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LA NASA RIPRENDE LA MANO DI DIO: KRISHNA !!!

A cura di Marco Giai-Levra

Un Giovane Pulsar mostra la sua mano

Un piccolo oggetto denso 12 miglia (circa 19 Km) di diametro è responsabile di questa bellissima nebulosa a raggi X che si estende per 150 anni luce. Al centro di questa immagine fatta dal Chandra (nome sanscrito che significa “Luna”) X-ray Observatory della NASA è un pulsar molto giovane e potente, chiamato PSR B1509-58, o B1509 in breve. Il pulsar è una stella di neutroni in rapida rotazione che espelle energia fuori nello spazio circostante per creare strutture complesse e intriganti, tra cui questo, che assomiglia ad una grande mano cosmica.

Pulsar rilevato dall'osservatorio Chandra della NASA  Immagine Credits: NASA / CXC / CfA / P. Slane et al.

Pulsar rilevato dall’osservatorio Chandra della NASA Immagine Credits: NASA / CXC / CfA / P. Slane et al.

In questa immagine, i raggi X di energia più bassi che Chandra rileva sono di colore rosso, la gamma media è verde, le più energici sono colorati blu. Gli astronomi pensano che il B1509 esiste da 1.700 anni e si trova a circa 17.000 anni luce di distanza.

Le stelle di neutroni si creano quando stelle di grande massa esauriscono l’energia e collassano. Il pulsar B1509 ruota completamente attorno quasi 7 volte ogni secondo, rilasciando l’energia nel suo ambiente ad una velocità prodigiosa – presumibilmente perché ha un campo magnetico molto intenso sulla sua superficie, che si stima essere di 15 trilioni (15 x 1 000 000 000 000 000 000 o 15 x 1018) di volte più forte del campo magnetico terrestre.

La combinazione di rotazione rapida e campo magnetico ultra-forte rende il pulsar B1509 uno dei più potenti generatori elettromagnetici nella galassia. Questo generatore spinge il vento energico di elettroni e ioni lontano dalla stella di neutroni. Così come gli elettroni si muovono attraverso la nebulosa magnetizzata, essi irradiano la loro energia e creando la nebulosa elaborata osservata da Chandra.

Fonte: http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_1323.html

Krishna, il Dio Unico,  la Persona Suprema, da cui emanano poi tutte le altre emanazioni divine rivelate in ogni religione, che esprimono solo uno tra i suoi infiniti e inconcepibili aspetti.

Krishna, il Dio Unico, la Persona Suprema, da cui emanano poi tutte le altre emanazioni divine rivelate in ogni religione, che esprimono solo uno tra i suoi infiniti e inconcepibili aspetti.

Krishna è il più popolare appellativo del Dio Unico e Supremo in India, ed è ricordato dagli uomini soprattutto con la Sua Emanazione trascendentale con la pelle blu. Il nome sanscrito Krishna significa “scuro”, “nero”, “blu scuro”, oppure anche “Colui che attrae tutto” o “l’infinitamente affascinante”.

In questa immagine si vede che la “mano” creata dal pulsar sembra la mano blu del Signore  Krishna che tocca, emana o riassorbe energia rossa, colore che rè associato con l’energia più grossolana e materiale , al 1° chakra nel plesso sacrale (Muladhara), all’elemento Terra, al senso dell’olfatto. alle parti del  corpo più materiche (scheletro, denti, prostata, ano, retto, colon, sangue, apparato circolatorio, ghiandole surrenali).

 

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JOACHIM WERDIN PARLA DEL SUO PASSAGGIO AL BREATHARIANISMO O ALIMENTAZIONE PRANICA

JOACHIM WERDIN PARLA DEL SUO PASSAGGIO AL BREATHARIANISMO O ALIMENTAZIONE PRANICA

Traduzione a cura di Marco Giai-Levra, 05/11/2012

Le informazioni relative alla seguente intervista si riferiscono al periodo in cui Joachim Werdin aveva effettuato l’esperimento che poi ha descritto nel suo libro LSWF, esperienza in cui egli ha vissuto per un lasso di tempo pari a quasi 2 anni senza mangiare e bere, rimanendo in perfetta salute e sostenuto interamente da una forma di energia cosmica, che talvolta viene definita prana. Dopo questo esperimento Joachim ha riadottato uno stile di vita “normale”, riadattandosi a mangiare, in quanto ha ritenuta soddisfatta la voglia di vivere e conoscere quel tipo di esperienza.

In questo breve articolo, egli parla del suo passaggio allo stato di “breathariano” o “inediato”. Joachim ha iniziato il suo percorso in questa direzione quando aveva 16 anni, cominciando a praticare regolarmente il digiuno terapeutico. Dopo decenni di esperienza con il digiuno, ad un certo punto aveva percepito che era arrivato il momento giusto per la transizione al breatharianismo.

Joachim M Werdin (2 Giugno 1963 – vivente) dice: “Parlando della mia esperienza con la scelta dello stile di vita caratteristico di un essere breathariano, mi piace dire, che si tratta di un effetto collaterale o una conseguenza naturale del mio cammino verso la via dell’auto-perfezionamento o auto-sviluppo consapevole.

Potrei dire che tutto è cominciato quando avevo sedici anni, periodo in cui ho effettuato il mio primo digiuno di quattro giorni. Da quel momento in poi ho digiunato ogni anno una o due volte per un periodo compreso fra tre e quattordici giorni. Così, un giorno, quando ho sentito che era arrivato il momento giusto per abbandonare il cibo fisico, l’ho fatto. Mi sono detto: « Ora è il momento giusto e le condizioni sono favorevoli, così da domani non mangerò mai più, dato che il corpo non ne ha più bisogno » .

La prima e la seconda settimana erano molto simili, nelle sensazioni, ad un normale digiuno. Nella terza settimana sono diventato più consapevole, che il corpo in realtà non aveva bisogno di cibo fisico, dal momento che non veniva percepita alcuna fame. Nelle settimane successive la sensazione non era cambiata, e questa situazione era quindi diventata una realtà in questo mondo materiale per me, anche se la parte inconscia della mente aveva ancora qualche difficoltà con la modifica effettuata, come ho poi capito: non ero ancora sicuro se il corpo avrebbe potuto essere sostenuto interamente dalla sola carica spirituale. Dal momento che non ho voluto forzare, ho bevuto per qualche tempo succhi di frutta diluiti con più o meno acqua. Più tempo spendevo per la contemplazione, e più il subconscio cambiava e accettava la vita senza l’introduzione di alcun cibo in bocca.

Il processo di transizione è stato un po’ più lungo per me, forse perchè non ho dedicato abbastanza tempo agli esercizi spirituali, in quanto passavo come al solito tutta la giornata a gestire la mia azienda, seduto davanti al mio computer per dieci o più ore quotidianamente.

Inoltre, mi piace sottolineare, che diventare breathariano non dovrebbe essere l’obiettivo principale. Piuttosto dovrebbe essere uno dei gradini, realizzato gradualmente, in un percorso di evoluzione personale dell’essere umano”.

Qui è possibile acquistare la versione cartacea in italiano del libro di Joachim “LSWF (Life-Style Without Food) ovvero lo stile di vita senza cibo”: www.inediatotale.altervista.com