAZZATURA che intossicano il nostro fisico e la nostra mente. Psichicamente questo modo sbagliato di alimentarci ci caccia in una condizione di perenne nevrosi, CHE SUL PIANO PRATICO SI TRADUCE POI IN ATTEGGIAMENTI VIOLENTI NEI RIGUARDI DEI NOSTRI SIMILI E DEGLI ALTRI ESSERI VIVENTI.

Cosa fare? : occorre riflettere e anzitutto cercare di comprendere il ruolo che deve svolgere l’alimentazione nella vita dell’uomo, mettendolo a confronto con l’attuale modo sbagliato di alimentarci impostoci dal potere industriale pilotato dal “dio-denaro”. Da un tale confronto emergerà sicuramente, per legittimo diritto all’autoconservazione, la decisione di cambiare il nostro modo di alimentarci oggi in voga, inserendo tale decisione in un progetto di cambiamento “globale” del nostro modo di vivere, non più supinamente conformista. In particolare, sul piano strettamente alimentare, occorre giungere all’adozione di una dieta semplice ed equilibrata, economica e salutare, povera (o priva) di grassi aggiunti e non iperproteica, non distruttiva e basata sull’uso di ciò che la natura offre.

È importante che un tale progetto di cambiamento venga realizzato con urgenza perché l’attuale modo sbagliato di alimentarci sta distruggendo velocemente la nostra vita e quella dei nostri figli e non c’è tempo da perdere.

Intanto occorre far sentire le nostre voci contro le mistificazioni del potere industriale oggi imperante e pretendere cambiamenti nel trattamento dei prodotti, nella coltivazione e nella loro commercializzazione.

OCCORRE INOLTRE INFORMARE QUANTE PIÙ PERSONE È POSSIBILE CHE ESISTE UNA ALTERNATIVA AL CORRENTE MODO INNATURALE DI ALIMENTARSI.

Un numero crescente di persone, specie giovani, hanno raggiunto questo livello di consapevolezza e hanno “depurato” la loro maniera di alimentarsi; sono, cioè, diventati vegetariani, conseguendo, con questo, non solo un miglioramento evidente della propria salute fisica, ma anche una serie di conseguenze positive nel campo mentale. Il cervello, nutrito, come prima si diceva, con sangue disintossicato, acquista caratteristiche fisiologiche positive particolari: il pensiero si fa più lucido e penetrante, si consegue una vera e propria “dilatazione della mente”, aumenta la capacità di autocontrollo e la resistenza al lavoro intellettuale e a quello fisico; scompare lo stato di nevrosi e di violenza cui si accennò nel precedente stelloncino dando posto ad un atteggiamento improntato invece a tolleranza, a mitezza, a disponibilità al dialogo sereno, alla ricerca di soluzioni pacifiche delle vertenze, alI’ amore, alla socievolezza, alla condivisione.

A QUESTO PORTA IL VEGETARISMO.

Assai interessante è la inequivocabile conferma dell’acquisizione di queste caratteristiche fisiologiche particolari del cervello che ci viene dallo studio dell’attività elettrica cerebrale (che è il risultato di milioni di potenziali d’azione dei neuroni), rivelata elettroencefalograficamente (EEG). In tali elettroencefalogrammi si possono osservare diversi ritmi di base, tra i quali è di grande importanza il “ritmo alfa” perché è indotto dall’alimentazione vegetariana ed è espressione di uno stato di rilassamento neuromuscolare non del solo cervello ma di tutto l’organismo.

Questo fatto assume un notevole rilievo in quanto, modificando la dieta in senso vegetariano, si influisce, conseguentemente ed inevitabilmente, anche sul comportamento, il quale diverrà conciliante e pacifico ed apporterà una sensazione di benessere che – secondo Leadbeater – può essere considerato “analogo allo stato di meditazione sulle realtà più profonde”.

Ma… cosa si deve intendere per “vegetarismo” ?

Comunemente si intende per vegetarismo l’astenersi dal mangiare il cadavere di altri animali, ma in realtà non è solo questo. Infatti il termine “vegetarismo” deriva dal latino “vegetus”, che significa “sano, vigoroso”; il vegetarismo consiste, quindi, nell’adottare tutte quelle norme di vita pratica che consentono di diventare, appunto, sani e vigorosi, sia pure con gradualità. A tal fine, la prima cosa da fare è indubbiamente la eliminazione dalla nostra dieta del cadavere di altri animali, cioè la eliminazione della più grossolana (e più dannosa) deviazione dalla nostra alimentazione naturale, che ci portiamo dietro dalla preistoria. Ma questa deve essere considerata solo una prima tappa, giacche occorre eliminare le altre trasgressioni alle leggi naturali. In particolare:

  • ridurre quanto più possibile il ricorso alla cottura che praticamente “uccide” i cibi, mentre la natura ce li offre “vivi”,cotti a fuoco lento dai raggi del sole; possibilmente, quindi, giungere a mangiare tutto crudo. Non esiste in natura l’albero del cibo cotto!
  • eliminare dalla propria dieta tutti i cosiddetti “sottoprodotti animali” (latte di mammiferi non umani, uova, derivati del latte, come latticini e formaggi, miele)
  • reimparare a masticare correttamente (“Masticare i cibi liquidi e bere i cibi solidi” ammoniva Gandhi), cioè lungamente, lentamente e completamente
  • reimparare a respirare correttamente, attivando soprattutto la funzionalità del diaframma e ricordando che l’aria è il nostro “primo” alimento, che dinamizza tutto il metabolismo. Si può vivere per moltissimi giorni senza toccare cibi solidi, molti giorni senza liquidi, ma solo una manciata di secondi senza aria. Ogni volta che è possibile, è molto salutare fare dei veri e propri “pasti d’aria” giacche “respirare è “vivere”
  • dare la massima importanza all’attività fisica, cioè al moto. Oggi l’uomo si muove poco, con gravi conseguenze sulla propria salute, a causa dell’uso continuo dell’auto, degli ascensori, delle scale mobili (tre autentiche “protesi” delle gambe), del televisore che costringe all’immobilità. Abbiamo due grandi medici amici: la gamba destra e la gamba sinistra, che occorre usare quanto più possibile: più chilometri a piedi, più salute. Le scale sono le montagne della città: è bene farle sempre a piedi. I due famosi clinici della John Hopkins University; Brent Petty e David Herrington, utilizzando i risultati di lunghi studi statistici sugli effetti dell’esercizio fisico, hanno accertato che per ogni scalino montato la vita umana si allunga di circa quattro secondi, con beneficio anche dell’attività cardiaca
  • eliminare gli alcoolici (vino, birra, ecc.), i nervini (caffè, the, cacao; guaranà, mathe), il sale, lo zucchero industriale (bianco o scuro che sia), i grassi da estrazione, le spezie forti, (pepe, mostarde, senape, ecc.)
  • attendere la comparsa della fame per mangiare
  • evitare la sovralimentazione, causa primaria di molti gravi stati patologici che affliggono tanta parte dell’umanità
  • evitare di mescolare cibi tra loro incompatibili a causa di diverse o addirittura opposte esigenze digestive. Possibilmente, dissociare i cibi (l’uomo ha tra i tanti suoi tristi primati anche quello di essere l’unico animale che mescola i cibi!), mangiando un cibo alla volta e intervallandoli sufficientemente fra loro.

Si tratta di una serie di tappe che occorre GRADATAMENTE realizzare per raggiungere alla fine a pieno titolo lo stato di “vegetus”. “Vegetariano” si può considerare colui che è “IN MARCIA” per diventare, appunto, “vegetus”. Fermarsi al primo gradino, cioè alla sola eliminazione della carne, non è sufficiente. Occorre invece proseguire, altrimenti ci si appiattisce su tale prima tappa e non si è più animati dal desiderio di andare avanti. A quel livello ci si potrà considerare soltanto dei “NON MANGIATORI DI CARNE”.

C’è chi, avendo eliminato la carne dalla propria dieta, ritiene necessario preoccuparsi di doverla “sostituire” con qualche altro cibo di eguale valore; preoccupazione infondata giacchè

UN VELENO NON SI SOSTITUISCE, MA SEMPLICEMENTE LO SI ELIMINA E BASTA.

Di solito simili idee “sostitutive”derivano dal fatto che la carne è comunque ritenuta, errando, l’unica fonte di proteine, per cui la sua eliminazione può dare l’impressione che manchi il terreno sotto i piedi: quindi, si pensa, occorre un altro cibo egualmente proteico o più proteico della carne per colmare il vuoto alimentare prodottosi! In questo errore cadono anche molti “vegetariani”, i quali sostituiscono una fettina di carne da 100 grammi con due o più etti di formaggio, notoriamente molto più proteico della carne oppure con piattoni di legumi, anch’essi più proteici della carne.

Naturalmente continueranno ad accusare le conseguenze negative da iperproteinosi con l’aggravante che oggi i formaggi sono diventati una sorta di discarica di tutti i farmaci intossicanti somministrati agli animali allevati industrialmente. Fatto salvo l’aspetto etico, continuare a mangiare la fettina costituiva forse, sul piano salutistico, il male minore. Ma chi non ha capito ancora questo si lamenterà e si meraviglierà dicendo: “Eppure ho abbandonato la carne!” E allora, cosa bisogna fare ? Risposta:

OCCORRE STAR LONTANI DA TUTTI I CIBI IPERPROTEICI, SIA ANIMALI (CARNE, FORMAGGI, UOVA) CHE VEGETALI (LEGUMI) ALCUNI DEI QUALI – COME LE LENTICCHIE – SONO RICCHI DI PURINE E ALTRI, COME I FAGIOLI, CONTENGONO “ANTIENZIMI’, CIOE’ DEI COMPOSTI CHE INATTIVANDO GLI ENZIMI DIGESTVI (SPECIE LE AMILASI E LA TRIPSINA), SONO, DI FATTO, ANTINUTRIZIONALI.

I grandi primati (come il gorilla, che ha una muscolatura formidabile) non mangiano alimenti iperproteici.

gorilla

Si tenga ancora presente che i legumi sono semi e che i semi, depositari della vita vegetale, “si difendono”; quindi la presenza degli antienzimi nei semi deve essere interpretata come “un loro mezzo di difesa”. Analogo significato può essere attribuito alla presenza della caffeina nei semi di caffè, della teobromina nei semi di cacao, della avidina nell’albume delle uova di gallina, dell’acido fitico nei semi di molte graminacee e di alcune leguminose, ecc., ecc..

Ma l’invito a star lontani da tutti i cibi iperproteici è giusto, oltre che per il motivo anzidetto, anche perchè un’alimentazione troppo proteica, essendo ricca di fenilanina e di tirosina, porta alla produzione di neurotrasmettitori che predispongono alla aggressività; ne riparleremo tra poco.

II precedente stelloncino iniziava accennando all’influenza del vegetarismo sulla mente, sull’intelligenza e sul comportamento dell’uomo. Occorre ora suffragare tale impegnativa affermazione portando degli esempi di noti vegetariani che con la loro vita e le loro opere hanno dimostrato, appunto, che il vegetarismo porta immensi benefici non solo al corpo, ma anche alla mente.

Già il grande Giovenale (Satira X, 512), circa 20 secoli fa, aveva sentenziato, con una massima eterna. la stretta dipendenza della sanità della mente da quella del corpo: “MENS SANA IN CORPORE SANO”. La mente, quindi, non può essere sana se non è sano il corpo: priorità, pertanto, della salute del corpo, assurta a “conditio si ne qua non” per la salute mentale.

Molto più tardi, nel XVII secolo, un’altra voce autorevole, quella del filosofo inglese Johri Locke, nella sua opera “Pensieri sull’educazione” (1693) doveva tornare a sottolineare la indiscutibile validità dell’assioma di Giovenale e cioè la dipendenza della sanità della mente da quella del corpo.

In pratica, se il corpo con il vegetarismo si disintossica, il sangue che nutre il cervello diventa più puro ed il cervello conseguentemente funziona meglio, manifestando quelle caratteristiche positive accennate all’inizio del precedente stelloncino. A proposito di esempi di noti vegetariani da portare come prova di quanto sopra detto si può facilmente constatare che

GLI UOMINI PIÙ INTELLIGENTI, PIÙ COLTI, PIÙ APERTI, PIÙ TOLLERANTI DEL MONDO, IN TUTTI I TEMPI, SI ANNOVERANO TRA I VEGETARIANI, IN TUTTI I CAMPI DELLO SCIBILE : NELLE SCIENZE, NELLA FILOSOFIA, NELL ‘ ARTE, NELLA LETTERATURA, NELLA MEDICINA, ECC. .

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Ecco qui di seguito un elenco, largamente incompleto, dei più noti e famosi vegetariani che con le loro opere e con i loro esempi hanno dato all’umanità intera delle guide sicure:

ANDERSEN, ARISTOTELE, BACONE, BASSANI, BAYLE, BERNARDIN DE SAINT PIERRE, BOSSUET, BUFFON, BYRON, CALVINO, CAPITINI, CHATEAUBRIAND, CICERONE, CINCINNATO, CUVIER, DARWIN, DIOGENE, DOSTOJEVSKJ, EDISON, EINSTEIN, EMERSON, EPICURO, ERODOTO, ESCHILO, ESIODO, EURIPIDE, FEUERBACH, FLAUBERT, FRANKLlN, FREUD, FROMM, GALENO, GANDHI, GIOVENALE, GOETHE, HUGO, HUXLEY, IPPOCRATE, JUNG, KAFKA, LAMARTINE, LEIBNIZ, LEONARDO, LEVI-STRAUSS, LOCKE, LORENZ, LUCREZIO, MAHLER, MARCOAURELIO, MARCUSE, MARTINETTI, MICHELET, MILTON, MONTAIGNE, MONTESSORI, MORAVIA, MORO T., NEWTON, NIETZCHE, NIJINSKI, ORAZIO, ORIGENE, OVIDIO, PAGANINI, PASCAL, PITAGORA, PLATONE, PLINIO, PLOTINO, PLUTARCO, PORFIRIO, RAMAN, RECLUS, ROUSSEAU, RUSKIN, RUSSELL, SCHOPENHAUER, SCHWEITZER, SHAW, SENECA, SHELLEY, SCHELLING, SIBELIUS, SOCRATE, SOFOCLE, SPENCER, SPINOZA, STUART MILL, SWEDENBORG, TAGORE, TEOFRASTO, TESLA, THOREAU, TIZIANO, TOLSTOI, VAN GOGH, VIRGILIO, VOLTAIRE, WAGNER, WASHINGTON, WEBB, YEUDI MENUHIN, ZAMENHOF, ZENONE

Vediamo ora cosa succede, invece, se il sangue che nutre il cervello vi fa giungere i cataboliti dei cibi di origine animale, specie della carne, e tutte le altre numerose tossine provenienti dai vari tipi di cibo-spazzatura esistenti in commercio .

Succede che la fisiologia cerebrale ne resta influenzata ed il comportamento sarà caratterizzato da intolleranza, tendenza alla tigiosità, aggressività. Al posto dell’amore, l’odio; al posto della convivialità e della unione, la separazione, l’annullamento della socialità, la violenza. L’uomo è cacciato in un feroce individualismo.

È quel che vuole il potere:

DIVIDE ET IMPERA !

Ecco perché il POTERE (che sa manovrare l’arma alimentare in modo da condizionare il comportamento umano e orientarlo nel verso che gli fa più comodo)

FA DI TUTTO PER INDURCI A MANGIARE CIBI MORTI, AVVELENATI E QUINDI INTOSSICANTI.

In quanto alla carne, costituita in sostanza da cadaveri cotti, abbiamo dimostrato che si tratta di un cibo gravemente dannoso per l’uomo; è, pertanto, logico che il potere, invece, ne propugni l’uso, avendo bisogno di creare sudditi ammalati nel fisico e, come s’è detto prima, nella mente.

IL BERSAGLIO È, INFATTI, IN ULTIMA ANALISI, IL CERVELLO, CHE SI VUOLE RENDERE INCAPACE DI CAPIRE.

L’alcool contribuisce notevolmente a tale manipolazione dell’attività del cervello e alla menomazione delle sue capacità cognitive. Giustamente il grande igienista francese Paul Carton qualificò l’alcool “uno dei tre alimenti assassini” (gli altri due sono la carne e lo zucchero industriale). Assunto nelle note forme commerciali (vino, birra, liquori, frutta sotto alcool, aperitivi, digestivi, ecc.) instaura nell’uomo una sorta di passiva e rassegnata accettazione delle strutture sociopolitiche create dal potere, alle quali offre un consenso acritico, reso possibile dall’annullamento delle capacità di autonomia di giudizio.

Tale azione devastante dell’alcool è completata dalle martellanti campagne di disinformazione operata incessantemente dai mass-media (stampa, televisione, radio, ecc.), con l’aiuto di individui prezzolati reclutati per l’occasione nell’ambito della medicina ufficiale, della cosiddetta “scienza dell’alimentazione” e della dietologia.

Basta osservare un ubriaco per comprendere che l’alcool agisce direttamente sul cervello; il potere lo sa ed è perciò che ne favorisce l’uso.

AVETE MAI VISTO UN DIVIETO DI ACQUISTO DI ALCOOLICI?: NON LO VEDRETE MAI!

La maggior parte della viticultura è finalizzata alla vinificazione di quello splendido frutto che è l’uva. Così, si possono acquistare liberamente ettolitri di vini e liquori, mentre, se è lo Stato si comportasse come “un buon padre” , dovrebbe tutelare la salute di tutti i cittadini suoi figli proibendo l’uso di questo veleno.

L’ALCOOL E’ LA DROGA DI STATO!

Nel maggio del 1982 fece molto scalpore la pubblicazione, sull’edizione italiana di “The Practitioner” (ma, dopo poco, anche su “Farmacia” n. 3 -1982), di un coraggioso rapporto, lungo e dettagliato, del prof. Alberto Madeddu, primario psichiatra nell’Ospedale provinciale Antonini di Limbiate, dal titolo esplosivo ” Alcool, la droga con il contrassegno di Stato”. Di tale rapporto, fra le impressionanti descrizioni degli effetti della droga alcool, ci limitiamo, per ragioni di spazio, a riferire la seguente importante affermazione: “Mentre la stampa dedica ampio spazio ad alcune centinaia di morti per eroina, più di 10.000 persone muoiono per alcool, nel silenzio generalizzato. Aggiungiamo che il n. 14 de “Il medico d’italia” (aprile 1985) informava che “nel 1984 l’alcool ha ucciso in Italia 10.450 persone mentre le droghe cosiddette pesanti avevano fatto 385 vittime”; e concludeva “L’alcool rimane un temibile killer”.

Di tanto in tanto alcune voci oneste si levano coraggiosamente per denunciare i tremendi effetti dell’alcool ed abbiamo prima citato una di queste voci, il prof. Madeddu.

Ultimamente però (novembre 1994) l’OMS, in un durissimo comunicato emesso a Ginevra, si è pronunciata “anche contro un uso moderato di alcool” smentendo così le teorie che ne sdrammatizzavano gli effetti sulla salute.

L’ALCOOL, DUNQUE, SI PALESA ED AGISCE IN PRATICA INDUBBIAMENTE COME UN POTENTE ALLEATO DEL POTERE.

In conclusione, mentre il vegetarismo favorisce (e lo abbiamo comprovato con il nutrito elenco di grandi vegetariani) le più eccelse facoltà cognitive, i carnami e gli altri cibi intossicanti deprimono tali attività cognitive, esaltando comportamenti dannosi all’individuo e alla società, ottunde i cervelli e li massifica a beneficio del potere, che ha interesse ad avere sudditi rassegnati, ammalati e tenuti accuratamente all’oscuro della nocività della carne.

Per avere tale tipo di sudditi occorre manipolare la loro alimentazione, in combutta con altre forze oscurantiste, che predicano anch’esse la rassegnazione (e pure I’antropocentrismo, che in fin dei conti giustifica il carnivorismo).

A conclusione dei precedenti stelloncini di questo sottocapitolo possiamo con sicurezza affermare che

TRA CORPO E MENTE ESISTONO LEGAMI MOLTO STRETTI SUI QUALI ESERCITA UNA DECISA INFLUENZA LA QUALITA’ DELLA NOSTRA ALIMENTAZIONE.

Detto questo, bisogna però anche ammettere che, nonostante tali innegabili connessioni, è difficile, se non impossibile, tracciare una netta linea di demarcazione tra corpo e psiche. Ma, a parte gli effetti prima descritti, oggi la neurobiologia e la chimica dei neurotrasmettitori ci danno la possibilità di spiegare la fisiologia dei meccanismi biochimici che presiedono all’instaurarsi di determinati comportamenti e non di altri.

QUESTO CI CONSENTE DI OPERARE CON SICUREZZA SCELTE CONSAPEVOLI TRA I CIBI A NOSTRA DISPOSIZIONE PRIVILEGIANDO ALCUNI ED EVITANDO ALTRI.

Non si può non accennare ora ad alcune nozioni fondamentali di anatomia e fisiologia della cellula cerebrale, che si differenzia dalla maggior parte delle altre cellule del nostro corpo in quanto essa può, a mezzo di particolari ramificazioni, comunicare con gli altri neuroni utilizzando dei punti di giunzione tra due neuroni chiamati “sinapsi”. Tale comunicazione avviene grazie ad un composto chimico che, appunto per tale sua funzione, è chiamato “neurotrasmettitore”. Questo neurotrasmettitore “trasmette” da una cellula all’altra dei “messaggi”, attivando un “recettore” specifico situato sulla membrana della cellula successiva.

Tenendo presenti queste succinte notizie di base, passiamo a dare sinteticamente alcune informazioni, limitatamente a quelle che permettono di orientarsi, sia pure genericamente, nella scelta dei vari cibi; ovviamente esula dai compiti del presente lavoro la trattazione particolare dei complicati meccanismi biologici cerebrali, peraltro estremamente importanti per la psicofarmacologia, dei quali quindi non parliamo, rimandando il lettore che volesse approfondire tale settore a lavori più ampi o specifici (consigliamo: Alberto Lodispoto -Medicina somato-psichica -ediz. Mediterranee -Roma).

Una considerazione preliminare: il cervello funziona osservando leggi biochimiche e attività fisiologiche non dissimili da quelle dell’uomo dell’età della pietra fissate da migliaia e migliaia di anni.

L’energia necessaria all’attività dei 100 miliardi di cellule mediamente presenti nel cervello umano è fornita infatti da circa 200 grammi quotidiani di glucosio, combustibile ricavabile solo dagli alimenti di origine vegetale (unica eccezione il latte, che lo contiene, combinato con il galattosio, nel disaccaride lattosio; l’enzima “lattasi”, come già detto in altro punto del volume, scinderà, poi, per idrolisi, il lattosio in una molecola di glucosio ed in una di galattosio).

La indispensabilità del glucosio (e quindi di una alimentazione essenzialmente di natura vegetale) per la funzionalità del cervello è comprovata dallo stato di anormalità che si verifica quando la quantità del glucosio ematico diventa deficitaria (il classico “calo degli zuccheri” , che tutti constatiamo e che arriva attorno alle ore 18), anormalità che si manifesta solitamente con i seguenti sintomi:

  1. l’attività cerebrale diviene palesemente debole
  2. la vita emozionale sembra spegnersi
  3. si avverte un certo disagio psichico
  4. sorge la sensazione di fame

Quanto sopra fa capire la grande convenienza nutrizionale della assunzione, con una certa continuità, di:

  • monsaccaridi (zuccheri della frutta, prevalentemente glucosio e fruttosio) o/e
  • disaccaridi (lattosio, maltosio, saccarosio, ecc.) o/e
  • polisaccaridi (amido dei cereali, delle patate, di alcuni frutti e radici. ecc.)

(Il saccarosio (C12 H22 O11) è quel noto prodotto commerciale usato comc dolcifìcante ottenuto dalla canna da zucchero o dalla barbabietola. Si trova però, in natura, anche in alcuni frutti, ai quali conferisce il sapore dolce in concorso con il glucosio ed il fruttosio, compresenti. Esiste tuttavia qualche frutto il cui sapore dolce è dovuto unicamente al saccarosio; ad esempio, l’ananas: 10 grammi di saccarosio in 100 grammi di parte edibile).

Sia i disaccaridi che i polisaccaridi, poi, daranno sempre glucosio alla fine della loro digestione (operata dai fermenti amilolitici esistenti nei vari distretti dell’apparato digerente); sono anch ‘essi, quindi, fonte di energia (resa: 4 kcal/g) e, pertanto, producono pure risparmio di proteine. E’ bene però che specialmente la assunzione dei polisaccaridi avvenga a dosi piccole e ripetute, in modo da assicurare una adeguata costanza di velocità nel lento rilascio di glucosio: tale rilascio “continuo ” permetterebbe un auspicabile e parallelo “continuun ” anche della resa cerebrale.

Ecco, quindi, l’antifisiologicità del mangiare ad ore fisse: autentica assurdità cui sono soggetti oggi pressochè tutti i lavoratori, ai quali il datore di lavoro (anche lo Stato! ) lascia solo pochi minuti da dedicare sveltamente al pasto per riprendere poi a lavorare subito dopo. Sarebbe invece necessario mangiare con calma, effettuando una lunga ed accurata masticazione (“prima digestio fit in ore”) che consenta alla ptialina, fermento amilobiotico della saliva, di agire specie sui polisaccaridi iniziando chimicamente la loro demolizione.

Riteniamo utile aggiungere i seguenti altri dati e considerazioni riguardanti il cervello umano, che è l’organo-principe del nostro corpo:

  1. consuma il 20% dell’ossigeno assorbito e trasportato dalle apposite cellule, superspecializzate, del sangue, cioè dai globuli rossi. Da notare che tra i cervelli dei vertebrati quello umano ha di gran lunga il primato (prima quantificato) del consumo di ossigeno; i cervelli degli altri vertebrati consumano in media dal 2% sino al massimo dell’8% dell’ossigeno fissato dai globuli rossi
  2. è attraversato, in 24 ore, da circa 2160 litri di sangue, pari a circa 40 volte la massa totale del sangue stesso
  3. 100 grammi di cervello assorbono da 600 a 800 cm3 di ossigeno al minuto
  4. i 3 dati prima riportati ci fanno comprendere la grande importanza che, per una buona funzionalità del cervello, ha una corretta e profonda respirazione (che deve mobilitare, oltre alle costole, anche -e soprattutto- il diaframma); condizione indispensabile per potere assorbire l’ossigeno in quantità sufficiente a soddisfare anche le esigenze di ossigenazione del cervello
  5. Il cervello ha una “fame” talmente grande di ossigeno che le cellule nervose, dopo un arresto dell’attività cardiaca e respiratoria, restano in vita solo per 2 o 3 minuti; quindi i tentativi di rianimazione debbono essere esperiti entro questo breve lasso di tempo, oltrepassato il quale l’attività nervosa superiore risulta irrimediabilmente compromessa, anche se poi vengono ripristinate le attività respiratoria e circolatoria. Si può quindi dire che il cervello è un motore che va “a zucchero” ma va anche “ad “ossigeno”.
  6. I rapporti tra attività cerebrale e vitalità generale sono stati studiati soprattutto da C.Coltman (neurobiologo dell’Università della California), Z.Khachaturian (del dipartimento di neuroscienza e neuropsicologia dell’apprendimento), dagli psicologi H. Weingarthner (specialista per i problemi dell’invecchiamento) e J.Fozard; questi quattro studiosi, a conclusione di lunghe indagini e ricerche, affermano concordemente che il lavoro espletato dal cervello in età avanzata influisce positivamente in quanto aumenta la salute fisica generale, la vitalità e l’aspettativa di vita, ingenerando ottimismo, fiducia in sè stessi e autostima.

Commentiamo questo invito a tener desta l’attività del cervello ricordando che, dato che per essere attivi bisogna aver voglia di aumentare le proprie conoscenze, occorre dare davvero ragione a Ronald Graham il quale diceva: “Se si smette di imparare si incomincia a morire! “

Abbiamo detto prima che il cervello umano è un motore che va a zucchero, in particolare a glucosio; aggiungiamo ora che la fisiologia cerebrale deve fare i conti con diversi neurotrasmettitori che agiscono sulla cellula nervosa facilitando o impedendo la trasmissione, oppure agendo da “modulatori”. I più importanti neurotrasmettitori sono: la noradrenalina, il triptofano, l’acetilcolina, la dopamina, la serotonina, l’acido gamma-aminobutirrico (in sigla, GABA), la glicina, la istamina, la tirosina.

Alcuni di questi neurotrasmettitori sono particolarmente importanti perché influenzano in modo notevole il comportamento qualora si inseriscano nella propria dieta dei cibi che ne provocano la formazione partendo da specifici aminoacidi. In particolare, nel cervello l’aminoacido triptofano si converte in serotonina, fatto che si esprime dicendo che “il triptofano è un precursore della serotonina”.

Occorre precisare che il triptofano si converte in serotonina con l’intermediazione di un enzima che esercita azione catalitica e che si chiama triptofano-idrossilasi (o idrossitriptofano).

Il triptofano, però, essendo un aminoacido “essenziale”, e fornito dal cibo essendo presente in molti alimenti di origine animale e vegetale. Peraltro la trasformazione del triptofano in serotonina avviene velocemente: inizia, infatti, appena un’ora dopo un pasto ricco di carboidrati, composti di esclusiva origine vegetale (zuccheri in genere, in particolare fruttosio e glucosio; destrina; amidi; frutta zuccherina, soprattutto). Il glicogeno, comunemente considerato “amido animale”, non ha rilevanza nutrizionale e, come il collagene, non influisce sulla formazione di serotonina.

II triptofano si trova, come già detto, anche nel mondo vegetale, non solo nei semi (specie nei semi delle leguminose) ma anche negli ortaggi e nella frutta. Portiamo alcuni esempi (i contenuti in triptofano sono espressi in mg in 100 g di parte edibile): lattuga 16, funghi porcini 38, patata 28, cavolo cappuccio 22, spinaci 53, carciofo 17, zucchina 17, banana 14, pesca 4, uva 3, fico 53, mango 119, arancia 44, kaki 110, pera 51, mela 58. Il triptofano è poi abbondante nei semi di arachidi, noci, nocciole, mandorle, ecc.. Se si assumono questi alimenti, si produce nel cervello il neuro-trasmettitore serotonina, che svolge le seguenti importanti azioni: favorisce il sonno, dà una sensazione di soddisfazione e di sazietà, induce alla socievolezza, innalza la soglia del dolore, attivizza le encefaline, agevola il superamento sia degli stati d’ansia e di depressione che di quelli caratterizzati da agitazione, permette di controllare il desiderio smodato di dolci.

Come si vede, la serotonina è ampiamente coinvolta nella determinazione del comportamento. in senso completamente positivo, anche perché provoca sensazione di rilassamento e di calma interiore.

Tra i neurotrasmettitori spiccano, per importanza, anche la tirosina e la colina, che è precursore della acetilcolina.

In conclusione si può affermare:

  • che i cibi animali ad alto contenuto proteico (come la carne -compresa quella di pesce-, i derivati del latte, le uova), essendo ricchi, come già si disse, di fenilalanina e di tirosina, stimolano due neurotrasmettitori, la dopamina e la norepinefrina, che provocano un COMPORTAMENTO ENERGICO, AGGRESSIVO E VIOLENTO.
  • che, invece, i cibi di origine vegetale, identificabili nei carboidrati, sono in relazione con l’attività del neurotrasmettitore serotonina che, attraverso sensazioni di rilassamento e di calma, provoca un COMPORTAMENTO PACIFICO.
  • che la concentrazione di triptofano che entra nel cervello e della serotonina che viene prodottà è maggiore se si mangiano carboidrati, confermando così che i VEGETALI FAVORISCONO SICURAMENTE LA FORMAZIONE DI SEROTONINA.

I tre punti sopra citati sono le conclusioni alle quali sono giunti molti ricercatori; recentemente sono stati confermati dalla Majo Foundation for Medical Education and Research, Rochester, Minnesota, USA.

Ci piace riportare anche quanto, a proposito dell’antagonismo dei due comportamenti, sopra riportati, indotti dai neurotrasmettitori, dice Pier Luigi Rossi, medico, specialista in scienza dell’alimentazione, Primario Unità operativa di medicina e pediatria di base (da “II giornale della natura”):

“II triptofano, la cui presenza nel cervello è legata al tipo di dieta seguita, genera la serotonina, il neurotrasmettitore della gioia, della serenità, del gioco. La serotonina contribuisce a far emergere una sessualità ludica, una sensazione di appagante soddisfazione, un sonno profondo, una sazietà da cibo veloce, lo sviluppo di legami sociali, parentali e di solidarietà. Insomma

LA SEROTONINA SEMBRA ESSERE UNA MOLECOLA CHIMICA NATURALE CHE PUO’ AVVICINARE L’UOMO ALLA FELICITÀ .

Gli alimenti vegetali, essendo ricchi di amido e fibra – continua il dott. Rossi, con il suo stile brillante ma sempre rigorosamente scientifico –

INFLUENZANO LA CONCENTRAZIONE DI TRIPTOFANO NEL CERVELLO, AUMENTANDONE LA DISPONIBILITÀA ESSERE TRASFORMATO IN SEROTONINA.

Un pasto proteico di origine animale (carni, formaggi o salumi) riduce, invece, la presenza di triptofano nel cervello.

QUESTA CONDIZIONE DETERMINA UNO STATO DI AGGRESSIVITÀ, DEPRESSIONE, ANSIA, PROPENSIONE ALLA LOTTA.

Un quotidiano eccesso proteico può influenzare la funzione del cervello apportando una forte presenza di tirosina, dopamina, noradrenalina e una marcata carenza di triptofano e serotonina.

QUESTO PORTA, NEL LUNGO PERIODO, A UNA “SCONFITTA” PSICOLOGICA E FISICA. IL CORPO UMANO NON PUO’ ESSERE VIOLENTATO DALLA CULTURA E DAL DENARO. ESSO RISPONDE A LEGGI FISIOLOGICHE E BIOCHIMICHE FORMATESI DURANTE IL MILLENARIO PROCESSO EVOLUTIVO”.

Così Rossi, il quale ha ribadito sinteticamente tale sua opinione in proposito (“La Repubblica” -9.5.1996) : “Il pensiero, l’amore, il piacere, la memoria sono generati da reazioni biochimiche cerebrali dipendenti da nutrienti alimentari: la scelta degli alimenti influenza i comportamenti e le emozioni quotidiane”. Quanto è stato sin qui esposto a proposito del triptofano e della serotonina ha trovato piena conferma SPERIMENTALE da parte di John Fernstrom e Richard Wurthman, biologi del Dipartimento della nutrizione e delle scienze alimentari al Massachusetts Institute of Technology.

Riteniamo di aver sin qui dimostrato sufficientemente che l’alimentazione influisce decisamente sulla psiche e sul comportamento umano: in senso positivo se si tratta di alimentazione vegetariana e in senso negativo se, invece, nella dieta prevalgono le proteine animali e in particolare la carne.

Si tratta di “conquiste” scientifiche di enorme rilievo culturale perché dimostrano che,

OPERANDO OCULATE SCELTE NEI CIBI, POSSIAMO CONSAPEVOLMENTE ORIENTARE I NOSTRI COMPORTAMENTI IN SENSO FAVOREVOLE AD UN REALE PROGRESSO DELL’UMANITA’ ANCHE SUL PIANO SOCIALE, ELIMINANDO L’AGGRESSIVITA’ E LA VIOLENZA SIA INTERSPECIFICA CHE INTRASPECIFICA.

Tuttavia, nonostante la ottimistica conclusione del precedente stelloncino, si sta verificando, anche nel campo delle entusiasmanti scoperte della neurobiologia prima illustrate, quello che è avvenuto, purtroppo, in altri casi consimili: e cioè che scoperte scientifiche innovative sono state considerate “utili occasioni” per imbastire speculazioni commerciali da parte di imprenditori senza scrupoli dell’industria farmaceutica. Riferendoci in particolare al caso che ci riguarda (scoperte neurobiologiche), sono state immesse sul mercato farmacologico dei “neurococktail”, miscugli di aminoacidi, ormoni e neurotrasmettitori, contenenti anche fruttosio, sali vari e succhi di frutta. Tali intrugli, che, lanciati negli USA, hanno già invaso l’Europa, sono noti come “smart drinks” (“bevande di energia”) e riscuotono un gran successo tra i giovani; i diversi tipi di queste bevande hanno nomi di fantasia che suggestionano e inducono al loro acquisto.

Così, si trova il “Sorgi e brilla”, una dose del quale contiene ben 500 milligrammi dell’aminoacido fenilalanina. E poi ancora il “Fast blast” (scoppio veloce), il “Power maker” (generatore di potenza), l'”lnferno taurino”, ecc..

Indubbiamente tali pozioni sono dannose alla salute; soprattutto dei giovani, i quali sono attratti dalla propaganda che accompagna questo smercio e che fa credere in effetti-bomba: ad esempio, ci sono bevande che promettono meraviglie, come la “Memory fuel” (benzina per la memoria) contenente colina per la produzione del neurotrasmettitore acetilcolina, la “Brain boost” (carburante per il cervello), miscuglio di colina, fenilanina e caffeina. Alcune di queste pozioni hanno provocato morti; una di tali bevande, a base di dosi massicce di triptofano, avendo provocato ben 28 morti, ha dovuto essere ritirata dal commercio. In media le dosi di questi intrugli costano circa tre dollari l’una.

Cosa fa la Fda (Food and drug administration) che dovrebbe controllare, per obbligo istituzionale, i cibi ed i farmaci? Ufficialmente si oppone alla diffusione di questi prodotti dannosi, ma sul piano pratico afferma che non riesce a bloccare il loro commercio in quanto ormai “il loro uso è molto diffuso” (!).

Per fortuna, in Italia di questi intrugli di neurotrasmettitori ancora non esiste un mercato preoccupante; così assicura l’Istituto Superiore della Sanità. In cambio circolano il “crack”, però, ed altre pericolosissime “bombe” distruttive.

La serotonina che, come il lettore avrà capito, riveste una particolare importanza avendo la particolare capacità di produrre sonno, soprattutto senza sogni, si è meritato giustamente l’appellativo di “sonnotonina”.

Il prof. Roberto Paoletti, direttore dell’Istituto di scienze farmacologiche dell’ Università di Milano e Presidente della “Nutrition Foundation of Italy” ha sottolineato gli importanti legami tra dieta e cervello: tutti sanno che talune patologie psichiche provocano condotte alimentari alterate (ad esempio, bulimia ed anoressia nervosa), ma è anche vero il contrario e che cioè

LA DIETA INFLUENZA L’ATTIVITA’ PSICHICA.

Si possono elencare con sicurezza almeno sei neurotrasmettitori la cui concentrazione può essere influenzata

MANIPOLANDO L’ASSUNZIONE ALIMENTARE DEI LORO PRECURSORI.

Ad es., il triptofano, precursore della serotonina, assunto con i cibi, regola la quantità della serotonina nel nostro cervello;

SE VIENE RIDOTTA LA QUANTITA’ DI SEROTONINA, AUMENTA L’AGGRESSIVITA’, DIMINUISCE IL SONNO E SI INSTAURA UNO STATO DEPRESSIVO.

Il prof. Levi, Presidente della Società italiana di neuroscienze, afferma che dal 1973 circa si assiste ad uno sconvolgimento del tradizionale paesaggio biomedico, soprattutto con le sorprendenti scoperte dei neurotrasmettitori e dei precursori. Ma anche la chimica relativa all’attività della cellula nervosa ha fatto passi da gigante; per esempio, si sa che il cervello è l’organo a più alto metabolismo, utilizzando, infatti da solo, l’80% del glucosio prodotto dall’organismo, cioè circa 200 grammi al giorno, come già s’è detto .

È necessario, ora, accennare brevemente ad un importante fenomeno che, benchè del tutto fisiologico, deve essere considerato -giacché tale sembra- un “fenomeno paradosso”. Consumando un pasto ricco di carne o di uova o di latticini (alimenti ricchi di triptofano) ci si dovrebbe attendere, dato quanto si è detto prima, che tale aminoacido si trasformi nel neurotrasmettitore serotonina. Ma abbiamo affermato nel contempo (e sembra una contraddizione) che l’alimento iperproteico “carne” crea aggressività e che invece, la serotonina è foriera del comportamento opposto, pacifico, rilassante e interiormente calmo. Come è possibile conciliare le due affermazioni ? La realtà è che il triptofano della carne e degli altri cibi iperproteici invece di incrementare nel cervello la serotonina vi provocano la sua diminuzione. Ecco cosa avviene: dopo una abbondante ingestione di carne è vero che aumenta nel sangue il triptofano, ma è anche vero che aumentano, nel contempo, anche altri due amino acidi e cioè la leucina e la tirosina, IN MISURA MAGGIORE DEL TRIPTOFANO, per cui essi impegnano prioritariamente i meccanismi di trasporto degli aminoacidi, a detrimento del triptofano. Di conseguenza il triptofano giunge al cervello in dosi molto basse provocando indirettamente una relativa diminuzione della serotonina e questo fatto provoca un comportamento aggressivo e violento.

QUESTO E’ L’AUTENTICO MECCANISMO DELLA GENESI DEL COMPORTAMENTO AGGRESSIVO DOVUTO AL RICORSO ALLE PROTEINE ANIMALI.

Ma allora, dato che modificando l’alimentazione si può influire sul comportamento umano, è forse errato affermare che l’aggressività è insita nella natura umana?. Sì, è errato.

Il più mansueto degli erbivori, se viene minacciato seriamente nella sua esistenza, certamente reagirà (costrettovi, guidato dall’istinto della sopravvivenza insito in ogni animale) e cercherà di opporsi, se a ciò non basta l’allontanamento o la fuga, anche con la violenza, ad una violenza che gli si vuole esercitare. Prendiamo esempio da quel che avviene in una corrida, durante la quale il toro, in extremis, duramente e ciecamente colpito, senza ragione, dal torero, reagisce per legittima difesa, cercando di colpire chi sta minacciando la sua esistenza. Ovviamente, questa del toro non è aggressività “innata”.

E nell’uomo? Se fosse vero che l’aggressività è insita nella natura umana sarebbe vanificato tutto quello che sinora abbiamo detto; ma non è vero, giacché nessuno nasce aggressivo e cattivo, ma può diventarlo -e lo abbiamo dimostrato- anche con l’alimentazione.

Orbene, anche l’antropologia così come la scienza moderna dell’alimentazione, che utilizza le scoperte della neurobiologia -afferma, sia pure con altre considerazioni, che condividiamo, le stesse cose. Riteniamo opportuno pertanto, esporre quello che a tal proposito afferma il noto antropologo prof. Luigi Lombardi Satriani in risposta alla domanda se l’aggressività è innata o è indotta dall’ ambiente. “È un alibi -risponde Satriani- rinviare l’aggressività alla natura; un alibi che la nostra società cerca di fornire a sè stessa per scaricarsi di molte responsabilità. In realtà, nessun uomo nasce “cattivo”. Se così fosse, l’aggressività sarebbe universale, cosa che la ricerca antropologica smentisce. Sono esistite ed esistono ancora società che hanno sviluppato culture assolutamente non violente. Sono sempre più rare e bisogna cercarle fra i popoli che non hanno avuto troppi contatti con la cosiddetta civiltà moderna e con i suoi valori. Per esempio, certe tribù dell’Africa o gruppi di Indios del Brasile nord-occidentale o gli Indios Piaroa in Venezuela, hanno saputo costruire una società molto pacifica, volta alla cooperazione. Non c’è traccia di aggressività nell’educazione dei loro bambini e i giuochi infantili rispecchiano l’equilibrio del sistema; sono fatti di danze, canti, amore. L’odio è sconosciuto.”

ED È ORMAI RISAPUTO CHE QUESTE POPOLAZIONI SONO VEGETARIANE: QUALE MIGLIORE CONFERMA CHE L’ALIMENTAZIONE FORGIA ANCHE IL COMPORTAMENTO?

Sono stati soprattutto gli studi di Yudhit e Richard Wurthman (già citato) a dare validità scientifica alla influenza dell’alimentazione sul comportamento umano e alla applicazione in farmacologia dei risultati dei loro studi. Oggi, i farmaci che provocano una diminuzione dell’attività del neurotrasmettitore dopamina sono usati per curare le psicosi ; mentre i farmaci che stimolano la sintesi dell’ adrenalina hanno un effetto antidepressivo. Ancora, dosi farmacologiche di triptofano e di colina (aminoacido necessario, come precursore, alla sintesi del neurotrasmettitore acetilcolina) sono impiegate nel trattamento della depressione e dell’insonnia. La colina è usata nella cura della discinesia, malattia simile al morbo di Parkinson.

Il dott. Ivan Goldberg, del New York Institute of Psychopharmacology, specialista nella terapia della depressione, ha dimostrato che i depressi (che lui chiama “i diseredati della speranza”) accusano una quasi totale assenza di noradrenalina, neurotrasmettitore che infonde fiducia, entusiasmo, vittoria. Lo ha constatato esaminando le loro urine, dove non ha riscontrato traccia del metabolita della noradrenalina, la cui assenza in origine è, così, dimostrata. Ebbene, afferma il dott. Goldberg, dando ogni mattina a costoro 100 mg di L-tirosina, che è il precursore della noradrenalina, si ottiene una vera e propria “resurrezione” del depresso, nel quale vengono colmati il vuoto della mente e le lacune della speranza.

Ci piace ricordare che Pitagora, pur non sapendo nulla di biochimica del cervello, rifiutava di mangiare carne sia per motivi etici sia per allontanare le pulsioni violente e conservare la serenità d’animo che lui prediligeva; la stessa astensione viene praticata da monaci buddisti e da yogi indiani, dediti alla vita meditativa. Per costoro, la carne provoca angoscia e agitazione ed è quindi da bandire.

Al contrario, l’alimentazione ricca di carne è utilizzata in situazioni particolari in parte già ricordate; sono quelle situazioni che si basano sulla valorizzazione della forza fisica, dell’azione violenta, forse un triste retaggio, duro a morire, dei nostri tempi preistorici, quando l’uomo fu cacciatore per necessità. Ne va dimenticato che i potenti ci tenevano a manifestare la loro pretesa superiorità con un carnivorismo convinto, in quanto, secondo loro, la carne, simbolo alimentare della violenza, costituire l’irrinunciabile distintivo dei forti.

Del resto, simbologia a parte, per mangiare carne occorre che in precedenza ci sia stato un atto violento culminato nell’uccisione dell’animale che ha fornito quella carne; chi ha esercitato quella violenza è risultato vincitore e l’animale ucciso è stata la vittima, il vinto.

Pertanto, essendo

IL CONSUMO DI CARNE BASATO SU UN ASSASSINIO, TALE CONSUMO NON PUO’ CHE ESSERE ASSOCIATO ALLA VIOLENZA E ALLA FORZA BRUTA. AL CONTRARIO, IL VEGETARISMO RICHIAMA LA STABILITÀ , LA TRANQUILLITÀ, LA SERENITÀ DEL MONDO VEGETALE CHE, NELLA SUA POSSENTE IMMOBlLITÁ, TRAE DALLA TERRA VITA E FORZA PER FARNE DONO ALL’UMANITÀ.

Oggi la neurobiologia, della quale ci siamo occupati nei precedenti stelloncini, consente di interpretare scientificamente pulsioni ed effetti di diete orientate in direzioni diverse e di proporre utili correttivi ai comportamenti che ne derivano.

Neurotrasmettitori come la noradrenalina e la serotonina sono protagonisti di primo piano nella determinazione del nostro comportamento ed abbiamo cercato di dimostrarlo.

Ma la neurobiologia non finisce più di sorprenderci giacché gli studi relativi sono alquanto recenti e continuano con nuove, molteplici ed interessanti rivelazioni, che si succedono rapidamente e alle quali si stenta a tener dietro.

Si è scoperto, per esempio, che alcune molecole di cui il cervello si serve per comunicare (per questa ragione si chiamano “neurotrasmettitori”) funzionano invece come ormoni quando agiscono in un altro organo; la stessa cosa si può dire di alcuni prodotti del sistema immunitario, come la interleuchina-6.

La più recente scoperta riguardante il campo d’azione dei neurotrasmettitori ci viene (“Corriere della sera” del 12/12/1994) dall’Università di Harvard, dove il prof. Michel Arold e l’ equipe dei suoi collaboratori sono riusciti finalmente a dare una soddisfacente risposta scientifica alla seguente questione. Tutti sanno che il caffé é una bevanda eccitante, da evitare la sera tardi perché generalmente la caffeina contenuta provoca insonnia. E’ tuttavia noto che alcune persone prendono il caffè, invece, proprio per addormentarsi. II quesito era: per queste persone come mai il caffé agisce da sonnifero e non da eccitante?

Orbene, Arold ha qimostrato che ciò è dovuto al fatto che

IL CAFFÈ ACCENTUA LA LIBERAZIONE NEL CERVELLO DEL NEUROTRASMETTITORE SEROTONINA, CHE INDUCE IL SONNO.

Chissà quante altre questioni di fisiologia e di parafisiologia rimaste sinora senza risposta verranno spiegate proprio dalla neurobiologia!

A conferma di quanto fin qui detto deve essere segnalato l’esito di una indagine sulle conseguenze dell’uso congiunto di carne e zucchero industriale (citiamo il caso che più frequentemente occorre: hamburger, bevande dolci e snacks), comunemente praticato da moltissimi giovani americani. Ebbene, il comportamento di tali giovani è soggetto ad alterazioni caratterizzate da instabilità e da aggressività. Questa sindrome è stata chiamata “Young food disease”, cioè sindrome dei ‘cibi di scarto per giovani”.

Editato da Marco Giai-Levra (https://marcogiailevra.wordpress.com)