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IL SEGRETO DELLA POSTURA A “J”: MAL DI SCHIENA AZZERATO DEFINITIVAMENTE

LA RISCOPERTA DELLA J-SPINE

A cura di Marco Giai-Levra

Abstract: L’antica e dimenticata postura denominata in inglese moderno “J-Spine”, usata in modo spontaneo dai nostri antenati, dagli antichi greci e tuttoggi utilizzata dalle popolazioni indigene e tribali, viene riportata alla luce dalle ricerche di una agopuntrice americana di Palo Alto in California, tale Esther Gokhale. Questa configurazione a “J” della colonna vertebrale neutralizza e corregge qualsiasi difetto posturale che provoca dolori cronici lancinanti o paralizzanti a qualsiasi livello.

NESSUN DOLORE DI SCHIENA TRA LE POPOLAZIONI INDIGENE DALLA POSTURA “REGALE”
In primo luogo, Gokhale ha fatto le sue ricerche e studiato popolazioni indigene di tutto il mondo che non hanno sofferto di mal di schiena. La sua ricerca includeva quella dell’antropologa Noelle Perez-Christiaens, che è l’artefice dello yoga dell’equilibrio. Gokhale ha anche esaminato posture e metodi fisioterapici come la tecnica Alexander e il metodo Feldenkrais.

Successivamente, Gokhale si recò in villaggi nell’India centrale, in Ecuador, in Portogallo e in Africa occidentale per osservare e verificare da se. Ha osservato come queste persone si alzavano in piedi, sedevano e camminavano. Gokhale ha scoperto una comunanza tra i diversi gruppi indigeni: avevano tutti muscoli addominali ben sviluppati e posture dritte.

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Gokhale descrisse le posture di queste popolazioni come “regali” e alla fine trovarono che le loro spine erano a forma di J, non a forma di S come le spine della maggior parte degli occidentali. Una colonna vertebrale a forma di J è molto più piatta rispetto alla colonna vertebrale a forma di S (Figura 1). La spina dorsale a forma di J è prominente nelle statue e nelle fotografie greche dei primi anni del 1900.

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Figura 1. Schiena a forma di S contro spina a J
( Per gentile concessione di WordPress)

La scoperta di Gokhale aiuta gli altri con il mal di schiena
La ricercatrice Gokhale ha rimediato completmente al proprio mal di schiena cronico e paralizzante attraverso l’esercizio fisico e la terapia fisica. Quindi iniziò ad aiutare gli altri con la sua pratica, il Metodo Gokhale. Ogni anno i medici le indirizzano centinaia di pazienti. Ha dato lezioni via Google, Facebook e altr canali, ed è diventata nota come “guru della postura”. I medici descrivono i suoi metodi come simili a yoga e pilates.

 

LA POSTURA DELLA SPINA DORSALE A J È CONVALIDATA DA UN UOMO DI NEANDERTHAL?
È raro trovare frammenti scheletrici di uomini di Neanderthal ben conservati. È particolarmente raro trovare costole e vertebre di Neandertal ben conservate poiché queste ossa sono più fragili dei crani e delle ossa degli arti. Ma le costole e le vertebre sono particolarmente utili per discernere la forma della gabbia toracica e della colonna vertebrale di questa specie.

La recente scoperta di Kebara 2 in Neanderthal (soprannominata “Moshe”), con vertebre e costole molto ben conservate, è stata una scoperta particolarmente eccitante. E ‘stato scoperto nel 1983 da Ofer Bar-Yosef , Baruch Arensburg , e Bernard Vandermeersch in uno strato musheriano di una grotta calcarea chiamata Kebara Cave, in Israele .

Kebara 2 (o KMH2) è uno scheletro maschile di mezza età di 60.000 anni. Patricia Kramer, professore e cattedra di antropologia all’Università di Washington, ha creato un’immagine tridimensionale che deduce quale deve essere stata la forma del torace di Moshe e ci sono alcune sorprese. Una sorpresa è particolarmente interessante: la colonna lombare di Neanderthal era praticamente dritta!

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Questa è stata una grande sorpresa per i ricercatori poiché si aspettavano che i Neanderthal, che sono strettamente imparentati con la nostra specie, avrebbero avuto sicuramente la stessa forma della colonna vertebrale lombare nostra. Il punto di partenza dei ricercatori è la comprensione convenzionale che le moderne spine umane hanno una considerevole quantità di curvatura in tutta l’area lombare.

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Sawyer e Mayer (2005) hanno utilizzato la gabbia toracica e il bacino di Kebara 2 nella ricostruzione di uno scheletro di Neanderthal completo.

Quindi scoprire che la colonna lombare di Neanderthal era dritta è scioccante per loro. Per coloro che aderiscono ai principi di base del Metodo Gokhale, tuttavia, scoprire che la colonna lombare di Neanderthal era dritta non è così scioccante. Ciò ribadisce che i nostri parenti stretti, i Neanderthal, hanno una simile forma spinale lombare a ciò che per noi è realmente naturale (come si aspettavano i ricercatori); a questo si aggiunge la convinzione che l’attuale ufficiale paradigma della colonna vertebrale umana a forma di “S” sia da revisionare con il paradigma “J-spine”, che dalle osservazioni di raffigurazioni o fotografie antiche o delle popolazioni indigene che vivono in modi più naturale adottano in maniera spontanea.

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Il cambiamento nella raffigurazione della colonna vertebrale da un libro di testo del 1911 (a destra) a quello del 1990 (a sinistra) mostra che se si viaggia indietro nel tempo solo un centinaio di anni, si pensava che le spine più diritte fossero più naturali.

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GREEK J-SPINE

Molte statue antiche, come questa dalla Grecia, mostrano una spina dorsale a forma di J. La schiena della statua è quasi piatta fino al fondo, dove curva in modo che i glutei siano dietro la spina dorsale.
Per gentile concessione di Esther Gokhale / Gerard Mackworth-Young

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Il Mercurio volante di Jean de Boulogne (Douai, 1529 – Firenze, 13 agosto 1608) persenta una evidentissima J-spine.

 

 

 

Il Dio Shiva, Signore dello Yoga.

old_j_spine.pngI bambini, molti atleti e i nostri antenati mostravano una J-spine, che hanno una curva a L5 / S1 e una spina dritta sopra quelle vertebre.

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Schiene sane del mondo occidentale: la colonna vertebrale a forma di J è spesso presente nelle fotografie della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX.

 

 

 

 

 

 

Altri esempi di J-Spine.

LE IMPRONTE DI LAETOLI (TANZANIA)
Una situazione simile, descritta in 8 passaggi per liberarsi dal mal di schiena, arriva con le impronte di Laetoli in Tanzania. Queste mostrano due individui di 3,7 milioni di anni fa che camminano su una linea retta (cioè i talloni interni di entrambi i piedi toccano, ma non attraversano una linea). Questo risultato è usato normalmente per argomentare la divergenza delle nostre specie dalle specie che hanno lasciato queste impronte. Il metodo Gokhale afferma che camminare su due linee non è una parte naturale dell’essere umano, ma piuttosto un artefatto molto recente associato agli umani nell’era industriale. Abbiamo “dimenticato” come camminare! Non bisogna andare molto indietro, o molto lontano, per trovare umani moderni che camminino costantemente su una linea. Quindi le impronte di Laetoli rivelano la vicinanza dei loro antichi proprietari a noi, piuttosto che la distanza.

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Le orme di Laetoli (a sinistra), risalenti a 3,7 milioni di anni fa, dimostrano di camminare “su una linea”. Questo modello può ancora essere visto in luoghi tradizionali come il moderno Brasile (medio), mentre le persone nelle regioni industrializzate del mondo hanno sviluppato un stile di camminare “su due linee” (a destra).

Non sorprende che le caratteristiche basilari come la forma della colonna vertebrale e il modo di camminare siano preservate attraverso periodi molto lunghi della storia evolutiva. Quindi questo risultato non è in realtà scioccante su questo punteggio. La cosa scioccante è che non conosciamo ancora la forma naturale delle nostre spine,  e che ci vuole un Neanderthal per renderlo chiaro!

ANIMALI J-SPINE

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Alcuni esempi di animali in cui è evidente la J-spine.

COMFORT E POSTURA: COSA È PIÙ IMPORTANTE?
In questo dibattito alcune opinioni ritenute normalmente autorevoli dicono che qualsiasi stile di seduta va bene fintanto che è comodo, sostenendo che il concetto di buona postura è di per sé un mito. In genere, una seduta confortevole è equiparata a una sensazione di rilassamento poiché è l’unico modo in cui le persone sanno essere rilassate e confortevoli. Puoi rimanere così per ore. Ma cosa succede quando dura mesi, anni e decenni?

Sentire nessun dolore immediato non significa che non si verifichi alcun danno. Molto dolore alla schiena è il risultato di una degenerazione a lungo termine che rimane apparentemente “senza problemi” per anni. Se si sostiene la seduta accasciata, si sta trascurando il carico irregolare di dischi e ossa e la tensione eccessiva dei legamenti spinali che viene esercitat con una colonna vertebrale a forma di C.

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L’ingobbimento comprime i dischi spinali, causando degenerazione e problemi correlati.

Nella nostra cultura, non è insolito avere degenerazione del disco, osteoartrite e stenosi durante la mezza età, e quindi queste cose sono diventate quasi inevitabili o addirittura “normali”.

È interessante il fatto che gli esponenti della seduta rilassata raramente sostengono questa forma spinale per stare in piedi o per camminare. Ma l’osservazione della postura mostra che quando il bacino è abitualmente nascosto, come nella seduta accasciata, i tessuti si adattano a questa posizione, rendendola automaticamente abituale e con una più alta probabilità da trascinarla in piedi, o durante la camminata o mentre ci si piega. In genere la colonna vertebrale a forma di C si trova accanto a muscoli posteriori della coscia troppo stretti, muscoli stretti dello psoas e muscoli deboli del “core”.

Affermare che non esiste una correlazione tra una postura accasiata e il mal di schiena si allontana di molto dall’osservazione dei risultati delle ricerche e dal buon senso.

QUINDI: COME POSSIAMO OTTENERE LA SPINA DORSALE A FORMA DI J?
Dopo aver ridisegnato la propria colonna vertebrale con la forma a J, Gokhale ha sviluppato esercizi in modo che anche gli altri potessero cambiare la loro postura e scoprire una schiena senza dolore. Lei consiglia di eseguire i seguenti quattro esercizi, che puoi praticare quando sei in piedi, camminnado o seduto.

QUATTRO ESERCIZI PRINCIPALI CONSIGLIATI DAL METODO GOKHALE

  1. Tira indietro le spalle
    Quelli di noi che lavorano negli uffici o trascorrono molto tempo seduti tendono a piegare le spalle in avanti, così che le nostre braccia si appendono davanti ai nostri corpi invece che al loro fianco. Per aggiustare questa tendenza, Gokhale raccomanda di sollevare le spalle, spingendole indietro, e poi lasciarle cadere di nuovo giù. Questo dovrebbe permettere alle tue braccia di riposare al tuo fianco e ai tuoi pollici di puntare lontano da te.
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    Una donna del Burkina Faso nell’Africa sub-sahariana raccoglie le castagne d’acqua. Ella mantiene una colonna vertebrale dritta, anche mentre si china.
    Fonte dell’immagine: posizione perduta: Il perchè alcune culture indigene non possono avere mal di schiena
  2. Allunga la colonna vertebrale
    Mentre inspiri profondamente, prova ad allungare la colonna vertebrale, in modo da essere più alto di quanto non lo fossi prima del respiro. Mentre espiri, prova a mantenere questa nuova altezza. Poi quando inspiri di nuovo, cerca di allungare ancora di più. Gokhale sottolinea che questo è un ottimo esercizio per rafforzare i muscoli del core, che supportano la colonna vertebrale.
  3. Stringi i tuoi glutei
    Mal di schiena è legato al “gluteo medio”. Il gluteo medio, costituito dai muscoli nella parte superiore dei glutei, fornisce supporto alla parte bassa della schiena. Gokhale suggerisce di rinforzare questi muscoli stringendo i gluteiad ogni passo.
  4. Regola l’angolo del tuo mento
    Piuttosto che sollevare i nostri menti, dovremmo effettivamente tenerli rilassati e leggermente inclinati verso il basso. Gokhale consiglia di trovare questo equilibrio mettendo un oggetto leggero sulla sommità della testa e esercitando pressione contro di esso. Questo ti permette anche di allungare la parte posteriore del collo.

LO YOGA LO SA DA 5000 ANNI: SEDERSI SUL PAVIMENTO PELVICO
Nello yoga da migliaia di anni si da importanza fondamentale all’allineamento vertebrale. In particolar modo è importantissimo sedersi sul “pavimento pelvico”, argomento non sempre approfondito dai moderni maestri di yoga.

La seguente infografica può aiutare  comprendere il diverso allineamento rispetto alle moderne e malsane abitudini della società industriale occidentale.

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Come si può notare la configurazione della schiena a “J” è garantita dall’attenzione a tenere la superficie del pavimento pelvico (area tra gli organi genitali e l’ano) parallela al pavimento e non il coccige. Il Coccige dovrebbe in realtà puntare verso il retro della colonna, non verso il basso. In ogni postura yoga ma anche nella vita non bisognerebbe perdere mai questo tipo di allineamento.

 

 

 

 

 

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Ecco delle immagini di posture yoga dve risulta evidente la configurazione della spina dorsale a J.

 

 

 

 

 

 

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IL BENEFICO ESERCIZIO DELLO “SQUAT” PER RIDEFINIRE LA J-SPINE
Con il termine inglese “Squat” si intende una tecnica di esercizi fisici basati su una serie di “accovacciamenti” regolati e controllati. Da questo punto di vista ogni disciplina fisica ha una sua versione di “Squat”, dallo yoga, alle arti marziali, al sollevamento pesi, ecc. Diverse varianti producono risultati anche molto diversi, lavorando su nervi  e fasce muscolari differenti.Risulta curiosa  e interessante per la J-spine in particolare la variante dei lottatori di Sumo.

SUMO SQUAT o SQUAT REGOLARE?
Lo squat è un esercizio potente.
Fa lavorare il 75% dei muscoli in un singolo movimento e dovrebbe essere uno dei pilastri in qualsiasi allenamento. È innegabile ha la capacità di far crescere i muscoli più velocemente e più forti in meno tempo rispetto alla maggior parte degli altri movimenti composti, e questo è il motivo per cui fa parte della routine di allenamento degli atleti professionisti. Di fatto, gli atleti di ogni disciplina usano una versione di questo esercizio per tonificare gambe e addominali, rafforzare il loro nucleo (core) e migliorare le loro prestazioni generali.

Ci sono molte versioni dello squat regolare che puoi includere nella tua routine di allenamento per aumentare i guadagni su muscoli specifici. Tra questi, il sumo squat può essere il miglior esercizio per costruire la forza nei glutei e nelle cosce e sostenere la spina dorsale nella configurazione J-spine..

La principale differenza tra il normale squat e il sumo squat è la posizione dei piedi, il che porta naturalmente a una diversa enfasi muscolare. Durante uno squat regolare, i piedi sono distanziati tra loro e le dita dei piedi rivolte in avanti o leggermente fuori. Per un sumo squat, i piedi dovrebbero essere in una posizione larga con le dita dei piedi svolte ad un angolo ancora maggiore. Sebbene entrambe le varianti agiscano su glutei, muscoli posteriori della coscia, quadricipiti, flessori dell’anca e polpacci, i sumo squat esercitano più stress sugli adduttori e sui glutei della parte interna della coscia .

Indipendentemente dalla versione tozza che si sceglie di fare, è importante assicurarsi di eseguire l’intero movimento in modo lento e controllato per ottenere risultati ottimali.

IMPADRONIRSI DELLO SQUAT STANDARD
Prima di provare il sumo squat, è importante padroneggiare la forma e la tecnica correttI dello squat standard.

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Melissa Bell, mostra l’esercizio.

Stare dritti e posizionare i piedi leggermente più larghi della larghezza delle spalle, i fianchi impilati sulle ginocchia e le ginocchia sopra le caviglie. Arrotolare le spalle, raddrizzare la schiena ed estendere le braccia fino a quando non sono parallele al suolo, con i palmi rivolti verso il basso. Inspirare e piegare le ginocchia, portando i fianchi all’indietro e in basso fino a quando le cosce non sono parallele al pavimento, o ancora più in basso. Mentre il calcio inizia a sporgere, assicurati che il torace e le spalle siano in posizione eretta, la testa rivolta in avanti con gli occhi dritti in avanti per una colonna vertebrale neutra. Sul fondo dello squat, le ginocchia dovrebbero essere direttamente sopra le dita dei piedi. Ricorda di tenere i piedi ben ancorati al terreno durante tutto il movimento. Espirare, coinvolgere il nucleo e, con il peso corporeo nei talloni, esplodere di nuovo in piedi, guidando attraverso i talloni.

Passare al Sumo Squat
Dopo aver imparato lo squat tradizionale, si può provare la variante sumo.

Iniziare stando in piedi con i piedi significativamente più larghi della larghezza delle spalle (circa 90-120 cm) e le dita dei piedi risultanti con un angolo di 45 gradi. Inspirare, piegare le ginocchia e spingere indietro i fianchi mantenendo il petto sollevato, addominale stretto e schiena dritta. Abbassarsi abbassando le ginocchia e i fianchi, alzando le mani per incontrarsi sotto il mento. Tieni gli addominali ben saldi, dritti e non lasciare che le ginocchia passino oltre le dita dei piedi durante l’abbassamento. Il peso dovrebbe essere concentrato nei glutei e nelle cosce interne. Una volta che le cosce sono parallele al pavimento, espirare e radicare attraverso i talloni, e risalire. Ancora una volta, non lasciare che i talloni perdano il contatto con il pavimento, tenere le ginocchia parallele alle dita dei piedi e mantenere tutta la schiena perfettamente dritta per tutto il movimento.

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Melissa Bell, mostra l’esercizio.

POSIZIONE INIZIALE

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– Stare dritto in piedi.
– Posizionare i piedi in una posizione ampia, con le dita dei piedi leggermente rivolte verso l’esterno, come un lottatore di sumo.
– Contrarre il pavimento pelvico e il core, irrigidire la colonna vertebrale e assicurarsi che il dorso sia dritto mentre si tiene il petto sollevato.
– Tenere la testa rivolta in avanti mentre gli occhi sono dritti in avanti per una colonna vertebrale neutra.
MOVIMENTO
– Tenere il peso sui talloni, piegarsi sulle ginocchia e spingere indietro i fianchi fino alle cosce poco parallele a terra.
– Una volta che le cosce sono parallele al terreno, mettere in pausa (1 secondo), quindi premere i talloni e guidare i fianchi in avanti per tornare alla posizione di partenza.

SUGGERIMENTI
– Le ginocchia dovrebbero seguire le dita dei piedi in diagonale.
– Si possono estendere le braccia diritte, questo aiuta a mantenere l’equilibrio.
– Lavoro extra: tendere i glutei nella parte superiore del movimento.

I muscoli hanno funzionato:
– femori
– glutei e flessori dell’anca
– quadricipiti
– polpacci

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Solo dopo aver dominato entrambi i tipi di squat e perfezionato la forma, è possibile utilizzare una resistenza aggiuntiva per aumentare la sfida e lavorare sulla forza di costruzione. Un modo basilare per aumentare la resistenza per gli squat è tenere un bilanciere dietro la testa e attraverso la parte superiore della schiena e le spalle (schiena squat). Tieni il bilanciere alla stessa altezza, ma appoggiandoti sul petto e sulla parte anteriore delle spalle per uno squat frontale, oppure tieni il bilanciere sopra la testa per uno squat.

Se hai accesso solo ai manubri, tieni un manubrio con entrambe le mani di fronte a te, oppure puoi tenere un manubrio o simile al centro del petto con entrambe le mani per eseguire uno squat tipo “coppa” o “calice”. Si può  anche provare ad aggiungere una delle bande di resistenza più lunghe alle proprie variazioni. Mettersi al centro della banda e mantenere entrambe le maniglie all’altezza delle spalle mentre si fanno gli squat, concentrando maggiormente il proprio sforzo sull’innalzamento rispetto all’abbassamento.

Sia il sumo squat che quello regolare sono benefici diversamente ed è utlie eseguirli entrambi.

Squat indiano integrato nei movimenti e nelle attività quotidiani della vita rurale indian:

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LE QUATTRO TIPOLOGIE DI ALLINEAMENTO POSTURALE E J-SPINE
Esistono quattro tipologie di postura generiche alle quali tutte le eventuali variazioni possono essere agrandilinee assimilate.

Esse sono le seguenti:

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  • soggetto “A”: “postura ideale”
  • soggetto “B”: postura ipercifotica e lordotica
  • soggetto “C”: postura a dorso piatto
  • soggetto “D”: postura “sway-back”, ovvero il bacino è inclinato posteriormente ed oscilla in avanti rispetto ai piedi fermi
  • soggetto “E”: postura “militare”

POSTURA IDEALE: la colonna presenta due curve, una a convessità anteriore (lordosi cervicale e lombare) ed una a convessità posteriore (cifosi toracica) ed il bacino è in posizione neutra.
POSTURA CIFOTICA-LORDOTICA: vi è ha un aumento sia della cifosi (la zona toracica si inarca e le spalle si chiudono) sia della lordosi lombare (si nota una sporgenza addominale) ed il bacino slitta in avanti.
POSTURA A DORSO PIATTO: tutte le curve si raddrizzano, si parla di verticalizzazione della colonna. In questo caso siamo di fronte ad una colonna molto rigida.
POSTURA SWAY-BACK: si ha un incremento della curva della parte alta della colonna toracica, è come se si formasse una lunga cifosi (un’unica curva a “C” con convessità posteriore) ed il bacino è inclinato posteriormente.
POSTURA MILITARE: la colonna toracica è leggermente inclinata indietro e davanti vi è il torace molto pronunciato con le ultime costole sporgenti.

La J-spine si colloca più o meno a metà strada tra la cossiddetta “postura ideale” (fig. A) e la “postura militare” (fig. E), ma è più simile a quella militare.

Segue un’altra rappresentazione delle varianti possibili.

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In questa altra rappresentazioni delle varianti delle sopracitate posture generali, la postura J-spine si collocherebbe come via di mezzo o sintesi tra le posizioni “Duck” (papera) e quella normalmente considerata “normale”.

Altre tecniche correttive o rieducative simili al metodo Gokhale sono quelle proposte dal dottor Stuart McGill. Nella sua ricerca sulla riabilitazione della bassa schiena, il dott. Stuart McGill, professore emerito di Biomeccanica della colonna vertebrale presso l’Università di Waterloo, ha dimostrato che migliorare la resistenza, non la forza, aiuta le persone a evitare posizioni scomode che possono portare a mal di schiena.

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In questa foto il dottor Stuart Mc Gill corregge la postura in questione.

Segue un’infografica riguardante la tecnica Alexander. Frederick Matthias Alexander, un attore australiano che soffriva di raucedine solo quando si esibiva, sviluppò originariamente i principi e la disciplina della Tecnica Alexander alla fine del 1800. Dopo anni di studio individuale, Alexander arrivò alla conclusione che gli schemi di eccessiva tensione provenivano dalla testa e dal collo, ma portarono a uno sforzo muscolare in tutto il corpo nel suo complesso.

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Queste posture corrette, e simili alla configurazione J-spine, oltre a essere usate e predicate dall yoga da migliaia di anni,  possono essere applicate a ogni movimento e disciplina sportiva, come ad esempio il sollevamento di pesi, di cui segue un’infografica.

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TECNICHE MILITARI PER CORREGGERE E MANTENERE LA POSTURA

La classica postura militare “petto in fuori, pancia in dentro” è benefica se applicata correttamente, al contrario senza la giusta disciplina e attenzione può sviluppare errori posturali.

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Poliziotti cinesi addestrati a mantenere la postura da spilli e croci
Sono membri della Polizia armata popolare, una forza paramilitare conosciuta per la loro sfilata apparentemente perfetta. Tuttavia, non sono super-umani., ma il regime di addestramento per questi poliziotti è piuttosto disciplinato.
Mento verso lo sterno e collo diritto:

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Gli spilli posizionati sui colletti li rendono sempre consapevoli di ogni disallineamento del collo, costretto in questo modo a rimanere dritto e  perfettamente allineato.

La schiena e le spalle sempre correttamente posizionati:

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Grazie alle croci poste e fissate sul dorso, essi rimangono sempre presenti e consapevoli di ogni deviazione rispetto alla postura corretta.

Mantenere le teste in postura:

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Altre misure impiegate per garantire i più alti livelli di perfezione nell’autocontrollo e nella postura prevedono che i poliziotti indossino i cappelli al contrario, mostrando di gestire mantenere il bilanciamento sulla colonna vertebrale e testa e collo fermi.

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Queste reclute filippine devono tenere una banana in testa mentre mangiano per insegnare loro l’equilibrio e la postura. Se la banana cade, la punizione prevede che mangino l’intera banana con la buccia.

 

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PRABHUPADA: L’INIZIAZIONE SPIRITUALE È UNA PURA FORMALITÁ

PRABHUPADA È IL GURU INIZIATORE

A cura di Marco Giai-Levra

Abstract: Srila Prabupada afferma oltre 50 volte che l’iniziazione è una pura formalità non obbligatoria e che il Guru di riferimento è lui per chi segue rigorosamente e seriamente tutte le sue istruzioni, oppure il Guru è personificato dal profeta o dall’Avatar relativo a una scrittura rivelata (Mosè, Gesù, Maometto, Buddha, ecc.). Pertanto poichè da questo punto di vista il Guru c’è sempre, il fatto che l’iniziazione sia una pura formalità non significa “senza Guru”.

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Hare Krishna ho redatto questo articolo al fine di fare chiarezza sulla visione di Srila Prabhupada riguardo l’iniziazione spirituale (la sacra Diksha) e la figura del Guru.

Ne consegue che il Guru c’è sempre e in ogni caso, sia con, che senza iniziazione spirituale. Nella Coscienza di Krishna, Srila Prabhupada rimane il Guru iniziatore per chi non avesse ancora preso un’iniziazione vera e propria (Diksha) da un suo discepolo vivente accettandolo come Maestro e Guru.
Oppure l’altro caso di Guru si identifica con il Guru/Maestro/Profeta/Avatar di riferimento relativo a una scrittura sacra rivelata come Gesù per cristiani, Maometto per i musulmani, Mosè per gli Ebrei, ecc. Questo significa che il Guru c’è ed esiste sempre in ogni caso.

In ultima analisi, in accordo con oltre 50 affermazioni di Srila Prabhupada, risulta che:

  1. Il Guru di riferimento esiste sempre obbligatoriamente, vivente o non-vivente che sia.
  2. L’iniziazione spirituale invece, seppur importante, rimane una pura formalità non obbligatoria, e il non aver preso una vera e propria iniziazione spirituale, o sacra Diksha, non significa affatto che si è “senza Guru”, in quanto il Guru esiste sempre e comunque in ogni situazione.

Seguono oltre 50 affermazioni di Srila Prabhupada nelle quali ribadisce questi due concetti fondamentalil.
Buona lettura, Hare Krishna 🙂 !

DICHIARAZIONI DI SRILA PRABHUPADA RIGUARDO IL CONCETTO DI GURU E L’INIZIAZIONE SPIRITUALE

  1. “Io sono il maestro spirituale di questa istituzione, e tutti i membri della Società, dovrebbero essere miei discepoli. Seguono le regole e i regolamenti che io chiedo loro di seguire, e sono iniziati da me spiritualmente “.
    Srila Prabhupada ~ (intervista radiofonica, 12 marzo 1968, San Francisco
  2. “L’iniziazione è una formalità Prima di tutto devi decidere se ti atterrai alle regole e ai regolamenti e diventerai cosciente di Krishna. Questa è la tua considerazione. Devi decidere tu stesso se prenderai sul serio questa coscienza di Krsna. È la tua decisione. L’iniziazione è una formalità Se sei serio, questa è vera iniziazione. Se hai compreso questa filosofia di Krishna e se hai deciso che prenderai seriamente la coscienza di Krishna e predichi la filosofia agli altri, questa è la tua iniziazione. Il mio tocco è semplicemente una formalità, e la tua determinazione che è l’iniziazione “.
    (Conversazione di Srila Prabhupada, “La ricerca del divino”, Ritorno a Dio, n. 49)
  3. Non è necessario sottoporsi all’iniziazione o eseguire le attività richieste prima dell’iniziazione. Basta semplicemente far vibrare il santo nome con le proprie labbra. Quindi anche un uomo nella classe più bassa (caṇḍāla) può essere liberato.
    (CC Madhya 15.108) 
  4. “Il canto di Hare Krishna è la nostra attività principale, cioè la vera iniziazione e, poiché tutti segui le mie istruzioni in quel modo, l’iniziatore è già lì”.
    (Lettera di Srila Prabhupada, 19 agosto 1968) 
  5. “Se hai compreso questa filosofia di Krishna e se hai deciso che prenderai seriamente la Coscienza di Krishna e predichi la filosofia agli altri, questa è la tua iniziazione, il mio tocco è semplicemente una formalità, e la tua determinazione che è l’iniziazione”.
    (Srila Prabhupada’s Back To Godhead Articolo, ‘Cerca il Divino’) 
  6. “Bene, iniziazione o non iniziazione, la prima cosa è conoscenza … conoscenza. L’iniziazione è una formalità.
    Proprio come si va in una scuola per ottenere conoscenza, e l’ammissione è una formalità. Questa non è una cosa molto importante. “
    (Intervista di Srila Prabhupada, Chandigarh, 16/10/76) 
  7. Srila Prabhupada: “Ho scelto te tra undici uomini come ‘rittvik’ o rappresentante dell’acharya, abilitato a dare iniziazioni, sia la prima che la seconda iniziazione, a nome mio”. (10 luglio)
  8. “… il processo per l’iniziazione deve essere
    seguito in futuro”. (11 luglio)
  9. “… continua a diventare ritvik e
    agisci a mie nome”. (19 luglio)
    “… continua a diventare ritvik e
    agire per mio conto”. (31 luglio)
  10. “Per quanto riguarda la successione disciplica proveniente da Arjuna, la successione disciplica non significa sempre che si debba essere ufficialmente iniziati .. La successione disciplica significa accettare la conclusione disciplica. Arjuna era un discepolo di Krishna e Brahma era anche un discepolo di Krishna. Nessun disaccordo esiste tra le conclusioni di Brahma e Arjuna, Vyasadeva è nella successione disciplica di Brahma, gli insegnamenti ad Arjuna sono stati registrati da Vyasadeva testualmente, quindi, secondo la verità assiomatica, le cose uguali tra loro sono uguali tra loro. esattamente direttamente da Vyasadeva, ma il nostro Gurudeva è un rappresentante di Vyasadeva, perché Vyasadeva e Arjuna sono di pari rango, essendo studenti di Krishna, quindi siamo nella successione disciplica di Arjuna. Le cose uguali alla stessa cosa sono uguali l’una all’altra”.
    (Lettera di Srila Prabhupada a Dinesh Tittenhurst, 31 ottobre 1969) 
  11. “In altre parole, il maestro spirituale risveglia l’entità vivente addormentata alla sua coscienza originale in modo che possa adorare Sri Visnu. Questo è lo scopo di diksa, o iniziazione: l’iniziazione significa ricevere la pura conoscenza della coscienza spirituale”. (Sri Caitanya caritamrta, Madhya-lila, 9.61, affermazione, AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada) “Diksa significa in realtà iniziare un discepolo con la conoscenza trascendentale mediante la quale si libera da ogni contaminazione materiale.”
    (Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila, 4.111, affermazione, AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada)
  12. “Diksa è il processo attraverso il quale -uno può risvegliare la sua conoscenza trascendentale e vincere tutte le reazioni causate da attività peccaminose. Una persona esperta nello studio del le scritture rivelate conosce questo processo come ‘diksa’ “.
    (Sri Caitanya-caritamrta, Madhya-lila, 15.108, dichiarazione) 
  13. “Riguardo al sistema di parampara: non c’è nulla da meravigliarsi per grandi lacune, proprio come noi apparteniamo alla Brahma Sampradaya, quindi accettiamo da Krishna a Brahma, Brahma a Narada, Narada a Vyasadeva, Vyasadeva a Madhva, e tra Vyasadeva e Madhva lì è una grande lacuna, ma a volte si dice che Vyasadeva è ancora vivo e Madhva ha avuto la fortuna di incontrarlo direttamente, in modo simile, troviamo nella Bhagavad-gita che la Gita è stata insegnata al dio del sole, alcuni milioni di anni fa, ma Krishna ha menzionato solo tre nomi in questo sistema di parampara – vale a dire, Vivasvan, Manu e Iksvaku, e quindi queste lacune non impediscono di comprendere il sistema di parampara “.
    Lettera di Srila Prabhupada a Dayananda, 4 dicembre 1968
    Un esempio:
    27. Srila VisvanathaCakravarti
    Thakura (1626 – 1708)
    28. Srila Jagannatha
    dasa Babaji (1776 – 1894)
  14. SRILA PRABHUPADAS ISTRUZIONI SU COME RICEVERE ISTRUZIONI QUANDO LUI NON È PRESENTE 
    Paramahamsa: La mia domanda è, un puro devoto, quando commenta la Bhagavad Gita, qualcuno che non lo vede mai fisicamente, ma viene semplicemente in contatto con il commento, la spiegazione, è la stessa cosa?
    Srila Prabhupada: Sì. Puoi associarti a Krishna leggendo la Bhagavad-Gita. E queste persone sante hanno dato le loro spiegazioni, commenti. Allora, dov’è la difficoltà?
    (SP Passeggiata mattutina, Parigi, 11/6/74) 
  15. Devoto: Srila Prabhupada quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni? Ad esempio, nelle domande che potrebbero sorgere …
    Srila Prabhupada: Bene, le domande trovano la risposta … le risposte sono lì nei miei libri.
    (SP Passeggiata mattutina, Los Angeles, 13/5/73) 
  16. “Nei miei libri la filosofia della Coscienza di Krishna è spiegata completamente, quindi se c’è qualcosa che non capisci, devi semplicemente leggere ancora e ancora: leggendo ogni giorno la conoscenza ti sarà rivelata e con questo processo la tua vita spirituale si svilupperà”.
    (Lettera SP a Brahmarupa Dasa, 22/11/74) 
  17. “La potenza del suono trascendentale non è mai minimizzata perché il vibratore è apparentemente assente”.
    Risposte citando la versione del Signore: SB 2.9.8: Sacrificio di Srila Prabhupada 
  18. “Riguardo alla tua domanda sull’istruzione, la vita spirituale è diversa dalla vita materiale. Le istruzioni fornite nei miei libri dovrebbero essere istruzioni personali. Quando leggiamo la “!Bhagavad-gītā così com’è”, si capisce che stiamo ricevendo le istruzioni personali di Kṛṣṇa. Nessuna barriera fisica c’è negli argomenti spirituali “.
    (Lettera a Dhṛṣṭaketu: Bombay 14 ottobre 1973)
  19. Quindi dovremmo associarci a lla vibrazione e non alla presenza fisica. Questa è la vera associazione. Sabdad anavrtti. Dal suono Proprio come stiamo toccando Krishna immediatamente dal suono. La vibrazione del suono. Quindi dovremmo dare più enfasi alla vibrazione del suono, sia di Krishna che del maestro spirituale. Allora ci sentiremo felici e senza separazione.
    (SP Lettura, 18/8/68, Montreal.) 
  20. “Il mio Guru Maharaja, il mio maestro spirituale, era solito dire che devi selezionare un maestro spirituale non visivamente, ma con il tuo orecchio, ascoltandolo, non scegliendo un maestro spirituale che ha dei bei capelli o barba o una caratteristica molto bella esteticamente, “Oh, è molto bello, bello.” No! Devi ascoltare Tad viddhi pranipatena Sruti. L’intero processo è sruti. I Veda si chiamano sruti. “
    (BG 4.24.34 Lettura, NY 2nd August, 1966) 
  21. “Ci sono due modi di associazione – da vani e da vapuh. “Vani” significa “parole” e “vapuh” significa “presenza fisica”. La presenza fisica a volte è apprezzabile e talvolta no, ma Vani continua ad esistere eternamente Quindi, bisogna prediligere Vani, non della presenza fisica. “
    (CC, Antya 5 Conclusion) 
  22. “Quindi dovremmo approfittare di Vani, non della presenza fisica.”
    (Lettera a Suci Devi Dasi, 4/11/75) 
  23. “Rimarrò la tua guida personale, fisicamente presente o non fisicamente presente, poiché sto ricevendo una guida dal mio Guru Maharaja.”
    (Conversazione in camera, Vrindavan, 14/7/77) 
  24. “La presenza fisica è immateriale: la presenza del suono trascendentale ricevuto dal Maestro Spirituale dovrebbe essere la guida della vita, che renderà la nostra vita spirituale coronata da successo, se sentite fortemente la mia assenza potete usare le mie foto e questo sarà fonte d’ispirazione per te”.
    (Lettera a Brahmananda e altri studenti, 19/1/67)
  25. “Ma ricorda sempre che sono sempre con te, poiché tu pensi sempre a me, anche io penso sempre a te, anche se fisicamente non siamo insieme, non siamo separati spiritualmente, quindi dovremmo preoccuparci solo di questa connessione spirituale “.
    (Lettera a Gaurasundara, 13/11/69) 
  26. “Quindi dovremmo associarci con la vibrazione, e non con la presenza fisica: questa è una vera associazione”.
    (Conferenze SB, 68/08/18) 
  27. “Ci sono due concezioni, la concezione fisica e la concezione vibrazionale. La concezione fisica è temporanea. La concezione vibrazionale è eterna. […] Quando sentiamo la separazione da Krishna o dal Maestro Spirituale, dovremmo semplicemente provare a ricordare le loro parole o istruzioni, e non sentiremo più questa separazione. Questa associazione con Krsna e il Maestro spirituale dovrebbe essere associato alla vibrazione e non alla presenza fisica.
    (Elevazione alla Coscienza di Krsn, (BBT 1973), pagina 57) 
  28. “A volte è frainteso che se ci si deve associare con persone impegnate nel servizio devozionale, questo non sarà in grado di risolvere un problema economico. Per rispondere a questo argomento, si descrive qui che non ci si deve associare con persone liberate direttamente o fisicamente, ma comprendendo, attraverso la filosofia e la logica, i problemi della vita “.
    (SB 3:31:48) 
  29. “Sono sempre con te, non importa se sono fisicamente assente”.
    (Lettera a Jayananda, 16/9/67) 
  30. Paramananda: Sentiamo sempre la tua presenza molto forte, Srila Prabhupada, semplicemente con i tuoi insegnamenti e le tue istruzioni. Meditiamo sempre sulle tue istruzioni.
    Srila Prabhupada: grazie. Questa è la vera presenza. La presenza fisica non è importante.
    (Room Conversation, Vrndavana, 6/10/77) 
  31. “Scrivi che hai il desiderio di avvalerti ancora della mia associazione, ma perché ti dimentichi che sei sempre in associazione con me? Quando aiuti le mie attività missionarie, io penso sempre a te e tu pensi sempre a me. Questa è una vera associazione, proprio come sto sempre pensando al mio Guru Maharaja in ogni momento, anche se lui non è presente fisicamente, e perché sto cercando di servirlo al meglio delle mie capacità, sono sicuro che mi sta aiutando con le sue benedizioni spirituali. Quindi ci sono due tipi di associazione: quella fisica e quella relativa alle istruzioni ricevute. L’associazione fisica non è così importante come associazione alle istruzioni ricevute”.
    (Lettera a Govinda Dasi, 18/8/69) 
  32. “Per quanto riguarda la mia benedizione, non richiede la mia presenza fisica. Se stai cantando Hare Krsna lì, e seguendo le mie istruzioni, leggendo i libri, prendendo solo Krsna prasadam, ecc., Allora non c’è dubbio che tu non abbia ricevuto le benedizioni di Sri Caitanya, la cui missione sto cercando umilmente di far andare avanti “.
    (Lettera a Bala Krsna, 30/6/74) 
  33. “Chiunque abbia sviluppato una fede incrollabile nel Signore e nel Maestro Spirituale può comprendere la Scrittura rivelata che si rivela davanti a Lui”. Quindi continua con la tua attitudine attuale e avrai successo nel tuo progresso spirituale. Sono sicuro che anche se non sono presente fisicamente vicino di te, tu sarai comunque in grado di svolgere tutti i doveri spirituali previsti dalla Coscienza di Krsna, se metti in pratica i principi sopra esposti “.
    (Lettera a Subala, 29/9/67) 
  34. “Quindi anche se un corpo fisico non è presente, la vibrazione dovrebbe essere accettata come presenza del Maestro Spirituale, vibrazione, cioè ciò che abbiamo ascoltato dal Maestro Spirituale, che è vivente”.
    (Lezioni generali, 69/01/13) 
  35. Devoto: … così a volte il Maestro spirituale è lontano. Potrebbe essere a Los Angeles. Qualcuno che sta andando al Tempio di Amburgo, pensa: “Come posso soddisfare il Maestro spirituale?”
    Srila Prabhupada: segui semplicemente le sue istruzioni, il Maestro spirituale è con te con le sue parole. Proprio come il mio Maestro spirituale non è fisicamente presente, ma mi associo con lui ricordando le sue parole.
    (SB Lectures, 71/08/18) 
  36. “Proprio come sto operando, quindi il mio Guru Maharaja è lì, Bhaktisiddhanta Sarasvati: fisicamente potrebbe non esserlo, ma in ogni azione è lì. Servire la parola del maestro è più importante che servirlo fisicamente”.
    (Conversazione in camera, Vrindavan, 2/5/77) 
  37. “Questo è chiamato prakata, fisicamente presente, e c’è un’altra frase, che è chiamata aprakata, non fisicamente presente, ma ciò non significa, Krsna è morto o Dio è morto. Questo non significa, prakata o aprakata, presente fisicamente o non presente, non importa”.
    (Conferenze SB 73/12/11) 
  38. “Quindi, spiritualmente, non c’è alcun problema di separazione, anche se fisicamente possiamo trovarci in un posto molto lontano”.
    (Lettera a Syama Dasi, 30/08/68) 
  39. “Sono venuto nel tuo paese per diffondere queste istruzioni riguardanti la Coscienza di Krsna e se tu mi stai aiutando nella mia missione, anche se io non sono presente fisicamente in quel luogo, spiritualmente io sono sempre con te.”
    (Lettera a Nandarani, Krsna Devi e Subala, 3/10/67) 
  40. “Non siamo separati in realtà, ci sono due stati – Vani o Vapuh – quindi Vapu è la presenza fisica e Vani è la presenza vibrazionale, ma essi sono equivalenti”.
    (Lettera a Hamsadutta, 22/6/70) 
  41. “Quindi, in assenza di presenza fisica del maestro spirituale, il Vaniseva (seguire le istruzioni) è più importante: il mio maestro spirituale Sarsavati Goswami potrebbe sembrare fisicamente non presente, ma poiché cerco di servire le sue istruzioni, non mi sento mai separato da lui. “
    (Lettera a Karandhara, 22/8/70) 
  42. “Anch’io non sento separazione dal mio Guru Maharaja. Quando sono impegnato nel suo servizio, le sue immagini mi danno una forza sufficiente. Servire la parola del maestro è più importante che servirlo fisicamente.”
    (Lettera a Syamasundara, 19/7/70) 
  43. “Riguardo alla tua domanda sull’istruzione, la vita spirituale è diversa dalla vita materiale. Le istruzioni fornite nei miei libri dovrebbero essere istruzioni personali. Quando leggiamo la “Bhagavad-gītā così com’è, si capisce che stiamo ricevendo le istruzioni personali di Kṛṣṇa Nessuna barriera fisica è presente nel caso di questioni spirituali “.
    (Lettera a Dhṛṣṭaketu: Bombay 14 ottobre 1973) 
  44. “Il discepolo e il maestro spirituale non sono mai separati perché il maestro spirituale tiene sempre compagnia al discepolo purché il discepolo segua rigorosamente le istruzioni del maestro spirituale. Questa è chiamata l’associazione di Vani (parole). La presenza fisica è chiamata Vapuh. Finché il maestro spirituale è presente fisicamente, il discepolo dovrebbe servire il corpo fisico del maestro spirituale, e quando il maestro spirituale non è più fisicamente esistente, il discepolo dovrebbe seguire le istruzioni del maestro spirituale “.
    SB 4.28.47 
  45. Paramahaṁsa: Śrīla Prabhupāda, quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni, ad esempio, sulle domande che potrebbero sorgere?
    Prabhupāda: Beh, le domande … Le risposte sono lì nei miei libri.
    Paramahaṁsa: A parte questo, ad esempio, su ciò che ti potremmo chiedere …
    Prabhupāda: Sì.
    Paramahaṁsa: Ci puoi dirigere anche attraverso il cuore? Oltre al Paramātmā?
    Prabhupāda: Se il tuo cuore è puro si. Tutto dipende dalla purezza.
    (Passeggiata mattutina al campo da golf Cheviot Hills: LA 13 maggio 1973 ) 
  46. “In mia assenza tu leggi i libri, quello di cui parlo, l’ho scritto nei libri … È tutto. Va tutto bene. Ma ancora, puoi associarti con me leggendo i miei libri. “
    (Passeggiata mattutina – 7 agosto 1975, Toronto) 
  47. “Onorare il maestro spirituale significa eseguire le sue istruzioni parola per parola”.
    SB 3.24.12
  48. UN MAESTRO SPIRITUALE “VIVENTE” ??? 
    MADHUDVISA: C’è un modo per un cristiano di raggiungere, senza l’aiuto di un Maestro Spirituale, il cielo spirituale credendo nelle parole di Gesù Cristo e cercando di seguire i suoi insegnamenti?
    SRILA PRABHUPADA: Non ti seguo …
    TAMALA KRISHNA GOSWAMI: Può un cristiano in questa età, senza un maestro spirituale, ma leggendo la Bibbia, e seguendo le parole di Gesù, raggiungere il …
    SRILA PRABHUPADA: Quando leggi la Bibbia, segui il Maestro Spirituale. Come puoi dire senza. Non appena leggi la Bibbia, significa che stai seguendo le istruzioni del Signore Gesù Cristo. Ciò significa che stai seguendo il Maestro Spirituale. Quindi, dove è la situazione in cui si è senza il Maestro spirituale?
    MADHUDVISA: Mi riferivo a un Maestro spirituale vivente .
    SRILA PRABHUPADA : Il Maestro spirituale non è una questione di … Il Maestro spirituale è eterno … quindi la tua domanda è “senza il Maestro spirituale”. Senza il Maestro spirituale non puoi essere in nessuna fase della tua vita. Puoi accettare questo maestro spirituale o quel maestro spirituale. Questa è una cosa diversa. Ma devi accettare. Come dici tu “leggendo la Bibbia”, quando leggi la Bibbia significa che stai seguendo il Maestro Spirituale rappresentato da un sacerdote o da un sacerdote nella linea del Signore Gesù Cristo.
    (Passeggiata mattutina, Seattle, 2/10/68) 
  49. Reporter (2) : cosa succederà al movimento negli Stati Uniti quando morirai?
    Prabhupada: IO NON MORIRÒ MAI.
    Devoti : Jaya! Haribol! (risata)
    Prabhupada : VIVRÒ ATRAVERSO I MIEI LIBRI, PER CHI LI UTILIZZA.
    Reporter (2) : stai addestrando un successore?
    Prabhupada : Sì, il mio Guru Maharaja è lì. Dov’è la mia foto di Guru Maharaja? Penso a lui … Eccolo qui …
    750716pc.sf Conversazioni
  50. Signora indiana: … è quel maestro spirituale che guida ancora dopo la morte?
    Srila Prabhupada: Si, si. Proprio come Krishna ci sta guidando, allo stesso modo il maestro spirituale ci guiderà. (Lezioni generali, 69/09/23)
  51. Devoto : Srila Prabhupada quando non sei presente con noi, come è possibile ricevere istruzioni? Ad esempio, nelle domande che potrebbero sorgere …
    SRILA PRABHUPADA : Beh, le domande stanno rispondendo … le risposte sono lì nei miei libri .
    (Passeggiata mattutina, Los Angeles, 13/5/73) 
  52. Quindi utilizza tutto il tempo che trovi per fare uno studio approfondito dei miei libri. Allora tutte le tue domande avranno una risposta.
    (Lettera a Upendra, 7/1/76)
  53. Ognuno di voi deve leggere regolarmente i nostri libri almeno due volte, al mattino e alla sera, e automaticamente tutte le domande riceveranno una risposta.
    (Lettera a Randhira, 24/01/70)
  54. Se partirò non c’è motivo di lamentarsi. Sarò sempre con te attraverso i miei libri e istruzioni. Rimarrò sempre con te in quel modo.
    (BTG 13: 1-2, dicembre 1977)

 

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DIVIETO DI DIGIUNO IN QUESTE DATE: VEDIC SCIENCE

A cura di Marco Giai-Levra

Avevo precedentemente giàscritto un articolo sui giorni “impuri” o Ashudda in sanscrito, in cui a causa di particolari influenze lunari e planetarie non conviene digiunare perchè è spiegato dagli Shastra (Scritture rivelate) che porta malessere fisico, mentale e spirituale, addirittura degradando il karma e mandando in miseria il digiunatore. In altre parole diventa difficile e pericolo, per non dire rovinoso digiunare in questi giorni Ashudda.

L’articolo completo con tutta la spiegazione lo potete trovare al seguente link:
https://marcogiailevra.wordpress.com/2017/02/18/digiuno-lunare-di-ekadashi-regole-vediche-quando-digiunare-shuddha-ekadashi-e-quando-non-digiunare-ashuddha-ekadashi/

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Nell’induismo in generale sono prescritti 2 giorni di digiuno lunare al mese, obbligatori per i devoti del Signore. Questi giorni sono detti Ekadashi e dovrebbero ricadere 11 giorni dopo la luna piena o la luna nuova, ma poi avvengono sempre degli aggiustamenti astrologici e quindi non è così automatico, anche perchè l’astrologia vedica si basa sul perfetto calendario lunare, e non sul nostro calendario solare (che in realtà è artificiale, non naturale come quello lunare).

Sul web è disponibile un calcolatore dei giorni di Ekadashi, dove potete immettere anche luogo e anno per essere sicuri di non sbagliare le date prescritte, oltre a scoprire i fatidici giorni impuri, le Ashudda Ekadashi, i giorni in cui NON bisognerebbe intraprendere la pratica del digiuno.

Il calcolatore automatico lo potete trovare a questo indirizzo:
http://www.drikpanchang.com/vrats/ekadashidates.html

Per scoprire quali sono i giorni impuri (Ashudda Ekadashi)  in cui non conviene affatto digiunare dovete controllare nella lista delle date delle differenti Ekadashi. Bene, quando vedrete che il nome di una Ekadashi è preceduto dalla parola Vaishnava, allora potrete anche notare che il giorno prima è riportato il nome della stessa Ekadashi senza essere preceduto dalla parola Vaishnava, e quindi saprete che tale giorno precedente è Ashudda, ossia “impuro”. In questo giorno impuro NON si deve digiunare.

Facciamo un esempio perchè voglio essere sicuro che nessuno sbagli. Prendiamo alcune delle Ekadasi di Milano 2017:

24 March   (Friday)          Papmochani Ekadashi
06 April     (Thursday)   Kamada Ekadashi  → ASHUDDA (IMPURA) EKADASI
07 April     (Friday)         Vaishnava Kamada Ekadashi → SHUDDA (PURA) EKADASI
22 April      (Saturday)      Varuthini Ekadashi
06 May       (Saturday)       Mohini Ekadashi

Nell’esempio riportato Kamada Ekadasi ricadeva il 6 aprile che era un giorno impuro o ashudda, quindi è stata traslata al giorno successivo che invece era un giorno puro o shudda. In conclusione, osservando la lista del calcolatore sopra riportato, NON SI DEVE DIGIUNARE nei giorni precedenti a quelli in cui compare la parola Vaishnava seguita dal nome della relativa Ekadasi. Tutti gli altri giorni dell’anno in elenco o non in elenco sono qualificati per il digiuno.

Grazie alla magnanimità di coloro che hanno sviluppato questa e altre piattaforme simili, adesso tutti possono essere in grado di determinare e conoscere i “giorni no” per il digiuno. Questo è particolarmente utile se si pianificano dei digiuni più lunghi.

Hare Krishna a tutti 😇 !!!

Pensiero-Mantra del giorno:
“Sono un TuttUno con Krishna e Krishna è con me” 😊😊😊

© 2017 Marco Giai-Levra

fonti:
http://www.drikpanchang.com

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I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA

I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA
A cura di Marco Giai-Levra

Questi sono cinque strumenti, come cinque sono  gli  elementi che compongono l’universo materiale (Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra), ed essi rappresentano anche il principio per una visione globale. L’elemento più sottile, quello che fà quasi da confine tra mondo materiale e spirituale è l’ETERE, detto anche SPAZIO o SPAZIO INFINITO.

Il maestro Vaidya Swami Joythimayananda, originario del Tamil (India del sud), è considerato un’autorità a livello mondiale nei campi dello Yoga e dell’Ayurveda, discipline apprese durante il suo lungo apprendistato in India.

SWAMI JOYTHIMAYANANDA

L’importante è capire che viviamo secondo il principio  dei  cinque  elementi,  perché noi siamo formati dai cinque elementi dell’universo: Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Il corpo o veicolo materiale è formato da questi cinque elementi grossolani e da tre elementi più sottili: Mente, Intelligenza e Falso Ego. Questi ultimi riguardano i corpi mentali.

Charaka disse: «L’uomo è l’epitome dell’universo; ciò che è nell’universo è nell’uomo, ciò che è nell’uomo è nell’universo».

I CINQUE ELEMENTI DELLA NATURA MATERIALE E LE DITA DELLA NOSTRA MANO
Ciascuna delle nostre dita è associata ad un particolare Principio Cosmico Assoluto (Tattva). L’immagine qui sotto mostra la relazione tra ogni dito e il Principio Cosmico Assoluto associato.

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Quando la coscienza divina fluisce dalla mano di una persona spiritualmente evoluta, l’energia proveniente da ogni dito sarà diversa, in quanto è modificato dall’ Elemento Cosmico Predominante predominante di quel dito. Di conseguenza, come il mignolo è associato con l’Assoluto Elemento Terra (Pruthvītattva), ha anche la maggior capacità di manifestare la Coscienza Divina relativa a quell’elemento. Il pollice è associato con l’Assoluto Elemento Etere (Ākāshtattva) e quindi ha la Coscienza Divina più manifesta in riferimento all’ Etere, con tutto quello che ne consegue.

I cinque elementi sono associati o legati alle dita della nostra mano, nel seguente modo:

  • Dito mignolo: elemento TERRA
  • Dito anulare: elemento ACQUA
  • Dito medio: elemento FUOCO
  • Dito indice: elemento ARIA
  • Dito pollice: Elemento ETERE o SPAZIO INFINITO

SWAMI JOYTHIMAYANANDA MANO

1) HO PAZIENZA
Dito: mignolo
Elemento: TERRA (Prithivî)
Rappresenta il corpo fisico, la morte

LITTLE FINGER

La Terra è il quinto ed ultimo elemento del cosmo presente nel microcosmo; la vita è possibile su questo pianeta perché la Terra mantiene tutte le sostanze viventi e non viventi sulla sua solida superficie. Nel corpo tutte le strutture solide – ossa, cartilagini, muscoli, tendini, pelle, capelli – sono derivate dalla Terra.

La Terra è collegata al senso dell’olfatto ed il suo organo è il naso.

La «vasta», la «estesa»: si tratta della terra e della sua personificazione come Dea. Secondo il Rig Veda questo termine indica, in particolare, uno dei due elementi che compongono il mondo fisico: la terra (Prithivî) e il cielo (Div) che a volte vengono indicati congiuntamente come Dyava-Prithivî.

Prithivî viene definita il grembo di Agni, il luogo in cui ha origine l’embrione della vita; è anche in questo senso che viene detta anche la Madre. Essa si trova in stretta connessione con la fertilità, per gli Dei Prithivî è Aditi, per gli agricoltori è Sita, per gli esseri viventi è la Terra.

La Terra – si afferma – è il giudice definitivo quando viene posta in dubbio l’innocenza o l’integrità di una persona. Lo stesso Buddha chiamò la Terra a testimoniare la sua integrità e la verità del suo insegnamento; è per questo che viene spesso raffigurato seduto mentre tocca la terra con la mano destra.

Dalla Terra sono creati tutti i corpi viventi organici, inclusi quelli del regno vegetale ed animale, incluso l’uomo. La Terra contiene anche le sostanze inorganiche che comprendono il regno minerale ed in questo modo dal grembo dei cinque elementi è generata tutta la materia.

I cinque elementi basilari esistono in tutta la creazione in un’infinita varietà di proporzioni: essi fanno parte della danza dinamica della creazione e si manifestano ed interagiscono in continuazione; il cambiamento di un elemento provoca ripercussioni sugli altri.

Nella membrana cellulare, ad esempio, sono presenti tutti gli elementi, ma la Terra è predominante, poiché fornisce la struttura alla cellula stessa. L’elemento Acqua predomina nel citoplasma, il liquido della cellula. I processi metabolici che regolano le cellule sono governati dall’elemento Fuoco. L’elemento Aria predomina nei gas delle cellule e lo spazio occupato dalla cellula rappresenta l’elemento Etere.

L’Âyurveda considera il corpo umano e le sue esperienze sensoriali come manifestazioni dell’energia cosmica espressa nei cinque elementi basilari. Gli antichi rishi percepirono che questi elementi ebbero origine dalla Pura Coscienza Cosmica. L’Âyurveda mira a mettere ogni individuo in grado di portare il complesso corpo/mente in perfetta relazione armonica con quella Coscienza.

Nello studio dell’Âyurveda è importante comprendere che «uno è in tutto e tutto è in uno» e sebbene gli elementi abbiano diverse caratteristiche, collaborano tra loro essendo sempre tutti presenti, anche se con dominanze diverse; essi hanno varie qualità che mantengono nell’uomo i processi di creazione, conservazione e trasformazione che corrispondono ai tridosha (i tre dosha o energie derivanti dalla combinazione degli elementi).

2) RESISTO
Dito: Anulare
Elemento: ACQUA (Jala)
Rappresenta le emozioni, il gusto della vita, la malattia

ring finger

L’Acqua è il quarto importante elemento nel corpo, si manifesta in tutte le secrezioni ed è assolutamente vitale per il funzionamento dei tessuti, degli organi e dei vari sistemi corporei; l’Acqua corporea è chiamata l’Acqua della Vita.

L’Acqua è collegata al gusto, il suo organo è la lingua – senza acqua la lingua non può gustare.

In quasi tutte le tradizioni del genere umano le acque occupano un posto speciale; sono l’elemento primigenio supra il quale tutto il resto riposa.

La loro prima funzione antropocosmica è la purificazione: ancora oggi è pratica quotidiana immergere idoli o oggetti nelle acque considerate sacre, per simboleggiare il ritorno alle origini, la regressione, la rigenerazione, una nuova nascita.

Le acque possiedono un carattere intermedio: non sono né aria né cielo, si trovano sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche essere letali, purificano ma possono anche essere fangose, scorrono sulla superficie ma anche in fiumi sotterranei.

Nella terra così come nell’individuo prendono le forme più diverse e hanno la libertà illimitata del divenire. Incorporando in sè tutte le virtualità, l’acqua diventa un simbolo di vita, ricca di germi: feconda la terra, gli animali, le donne.

Ricettacolo di ogni virtualità, fluida per eccellenza, sostegno del divenire, l’Acqua è paragonata o direttamente assimilata alla Luna. I ritmi lunari e acquatici sono governati dallo stesso destino, comandano la comparsa e la scomparsa periodica di tutte le donne, e danno al divenire universale una struttura ciclica. Lo spirito delle acque, l’Apam, rappresenta la fonte della vita; nel Rig Veda si dice che «Dalle acque è prodotto questo Universo». Le acque veicolano l’energia divina proprio come il sangue è il veicolo della vita umana.

3) EVITO DI CRITICARE
Dito: Medio
Elemento: FUOCO (Agni)
Rappresenta l’energia, la salute

MIDDLE FINGER

La sorgente del Fuoco e della luce nel sistema solare è il Sole; nel corpo umano la sorgente del Fuoco è il metabolismo: il Fuoco lavora nell’apparato digerente, in tutti i processi di trasformazione fisica e mentale e si manifesta come intelligenza.

Fuoco da sempre amico dell’uomo, il mediatore, il fuoco sacro e sacrificale e allo stesso tempo il fuoco che è il Sole, nelle cose che bruciano e nel cuore dell’uomo: ovunque lo stesso eppure sempre differente.

Agni come importante fenomeno naturale viene innalzato a divinità e l’idea di Agni nasce dal Sole ardente, che con il suo calore accende ogni cosa sia infiammabile. Viene dalle nuvole sotto forma di fulmine, è il portatore del fuoco. Viene raffigurato con una barba rossiccia, mascella quadrata e denti roventi. Il legno e il ghee sono i suoi cibi, brilla come il Sole che disperde l’oscurità della notte. Il suo sentiero è nero quando invade le foreste, e la sua voce è come il tuono del cielo. Così si pensa che il fuoco abiti non solo sulla terra, nel focolare o sull’altare, ma anche in cielo e nell’atmosfera, come il sole e l’aurora e come il fulmine tra le nubi.

Ben presto diventa un Dio supremo che si estende oltre il cielo e la terra e via via che il concetto si fa sempre più astratto, esso appare sempre più sublime. Agni assume quindi il ruolo di mediatore tra gli Dei e gli uomini ed è colui che tutti aiuta.

4) EVITO DI LAMENTARMI
Dito: Indice
Elemento: ARIA (Vâyu)
Rappresenta i pensieri, la creatività mentale

INDEX FINGER

L’Aria è l’elemento del movimento; contiene l’ossigeno che è di vitale importanza per tutti gli esseri viventi. Il suo senso è il tatto e l’organo di azione è la pelle; controlla tutte le attività del corpo: è responsabile di tutte le pulsazioni, delle azioni connesse con l’aria come la respirazione; tutti gli impulsi del sistema nervoso centrale sono governati dall’Aria corporea. La sua funzione è di rendere il corpo asciutto e leggero. La mente dominata dall’Aria è rajasica.

Nel Rig Veda il vento è denominato Vâta o Vâyu: la prima parola viene usata principalmente per l’elemento e la seconda per il Dio. Il vento è collegato alle acque primordiali, viene chiamato primogenito e viene proclamato di origine sconosciuta perché nessuno sa dove vada e da dove venga; lo si sente ma non lo di vede, è invisibile, può essere solo percepito e sentito, mai afferrato o compreso. Il vento possiede il dono della vita eterna, è il dispensatore del principio di vita, il seme della vita.

5) STO BENE
Dito: Pollice
Elemento: SPAZIO o ETERE (Âkâsha)
Rappresenta l’Anima, il Nirvana, la Liberazione, l’Illuminazione, la Libertà

THUMB FINGER

L’ETERE è’ l’elemento onnipresente che tutto pervade, è la dimora degli altri quattro elementi, è lo spazio che separa i differenti oggetti e ne permette la varietà ma differenzia anche le parti di uno stesso oggetto. Nel corpo rappresenta inoltre gli spazi vuoti, come ad esempio nel tratto intestinale, nei vasi linfatici e sanguigni, negli spazi intercellulari, nei polmoni.

L’udito è connesso con l’Etere e il suo organo di senso è l’orecchio. Non è dominato dagli altri elementi, ha movimento ma non ha gusto. La mente dominata dall’Etere è sattvica.

Etere o spazio è il primo degli elementi, è lo spazio, è il vuoto che permette alle cose di esistere e manifestarsi.

Secondo la tradizione i rishi (saggi, veggenti) percepirono che all’inizio il mondo esisteva in uno stato di coscienza immanifesto. Da quello stato di coscienza unificata si manifestarono sottili vibrazioni del primordiale suono cosmico AUM. Da quella vibrazione apparve il primo elemento, l’Etere.

Quest’elemento etereo quindi cominciò a muoversi ed i suoi movimenti sottili crearono l’Aria, che è Etere in azione. Il movimento dell’Etere produsse una frizione, ed attraverso quella frizione fu generato il calore. Particelle d’energia-calore si combinarono a formare intensa luce e da questa luce si manifestò l’elemento Fuoco. In questo modo l’Etere si manifestò come Aria, e fu lo stesso Etere che più tardi si manifestò come Fuoco. Attraverso il calore del Fuoco, certi elementi eterei si dissolsero e si trasformarono in liquidi, manifestando l’elemento Acqua, e quindi si solidificarono per formare le molecole dell’elemento Terra. Così l’Etere si manifestò nei quattro elementi di Aria, Fuoco, Acqua e Terra.

RIASSUNTO DELLE FORMULE-MANTRA
TRUCCO PER RICORDARSI: Per ricordare ed evocare questi strumenti mentali può essere utile richiamarli mentalmente  “a blocchi”, ad esempio:

  • HO PAZIENZA E RESISTO (dita mignolo e anulare)
  • EVITO DI CRITICARE E LAMENTARMI (dita medio e indice)
  • STO BENE !!! (dito pollice)

HAND OF MYSTERIES

CONSIGLI DALLA BHAGAVAD GITA
In riferimento a questi argomenti, nella Bhagavad Gita (Canto del Beato) Krishna (che si presenta come Dio o l’Essere Supremo in Persona) istruisce Arjuna suo amico e discepolo, su quello che si dovrebbe fare. Riassumendo le istruzioni di Krishna in formule facili da ricordare, esse si potrebbero trascrivere con questa formula mantrica:

  1. TOLLERO LA GIOIA E IL DOLORE
    oppure
    RIMANGO FERMO E RISOLUTO IN OGNI CIRCOSTANZA
  2. VEDO TUTTI INGLI ESSERI IN MODO EQUANIME, POICHÈ TUTTI SIAMO UNO
  3. HARE KRISHNA, HARE KRISHNA, KRISHNA KRISHNA HARE HARE
    HARE RAMA, HARE RAMA, RAMA RAMA HARE HARE

Nel primo mantra sono racchiusi i due mantra “HO PAZIENZA” e “RESISTO”.
Il secondo mantra contiene “EVITO DI CRITICARE e DI LAMENTARMI”.
Nel terzo mantra, oltre a i Santi Nomi di Dio, c’è il significato che risponde a “La FONTE INESAURIBILE DI OGNI FELICITÀ E SODDISFAZIONE”.

Hare KRISHNA e Shanti a tutti 🙂 !!!

© 2016 Marco Giai-Levra

fonti:

http://www.yoga.it/articoli/i-cinque-elementi-l-universo-in-noi/
http://www.spiritualresearchfoundation.org/

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SRILA PRABHUPADA: LA DIETA CRUDISTA “RAW-FOOD” È LA MIGLIORE PER LA COSCIENZA DI KRISHNA E PER LA SPIRITUALITÀ

Nanda Kumar das – Memories of Srila Prabhupada

Prabhubada incoraggia una dieta crudista “raw-food”

[Quando mi sono trasferito nel tempio, ho mangiato tutto il Prasada (cibo vegetariano offerto a Dio, che acquisisce una qualità spirituale e trascendentale, N.d.T.) che era servito. Poi sono diventato il cuoco di Prabhupada, così ho avuto una cucina, e ho potuto preparare quello che volevo. Provenivo da un background di crudismo alimentare (raw-food) tipico del Sud California, e ho iniziato a mangiare insalate, frutta e cibi semplici ma volevo essere sicuro di non essere in contrasto con ciò che Prabhupada voleva.

Un giorno ho deciso di chiedere a lui cosa ne pensasse di una dieta cruda invece di prendere il normale Prasadam. Egli disse: “A dire il vero, una dieta raw è la dieta migliore per la coscienza di Krishna. E ‘semplice. Mantiene il corpo sano e leggero. Noi non la prescriviamo alle masse perché la maggior parte delle persone non sono in grado di seguirla, e non vogliamo che siano distratte dalla Coscienza di Krishna. Ma se tu sei in grado di seguirla, questa è la dieta migliore per la Coscienza di Krishna.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada


Prabhupada incoraggia la pratica dell’Hatha Yoga

[Inoltre, una delle cose alle quali ho dovuto rinunciare quando mi sono trasferito al tempio era l’hatha-yoga. Tutti mi hanno detto che hatha-yoga è incluso nel bhakti-yoga e non c’è quindi bisogno di farlo; Bastava solo ballare nel kirtan. Io sono stato testardo per un po ‘, ma quando mi sono trasferito nel tempio, non c’era effettivamente tempo e posto per farlo.

Poi, quando ho avuto modo di stare con Prabhupada, ho iniziato a praticarlo di nuovo. Nella metà mattina, prima di cucinare per lui, sono andato nel cortile del tempio e ho effettuato alcune yoga-asana, ma volevo assicurarmi che fosse giusto farlo. Dopo averlo fatto fatto per due o tre giorni avevo piena intenzione di chiedere Prabhupada la sua opinione, ma quando gli ho portato il piatto con il pranzo, lui mi ha detto: “Vedo che stai facendo esercizi di yoga in cortile.” Ho detto: “Sì, signore. Stavo per chiederti la tua opinione a riguardo. Gli altri devoti mi hanno detto che non buono, e che non fa parte del nostro processo”. “In realtà,” Prabhupada ha risposto, “Questi esercizi sono molto buoni per la salute. Non vogliamo che le persone si distraggano (dalla Coscienza di Krishna, N.d.T.), così noi non lo prescriviamo. Ma per te, è molto buono e io ti incoraggio a farlo”.

Poco tempo dopo, stavamo facendo una passeggiata in un parco a San Diego quando qualcuno stava facendo una verticale in lontananza. Prabhupada guardò e disse: “Oh, questo è Sirshasana? Questo è molto buono per la salute. Ci sono così tanti di questo tipo di esercizi come Sirshasana, Yogasana, Padmasana, che sono molto buoni per la salute”. Con un po’ di sarcasmo verso lo yoga, un confratello anziano chiese: “Allora, dovremmo farlo tutti i giorni, Prabhupada?”, ma Prabhupada non gli rispose, continuando a camminare. Quando eravamo finalmente tornati alla macchina, Prabhupada si voltò e disse: “Non è necessario”. Mi sono ricordato quello che Prabhupada mi aveva detto e mi sono reso conto che Prabhupada rispondeva lo stato d’animo della domanda. Il vero concetto che esprimeva è che tutto ciò che è buono per la tua Coscienza di Krishna, fallo. Tutto ciò che non è buono, smettilo.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada


DEFINIZIONI

Dieta Raw o dieta Raw Food- Dieta crudista, la quale si avvale solo di frutta e vegetali commestibili così come sono, allo stato crudo o naturale, senza nessuna manipolazione o trasformazione chimica.
Prasadam / Prasad misericordia”, prodotti alimentari vegetariani e altri oggetti che sono santificati e sono offerti prima offerta al Signore Krishna per il suo piacere
Kirtan il canto dei nomi e glorie del Signore
Hathayoga un sistema di esercizi fisici per aiutare a controllare i sensi
Bhaktiyoga la scienza della devozione amorevole verso l’Essere Supremo

Memories: Anecdotes of a Modern-day Saint (Volume 2, Tape 22, pg. 217-218)

Ricordi di Srila Prabhupada – das Nanda Kumar
Copyright © 2002 Monsoon media
Tutti i diritti riservati

Trascrizioni di video interviste condotte e compilati da Siddhanta Das.
Traduzione di Marco Giai-Levra, 2015.

Per ordinare i volumi di Memorie: Anecdotes of a Modern-Day Saint or Memories: The Video Series,, si prega di contattare:
http://prabhupadamemories.com/

Ushnodaka Therapy, l’acqua ayurvedica: il segreto del bere acqua calda o precedentemente bollita, provvidenziale anche per crudisti e fruttariani!!!

Un prezioso segreto Ayurvedico di perfetta salute, bellezza e equilibrio: Ushnodaka Therapy, cioè la regolare abitudine di bere acqua calda o tiepida per tutta la giornata. Rafforza la digestione, allevia il bruciore di stomaco, favorisce la perdita di peso, facilita la decostipazione dovuta a raffreddore, tosse, febbre, e disintossica il corpo.

Immette l’elemento Fuoco-Agni nel corpo, se assunta calda, tiepida o raffreddata in seguito, matenendo questa qualità (l’intelligenza sottile del Fuoco) per una giornata. La maggior parte dei problemi o malattie sono causati da costipazione da muco e tossine, dovuti alla natura di cibi innaturali, oppure al cibo non-digerito. Quindi anche il cibo sano, se non digerito, intossica l’organismo.

Questa intelligenza dell’Essere Celeste (Deva, essere dei cieli o Luminoso) del Fuoco (Agni) rimane nell’acqua fino al calare delle tenebre, anche se viene fatta raffreddare in seguito. Di notte gradualmente il Deva del Fuoco abbandona il fluido e l’acqua torna alla sua normale Natura raffreddante. Per immettere Agni bisogna far bollire l’acqua senza nessun coperchio per almeno 20 minuti, provocando una diminuzione di volume per evaporazione. Potra essere assunta calda, tiepida o fatta raffreddare.

acqua calda

Il fattore che fa  la differenza in forza, vitalità e energia, è la potenza del Fuoco gastrico (o forza digestiva) che ognuno ha in una certa misura , secondo il suo tipo di metabolismo ayurvedico. Quando questo Fuoco diminuisce, il corpo si indebolisce e si ammala.

Se vivessimo in un clima e luoghi naturali, cioè con clima tropicale come se fossimo in un paradiso dell’Eden, allora tutto il giorno il caro Sole (“l’agente di di cottura Supremo”) immetterebbe il Fuoco nel nostro corpo, aumentandone la forza digestiva e quindi l’energia, nonchè l’assorbimento dei nutrienti.

Chi non vive in un luogo tropicale invece, e segue una dieta crudista o fruttariana può accusare col tempo dei problemi e indebolimenti o infezioni, a causa della diminuzione di tale Fuoco, o del suo semi-spegnimento. Possiamo però sanare questa situazione semplicemente ingerendo acqua calda o bollita in precedenza.

Più forte è il Fuoco digestivo, più forte è la resistenza mentale e fisica, e quindi il sistema immunitario, e più brillante diventa il bagliore della pelle.

L’Ayurveda consiglia di bere la vostra acqua calda: i cibi freddi e liquidi possono indebolire il fuoco digestivo (Agni). L’ acqua fredda rallenta il processo digestivo, diluendo i succhi gastrici, in modo che non possano fare il loro lavoro nel modo più efficace, richiedendo così troppa energia per la digestione, utilizzata per portare la temperatura del liquido risultante nello stomaco alla temperatura corporea interna (fino a 1-1,5° in più di quella esterna, cioè  arriva intorno ai 38°).

Il risultato è il cibo parzialmente o non-digerito che si muove attraverso il sistema digestivo, e che può non essere eliminato correttamente. Ci si può anche sentire pesante, stanco e gonfio. L’eliminazione adeguata è importante per evitare l’accumulo di materiale di scarto nell’intestino, perché tale accumulo crea tossine e blocca l’assimilazione dei nutrienti da parte del corpo.

Deepanam paachanam kantyam laghushnam basthi shodhanam ||
Hidmaadmaanaanilashleshmasadyahashuddhinavajware |
Kaasaampinasashwaasapaarshwarukshu cha shasyate |

L’acqua calda stimola la fame, fortifica e prepara per una buona digestione, allevia mal di gola, purifica la vescica, riduce il singhiozzo, equilibria vata e kapha. Facilita i sintomi di raffreddore, tosse, febbre e dispnea (respirazione difficoltosa). Rimuove le vampate di freddo e “Ama”(le scorie e le tossine metaboliche del corpo).  E’ un vero e proprio drenaggio linfatico.

Attenzione: se affetti da reflussi gastrici, iperacidità, infiammazioni, gotta, Pitta in eccesso o febbri non si deve bere acqua molto calda. In tali casi, bollita e raffreddata l’acqua è migliore.

Come funziona
La proprietà `”Dipana” (quelle erbe e quelle preparazioni a base di erbe che stimolano il fuoco digestivo) di acqua calda provoca l’espansione degli strotas (microcanali) che trasportano i succhi digestivi, aumentando così il loro flusso, con la conseguente corretta digestione del cibo.

L’acqua bollente o bollita, cambia la sua natura: la rende più leggera e aumenta la sua potenza (virya), riducendo il raffreddamento (sheeta), provocando il riscaldamento (Ushna). Bollendo l’acqua potabile per cinque minuti l’intelligenza del elemento del fuoco viene incorporata, espandendo le proprietà dell’acqua. Questa purificazione sui livelli sottili e grossolani (sukshma), permette di pulire i canali e penetrare i livelli più profondi della fisiologia idratando i tessuti. Quindi, diventa più facile per il corpo a eliminare le tossine e le impurità.

I testi antichi affermano la differenza nel tasso di assorbimento di acqua normale e acqua bollita:
• acqua normale – impiega circa 6 ore se ogni canale è libero
• acqua bollita e raffreddata – impiega circa 3 ore per essere assorbita, e aiuta ad aprire i canali
• acqua calda speziata – impiega circa 1 ora e mezza, grazie all’incremento del Fuoco Agni, provocato da erbe e spezie riscaldanti o piccanti-pungenti.

Quantità e frequenza
Ayurveda raccomanda di sorseggiare acqua potabile calda con un contenuto minerale moderato. Quanta acqua si deve bere dipende dalla vostra età, la quantità di lavoro fisico o esercizio che fate, il tempo, la vostra dieta, i livelli di stress, gli integratori alimentari a base di erbe, e il vostro tipo di corpo. I tipi di metabolismo Pitta sono caldi e di solito più assetati rispetto ai tipi Kapha. i tipi di Vata sono spesso stitici o hanno la pelle secca e, quindi, hanno bisogno di bere più acqua. Bere da sei a otto grandi bicchieri di acqua bollita al giorno è una terapia profonda per idratare la pelle e il corpo e mantenere le tossine sotto controllo. La frequenza piuttosto che la quantità è importante qui.

Durante i pasti
Si tratta di una regola digestione ayurvedico che bere l’acqua fredda durante e dopo un pasto non è cosa buona per il corpo. L’acqua ai pasti può essere temperatura ambiente o caldo, ma non deve mai essere ghiacciata o a una temperatura inferione a quella corporea, altrimenti si va a spegnere il fuoco digestivo. Quarantacinque minuti dopo il pasto, si può bere molta acqua, secondo il bisogno del corpo per la digestione. L’acqua può essere sorseggiata durante e dopo i pasti.

Come bollire
Fate bollire una quantità sufficiente di acqua di rubinetto meglio se senza cloro o l’acqua minerale in una pentola aperta, per almeno dieci minuti.
Conservare l’acqua in un thermos e prendere qualche sorso (o più, se si ha sete) ogni mezz’ora per tutta la giornata. Per aumentare l’effetto positivo è possibile aggiungere 1-2 fettine di zenzero fresco (o un pizzico di zenzero in polvere) per l’acqua quando la bollitura. Una volta fatto questo si ha “ushnodaka”, o ac:qua calda (bollita). Non avrete bisogno di ri-riscaldare l’acqua si raffredda: la sua natura è ora “calda”.

Ayurveda prescrive tre diverse temperature per acqua potabile bollita, a seconda del tipo di corpo:
• Kapha può sorseggiare l’acqua calda. Questo riduce l’accumulo tossico kapha a cui la pelle è soggetta.
• I tipi Pitta dovrebbero raffreddare l’acqua bollita a temperatura corporea e bere con o dopo i pasti. I tipi Pitta devono stare attenti ad evitare le temperature calde.  Questa raccomandazione viene meno se la dieta è crudista o fruttariana, in quanto il metabolismo è “vatizzato” o raffreddato.
• I tipi Vata possono bere l’acqua calda, evitando di assumerla fredda. Il loro freddo interno, secca la pelle, che ha bisogno di acqua calda a per l’idratazione, per depurare i canali e bruciare Ama (scorie e tossine).

L’acqua bollita può essere utilizzata per tutto il giorno, ma non dovrebbe essere conservata durante la notte, in quanto le sue proprietà terapeutiche scadono.

Acqua fresca
Ayurveda spiega anche le proprietà dell’acqua fredda come segue:

“Sheetam madaatyayaglaanimoorchaachardishramabhramaan || Trushnadaahapittasravishanyambu niyacchati ||”

L’acqua fredda riduce l’intossicazione da alcol. Allevia stanchezza, vertigini, sensazione di vomito e disseta. Allevia i sintomi di eccesso di pitta, rakta(infiammazioni per eccesso di Fuoco) e intossicazione da veleno.

Acqua potabile
L’acqua che non è dannosa per la salute e ha tutte le qualità utili per essere assunta è definita acqua potabile. L’acqua potabile dovrebbe essere priva di metalli pesanti, particelle sospese e agenti patogeni come i batteri.

L’Ayurveda raccomanda l’acqua piovana pura, che è priva di impurità, microbi. Questa è chiamata come “Gangambu”. Tale acqua piovana è sana, rinfrescante, raffredda il corpo, aumenta la vigilanza e sazia papille gustative. Le proprietà di Gangabu pura o acqua piovana sono narrate come segue.

“Jeevanam tarpanam hridyam hlaadi buddhiprabhodhanam |

Tanvavyaktarasam mrushtam sheetam laghvamrutopamam || “

Nello scenario attuale ambientale cieli inquinati, venti polverosi, prodotti chimici vomitati dalle industrie causano piogge acide. Non è consigliabile bere tale acqua piovana. Anche in ayurveda è stato spiegato che l’acqua piovana deve essere utilizzata dopo aver analizzato sua purezza.

L’acqua contaminata con fango, erbacce, alghe e microbi viene definita “Dushtajala” in ayurveda., e non deve essere utilizzata per nessuno scopo, poichè è dannosa per gli esseri viventi.

Alcune precauzioni, secondo l’opinione del medico ayurvedico dottor Bhate:

  • Quando si vuole bere, preparare una acqua fresca bollita.
  • Non conservarla. L’acqua conservata sviluppa sostanze acide.
    Il thermos
    può essere utilizzato per affrontare questo problema.
  • Far bollire l’acqua a fuoco basso, e quando comincia l’ebollizione, l’acqua è ritenuta trasformata in Ushnodaka e in più leggera quando il suo volume diventa il 50% dell’originale. Queste indicazioni sono utili per di eccesi di Vata e Pitta.
  • Quando rimane il 75%, tale acqua è utile solo per sintomi Vata.
  • Quando il 75% è bollito e rimane il 25% , l’acqua Ushnodaka si prende cura di tutti e tre i dosha.

Grazie a Agni (Fuoco) catturato nell’acqua bollita, tutte le acque bollite sono più facili da digerire di quelle non bollite. Si può fare in fretta e facilmente una soluzione digestiva con l’aggiunta di spezie varie.

Il termine Ushnodaka può significare che la quantità di acqua che si ottiene facendola bollire è ridotta a 1/8, 1/4 o 1/2 del suo volume iniziale; a volte si utilizza anche solo per indicare l’acqua sufficientemente bollita.

La discussione sull’acqua Ushnodaka non può essere completa senza accennare appena alla possibilità di bollirla con pezzi di metallo purissimi come il rame, l’argento, l’oro per fare un ‘Dhatu-pushti Jal’ (purificare, rigenerare e integrare i tessuti con preparazioni di microelementi) immetendo le proprietà microelementali nell’acqua conservata in pentole di terracotta.

CIBI E COMBINAZIONI ALIMENTARI ACIDIFICANTI

CIBI E COMBINAZIONI ALIMENTARI ACIDIFICANTI

A cura di Marco Giai-Levra

Quali sono i cibi che acidificano?

I cibi acidificanti sono tutti quelli innaturali per l’essere umano, il quale ha in realtà una natura frugivora. Quindi tutti i cibi raffinati, elaborati artificialmente o non commestibili crudi allo stato naturale hanno un effetto acidificante. Al contrario il 99% dei vegetali crudi e della frutta alcalinizzano l’organismo, apportando minerali in forma liquida colloidale, ossia totalmente assimilabili. I minerali assunti da integratori invece hanno una microstruttura cristallina e quindi non sono assimilabili ma diventano sedimenti che permangono all’interno del corpo per anni, acidificandolo.

Tra i vegetali, quelli non commestibili allo stato naturale sono i legumi, i cereali e i grani, con tutti i loro derivati.

Cibi come i farinacei, i legumi, i cereali, i semi, la carne, il pesce e i latticini danno luogo a delle fermentazioni e quindi a delle acidificazioni: ossia il PH del nostro sangue va sotto i 7,35 diventando a più acido e il corpo va quindi in acidosi e deve neutralizzare questi acidi consumando i nostri minerali interni: come sopradetto questo significa malattia, invecchiamento e morte.

La soluzione quindi è virare gradualmente verso una dieta crudista-fruttariana (cioè quella più adatta all’uomo), alcalinizzare l’organismo e apportare minerali in forma liquida e assimilabile, estratta dai vegetali. Questa dieta va approcciata gradualmente perchè dà luogo a numerose crisi di disintossicazione da scorie e muco, dovuti ad anni o a decenni di errate abitudini alimentari. Spesso queste crisi vengono erroneamente scambiate dai neofiti per carenze nutrizionali.

Infine è lecito pensare che, una volta finito il processo della disintossicazione, si possano reintegrare i minerali perduti, in modo naturale e quindi “invertire l’invecchiamento”.

Il 99% della frutta (dolce, acida, grassa) e dei vegetali crudi commestibili hanno un effetto alcalinizzante e apportano minerali nell’organismo. Quindi questi cibi, rinfoltendo la nostra riserva di minerali, aiuteranno a neutralizzare tutte le acidificazioni dovute allo smaltimento delle scorie e dei rifiuti tossici, nonchè del muco presenti nel corpo a causa di decenni di malealimentazione.

I cibi che acidificano sono:

  • tutti i cibi elaborati e raffinati industrialmente.
  • tutti i cibi cotti: generano in diversa percentuale il fenomeno della leucocitosi nel corpo in quanto vengono riconosciuti dall’organismo come non-cibo, facendo scattare le difese immunitarie.
  • Nel caso di vegetali allo stato naturale e poi cotti l’acidificazione è più lieve.
  • tutti i cibi di origine animale: carne, pesce, insaccati, uova, latte e formaggio.
  • tutti i vegetali che non sono commestibili crudi a piena maturazione e derivati: legumi, cereali, grani, farinacei.
  • tutti i vegetali che contengono un’alta percentuale di amido.
  • tutti i cibi ad alto contenuto proteico.
  • un apporto proteico superiore ai 30-35 grammi giornalieri dà luogo ad acifificazioni.

Altre cause di acidificazione sono le fermentazioni intestinali dovute a combinazioni alimentari errate. Anche i semi acidificano e in genere tutto ciò che ha un alto contenuto proteico.

Le combinazioni da evitare sono:

  • amidi+proteine
  • amidi+zuccheri
  • amidi+acidi
  • proteine+zuccheri
  • proteine+acidi
  • amidi+amidi (un solo tipo di amido concentrato a pasto)
  • proteine+proteine (un solo tipo di proteine concentrate a pasto)
  • grassi+proteine
  • grassi+zuccheri
  • grassi+acidi (avocado+limone è un’eccezione che conferma la regola e si può fare senza conseguenze)
  • grassi+grassi (un solo tipo di grasso concentrato a pasto)

Il contenuto proteico giornaliero medio dovrebbe essere compreso tra i 25 e i 30-35 grammi. Sopra i 30-35 grammi comincia l’acidificazione. Registrandosi su siti come fitday.com o cronometer.com ognuno può facilmente controllare questo valore.

Quando si violano le regole delle corrette combinazioni alimentari avvengono delle fermentazioni nello stomaco e/o nell’intestino. Fermentazione significa ebollizione ma in questo contesto è sinonimo di acidificazione, in quanto ne è la causa.

Le fementazioni creano nel corpo acqua, acido acetico, anidride carbonica e alcol. L’organismo utilizza solo l’acqua, mentre il resto deve smaltirlo e neutralizzarlo “bruciando” la nostra preziosa miniera di minerali, quindi come spiegato facendoci ammalare, invecchiare e andare più velocemente in contro alla morte.

Vale la pena di notare come i cibi acidificanti contengano già al loro interno delle combinazioni alimentari errate per l’essere umano: ad esempio i fagioli violano la regola “amido+proteine” in quanto contengono una percentuale considerevole di entrambi gli elementi. Infatti, come è noto, producono gas nell’intestino: questo gas è la conseguenza di una fermentazione, la quale dà luogo ad un’acidificazione. Gli acidi prodotti vengono assorbiti dai villi intestinali (ne abbiamo 3000 per centimetro quadrato) che li ributta nel sangue, abbassandone il valore del PH. Quindi segue la neutralizazzione degli acidi che si concretizza in una demineralizzazione.

Fonte: http://ehretismo.com/2012/03/salute-perfetta-ringiovanimento-fisico-e-longevita-questione-di-sangue/