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PRABHUPADA: L’INIZIAZIONE SPIRITUALE È UNA PURA FORMALITÁ

PRABHUPADA È IL GURU INIZIATORE

A cura di Marco Giai-Levra

Abstract: Srila Prabupada afferma oltre 50 volte che l’iniziazione è una pura formalità non obbligatoria e che il Guru di riferimento è lui per chi segue rigorosamente e seriamente tutte le sue istruzioni, oppure il Guru è personificato dal profeta o dall’Avatar relativo a una scrittura rivelata (Mosè, Gesù, Maometto, Buddha, ecc.). Pertanto poichè da questo punto di vista il Guru c’è sempre, il fatto che l’iniziazione sia una pura formalità non significa “senza Guru”.

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Hare Krishna ho redatto questo articolo al fine di fare chiarezza sulla visione di Srila Prabhupada riguardo l’iniziazione spirituale (la sacra Diksha) e la figura del Guru.

Ne consegue che il Guru c’è sempre e in ogni caso, sia con, che senza iniziazione spirituale. Nella Coscienza di Krishna, Srila Prabhupada rimane il Guru iniziatore per chi non avesse ancora preso un’iniziazione vera e propria (Diksha) da un suo discepolo vivente accettandolo come Maestro e Guru.
Oppure l’altro caso di Guru si identifica con il Guru/Maestro/Profeta/Avatar di riferimento relativo a una scrittura sacra rivelata come Gesù per cristiani, Maometto per i musulmani, Mosè per gli Ebrei, ecc. Questo significa che il Guru c’è ed esiste sempre in ogni caso.

In ultima analisi, in accordo con oltre 50 affermazioni di Srila Prabhupada, risulta che:

  1. Il Guru di riferimento esiste sempre obbligatoriamente, vivente o non-vivente che sia.
  2. L’iniziazione spirituale invece, seppur importante, rimane una pura formalità non obbligatoria, e il non aver preso una vera e propria iniziazione spirituale, o sacra Diksha, non significa affatto che si è “senza Guru”, in quanto il Guru esiste sempre e comunque in ogni situazione.

Seguono oltre 50 affermazioni di Srila Prabhupada nelle quali ribadisce questi due concetti fondamentalil.
Buona lettura, Hare Krishna 🙂 !

DICHIARAZIONI DI SRILA PRABHUPADA RIGUARDO IL CONCETTO DI GURU E L’INIZIAZIONE SPIRITUALE

  1. “Io sono il maestro spirituale di questa istituzione, e tutti i membri della Società, dovrebbero essere miei discepoli. Seguono le regole e i regolamenti che io chiedo loro di seguire, e sono iniziati da me spiritualmente “.
    Srila Prabhupada ~ (intervista radiofonica, 12 marzo 1968, San Francisco
  2. “L’iniziazione è una formalità Prima di tutto devi decidere se ti atterrai alle regole e ai regolamenti e diventerai cosciente di Krishna. Questa è la tua considerazione. Devi decidere tu stesso se prenderai sul serio questa coscienza di Krsna. È la tua decisione. L’iniziazione è una formalità Se sei serio, questa è vera iniziazione. Se hai compreso questa filosofia di Krishna e se hai deciso che prenderai seriamente la coscienza di Krishna e predichi la filosofia agli altri, questa è la tua iniziazione. Il mio tocco è semplicemente una formalità, e la tua determinazione che è l’iniziazione “.
    (Conversazione di Srila Prabhupada, “La ricerca del divino”, Ritorno a Dio, n. 49)
  3. Non è necessario sottoporsi all’iniziazione o eseguire le attività richieste prima dell’iniziazione. Basta semplicemente far vibrare il santo nome con le proprie labbra. Quindi anche un uomo nella classe più bassa (caṇḍāla) può essere liberato.
    (CC Madhya 15.108) 
  4. “Il canto di Hare Krishna è la nostra attività principale, cioè la vera iniziazione e, poiché tutti segui le mie istruzioni in quel modo, l’iniziatore è già lì”.
    (Lettera di Srila Prabhupada, 19 agosto 1968) 
  5. “Se hai compreso questa filosofia di Krishna e se hai deciso che prenderai seriamente la Coscienza di Krishna e predichi la filosofia agli altri, questa è la tua iniziazione, il mio tocco è semplicemente una formalità, e la tua determinazione che è l’iniziazione”.
    (Srila Prabhupada’s Back To Godhead Articolo, ‘Cerca il Divino’) 
  6. “Bene, iniziazione o non iniziazione, la prima cosa è conoscenza … conoscenza. L’iniziazione è una formalità.
    Proprio come si va in una scuola per ottenere conoscenza, e l’ammissione è una formalità. Questa non è una cosa molto importante. “
    (Intervista di Srila Prabhupada, Chandigarh, 16/10/76) 
  7. Srila Prabhupada: “Ho scelto te tra undici uomini come ‘rittvik’ o rappresentante dell’acharya, abilitato a dare iniziazioni, sia la prima che la seconda iniziazione, a nome mio”. (10 luglio)
  8. “… il processo per l’iniziazione deve essere
    seguito in futuro”. (11 luglio)
  9. “… continua a diventare ritvik e
    agisci a mie nome”. (19 luglio)
    “… continua a diventare ritvik e
    agire per mio conto”. (31 luglio)
  10. “Per quanto riguarda la successione disciplica proveniente da Arjuna, la successione disciplica non significa sempre che si debba essere ufficialmente iniziati .. La successione disciplica significa accettare la conclusione disciplica. Arjuna era un discepolo di Krishna e Brahma era anche un discepolo di Krishna. Nessun disaccordo esiste tra le conclusioni di Brahma e Arjuna, Vyasadeva è nella successione disciplica di Brahma, gli insegnamenti ad Arjuna sono stati registrati da Vyasadeva testualmente, quindi, secondo la verità assiomatica, le cose uguali tra loro sono uguali tra loro. esattamente direttamente da Vyasadeva, ma il nostro Gurudeva è un rappresentante di Vyasadeva, perché Vyasadeva e Arjuna sono di pari rango, essendo studenti di Krishna, quindi siamo nella successione disciplica di Arjuna. Le cose uguali alla stessa cosa sono uguali l’una all’altra”.
    (Lettera di Srila Prabhupada a Dinesh Tittenhurst, 31 ottobre 1969) 
  11. “In altre parole, il maestro spirituale risveglia l’entità vivente addormentata alla sua coscienza originale in modo che possa adorare Sri Visnu. Questo è lo scopo di diksa, o iniziazione: l’iniziazione significa ricevere la pura conoscenza della coscienza spirituale”. (Sri Caitanya caritamrta, Madhya-lila, 9.61, affermazione, AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada) “Diksa significa in realtà iniziare un discepolo con la conoscenza trascendentale mediante la quale si libera da ogni contaminazione materiale.”
    (Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila, 4.111, affermazione, AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada)
  12. “Diksa è il processo attraverso il quale -uno può risvegliare la sua conoscenza trascendentale e vincere tutte le reazioni causate da attività peccaminose. Una persona esperta nello studio del le scritture rivelate conosce questo processo come ‘diksa’ “.
    (Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila, 15.108, dichiarazione) 
  13. “Riguardo al sistema di parampara: non c’è nulla da meravigliarsi per grandi lacune, proprio come noi apparteniamo alla Brahma Sampradaya, quindi accettiamo da Krishna a Brahma, Brahma a Narada, Narada a Vyasadeva, Vyasadeva a Madhva, e tra Vyasadeva e Madhva lì è una grande lacuna, ma a volte si dice che Vyasadeva è ancora vivo e Madhva ha avuto la fortuna di incontrarlo direttamente, in modo simile, troviamo nella Bhagavad-gita che la Gita è stata insegnata al dio del sole, alcuni milioni di anni fa, ma Krishna ha menzionato solo tre nomi in questo sistema di parampara – vale a dire, Vivasvan, Manu e Iksvaku, e quindi queste lacune non impediscono di comprendere il sistema di parampara “.
    Lettera di Srila Prabhupada a Dayananda, 4 dicembre 1968
    Un esempio:
    27. Srila VisvanathaCakravarti
    Thakura (1626 – 1708)
    28. Srila Jagannatha
    dasa Babaji (1776 – 1894)
  14. SRILA PRABHUPADAS ISTRUZIONI SU COME RICEVERE ISTRUZIONI QUANDO LUI NON È PRESENTE 
    Paramahamsa: La mia domanda è, un puro devoto, quando commenta la Bhagavad Gita, qualcuno che non lo vede mai fisicamente, ma viene semplicemente in contatto con il commento, la spiegazione, è la stessa cosa?
    Srila Prabhupada: Sì. Puoi associarti a Krishna leggendo la Bhagavad-Gita. E queste persone sante hanno dato le loro spiegazioni, commenti. Allora, dov’è la difficoltà?
    (SP Passeggiata mattutina, Parigi, 11/6/74) 
  15. Devoto: Srila Prabhupada quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni? Ad esempio, nelle domande che potrebbero sorgere …
    Srila Prabhupada: Bene, le domande trovano la risposta … le risposte sono lì nei miei libri.
    (SP Passeggiata mattutina, Los Angeles, 13/5/73) 
  16. “Nei miei libri la filosofia della Coscienza di Krishna è spiegata completamente, quindi se c’è qualcosa che non capisci, devi semplicemente leggere ancora e ancora: leggendo ogni giorno la conoscenza ti sarà rivelata e con questo processo la tua vita spirituale si svilupperà”.
    (Lettera SP a Brahmarupa Dasa, 22/11/74) 
  17. “La potenza del suono trascendentale non è mai minimizzata perché il vibratore è apparentemente assente”.
    Risposte citando la versione del Signore: SB 2.9.8: Sacrificio di Srila Prabhupada 
  18. “Riguardo alla tua domanda sull’istruzione, la vita spirituale è diversa dalla vita materiale. Le istruzioni fornite nei miei libri dovrebbero essere istruzioni personali. Quando leggiamo la “!Bhagavad-gītā così com’è”, si capisce che stiamo ricevendo le istruzioni personali di Kṛṣṇa. Nessuna barriera fisica c’è negli argomenti spirituali “.
    (Lettera a Dhṛṣṭaketu: Bombay 14 ottobre 1973)
  19. Quindi dovremmo associarci a lla vibrazione e non alla presenza fisica. Questa è la vera associazione. Sabdad anavrtti. Dal suono Proprio come stiamo toccando Krishna immediatamente dal suono. La vibrazione del suono. Quindi dovremmo dare più enfasi alla vibrazione del suono, sia di Krishna che del maestro spirituale. Allora ci sentiremo felici e senza separazione.
    (SP Lettura, 18/8/68, Montreal.) 
  20. “Il mio Guru Maharaja, il mio maestro spirituale, era solito dire che devi selezionare un maestro spirituale non visivamente, ma con il tuo orecchio, ascoltandolo, non scegliendo un maestro spirituale che ha dei bei capelli o barba o una caratteristica molto bella esteticamente, “Oh, è molto bello, bello.” No! Devi ascoltare Tad viddhi pranipatena Sruti. L’intero processo è sruti. I Veda si chiamano sruti. “
    (BG 4.24.34 Lettura, NY 2nd August, 1966) 
  21. “Ci sono due modi di associazione – da vani e da vapuh. “Vani” significa “parole” e “vapuh” significa “presenza fisica”. La presenza fisica a volte è apprezzabile e talvolta no, ma Vani continua ad esistere eternamente Quindi, bisogna prediligere Vani, non della presenza fisica. “
    (CC, Antya 5 Conclusion) 
  22. “Quindi dovremmo approfittare di Vani, non della presenza fisica.”
    (Lettera a Suci Devi Dasi, 4/11/75) 
  23. “Rimarrò la tua guida personale, fisicamente presente o non fisicamente presente, poiché sto ricevendo una guida dal mio Guru Maharaja.”
    (Conversazione in camera, Vrindavan, 14/7/77) 
  24. “La presenza fisica è immateriale: la presenza del suono trascendentale ricevuto dal Maestro Spirituale dovrebbe essere la guida della vita, che renderà la nostra vita spirituale coronata da successo, se sentite fortemente la mia assenza potete usare le mie foto e questo sarà fonte d’ispirazione per te”.
    (Lettera a Brahmananda e altri studenti, 19/1/67)
  25. “Ma ricorda sempre che sono sempre con te, poiché tu pensi sempre a me, anche io penso sempre a te, anche se fisicamente non siamo insieme, non siamo separati spiritualmente, quindi dovremmo preoccuparci solo di questa connessione spirituale “.
    (Lettera a Gaurasundara, 13/11/69) 
  26. “Quindi dovremmo associarci con la vibrazione, e non con la presenza fisica: questa è una vera associazione”.
    (Conferenze SB, 68/08/18) 
  27. “Ci sono due concezioni, la concezione fisica e la concezione vibrazionale. La concezione fisica è temporanea. La concezione vibrazionale è eterna. […] Quando sentiamo la separazione da Krishna o dal Maestro Spirituale, dovremmo semplicemente provare a ricordare le loro parole o istruzioni, e non sentiremo più questa separazione. Questa associazione con Krsna e il Maestro spirituale dovrebbe essere associato alla vibrazione e non alla presenza fisica.
    (Elevazione alla Coscienza di Krsn, (BBT 1973), pagina 57) 
  28. “A volte è frainteso che se ci si deve associare con persone impegnate nel servizio devozionale, questo non sarà in grado di risolvere un problema economico. Per rispondere a questo argomento, si descrive qui che non ci si deve associare con persone liberate direttamente o fisicamente, ma comprendendo, attraverso la filosofia e la logica, i problemi della vita “.
    (SB 3:31:48) 
  29. “Sono sempre con te, non importa se sono fisicamente assente”.
    (Lettera a Jayananda, 16/9/67) 
  30. Paramananda: Sentiamo sempre la tua presenza molto forte, Srila Prabhupada, semplicemente con i tuoi insegnamenti e le tue istruzioni. Meditiamo sempre sulle tue istruzioni.
    Srila Prabhupada: grazie. Questa è la vera presenza. La presenza fisica non è importante.
    (Room Conversation, Vrndavana, 6/10/77) 
  31. “Scrivi che hai il desiderio di avvalerti ancora della mia associazione, ma perché ti dimentichi che sei sempre in associazione con me? Quando aiuti le mie attività missionarie, io penso sempre a te e tu pensi sempre a me. Questa è una vera associazione, proprio come sto sempre pensando al mio Guru Maharaja in ogni momento, anche se lui non è presente fisicamente, e perché sto cercando di servirlo al meglio delle mie capacità, sono sicuro che mi sta aiutando con le sue benedizioni spirituali. Quindi ci sono due tipi di associazione: quella fisica e quella relativa alle istruzioni ricevute. L’associazione fisica non è così importante come associazione alle istruzioni ricevute”.
    (Lettera a Govinda Dasi, 18/8/69) 
  32. “Per quanto riguarda la mia benedizione, non richiede la mia presenza fisica. Se stai cantando Hare Krsna lì, e seguendo le mie istruzioni, leggendo i libri, prendendo solo Krsna prasadam, ecc., Allora non c’è dubbio che tu non abbia ricevuto le benedizioni di Sri Caitanya, la cui missione sto cercando umilmente di far andare avanti “.
    (Lettera a Bala Krsna, 30/6/74) 
  33. “Chiunque abbia sviluppato una fede incrollabile nel Signore e nel Maestro Spirituale può comprendere la Scrittura rivelata che si rivela davanti a Lui”. Quindi continua con la tua attitudine attuale e avrai successo nel tuo progresso spirituale. Sono sicuro che anche se non sono presente fisicamente vicino di te, tu sarai comunque in grado di svolgere tutti i doveri spirituali previsti dalla Coscienza di Krsna, se metti in pratica i principi sopra esposti “.
    (Lettera a Subala, 29/9/67) 
  34. “Quindi anche se un corpo fisico non è presente, la vibrazione dovrebbe essere accettata come presenza del Maestro Spirituale, vibrazione, cioè ciò che abbiamo ascoltato dal Maestro Spirituale, che è vivente”.
    (Lezioni generali, 69/01/13) 
  35. Devoto: … così a volte il Maestro spirituale è lontano. Potrebbe essere a Los Angeles. Qualcuno che sta andando al Tempio di Amburgo, pensa: “Come posso soddisfare il Maestro spirituale?”
    Srila Prabhupada: segui semplicemente le sue istruzioni, il Maestro spirituale è con te con le sue parole. Proprio come il mio Maestro spirituale non è fisicamente presente, ma mi associo con lui ricordando le sue parole.
    (SB Lectures, 71/08/18) 
  36. “Proprio come sto operando, quindi il mio Guru Maharaja è lì, Bhaktisiddhanta Sarasvati: fisicamente potrebbe non esserlo, ma in ogni azione è lì. Servire la parola del maestro è più importante che servirlo fisicamente”.
    (Conversazione in camera, Vrindavan, 2/5/77) 
  37. “Questo è chiamato prakata, fisicamente presente, e c’è un’altra frase, che è chiamata aprakata, non fisicamente presente, ma ciò non significa, Krsna è morto o Dio è morto. Questo non significa, prakata o aprakata, presente fisicamente o non presente, non importa”.
    (Conferenze SB 73/12/11) 
  38. “Quindi, spiritualmente, non c’è alcun problema di separazione, anche se fisicamente possiamo trovarci in un posto molto lontano”.
    (Lettera a Syama Dasi, 30/08/68) 
  39. “Sono venuto nel tuo paese per diffondere queste istruzioni riguardanti la Coscienza di Krsna e se tu mi stai aiutando nella mia missione, anche se io non sono presente fisicamente in quel luogo, spiritualmente io sono sempre con te.”
    (Lettera a Nandarani, Krsna Devi e Subala, 3/10/67) 
  40. “Non siamo separati in realtà, ci sono due stati – Vani o Vapuh – quindi Vapu è la presenza fisica e Vani è la presenza vibrazionale, ma essi sono equivalenti”.
    (Lettera a Hamsadutta, 22/6/70) 
  41. “Quindi, in assenza di presenza fisica del maestro spirituale, il Vaniseva (seguire le istruzioni) è più importante: il mio maestro spirituale Sarsavati Goswami potrebbe sembrare fisicamente non presente, ma poiché cerco di servire le sue istruzioni, non mi sento mai separato da lui. “
    (Lettera a Karandhara, 22/8/70) 
  42. “Anch’io non sento separazione dal mio Guru Maharaja. Quando sono impegnato nel suo servizio, le sue immagini mi danno una forza sufficiente. Servire la parola del maestro è più importante che servirlo fisicamente.”
    (Lettera a Syamasundara, 19/7/70) 
  43. “Riguardo alla tua domanda sull’istruzione, la vita spirituale è diversa dalla vita materiale. Le istruzioni fornite nei miei libri dovrebbero essere istruzioni personali. Quando leggiamo la “Bhagavad-gītā così com’è, si capisce che stiamo ricevendo le istruzioni personali di Kṛṣṇa Nessuna barriera fisica è presente nel caso di questioni spirituali “.
    (Lettera a Dhṛṣṭaketu: Bombay 14 ottobre 1973) 
  44. “Il discepolo e il maestro spirituale non sono mai separati perché il maestro spirituale tiene sempre compagnia al discepolo purché il discepolo segua rigorosamente le istruzioni del maestro spirituale. Questa è chiamata l’associazione di Vani (parole). La presenza fisica è chiamata Vapuh. Finché il maestro spirituale è presente fisicamente, il discepolo dovrebbe servire il corpo fisico del maestro spirituale, e quando il maestro spirituale non è più fisicamente esistente, il discepolo dovrebbe seguire le istruzioni del maestro spirituale “.
    SB 4.28.47 
  45. Paramahaṁsa: Śrīla Prabhupāda, quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni, ad esempio, sulle domande che potrebbero sorgere?
    Prabhupāda: Beh, le domande … Le risposte sono lì nei miei libri.
    Paramahaṁsa: A parte questo, ad esempio, su ciò che ti potremmo chiedere …
    Prabhupāda: Sì.
    Paramahaṁsa: Ci puoi dirigere anche attraverso il cuore? Oltre al Paramātmā?
    Prabhupāda: Se il tuo cuore è puro si. Tutto dipende dalla purezza.
    (Passeggiata mattutina al campo da golf Cheviot Hills: LA 13 maggio 1973 ) 
  46. “In mia assenza tu leggi i libri, quello di cui parlo, l’ho scritto nei libri … È tutto. Va tutto bene. Ma ancora, puoi associarti con me leggendo i miei libri. “
    (Passeggiata mattutina – 7 agosto 1975, Toronto) 
  47. “Onorare il maestro spirituale significa eseguire le sue istruzioni parola per parola”.
    SB 3.24.12
  48. UN MAESTRO SPIRITUALE “VIVENTE” ??? 
    MADHUDVISA: C’è un modo per un cristiano di raggiungere, senza l’aiuto di un Maestro Spirituale, il cielo spirituale credendo nelle parole di Gesù Cristo e cercando di seguire i suoi insegnamenti?
    SRILA PRABHUPADA: Non ti seguo …
    TAMALA KRISHNA GOSWAMI: Può un cristiano in questa età, senza un maestro spirituale, ma leggendo la Bibbia, e seguendo le parole di Gesù, raggiungere il …
    SRILA PRABHUPADA: Quando leggi la Bibbia, segui il Maestro Spirituale. Come puoi dire senza. Non appena leggi la Bibbia, significa che stai seguendo le istruzioni del Signore Gesù Cristo. Ciò significa che stai seguendo il Maestro Spirituale. Quindi, dove è la situazione in cui si è senza il Maestro spirituale?
    MADHUDVISA: Mi riferivo a un Maestro spirituale vivente .
    SRILA PRABHUPADA : Il Maestro spirituale non è una questione di … Il Maestro spirituale è eterno … quindi la tua domanda è “senza il Maestro spirituale”. Senza il Maestro spirituale non puoi essere in nessuna fase della tua vita. Puoi accettare questo maestro spirituale o quel maestro spirituale. Questa è una cosa diversa. Ma devi accettare. Come dici tu “leggendo la Bibbia”, quando leggi la Bibbia significa che stai seguendo il Maestro Spirituale rappresentato da un sacerdote o da un sacerdote nella linea del Signore Gesù Cristo.
    (Passeggiata mattutina, Seattle, 2/10/68) 
  49. Reporter (2) : cosa succederà al movimento negli Stati Uniti quando morirai?
    Prabhupada: IO NON MORIRÒ MAI.
    Devoti : Jaya! Haribol! (risata)
    Prabhupada : VIVRÒ ATRAVERSO I MIEI LIBRI, PER CHI LI UTILIZZA.
    Reporter (2) : stai addestrando un successore?
    Prabhupada : Sì, il mio Guru Maharaja è lì. Dov’è la mia foto di Guru Maharaja? Penso a lui … Eccolo qui …
    750716pc.sf Conversazioni
  50. Signora indiana: … è quel maestro spirituale che guida ancora dopo la morte?
    Srila Prabhupada: Si, si. Proprio come Krishna ci sta guidando, allo stesso modo il maestro spirituale ci guiderà. (Lezioni generali, 69/09/23)
  51. Devoto : Srila Prabhupada quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni? Ad esempio, nelle domande che potrebbero sorgere …
    SRILA PRABHUPADA : Beh, le domande stanno rispondendo … le risposte sono lì nei miei libri .
    (Passeggiata mattutina, Los Angeles, 13/5/73) 
  52. Quindi utilizza tutto il tempo che trovi per fare uno studio approfondito dei miei libri. Allora tutte le tue domande avranno una risposta.
    (Lettera a Upendra, 7/1/76)
  53. Ognuno di voi deve leggere regolarmente i nostri libri almeno due volte, al mattino e alla sera, e automaticamente tutte le domande riceveranno una risposta.
    (Lettera a Randhira, 24/01/70)
  54. Se partirò non c’è motivo di lamentarsi. Sarò sempre con te attraverso i miei libri e istruzioni. Rimarrò sempre con te in quel modo.
    (BTG 13: 1-2, dicembre 1977)

 

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DIO È UNO E ILLIMITATO: INFINITE LE SUE MANIFESTAZIONI

A cura di Marco Giai-Levra

La “sincresi” si verifica quando si percepiscono più eventi come un unico evento percettivo fuso e il sincretismo religioso si riferisce al percepire diverse manifestazioni divine come un Unico Dio. In realtà le scritture più antiche come Veda ci insegnano che Dio è Uno con un aspetto originale eterno e immutabile, ma che essendo illimitato Egli può esplodere da Sè stesso infinite emanazioni e manifestarle quando desidera.

Che Dio sia Uno sono d’accordo tutte le religioni più antiche del mondo. Nell’induismo l’Essere Supremo viene chiamato genericamente Bhagavan e indica l’Essere Supremo che non ha origine da nulla, che è sempre esistito, che sempre esisterà e dal qulale tutto e tutti derivano.

GOD

Nella Bhagavd Gita Dio stesso, nella Sua forma di Krishna, afferma che quando l’irreligione avanza Egli stesso si manifesta per ristabilire l’ordine e i principi morali e religiosi, o al limite invia dei Suoi ministri, profeti o comunque semrpe Avatar, cioè delle Sue Potenze Divine personificate. Per l’induismo, per esempio, Gesù è un Avatar e allo stesso tempo non c’è problema nel credere che sia anche Dio, in quanto ogni raggio di Sole è “anche il Sole come un TuttUno”. Anche noi siamo, siamo dei piccoli Avatar o “dei” ma infinitamente piccolo di fronte all’Unico Dio.

BHAGAVAD GITA: Infatti nella Bhagavad Gita Krishna afferma che in diversi tempo-luogo-circostanza, Egli si manifesta con diverse tra le sue infinite forme, presentandosi con diversi tra i suoi infiniti nomi e portando il messaggio a chi lo può comprendere, messaggio i cui principi fondamentali rimangono sempre simili e indica all’uomo la strada che conduce l’essere umano verso Dio (il cosiddetto Bhagavat Dharma), cioè che siamo suoi eterni servitori e dobbiamo, come Anime etrerne, ricordarcelo tornare da Lui.

BIBBIA: Lettera Cor. 8,5-6: “E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, come infatti ci sono molti dèi e molti signori, per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui (YHWH)”.

Paolo sta dicendo che tra tutte le manifestazioni di Dio che esistono, a loro interessa solo quella che si è manifestata come YHWH. Infatti, a rafforzare la constatazione di Paolo, che ammette l’esistenza di numerosi Dei, sulla Bibbia leggiamo:

  • Cronache 16,25: Difatti grande è il Signore, degnissimo di lode e tremendo SOPRA TUTTI GLI DEI.
  • Ester 4,35: Ricordati, Signore; manifèstati nel giorno della nostra afflizione e a me da’ coraggio, o RE DEGLI DEI e signore di ogni autorità.
  • Salmi 49,1: Parla il Signore, DIO DEGLI DEI, convoca la terra da oriente a occidente.
  • Salmi 81,1: Dio si alza nell’assemblea divina, giudica in mezzo AGLI DEI.
  • Salmi 85,8: FRA GLI DEI nessuno è come te, Signore, e non c’è nulla che uguagli le tue opere.
  • Salmi 94,3: Poiché grande Dio è il Signore, grande re sopra TUTTI GLI DEI.
  • Salmi 95,4: Grande è il Signore e degno di ogni lode, terribile sopra tutti GLI DEI.
  • Salmi 95,5: Tutti GLI DEI delle nazioni sono un nulla, ma il Signore ha fatto i cieli.
  • Salmi 136,2 : Lodate il Dio DEGLI DEI.
  • Genesi 3,22: Il Signore Dio disse allora: “Ecco l`uomo è diventato come UNO DI NOI, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell`albero della vita, ne mangi e viva sempre!”
  • Genesi1,26: E Dio disse: ” FACCIAMO l`uomo a NOSTRA immagine, a NOSTRA somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
  • Genesi 6,4: C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando I FIGLI DI DIO si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.
  • Genesi 6,2: I FIGLI DI DIO videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.
    Cronache 16,25: Difatti grande è il Signore, degnissimo di lode e tremendo sopra TUTTI GLI DEI.

E’ da sottolineare, inoltre, che fino al 400 a.C. circa, epoca della riforma politico-religiosa che impose FORZATAMENTE il monoteismo in ambito ebraico (pena esilio e morte, come testimonia la Bibbia stessa), lo YHWH/ El biblico aveva una “moglie”, Asherah /Anat, venerata nei templi come dea consorte e madre di altri dei, generati insieme al Dio Yhwh /El.

Anche nell’induismo Dio ha la sua forma personificata originale e al contempo emana da lui anche la sua energia femminile di piacere nella forma di sua eterna consorte e compagna, essendo tutti gli aspetti illimitatamente presenti in Dio.

-Lo stesso San Paolo e i versi della Bibbia parlano dell’ esistenza di ALTRI DEI (emanazioni dello stesso Altissimo o Avatar dal punto di vista dei Veda)

– Dal punto di vista “vedico” questo significa che le principali religioni monoteistiche venerano UN ASPETTO PERSONIFICATO E MANIFESTATO IN PARTICOLARI CIRCOSTANZE DELLO STESSO UNICO DIO.

CORANO: persino nel Nobile Corano si spiega come nel corso della storia, un gran numero di profeti furono inviati per guidare gli esseri umani. Sua Eminenza, Adamo fu il primo dei profeti divini e il Santo Profeta Muhammad (che la Pace di Dio scenda su di lui, si usa dire) fu l’ultimo di loro. Il numero esatto di profeti non è noto, ma in alcune tradizioni il loro numero è menzionato come 124000.

Alcuni profeti portavano leggi speciali e particolari e alcuni altri non avevano uno speciale codice di leggi; o al contrario hanno promosso la Sharia (legge) del precedente profeta. Alcuni di loro portarono le Scritture e alcuni altri non portarono libri. A volte c’erano più profeti in una città o in una città, che adempivano i doveri di profezia.

È narrato da Abu Dharr che un giorno chiese al Messaggero di Allah: quanti profeti ci sono in tutto? Rispose: 124.000. Poi ha chiesto: quanti di loro erano profeti messaggeri? Rispose: 313 dal gruppo di cui sopra. Chiese: chi era il primo di loro? Lui rispose: Adam. Ha chiesto: era un profeta messaggero? Rispose: Sì, l’Onnipotente Allah lo ha creato con le proprie mani e ha soffiato il suo spirito dentro di lui. In quel momento il Santo Profeta disse: O Abu Dharr:

C’erano 4 dai profeti siriaci: Adamo, Sheeth e Ukhnuh, che è anche chiamato Idris e che fu il primo a scrivere e Nuh (Noè). 4 di loro erano arabi: Hud, Salih, Shuaib e il tuo profeta, Maometto. Il primo profeta tra Bani Israel era Musa e l’ultimo di loro era Isa ed erano in tutto 600 profeti.

Abu Dharr ha chiesto: O Messaggero di Allah, quante scritture celesti sono discese? Rispose: 104, di cui Allah Onnipotente rivelò a Sheeth cinquanta rotoli, trenta su Idris e venti su Ibrahim. Ha anche rivelato Taurat, Injeel, Zabur e Corano. 

5 grandi profeti divini hanno portato nuove serie di leggi (Sharia) e sono noti come profeti di Ulul Azm. Erano: Nuh, Ibrahim, Musa, Isa e Muhammad.

Ismail Jofi ha narrato dall’Imam Muhammad Baqirche ha detto:

I profeti di Ulul Azm sono in numero di 5: Nuh, Ibrahim, Musa, Isa e Muhammad.

Non abbiamo informazioni dettagliate sui nomi di tutti i profeti; nei libri di storia vengono citati solo alcuni dei loro nomi. Nel Santo Corano, ventisei di loro sono citati con nomi: Sono: Adamo, Nuh, Idris, Hud, Salih, Ibrahim (Abramo), Lut, Ismail, Al-Yasa, Zulkifl, Ilyas, Ayyub, Yunus, Ishaq, Yaqub, Yusuf, Shuaib, Musa (Mosè), Harun (Aronne), Dawood, Sulaiman, Zakariya, Yahya, Ismail, il custode della sua parola, Isa (Gesù) e Muhammad.

Dal punto di vista vedico, la religione più antica, la descrizione dei profeti che “scendono” per guidare gli uomini è simile al concetto di Avatar (letteralmente “discesa” in sanscrito).

Tutto questo è logico in quando il Signore è illimitato e non deve certo chiedere il permesso a qualcuno per manifestarsi in diverse forme e con diversi nomi.

KRISHNA VISTO COME UN PROFETA DI DIO DAI MUSULMANI ERUDITI

  • Il Corano al contrario di quanto si crede,  è una scrittura antica che menziona e loda specificamente anche le altre fedi. Mentre il Corano menziona specificamente ebrei e cristiani, in numerosi luoghi, allo stesso modo, menziona gli indù in un gruppo noto come i Sabei. I Sabei si riferiscono alle tradizioni non abramitiche – indù, buddisti, zoroastriani, taoisti, ecc. Quindi, il riconoscimento dell’induismo esiste nel Corano.

  • L’Islam insegna sei tipi di fede. Il quarto tipo di fede è la credenza in tutti i profeti di Dio. Questa semplice tipologia di fede fornisce ulteriore credenza per riconoscere il Signore Krishna come un profeta inviato al subcontinente indiano.

  • Il Corano dice che è la guida divina di Dio. ma non è esclusiva per nessuno. Piuttosto il Corano dice che Dio ha mandato “messaggeri ad ogni popolo” (10.48) e “Abbiamo creato tra ogni popolo un messaggero” (16:37). Il Profeta Muhammad dichiarò inoltre che Dio ha inviato non meno di 124.000 profeti all’umanità nel corso della storia (Ibn Hanbal, Musnad, 5, 169) di cui solo 28 sono menzionati nel Corano. Nessuno di questi 28 profeti è menzionato come inviato al subcontinente indiano. Quindi, è perfettamente ragionevole pensare che il Signore Krishna sia uno dei tanti profeti che Dio ha mandato con il suo messaggio divino.

  • Seguendo il punto precedente, il Corano dichiara chiaramente: “E abbiamo inviato alcuni Messaggeri che abbiamo già menzionato a te e alcuni Messaggeri che non abbiamo menzionato a te …” (4: 165). Quindi, dichiarare che il Signore Krishna non è un profeta semplicemente perché il Corano non lo menziona è un argomento senza merito.

  • Sorprendentemente, il Profeta Muhammad dichiarò: “C’era un profeta di Dio in India che è di colore scuro e il suo nome era Kahan [Krishna]” (Storia di Hamadan Dailmi Capitolo Al-Kaaf). Alcuni critici sostengono che questo non è un hadith Sahih (autentico), e mentre la loro valutazione potrebbe essere valida, la loro conclusione che l’hadith debba essere scartato non è valida. La giurisprudenza islamica di base sostiene che se un hadith non contraddice il Corano, allora può essere accettato come valido. Come accennato in precedenza, nulla nel Corano, nella Sunnah o negli Hadith dichiara che il Signore Krishna non era un profeta di Dio. Così, la testimonianza del Profeta Muhammad fornisce una chiara guida dello status di Sri Krishna nell’Islam – quello di un profeta. In effetti, un noto studioso musulmano dei primi del XIX secolo, Muhammad Qasim Nanotwi, era anche dell’opinione che considerando le prove e questo hadith, il Signore Krishna fosse un vero Profeta di Dio (Dharam Parchar Pg 8 e Debate Shah Jahan Pur Pg 31).

  • Il terzo tipo di fede dell’Islam è la credenza nei libri di Dio. Questo è il motivo per cui i musulmani venerano gli Injeel (Vangeli) e la Torah (Antico Testamento). Quindi, è logico che anche i musulmani venerino la Bhagavad Gita e i Veda, le sacre scritture dell’induismo da cui Sri Krishna insegnava.

  • Sia l’Islam che l’Induismo insegnano l’unicità di Dio e il servizio all’umanità – un messaggio insegnato sia dal Profeta Muhammad che dal Signore Krishna. Infatti, i Veda affermano: “C’è un solo Dio, adoralo” (Rig Veda, 6.45.16) e “Non adorare nessuno al suo fianco” (Rig Veda 8.1.1) e anche, “Dio è solo uno , non un secondo “(Chandogya Upanishad Ch. 6.2.1). Inoltre, innumerevoli versetti dei Veda insegnano il servizio all’umanità. Ad esempio, “Oh nobili uomini! Non commettiamo violenza. Non feriamo gli altri. Nemmeno noi litighiamo. Ovviamente recitiamo i Veda e agiamo secondo i suoi dettami “(Rig Veda 10.134.7) e “Ogni uomo dovrebbe proteggere l’altro sotto tutti gli aspetti “(Atharva 6.64.1). Ancora una volta, pur ammettendo le differenze teologiche esistenti tra l’Islam e l’Induismo di oggi, non c’è dubbio che il Profeta Muhammad e il Signore Krishna abbiano entrambi insegnato l’unità di Dio e il servizio all’umanità.

  • Inoltre, le scritture di Sri Krishna chiaramente profetizzano l’avvento del Profeta Muhammad in più luoghi. Forniamo solo due. Bhavisyath Purana 3: 5-8 afferma: “Un riformatore spirituale verrà da una terra straniera (fuori da Bharat) con i suoi discepoli. Il suo nome sarà Mahamad. Abiterà in un deserto. “Allo stesso modo,” I suoi seguaci [Mahamad] eseguiranno la circoncisione. Non manterranno i loro capelli sotto forma di Choti come fanno i brahmani. Loro manterranno la barba. Faranno una rivoluzione. Chiameranno ad alta voce [vale a dire Adhaan]. Mangeranno carne di animali diversi da quella dei suini. Raggiungeranno la purezza attraverso la Jihad (guerra Santa). La loro civiltà si chiamerà Muslay [musulmano]. “Per brevità eviteremo ulteriori commenti su questi versetti in quanto parlano da soli. Basti dire, tuttavia, che questi versetti supportano ulteriormente la tesi secondo cui lo stesso Dio che mandò il Profeta Muhammad, inviò il Signore Krishna. Prima abbiamo fornito l’hadith del Profeta Muhammad convalidando il Signore Krishna, e ora forniamo la sacra Scrittura del Signore Krishna che convalida il Profeta Muhammad. Quale ulteriore prova abbiamo bisogno che il Profeta Muhammad e il Signore Krishna siano fratelli tagliati dallo stesso stampo?

  • Infine, nel Corano, Dio dà al profeta Muhammad il titolo di buon auspicio di Khataman Nabiyeen o Sigillo dei Profeti (33:41). Mentre alcuni limitano il significato di questo titolo a “ultimo”, da Hadith e dal lessico arabo autentico, è chiaro che la vera importazione di “Sigillo” è Grandezza e Validazione. Cioè, il Profeta Muhammad è chiamato a convalidare tutti i profeti precedenti. Quindi, ha perfettamente senso che il Profeta Muhammad specificatamente chiamasse il Signore Krishna un Profeta – parte del suo proposito nel venire era dichiarare al mondo che Dio non ha abbandonato nessun popolo. Piuttosto, Dio ha inviato la Sua guida e profeti a tutte le persone. In tal modo, il Profeta Muhammad ha convalidato la sincerità del Signore Krishna. Quindi, come esseri umani dobbiamo onorare e venerare tutti quei profeti perché lo stesso Dio ha mandato ciascuno di loro – il Signore Krishna non fa eccezione.

In breve, il Signore del Profeta Krishna era un nobile, retto, amato di Dio. Lontano dalla divisione teologica, è una fonte di unità e di accordo tra indù e musulmani.

Profeti di ogni religione e Avatar vedici “scendono” entrambi per guidare gli uomini in diversi tempi, luoghi e circostanze. Viene accettato da tutti che questi profeti siano uomini speciali in cui la Potenza di Dio è scesa e si è personificata.  Pertanto è logico comprendere come Avatar e Profeti siano la stessa cosa, con diverse percentuali di potenza divina personificata, ognuno con specifiche funzioni e compiti particolari, oltre ai compiti generali uguali per tutti. E se è vero, come è vero, che personificano una percentuale delle Potenze di Dio, allora sono dei puri servitori del Signore e in quanto tali sono degni di lode e adorazione e offerta dei nostri rispettosi omaggi e non è peccato farlo.

CANTO O RECITAZIONE DEI SANTI NOMI DIVINI
Glorificare i Santi Nomi di Dio è comune a tutte le religioni: “… sanctificetur Nomen Tuum …”, i 72 nomi di YHWH cabalistici, i 99 bei nomi di Allah (che significa Dio, “El Ilah=Allah”), i 1000 nomi di Vishnu (che significa “Colui che tutto pervade”), i 108 nomi di Krishna, ecc. Tutte queste sono manifestazioni di diversi aspetti (tra gli infiniti) dello stesso Unico Dio. Questo NON SIGNIFICA che c’è Dio e poi ci sono tanti dei indipendenti, ma che tutte le divinità positive sono sue emanazioni secondarie, così come i raggi stanno al Sole e appartengono ad Esso. E così via anche Sole e Luna sono sue manifestazioni e contengono alcune delle Sue infinite qualità. E infine anche noi siamo dei suoi frammenti: Lui è l’infinitamente Grande e noi siamo l’infinitamente piccolo.

I Santi Nomi si riferiscono a un nome con cui Dio si è voluto manifestare in una particolare circostanza e generalmente il significato etimologico esprime una o più qualità, tra le infinite.

Pertanto le diverse manifestazioni divine sono reali, non false, e non delle emanazioni, tra le infinite, dello stesso Unico Dio Padre di tutti gli esseri negli infiniti universi che Lui crea e distrugge in continuazione. Tali manifestazioni possono essere personificate, ossia forme di Dio che hanno interagito direttamente con gli uomini rapportandosi come ci si rapporta con una persona, oppure possono essere impersonali, cioè delle espressioni amorfe di una Sua qualità come un oceano di Amore, Grazia, Misericordia, ecc.

Queste nozioni sono spiegate in dettaglio nei Veda, le antiche scritture sacre indiane che risalgono a oltre 5000 anni fa.

Pertanto non dovrebbe essere mai considerato un peccato offrire i propri omaggi ai diversi aspetti di Dio manifestati o personificati, perchè si riferiscono alla stessa Persona Suprema, il Signore originale.

DIO NON HA “SOCI”, MA INFINITI ASPETTI QUALITATIVI PERSONIFICATI O MENO
Tutte le persone spiritualiste e sagge dovrebbero astenersi dal criticare le fedi altrui, in quanto bisognerebbe prendere coscienza che “gli altri” stanno adorando altri aspetti dello stesso Signore, aspetti personificati o meno. Vi può essere un’adorazione diretta o indiretta dello stesso Essere Supremo, Dio.

Non vi è menzogna, nè peccato in questo. Nè significa che stiamo associando o affiancando a Dio dei “soci” indipendenti da Lui (come si dice nel nobile Corano, “non c’è altra divinità all’infuori di Dio”): nessun “socio”, ma diversi aspetti dello stesso Altissimo Signore.

L’IDOLATRIA (CHE NON ESISTE)
Anche qui l’interpretazione corretta è diversa da ciò che normalmente si intende. Per il comune musulmano medio, ad esempio, cattolici (con statue di santi e immagini o dipinti), gli Hindu, o altri sono tutti idolatri.

Ritengo sia un’interpreazione scorretta e troppo semplicistica.

La vera funzione virtuosa di statue-idoli, immagini, foto di santi e simili consiste nell’attivare il ricordo di una manifestazione di Dio o di un Suo puro servitore (che è sempre una manifestazione divina, un Avatar). Pertanto se nella tradizione Hindu esiste Narasimhadeva, la forma di Dio metà uomo e metà leone, un vero spiritualista sa che è possibile per un Essere Supremo Illimitato come il Dio Unico, manifestarsi anche in quella forma se lo desidera, in particolari circostanze, senza dover validare la scelta divina da parte degli uomini o senza chiedere loro il permesso, come giusto che sia. Negarlo significherebbe commettere l’offesa di pensare che Dio sia limitato, o agisca e pensi come noi.

Statue o immagini sono funzionali a riempire il senso della vista di un ricordo di una manifestazione divina.

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