marcogiailevra

Libero ricercatore indipendente su salute, longevità, ehretismo, crudismo, fruttarianismo, sungazing, nutrimento pranico.

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DIVIETO DI DIGIUNO IN QUESTE DATE: VEDIC SCIENCE

A cura di Marco Giai-Levra

Avevo precedentemente giàscritto un articolo sui giorni “impuri” o Ashudda in sanscrito, in cui a causa di particolari influenze lunari e planetarie non conviene digiunare perchè è spiegato dagli Shastra (Scritture rivelate) che porta malessere fisico, mentale e spirituale, addirittura degradando il karma e mandando in miseria il digiunatore. In altre parole diventa difficile e pericolo, per non dire rovinoso digiunare in questi giorni Ashudda.

L’articolo completo con tutta la spiegazione lo potete trovare al seguente link:
https://marcogiailevra.wordpress.com/2017/02/18/digiuno-lunare-di-ekadashi-regole-vediche-quando-digiunare-shuddha-ekadashi-e-quando-non-digiunare-ashuddha-ekadashi/

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Nell’induismo in generale sono prescritti 2 giorni di digiuno lunare al mese, obbligatori per i devoti del Signore. Questi giorni sono detti Ekadashi e dovrebbero ricadere 11 giorni dopo la luna piena o la luna nuova, ma poi avvengono sempre degli aggiustamenti astrologici e quindi non è così automatico, anche perchè l’astrologia vedica si basa sul perfetto calendario lunare, e non sul nostro calendario solare (che in realtà è artificiale, non naturale come quello lunare).

Sul web è disponibile un calcolatore dei giorni di Ekadashi, dove potete immettere anche luogo e anno per essere sicuri di non sbagliare le date prescritte, oltre a scoprire i fatidici giorni impuri, le Ashudda Ekadashi, i giorni in cui NON bisognerebbe intraprendere la pratica del digiuno.

Il calcolatore automatico lo potete trovare a questo indirizzo:
http://www.drikpanchang.com/vrats/ekadashidates.html

Per scoprire quali sono i giorni impuri (Ashudda Ekadashi)  in cui non conviene affatto digiunare dovete controllare nella lista delle date delle differenti Ekadashi. Bene, quando vedrete che il nome di una Ekadashi è preceduto dalla parola Vaishnava, allora potrete anche notare che il giorno prima è riportato il nome della stessa Ekadashi senza essere preceduto dalla parola Vaishnava, e quindi saprete che tale giorno precedente è Ashudda, ossia “impuro”.

Grazie alla magnanimità di coloro che hanno sviluppato questa e altre piattaforme simili, adesso tutti possono essere in grado di determinare e conoscere i “giorni no” per il digiuno. Questo è particolarmente utile se si pianificano dei digiuni più lunghi.

Hare Krishna a tutti 😇 !!!

Pensiero-Mantra del giorno:
“Sono un TuttUno con Krishna e Krishna è con me” 😊😊😊

© 2017 Marco Giai-Levra

fonti:
http://www.drikpanchang.com

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I 161.080 figli di Krishna!!!

A cura di Marco Giai-Levra

Krishna, Dio, l’Essere Supremo in Persona, sposò 16.108 mogli, così come da loro richiesto! In quanto pure devote il Signore esaudì i loro desideri.  Su 16.108, Krishna generò  con ogni moglie 10 figli che avevano Sua la stessa natura! Così, Krishna aveva totalmente 161.080 figli.

Vediamo la lista dei nomi di soli 80 bambini nati con le prime 8 mogli.

1) I nomi dei figli di Rukmani: Prathyumnan, Charudeshnan, Sudheshnan, Charudehan, Seecharu, Saaraguptha, Bathracharu, Charuchandharin, Visaru e Charu.

2) I nomi dei figli di Sathyabama: Banu, Subanu, Swarabanu, Prabanu, Banuman, Chandrabanu, Pragathbanu, Athibanu, Sribanu e Prathibanu.

3) I nomi dei figli di Jambhavathi: Samban, Sumithra, Prujith, Sadhajith, Sagasrajith, Vijayan, Chitrakethu, Vasuman, Dravidan e Kirathu. Krishna manifestò più attaccamento ai figli avuti con Jambhavathi.

4) I nomi dei figli di Sathya, che era la figlia del re di Nagnajith: Veera, Chandra, Ashvasena, Chitragu, Vegavan, Virusha, Aman, Sangu, Vasu e Kunti. Kunti fu il più famoso e celebrato tra i dieci.

5) I nomi dei figli di Kalindhi: Shrutha, Kavi, Vrusha, Veera, Subahu, Bathra, Santhi, Dharsha, Pooranamashu e Somaha.

6) I nomi dei figli di Lakshmana, nello stato di Tamilnadu-Madras: Pragosha, Gathravaan, Simma, Bala, Prabala, Oorthuvaga, mahashakthi, Saga, Oja e Abarajith.

7) I nomi dei figli di Mithra Vindha: Viruga, Harsha, Anila, Kiruthra, Varthana, Anandha, Mahamsa, Bhavana, Vahni e Shoothi.

8) I nomi dei figli di Badhra: Sankramajith, Brugathsena, Soora, Pragarana, Arijith, Jaya, Subathra, Vama, Ayu e Sathyaga.

Back to Godhead - Volume 01, Number 65 - 1974

Il figlio maggiore di Rukmini, Prathyumna sposò Mayavathi anche durante la sua nascita. Cioè, il suo matrimonio è stato fatto prima della nascita, mentre era nel grembo della madre da parte di tutti gli esseri celesti.

Hare KRISHNA e Shanti a tutti 🙂 !!!

© 2016 Marco Giai-Levra

fonti:
http://brajbhoomimathura.blogspot.it/2012/01/lord-krishnas-children.html

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I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA

I cinque strumenti mentali YOGICI di SWAMI JOYTHIMAYANANDA
A cura di Marco Giai-Levra

Questi sono cinque strumenti, come cinque sono  gli  elementi che compongono l’universo materiale (Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra), ed essi rappresentano anche il principio per una visione globale. L’elemento più sottile, quello che fà quasi da confine tra mondo materiale e spirituale è l’ETERE, detto anche SPAZIO o SPAZIO INFINITO.

Il maestro Vaidya Swami Joythimayananda, originario del Tamil (India del sud), è considerato un’autorità a livello mondiale nei campi dello Yoga e dell’Ayurveda, discipline apprese durante il suo lungo apprendistato in India.

SWAMI JOYTHIMAYANANDA

L’importante è capire che viviamo secondo il principio  dei  cinque  elementi,  perché noi siamo formati dai cinque elementi dell’universo: Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra. Il corpo o veicolo materiale è formato da questi cinque elementi grossolani e da tre elementi più sottili: Mente, Intelligenza e Falso Ego. Questi ultimi riguardano i corpi mentali.

Charaka disse: «L’uomo è l’epitome dell’universo; ciò che è nell’universo è nell’uomo, ciò che è nell’uomo è nell’universo».

I CINQUE ELEMENTI DELLA NATURA MATERIALE E LE DITA DELLA NOSTRA MANO
Ciascuna delle nostre dita è associata ad un particolare Principio Cosmico Assoluto (Tattva). L’immagine qui sotto mostra la relazione tra ogni dito e il Principio Cosmico Assoluto associato.

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Quando la coscienza divina fluisce dalla mano di una persona spiritualmente evoluta, l’energia proveniente da ogni dito sarà diversa, in quanto è modificato dall’ Elemento Cosmico Predominante predominante di quel dito. Di conseguenza, come il mignolo è associato con l’Assoluto Elemento Terra (Pruthvītattva), ha anche la maggior capacità di manifestare la Coscienza Divina relativa a quell’elemento. Il pollice è associato con l’Assoluto Elemento Etere (Ākāshtattva) e quindi ha la Coscienza Divina più manifesta in riferimento all’ Etere, con tutto quello che ne consegue.

I cinque elementi sono associati o legati alle dita della nostra mano, nel seguente modo:

  • Dito mignolo: elemento TERRA
  • Dito anulare: elemento ACQUA
  • Dito medio: elemento FUOCO
  • Dito indice: elemento ARIA
  • Dito pollice: Elemento ETERE o SPAZIO INFINITO

SWAMI JOYTHIMAYANANDA MANO

1) HO PAZIENZA
Dito: mignolo
Elemento: TERRA (Prithivî)
Rappresenta il corpo fisico, la morte

LITTLE FINGER

La Terra è il quinto ed ultimo elemento del cosmo presente nel microcosmo; la vita è possibile su questo pianeta perché la Terra mantiene tutte le sostanze viventi e non viventi sulla sua solida superficie. Nel corpo tutte le strutture solide – ossa, cartilagini, muscoli, tendini, pelle, capelli – sono derivate dalla Terra.

La Terra è collegata al senso dell’olfatto ed il suo organo è il naso.

La «vasta», la «estesa»: si tratta della terra e della sua personificazione come Dea. Secondo il Rig Veda questo termine indica, in particolare, uno dei due elementi che compongono il mondo fisico: la terra (Prithivî) e il cielo (Div) che a volte vengono indicati congiuntamente come Dyava-Prithivî.

Prithivî viene definita il grembo di Agni, il luogo in cui ha origine l’embrione della vita; è anche in questo senso che viene detta anche la Madre. Essa si trova in stretta connessione con la fertilità, per gli Dei Prithivî è Aditi, per gli agricoltori è Sita, per gli esseri viventi è la Terra.

La Terra – si afferma – è il giudice definitivo quando viene posta in dubbio l’innocenza o l’integrità di una persona. Lo stesso Buddha chiamò la Terra a testimoniare la sua integrità e la verità del suo insegnamento; è per questo che viene spesso raffigurato seduto mentre tocca la terra con la mano destra.

Dalla Terra sono creati tutti i corpi viventi organici, inclusi quelli del regno vegetale ed animale, incluso l’uomo. La Terra contiene anche le sostanze inorganiche che comprendono il regno minerale ed in questo modo dal grembo dei cinque elementi è generata tutta la materia.

I cinque elementi basilari esistono in tutta la creazione in un’infinita varietà di proporzioni: essi fanno parte della danza dinamica della creazione e si manifestano ed interagiscono in continuazione; il cambiamento di un elemento provoca ripercussioni sugli altri.

Nella membrana cellulare, ad esempio, sono presenti tutti gli elementi, ma la Terra è predominante, poiché fornisce la struttura alla cellula stessa. L’elemento Acqua predomina nel citoplasma, il liquido della cellula. I processi metabolici che regolano le cellule sono governati dall’elemento Fuoco. L’elemento Aria predomina nei gas delle cellule e lo spazio occupato dalla cellula rappresenta l’elemento Etere.

L’Âyurveda considera il corpo umano e le sue esperienze sensoriali come manifestazioni dell’energia cosmica espressa nei cinque elementi basilari. Gli antichi rishi percepirono che questi elementi ebbero origine dalla Pura Coscienza Cosmica. L’Âyurveda mira a mettere ogni individuo in grado di portare il complesso corpo/mente in perfetta relazione armonica con quella Coscienza.

Nello studio dell’Âyurveda è importante comprendere che «uno è in tutto e tutto è in uno» e sebbene gli elementi abbiano diverse caratteristiche, collaborano tra loro essendo sempre tutti presenti, anche se con dominanze diverse; essi hanno varie qualità che mantengono nell’uomo i processi di creazione, conservazione e trasformazione che corrispondono ai tridosha (i tre dosha o energie derivanti dalla combinazione degli elementi).

2) RESISTO
Dito: Anulare
Elemento: ACQUA (Jala)
Rappresenta le emozioni, il gusto della vita, la malattia

ring finger

L’Acqua è il quarto importante elemento nel corpo, si manifesta in tutte le secrezioni ed è assolutamente vitale per il funzionamento dei tessuti, degli organi e dei vari sistemi corporei; l’Acqua corporea è chiamata l’Acqua della Vita.

L’Acqua è collegata al gusto, il suo organo è la lingua – senza acqua la lingua non può gustare.

In quasi tutte le tradizioni del genere umano le acque occupano un posto speciale; sono l’elemento primigenio supra il quale tutto il resto riposa.

La loro prima funzione antropocosmica è la purificazione: ancora oggi è pratica quotidiana immergere idoli o oggetti nelle acque considerate sacre, per simboleggiare il ritorno alle origini, la regressione, la rigenerazione, una nuova nascita.

Le acque possiedono un carattere intermedio: non sono né aria né cielo, si trovano sulla terra ma vengono dal cielo, portano la vita ma possono anche essere letali, purificano ma possono anche essere fangose, scorrono sulla superficie ma anche in fiumi sotterranei.

Nella terra così come nell’individuo prendono le forme più diverse e hanno la libertà illimitata del divenire. Incorporando in sè tutte le virtualità, l’acqua diventa un simbolo di vita, ricca di germi: feconda la terra, gli animali, le donne.

Ricettacolo di ogni virtualità, fluida per eccellenza, sostegno del divenire, l’Acqua è paragonata o direttamente assimilata alla Luna. I ritmi lunari e acquatici sono governati dallo stesso destino, comandano la comparsa e la scomparsa periodica di tutte le donne, e danno al divenire universale una struttura ciclica. Lo spirito delle acque, l’Apam, rappresenta la fonte della vita; nel Rig Veda si dice che «Dalle acque è prodotto questo Universo». Le acque veicolano l’energia divina proprio come il sangue è il veicolo della vita umana.

3) EVITO DI CRITICARE
Dito: Medio
Elemento: FUOCO (Agni)
Rappresenta l’energia, la salute

MIDDLE FINGER

La sorgente del Fuoco e della luce nel sistema solare è il Sole; nel corpo umano la sorgente del Fuoco è il metabolismo: il Fuoco lavora nell’apparato digerente, in tutti i processi di trasformazione fisica e mentale e si manifesta come intelligenza.

Fuoco da sempre amico dell’uomo, il mediatore, il fuoco sacro e sacrificale e allo stesso tempo il fuoco che è il Sole, nelle cose che bruciano e nel cuore dell’uomo: ovunque lo stesso eppure sempre differente.

Agni come importante fenomeno naturale viene innalzato a divinità e l’idea di Agni nasce dal Sole ardente, che con il suo calore accende ogni cosa sia infiammabile. Viene dalle nuvole sotto forma di fulmine, è il portatore del fuoco. Viene raffigurato con una barba rossiccia, mascella quadrata e denti roventi. Il legno e il ghee sono i suoi cibi, brilla come il Sole che disperde l’oscurità della notte. Il suo sentiero è nero quando invade le foreste, e la sua voce è come il tuono del cielo. Così si pensa che il fuoco abiti non solo sulla terra, nel focolare o sull’altare, ma anche in cielo e nell’atmosfera, come il sole e l’aurora e come il fulmine tra le nubi.

Ben presto diventa un Dio supremo che si estende oltre il cielo e la terra e via via che il concetto si fa sempre più astratto, esso appare sempre più sublime. Agni assume quindi il ruolo di mediatore tra gli Dei e gli uomini ed è colui che tutti aiuta.

4) EVITO DI LAMENTARMI
Dito: Indice
Elemento: ARIA (Vâyu)
Rappresenta i pensieri, la creatività mentale

INDEX FINGER

L’Aria è l’elemento del movimento; contiene l’ossigeno che è di vitale importanza per tutti gli esseri viventi. Il suo senso è il tatto e l’organo di azione è la pelle; controlla tutte le attività del corpo: è responsabile di tutte le pulsazioni, delle azioni connesse con l’aria come la respirazione; tutti gli impulsi del sistema nervoso centrale sono governati dall’Aria corporea. La sua funzione è di rendere il corpo asciutto e leggero. La mente dominata dall’Aria è rajasica.

Nel Rig Veda il vento è denominato Vâta o Vâyu: la prima parola viene usata principalmente per l’elemento e la seconda per il Dio. Il vento è collegato alle acque primordiali, viene chiamato primogenito e viene proclamato di origine sconosciuta perché nessuno sa dove vada e da dove venga; lo si sente ma non lo di vede, è invisibile, può essere solo percepito e sentito, mai afferrato o compreso. Il vento possiede il dono della vita eterna, è il dispensatore del principio di vita, il seme della vita.

5) STO BENE
Dito: Pollice
Elemento: SPAZIO o ETERE (Âkâsha)
Rappresenta l’Anima, il Nirvana, la Liberazione, l’Illuminazione, la Libertà

THUMB FINGER

L’ETERE è’ l’elemento onnipresente che tutto pervade, è la dimora degli altri quattro elementi, è lo spazio che separa i differenti oggetti e ne permette la varietà ma differenzia anche le parti di uno stesso oggetto. Nel corpo rappresenta inoltre gli spazi vuoti, come ad esempio nel tratto intestinale, nei vasi linfatici e sanguigni, negli spazi intercellulari, nei polmoni.

L’udito è connesso con l’Etere e il suo organo di senso è l’orecchio. Non è dominato dagli altri elementi, ha movimento ma non ha gusto. La mente dominata dall’Etere è sattvica.

Etere o spazio è il primo degli elementi, è lo spazio, è il vuoto che permette alle cose di esistere e manifestarsi.

Secondo la tradizione i rishi (saggi, veggenti) percepirono che all’inizio il mondo esisteva in uno stato di coscienza immanifesto. Da quello stato di coscienza unificata si manifestarono sottili vibrazioni del primordiale suono cosmico AUM. Da quella vibrazione apparve il primo elemento, l’Etere.

Quest’elemento etereo quindi cominciò a muoversi ed i suoi movimenti sottili crearono l’Aria, che è Etere in azione. Il movimento dell’Etere produsse una frizione, ed attraverso quella frizione fu generato il calore. Particelle d’energia-calore si combinarono a formare intensa luce e da questa luce si manifestò l’elemento Fuoco. In questo modo l’Etere si manifestò come Aria, e fu lo stesso Etere che più tardi si manifestò come Fuoco. Attraverso il calore del Fuoco, certi elementi eterei si dissolsero e si trasformarono in liquidi, manifestando l’elemento Acqua, e quindi si solidificarono per formare le molecole dell’elemento Terra. Così l’Etere si manifestò nei quattro elementi di Aria, Fuoco, Acqua e Terra.

RIASSUNTO DELLE FORMULE-MANTRA
TRUCCO PER RICORDARSI: Per ricordare ed evocare questi strumenti mentali può essere utile richiamarli mentalmente  “a blocchi”, ad esempio:

  • HO PAZIENZA E RESISTO (dita mignolo e anulare)
  • EVITO DI CRITICARE E LAMENTARMI (dita medio e indice)
  • STO BENE !!! (dito pollice)

HAND OF MYSTERIES

CONSIGLI DALLA BHAGAVAD GITA
In riferimento a questi argomenti, nella Bhagavad Gita (Canto del Beato) Krishna (che si presenta come Dio o l’Essere Supremo in Persona) istruisce Arjuna suo amico e discepolo, su quello che si dovrebbe fare. Riassumendo le istruzioni di Krishna in formule facili da ricordare, esse si potrebbero trascrivere con questa formula mantrica:

  1. TOLLERO LA GIOIA E IL DOLORE
    oppure
    RIMANGO FERMO E RISOLUTO IN OGNI CIRCOSTANZA
  2. VEDO TUTTI INGLI ESSERI IN MODO EQUANIME, POICHÈ TUTTI SIAMO UNO
  3. HARE KRISHNA, HARE KRISHNA, KRISHNA KRISHNA HARE HARE
    HARE RAMA, HARE RAMA, RAMA RAMA HARE HARE

Nel primo mantra sono racchiusi i due mantra “HO PAZIENZA” e “RESISTO”.
Il secondo mantra contiene “EVITO DI CRITICARE e DI LAMENTARMI”.
Nel terzo mantra, oltre a i Santi Nomi di Dio, c’è il significato che risponde a “La FONTE INESAURIBILE DI OGNI FELICITÀ E SODDISFAZIONE”.

Hare KRISHNA e Shanti a tutti 🙂 !!!

© 2016 Marco Giai-Levra

fonti:

http://www.yoga.it/articoli/i-cinque-elementi-l-universo-in-noi/
http://www.spiritualresearchfoundation.org/

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IMPERSONALISMO, TU SEI DIO, DIO È “SOLO” UN OCEANO-MAGMA DI GRAZIA-AMORE-BEATITUDINE: ILLUSIONE SUPREMA!!!!

A cura di Marco Giai-Levra

Al giorno d’oggi è spesso diffusa la visione impersonalista di Dio, ossia quel punto di vista che riconosce solo l’aspetto impersonale del Signore ritenendolo addirittura l’aspetto originale, quindi l’unico reale.

Visto che Krishna che è Dio, dice “dei logici, Io sono la conclusione”, questo significa che siamo autorizzati ad usare la logica come strumento mentale per cercare di afferrare la Verità. E se facciamo un semplice ragionamento logico assumiamo che Dio per Sua definizione è Colui che non ha origine da nulla. Egli è Tutto e non ha bisogno di Nulla. E’ l’Essere Supremo, la Persona Suprema, è Eterno e Immutabile (era, è, sarà contemporaneamente, perchè la dimensione Spazio-Tempo non esiste nel mondo spirituale). Lui rivela Sè stesso nelle scritture sacre in tempi, luoghi e circostanze diverse, e in differenti modalità per essere dialogare in modo intellegibile per la forma mentale dei fruitori del messaggio divino.

Le Sue qualità sono eterne e infinite, e naturalmente così anche i suoi aspetti e le sue forme: tutto è senza limite, ossia non solo non ha mai fine, ma non c’è nascita, nè morte, nè origine per Lui.

Da questo si evince che ha infiniti aspetti e forme, il che significa che la “non-forma”, “l’Oceano di Energia” è senza dubbio reale e và onorato dai devoti, ma quello è solo uno dei Suoi innumerevoli aspetti. Nei “99 bei nomi di Allah”, citati nel Corano ad esempio, questi aspetti si traducono come: il Misericordioso, il Compassionevole, il Buono, il Potente, ecc.
Questi sono tutti attributi che si addicono ad un persona, non ad un magma impersonale. Inoltre proprio uno dei 99 nomi di Allah è “colui che plasma la forma”: pertanto come potrebbe mai la forma originale di Dio essere un Oceano di Energia impersonale senza forma, e poi creare in seguito le sue forme personali (cioè quelle di cui noi siamo ad immagine e somiglianza) senza possedere questa qualità??? Se qualcuno produce qualcosa che ha una certa qualità, si presuppone che egli abbia già tale qualità.

Quindi la conclusione logica è che Dio è una Persona, la Persona Suprema, e che noi siamo fatti a sua immagine  e somiglianza, come viene spiegato nella Genesi Ebraica, cioè nel Vecchio Testamento. Nella Bibbia viene ancora detto che Dio passeggiava a fianco di Adamo nel Giardino di Eden: un po’ difficile per un Oceano impersonale passeggiare a fianco di  un uomo in un giardino!

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Vishnu il Dio supremo nell’induismo il cui nome significa “quello che Tutto pervade” ha infatti una forma personale, umanoide con quattro braccia. E Krishna il Dio che ha emanato l’aspetto di Vishnu secondo i Vaishnava ha un aspetto umano.

Ma perchè allora nonostante queste facili considerazioni logiche và di moda considerare vero solo l’aspetto impersonale di Dio e falso quello che ha una forma di persona?

La risposta è semplice: INVIDIA SOLTANTO! Di chi??? Invidia verso Dio, l’Essere Supremo, l’Altissimo, l’Elyon dell’Antico Testamento della Bibbia.

Questo è il sentimento che ci ha fatto incarnare per la prima volta: “Perchè Lui si e io no? Perchè devo godere sempre insieme a Lui e con Lui, io adesso voglio provare a godere dei sensi in modo indipendente da Lui….”

Puff…. Accontentati immediatamente: siamo intrappolati e condizionati dal corpo materiale e dal karma che generiamo probabilmente da migliaia di anni, siamo qui letteralmente imprigionati e non riusciamo a liberarci. Questo avverrà fino a che con sottomissione e con tono dimesso, ci arrenderemo definitivamente a Dio, la Persona Suprema.

Sono assimilabili al concetto di impersonalismo anche le visioni New Age e altre ancora, quelle che promuovono solo “il Tuo Dio interiore”, in quanto l’invidia verso l’Essere Supremo è tale, che questi demoni e falsi spiritualisti non riescono a concepire di abbassare la testa, sottomettersi e svolgere il nostro eterno dovere: SERVIRLO!
Il rapporto che abbiamo con Dio è eterno e di eterna beatitudine, perchè solo servendolo possiamo godere anche noi. Lui ama i suoi devoti più di ogni altra cosa e desidera soddisfarli in tutto, in base alla devozione con cui lo hanno adorato.
Se una mano serve la bocca ne gode anch’essa, al contrario se si rifiuta di portare il cibo alla bocca perchè invidiosa della capacità di gustare, perisce la bocca, il corpo intero e quindi la mano stessa.

Riporto qui di seguito il dialogo tra Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami A. C. Prabhupada e i suoi discepoli, avvenuto nel settmebre del 1975 a Vrindavana in India.

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada: Sia gli esseri viventi sia Krishna sono pieni di coscienza. La coscienza di un essere vivente è dentro di lui e la coscienza di Krishna si diffonde ovunque. Questa è la differenza.

Discepolo: I mayavadi [gli impersonalisti] dicono che quando diventeremo liberati, anche noi ci diffonderemo ovunque. Ci fonderemo nel Brahman e perderemo la nostra identità individuale.

Srila Prabhupada: Questo significa che ti dimenticherai di tutto. Comunque piccola sia la coscienza che avevi, essa non esisterà più.

Discepolo: Ma comunque quello che dimenticheremo è solo illusione.

Srila Prabhupada: Se questa è la liberazione, allora lascia che ora ti uccida. Ti dimenticherai di tutto – la liberazione. [Risate] [Un passante canta in hindi] Questa è la liberazione – egli canta: “O mio Signore Krishna, quando mi abbandonerò ai Tuoi piedi di loto?” Questa è la liberazione. Come un bambino che si abbandona totalmente ai propri genitori – egli è liberato. Non ha ansietà. È fiducioso: “Oh, I miei genitori sono qui. Qualunque cosa facciano va bene per me. Nessuno può farmi del male.”

Discepolo: Gli impersonalisti dicono che la liberazione libera da ogni sofferenza.

Srila Prabhupada: Sì, ma se sei pieno di ansietà, dov’è la tua liberazione?

Discepolo: Dicono che può essere raggiunta se diventiamo uno con il Supremo.

Srila Prabhupada: Krishna è la coscienza suprema. Se perdi la tua coscienza, come puoi diventare uno con Lui?

Discepolo: Bene, non è esatto dire che perdiamo la nostra coscienza, ma che ci fondiamo nella coscienza suprema.

Srila Prabhupada: Questo significa che vuoi diventare Dio, ma perchè ora sei differente da Dio?

Discepolo: È il mio lila [il mio divertimento].

Srila Prabhupada: Se questo è il tuo lila, allora perché ti sottoponi a così tante austerità per raggiungere la liberazione?

Discepolo: Il punto è che la coscienza suprema non è incarnata, mentre ora noi siamo incarnati. Perciò, quando otterremo la coscienza suprema, anche noi non saremo più incarnati.

Srila Prabhupada: Ma come hai fatto ad incarnarti se sei il Supremo? Che cosa ti ha fatto incarnare? Non ti piace essere incarnato – il corpo dà molta sofferenza – perciò vuoi la liberazione. Ma chiunque ti ha fatto incarnare, Egli è il Supremo. Non sei tu il Supremo.

Discepolo: M’illudo, cosicché posso provare il piacere di essere liberato.

Srila Prabhupada: Perché un qualsiasi uomo sano di mente si metterebbe in una posizione in cui sarà ripetutamente preso a calci dalla natura materiale sotto forma di nascita, vecchiaia, malattia e morte? Qual è il divertimento?

Discepolo: Senza sofferenza, come puoi sperimentare il piacere?

Srila Prabhupada: Allora lascia che ti prenda a calci e quando smetto puoi sperimentare il piacere.

Discepolo: L’idea è che dopo aver sperimentato la sofferenza in questo mondo, la liberazione sarà molto dolce.

Srila Prabhupada: Ma perché c’è la sofferenza? Se sei supremo, perché ci sono sofferenze di tutti i tipi per te? Che cosa è questa sciocchezza: “La sofferenza è il mio lila”?

Discepolo: È sofferenza solo per coloro che non capiscono di essere supremi. Essi sono gli unici a soffrire, non io.

Srila Prabhupada: Allora sei come i maiali e i cani. Essi non capiscono che questa è sofferenza, ma noi sì. Perciò i mayavadi sono mudha, sciocchi e mascalzoni, che non sanno cos’è la sofferenza e cos’è il piacere. Mudho ’yam nabhijanati mam ebhyah param avyayam. Krishna dice: “Gli sciocchi e i mascalzoni non sanno che Io sono il Supremo.” Perciò dopo molte vite trascorse a soffrire e a parlare di ogni genere di sciocchezze, la persona che possiede la vera conoscenza si arrende a Krishna (bahunam janmanam ante jñanavan mam prapadyate). Questa è conoscenza. Quando si raggiunge questa consapevolezza, “ho solo sofferto e ho cercato d’illudermi con giochi di parole”, allora ci si arrende a Krishna.

Discepolo: Quindi la filosofia mayavada è veramente la suprema illusione?

Srila Prabhupada: Sì. Mayavadi bhasya shunile haya sarva-nasha: “Chi segue la filosofia mayavada è finito.” È condannato, rimarrà assorbito in quella falsa filosofia e non sarà più capace di accettare la vera filosofia. I mayavadi sono degli offensori, quindi rimarranno eternamente nell’ignoranza e penseranno di essere Dio. Essi predicano pubblicamente: “Perchè pensi di essere colpevole? Tu sei Dio.”

Discepolo: I cristiani hanno il concetto del peccato. Quando i mayavadi si recarono in America, dissero ai cristiani: “Dimenticate questa idea di peccato, Qualsiasi cosa facciate, va bene, perché siete Dio.”

Srila Prabhupada: Ai sacerdoti cristiani non piacque la filosofia mayavada. I mayavadi erano atei, più dei buddisti. I buddisti non accettano l’autorità vedica, perciò sono considerati atei, ma questi mascalzoni di mayavadi accettano i Veda e predicano l’ateismo. Pertanto sono più pericolosi dei buddisti, che, sebbene si supponga siano atei, adorano Buddha, un’incarnazione di Krishna, quindi un giorno saranno liberati. I mayavadi invece non saranno mai liberati. Nella Bhagavad-gita [18.66] Krishna ci rassicura: “Abbandonati a Me e Io ti libererò da tutti i pericoli.” Noi accettiamo Krishna. Questo è tutto. Il nostro metodo è molto facile.

Il bambino cerca di camminare, ma non ne è capace e cade. Il padre dice: “Mio caro figlio, prendi la mia mano.” Allora il bambino è salvo. Questi mayavadi si oppongono al verdetto di Dio. Dio dice: “Gli esseri viventi sono parte integrante di Me” e i mayavadi dicono: “Io sono Dio.” Questa è stupidità. Se fossero uguali a Dio, perché Dio direbbe: “Abbandonati a Me?” Essi non sono Dio, sono semplicemente dei mascalzoni che proclamano di essere uguali a Dio perché non vogliono arrendersi a Lui. Quindi questa conoscenza – che “devo sottomettermi a Dio” – la otteniamo solo dopo moltissime nascite. Allora abbandoniamo quegli sciocchi giochi di parole e otteniamo la vera liberazione nella coscienza di Krishna.

Marco Phoenix Giai-Levra

Le donne subordinate agli uomini nell’induismo: esistono nelle sacre scritture rivelate delle ragioni che riguardano la meccanica grossolana e sottile del corpo materiale femminile e del suo funzionamento specifico

LE DONNE SUBORDINATE AGLI UOMINI (INDUISMO, ISLAM E ALTRE RELIGIONI)
A cura di Marco Giai-Levra

Riporto qui la domanda di uno studente, la risposta di Sankarshan Das Adhikari e alcune precisaziondi dell’utente VRK. Uno studente fà una domanda su questo scottante argomento al suo guru che è un devoto di Krishna, Sankarshan Das Adhikari.

In realtà l’argomento è scandalizzante o scottante solo per chi è materialista e si identifica con il proprio corpo e il proprio falso ego, come verrà descritto qui di seguito. A livello basico è sempre e solo un sentimento di invidia, lo stesso tipo di sentimento invidioso (allora rivolto a Dio) che ci ha indotto a scegliere di incarnarci nell’universo materiale la prima volta, lasciando il posto eterno e spirituale dal quale proveniamo e rimanendo imprigionati e condizionati dai vari corpi che di volta in volta rivestiamo, di qualsiasi genere: maschile, femminile, pianta o animale. Secondo il nostro karma continuiamo a cambiare corpo o veicolo materiale, fino a quando riusciremo a liberare l’Anima per sempre e a tornare dall’Essere Supremo Eterno, Dio.

Quotes-by-Srila-Prabhupada-on-Light-Of-The-Soul

Dal punto di vista spiritualista (soprattutto nell’induismo) siamo tutti Anime individuali condizionate, reincarnate in questo universo materiale, e solo temporaneamente rivestiamo degli involucri o veicoli materiali di tipo maschile o femminile. Ogni tipo di veicolo ha le sue caratteristiche fisiche, mentali, ormonali, percettive, intellettive, ecc. I veicoli hanno caratteristiche diverse e non sono affatto tutti uguali. Essi hanno diverse qualità a livello di percezione spazio temporale, emotivo, sentimentale, intellettivo (nessuna di queste caratteristiche sono spirituali, ma sono tutte materiali grossolane oppure più sottili).

Quindi lo spiritualista è consapevole di essere un’Anima che riveste un corpo: non un uomo!!! Non una donna!!! Non un animale!!! Non una pianta!!! La mente e l’Ego fanno parte del corpo, sono i suoi elementi più sottili. Ma non sono Anima e non sono Spirito. Anima e Spirito sono sinonimi e possono essere considerati la stessa cosa. Noi siamo in realtà solo  Anima o Spirito. L’insieme di Anima e Corpo-Mente è un essere umano. Ma noi non siamo questo in realtà. Il corpo-mente è solo un vestito, o una macchina che viene guidata, ma che ci condiziona pesantemente e ci intrappola in questo universo materiale illusorio.

Pensare di essere “animalisti, femministe, maschilisti”, e molti altri “ismi”, oltre che suonare ridicolo, significa essenzialmente identificarsi con il proprio corpo, e questo fà di una persona un materialista, piuttosto che uno spiritualista, che ne sia consapevole o meno. Non siamo uomini, donne, animali o piante, ma siamo Anime temporaneamente vestite in quel modo.

E’ soltanto un sentimento più o meno consapevole di invidia pensare: “ma perchè lui si e io no??”.
Significa soltanto essere materialisti l’identificarsi con i propri corpo e falso ego!!
NOI NON ABBIAMO NIENTE A CHE FARE CON QUESTI ELEMENTI PERCHE’ IN REALTA’ SIAMO UN’ANIMA INDIVIDUALE ETERNA O SPIRITO!!!!

Occuparsi di questioni temporali, manifestazioni e lotte per i diritti “del proprio vestito temporaneo” del momento è stupido agli occhi dello spiritualista, il quale sà che non ha nulla a che fare con tutto questo, in quanto egli è Anima Eterna individuale e immutabile, frammento infinitesimale di Dio, la Persona Suprema.

I diritti delle donne, degli animali, o di qualsiasi altra cosa suona alle orecchie dello spiritualista evoluto come se si parlasse dei “diritti delle magliette verdi e delle camice rosa o beige”. Questo non significa che con questa visione si giustificano abusi e soprusi: ognuno è responsabile delle proprie azioni e riceverà sempre una reazione uguale a ciò che ha compiuto. La vittima è stato carnefice, e il carnefice è stato vittima. Questo ping-pong terminerà quando la parte in vantaggio, il carnefice applicherà il “perdono” che predicava il Cristo.

Ma certo non bisogna identificarsi con il corpo e l’ego (il personaggio temporaneamente impersonato in questa vita) e occorre capire la vera “natura di ogni corpo materiale” che sia umano, maschile, femminile, animale o vegetale, con l’aiuto della saggezza divina emanata dalle scritture sacre rivelate (i Veda indiani, la Bibbia, il Corano: queste rivelazioni sono Dio stesso, perchè sono il Verbo della Bibbia, il suono trascendentale, la sillaba OM dei mantra vedici che crea gli universi, e nessuna esprime principi contraddittori con le altre verità rivelate, ma tutte portano alla liberazione dell’Anima). L’anima individuale che guida il corpo è dello stesso tipo, ma ha un’evoluzione spirituale differente. Quello che cambia la Coscienza che Egli ha di Dio, l’Essere Supremo.

ANIMA

Nella saggezza vedica queste questioni sono sviscerate nei minimi dettagli, mentre in altre rivelazioni come quella islamica ad esempio viene detto solo cosa bisognerebbe fare, ma non ne viene rivelato il motivo. Questo è consono alla forma-mentis islamica, cioè quella di devoti che si sottomettono a Dio (Allah), senza porsi nessuna domanda. La parola Islam significa infatti “arrendersi a Dio”, quindi questa è la loro caratteristica più nobile. La conseguenza negativa invece è che molte persone non capiscono, fraintendono, deformano, distorcono le istruzioni originali rivelate dall’Arcangelo Gabriele, il mentore intermediario e interlocutore con il Profeta Maometto (Pace su di lui).

Tornando all’argomento dell’articolo riporto domanda  di uno studente e risposta di Sankarshan Das Adhikari.
DOMANDA di uno studente al guru:

Le donne subordinate agli uomini

La prego di accettare i miei umili omaggi,
Tutte le glorie a Srila Prabhupada.

Ho letto che secondo la cultura vedica la femmina deve essere subordinata agli uomini. I miei amici non sono d’accordo. Trovano questo difficile da capire. Essi ritengono che il rispetto dovrebbe essere da entrambi i partner in un rapporto, il che è vero. Ho capito da un po’ della nostra letteratura (vedica) che la donna dovrebbe essere subordinata all’uomo. Come posso aiutare questi amici a capire questo concetto?

Il tuo studente

RISPOSTA di Sankarshan Das Adhikari: Uomini e Donne subordinati gli uni agli altri
Nella cultura vedica gli uomini (i buoni devoti praticanti) adottano una posizione molto responsabile nel dare un servizio di prima classe alle donne da sempre, vigilando che siano adeguatamente onorate e che non vengano mai abusate. Quando le donne sperimentano come vengono così amorevolmente servite dagli uomini esse gentilmente, naturalmente, e con entusiasmo ricambiano gli uomini servendoli in cambio.

Così in realtà gli uomini si subordinano alle donne proprio come un figlio serve con amore e protegge la madre, e le donne si subordinano agli uomini proprio come una madre prende amorevolmente cura di suo figlio.

In breve, la cultura vedica si basa sul principio della subordinazione. Tutti si subordinano il loro amore a Krishna, al guru, ai devoti di Krishna, e anche ai non-devoti, dandoli la Coscienza Krishna (Coscienza di Dio, NdT).

Sankarshan Das Adhikari

L’utente RVK precisa ulteriormente
Sankarshan Prabhu ha come sempre dato una meravigliosa risposta. Vorrei aggiungere alcuni punti qui.

Potete fare i vostri amici capire qualcosa solo se è stato capito. Condanne da realizzazioni danno la capacità di convincere. La domanda che avete chiesto e la sua risoluzione è fondamentale per la missione della Sampradaya (tradizione di successione disciplica spirituale, NdT) nel nostro mondo moderno.

La subordinazione delle donne non significa inferiorità delle donne: una confusione da risolvere categoricamente!
Uomini e donne hanno ruoli precisi da svolgere nella missione e servizio al Signore. Quello che può fare una donna, un uomo non può e viceversa. Essi dovrebbero completarsi a vicenda. Questo è il matrimonio: una simbiosi, non è parassitismo.
Perché la Terra è sferica e non cubica?

Perché il prato è verde e non rosso?

Perché l’acqua è liquida e non solida?

Si tratta della Natura (Prakriti, NdT) con cui vengono creati.

Perché la natura delle donne è adatta a subordinarsi (la Natura del corpo femminile, NdT)?
Questa è la Natura della creazione di un corpo femminile. [E’ spiegato che il principio femminile è un principio lunare-passivo, al contrario del principio solare-attivo maschile, NdT].

In realtà, C’E’ UN SOLO MASCHIO (per sua Natura quindi dominante, NdT): Krishna (Dio, Allah, YHWH, ecc. tutte le altre emanazioni e rivelazioni divine, NdT), E TUTTA LA CREAZIONE MATERIALE E SPIRITUALE E’ DI SESSO FEMMINILE. QUESTO PERCHE’ TUTTI E TUTTO SONO SUBORDINATI A LUI (L’ETERNO, IL NON-NATO, COLUI CHE NON HA ORIGINE DA NULLA E NON HA BISOGNO DI NULLA, NdT).

Il corpo umano ha il solo scopo di realizzare Dio, soprattutto l’uomo (un’Anima temporaneamente incarnata in un corpo maschile, NdT).

All’Anima che ha (sviluppato nelle vite precedenti, NdT) molti più desideri materiali è stato dato un corpo di donna, in quanto si tratta di una persona che ama più di altre la Passione (3 sono le influenze materiali o guna: Virtù, Passione e Ignoranza, che influenza ogni azione, NdT).

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Le donne sono naturalmente inclini ad essere attaccate al loro corpo e a tutte le relazioni che ci sono con esso.
Sono molto interessate a vestirsi bene e si decorano con ornamenti.

Non amano fare le austerità o le penitenze, n
é hanno la forza di effettuare molte tapasya (austerità, NdT), a causa del fatto di essere fisicamente più deboli rispetto agli uomini, e sono disturbate dai cicli mensili, ecc.
Danno priorità alle emozioni ponendole prima dell’intelletto, e si abbatteno sotto la pressione emotiva, a causa di essere  condizionate dalle vite passate, attaccate a molti desideri.

Rinuncia o sannyas non è pertanto raccomandato per loro.

Subiscono molto l’influenza dalla Passione e dall’Ignoranza (Rajo-Guna eTamo-Guna, si tratta di 2 di 3 delle influenze materiali dell’universo materiale: Virtù, Passione, e Ignoranza, NdT).

Questo è il motivo per cui le donne non hanno la rappresentanza brahminica.
Le donne hanno anche forti tendenze per cui possono anche essere molto crudeli, addirittura con i propri figli. L’aborto è un ritratto forte di questa realtà. Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura ha detto che anche se una donna prende per la Coscienza di Krishna, è difficile per lei raggiungere a una piattaforma molto alta (è tuttavia possibile che ci siano tutte le eccezioni del caso, NdT).
Le scritture quindi non consigliano l’indipendenza per le donne (non essendo una caratteristica lunare-passiva, NdT). Questo perché il Purusha (Dominatore, pricipio attivo-solare-maschile-fecondatore, NdT) può stare senza Prakriti (Natura, Ndt), ma Prakriti ma non può esistere senza Purusha. Grandi devote come Mirabai (Merta, 1498 – 1547, è stata una poetessa e mistica indiana del periodo Moghul, NdT) sono eccezionalmente rare.

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La ribellione delle moderne ragazze e donne all’antica saggezza è un fatto sufficiente per corroborare questa verità. Si ribellano a causa del falso ego (il primo grave errore è quello di pensare di essere delle donne e identificarsi con il proprio corpo, quando si tratta solo di un involucro temporaneo, NdT). La ribellione di una donna contro la sua Natura (contro le caratteristiche tipiche del suo temporaneo veicolo o involucro materiale, NdT), porta solo a sperimentare diversi stadi e stati di miseria. Ad esse non piace la subordinazione, nè essere controllate. Gli uomini non amano umiliare se stessi trasformandosi in donne e costringendosi a presentare una Natura che non è quella caratteristica (del loro involucro temporaneo, NdT).
Così, per queste e molte altre ragioni, le donne dovrebbero essere subordinate, ma si badi bene, NON considerate inferiori.
Esse dovrebbero sposare dei devoti di prima classe qualificati, e vivere felicemente. Se il marito non è di prima classe, la donna non è ispirata ad essere di prima classe anch’essa ogni volta che alza lo sguardo a lui.
Se lui è eccellente, lei sarà portata a dare tutto per lui.
Pertanto e in questo senso, una donna raggiunge la liberazione attraverso il marito, che si presume essere un devoto di prima classe e che si prende la responsabilità di condurre alla liberazione i suoi dipendenti (famiglia, moglie e figli, NdT). Siccome lei non può capire le scritture da sola (mette e preferisce sempre i sentimenti rispetto all’intelletto e alla logica, NdT), ha bisogno di qualcuno che la guidi di conseguenza. Così il marito diventa il suo guru e deve rimanere così. Lui è un esempio vivente per il suo quotidiano.

[Servendo un devoto del Signore equivale a servire Lui stesso, in quanto nelle scritture Krishna dice, mad-asraya: “Prendete rifugio in Me o nel Mio devoto”, NdT]

Detto questo, le scritture esaltano anche delle grandi devote, e ce ne sono diverse. Quindi, pensare che le scritture declassano la donna, è sbagliato (in questo modo modo si offende anche Dio, perchè non c’è differenza tra l’Eterno e Unico Dio e il suo Verbo emanato come rivelazione divina, NdT). In ogni caso, è meglio accettare la posizione spirituale e materiale e lavorare da lì nel modo corretto. Uomo o donna non è di alcuna importanza; ciò che conta è servire il Signore. Dopo tutto questo arriverà la fine della nostra permanenza su questo pianeta, quindi viviamo gloriosamente, senza essere ostacolati dal nostro corpo e dalla sua accettazione o dal rifiuto da parte di persone materialiste. Krishna mi ha accettato, perché mi dovrei preoccupare ancora per la mia brutta maschera?

C’è molto da dire in merito su questo argomento e ancora rimane oggetto di controversie. Dopo tutto, questa è l’età della  discordia (Kali Yuga, Età del Ferro, del caos e della Discordia, iniziata 5000 anni fa e che avrà termine tra 427.000 anni, NdT). Spero che questo risponda alla tua domanda e che convinca anche i tuoi amici.

Hari Hari !!!
VRK


Fonte: http://forum.iskcondesiretree.info/viewtopic.php?f=44&t=500&start=0

LA NASA RIPRENDE LA MANO DI DIO: KRISHNA !!!

A cura di Marco Giai-Levra

Un Giovane Pulsar mostra la sua mano

Un piccolo oggetto denso 12 miglia (circa 19 Km) di diametro è responsabile di questa bellissima nebulosa a raggi X che si estende per 150 anni luce. Al centro di questa immagine fatta dal Chandra (nome sanscrito che significa “Luna”) X-ray Observatory della NASA è un pulsar molto giovane e potente, chiamato PSR B1509-58, o B1509 in breve. Il pulsar è una stella di neutroni in rapida rotazione che espelle energia fuori nello spazio circostante per creare strutture complesse e intriganti, tra cui questo, che assomiglia ad una grande mano cosmica.

Pulsar rilevato dall'osservatorio Chandra della NASA  Immagine Credits: NASA / CXC / CfA / P. Slane et al.

Pulsar rilevato dall’osservatorio Chandra della NASA Immagine Credits: NASA / CXC / CfA / P. Slane et al.

In questa immagine, i raggi X di energia più bassi che Chandra rileva sono di colore rosso, la gamma media è verde, le più energici sono colorati blu. Gli astronomi pensano che il B1509 esiste da 1.700 anni e si trova a circa 17.000 anni luce di distanza.

Le stelle di neutroni si creano quando stelle di grande massa esauriscono l’energia e collassano. Il pulsar B1509 ruota completamente attorno quasi 7 volte ogni secondo, rilasciando l’energia nel suo ambiente ad una velocità prodigiosa – presumibilmente perché ha un campo magnetico molto intenso sulla sua superficie, che si stima essere di 15 trilioni (15 x 1 000 000 000 000 000 000 o 15 x 1018) di volte più forte del campo magnetico terrestre.

La combinazione di rotazione rapida e campo magnetico ultra-forte rende il pulsar B1509 uno dei più potenti generatori elettromagnetici nella galassia. Questo generatore spinge il vento energico di elettroni e ioni lontano dalla stella di neutroni. Così come gli elettroni si muovono attraverso la nebulosa magnetizzata, essi irradiano la loro energia e creando la nebulosa elaborata osservata da Chandra.

Fonte: http://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_1323.html

Krishna, il Dio Unico,  la Persona Suprema, da cui emanano poi tutte le altre emanazioni divine rivelate in ogni religione, che esprimono solo uno tra i suoi infiniti e inconcepibili aspetti.

Krishna, il Dio Unico, la Persona Suprema, da cui emanano poi tutte le altre emanazioni divine rivelate in ogni religione, che esprimono solo uno tra i suoi infiniti e inconcepibili aspetti.

Krishna è il più popolare appellativo del Dio Unico e Supremo in India, ed è ricordato dagli uomini soprattutto con la Sua Emanazione trascendentale con la pelle blu. Il nome sanscrito Krishna significa “scuro”, “nero”, “blu scuro”, oppure anche “Colui che attrae tutto” o “l’infinitamente affascinante”.

In questa immagine si vede che la “mano” creata dal pulsar sembra la mano blu del Signore  Krishna che tocca, emana o riassorbe energia rossa, colore che rè associato con l’energia più grossolana e materiale , al 1° chakra nel plesso sacrale (Muladhara), all’elemento Terra, al senso dell’olfatto. alle parti del  corpo più materiche (scheletro, denti, prostata, ano, retto, colon, sangue, apparato circolatorio, ghiandole surrenali).

 

Srila Prabhupada ha detto che la dieta crudista “raw-food” è la migliore per la Coscienza di Krishna e per la Spiritualità

Nanda Kumar das – Memories of Srila Prabhupada

Prabhubada incoraggia una dieta crudista “raw-food”

[Quando mi sono trasferito nel tempio, ho mangiato tutto il Prasada (cibo vegetariano offerto a Dio, che acquisisce una qualità spirituale e trascendentale, N.d.T.) che era servito. Poi sono diventato il cuoco di Prabhupada, così ho avuto una cucina, e ho potuto preparare quello che volevo. Provenivo da un background di crudismo alimentare (raw-food) tipico del Sud California, e ho iniziato a mangiare insalate, frutta e cibi semplici ma volevo essere sicuro di non essere in contrasto con ciò che Prabhupada voleva.

Un giorno ho deciso di chiedere a lui cosa ne pensasse di una dieta cruda invece di prendere il normale Prasadam. Egli disse: “A dire il vero, una dieta raw è la dieta migliore per la coscienza di Krishna. E ‘semplice. Mantiene il corpo sano e leggero. Noi non la prescriviamo alle masse perché la maggior parte delle persone non sono in grado di seguirla, e non vogliamo che siano distratte dalla Coscienza di Krishna. Ma se tu sei in grado di seguirla, questa è la dieta migliore per la Coscienza di Krishna.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada

Srila Prabhupada

Srila Prabhupada


Prabhupada incoraggia la pratica dell’Hatha Yoga

[Inoltre, una delle cose alle quali ho dovuto rinunciare quando mi sono trasferito al tempio era l’hatha-yoga. Tutti mi hanno detto che hatha-yoga è incluso nel bhakti-yoga e non c’è quindi bisogno di farlo; Bastava solo ballare nel kirtan. Io sono stato testardo per un po ‘, ma quando mi sono trasferito nel tempio, non c’era effettivamente tempo e posto per farlo.

Poi, quando ho avuto modo di stare con Prabhupada, ho iniziato a praticarlo di nuovo. Nella metà mattina, prima di cucinare per lui, sono andato nel cortile del tempio e ho effettuato alcune yoga-asana, ma volevo assicurarmi che fosse giusto farlo. Dopo averlo fatto fatto per due o tre giorni avevo piena intenzione di chiedere Prabhupada la sua opinione, ma quando gli ho portato il piatto con il pranzo, lui mi ha detto: “Vedo che stai facendo esercizi di yoga in cortile.” Ho detto: “Sì, signore. Stavo per chiederti la tua opinione a riguardo. Gli altri devoti mi hanno detto che non buono, e che non fa parte del nostro processo”. “In realtà,” Prabhupada ha risposto, “Questi esercizi sono molto buoni per la salute. Non vogliamo che le persone si distraggano (dalla Coscienza di Krishna, N.d.T.), così noi non lo prescriviamo. Ma per te, è molto buono e io ti incoraggio a farlo”.

Poco tempo dopo, stavamo facendo una passeggiata in un parco a San Diego quando qualcuno stava facendo una verticale in lontananza. Prabhupada guardò e disse: “Oh, questo è Sirshasana? Questo è molto buono per la salute. Ci sono così tanti di questo tipo di esercizi come Sirshasana, Yogasana, Padmasana, che sono molto buoni per la salute”. Con un po’ di sarcasmo verso lo yoga, un confratello anziano chiese: “Allora, dovremmo farlo tutti i giorni, Prabhupada?”, ma Prabhupada non gli rispose, continuando a camminare. Quando eravamo finalmente tornati alla macchina, Prabhupada si voltò e disse: “Non è necessario”. Mi sono ricordato quello che Prabhupada mi aveva detto e mi sono reso conto che Prabhupada rispondeva lo stato d’animo della domanda. Il vero concetto che esprimeva è che tutto ciò che è buono per la tua Coscienza di Krishna, fallo. Tutto ciò che non è buono, smettilo.]
Nanda Kumar Das – ricordando Srila Prabhupada


DEFINIZIONI

Dieta Raw o dieta Raw Food- Dieta crudista, la quale si avvale solo di frutta e vegetali commestibili così come sono, allo stato crudo o naturale, senza nessuna manipolazione o trasformazione chimica.
Prasadam / Prasad misericordia”, prodotti alimentari vegetariani e altri oggetti che sono santificati e sono offerti prima offerta al Signore Krishna per il suo piacere
Kirtan il canto dei nomi e glorie del Signore
Hathayoga un sistema di esercizi fisici per aiutare a controllare i sensi
Bhaktiyoga la scienza della devozione amorevole verso l’Essere Supremo

Memories: Anecdotes of a Modern-day Saint (Volume 2, Tape 22, pg. 217-218)

Ricordi di Srila Prabhupada – das Nanda Kumar
Copyright © 2002 Monsoon media
Tutti i diritti riservati

Trascrizioni di video interviste condotte e compilati da Siddhanta Das.
Traduzione di Marco Giai-Levra, 2015.

Per ordinare i volumi di Memorie: Anecdotes of a Modern-Day Saint or Memories: The Video Series,, si prega di contattare:
http://prabhupadamemories.com/

SCIENZA DI KRISHNA: NORME CORRETTE IN CUCINA PER ADORARE LA DIVINITÀ

SCIENZA DI KRISHNA: NORME CORRETTE IN CUCINA PER ADORARE LA DIVINITÀ
Considerazioni, analogie e differenze tra un punto di vista crudista e la tradizione vedica (NdT)
Traduzione e commenti a cura di Marco Giai-Levra

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Propongo la seguente traduzione da documento originale, la quale raccoglie una serie di norme, lettere e consigli che dovrebbero vigere tra i vaishnava, ossia gli adoratori di Dio sotto l’aspetto di Vishnu o Krishna. Le seguenti informazioni provengono da lettere e conversazioni di Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Svami Srila Prabhupada, fondatore del Movimento per la Coscienza di Krishna (ISKCON).

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Ho aggiunto delle considerazioni personali filtrate dalla mia personale esperienza crudista-fruttariano-igienista, differenziando i miei commenti con il diverso colore blu. Si noterà come svariati alimenti e modalità sconsigliate o consigliate rimangono tali anche nel crudismo e igienismo, come a voler arrivare a delle affinità, pur partendo da tutt’altro punto di vista. Esistono analogie e differenze, ma se si vanno a esaminare direttamente i testi originali, senza passare attraverso dei commentari e delle interpretazioni (che, come dice Krishna stesso nel Cap.15 verso 16, sono fallibili), si potrà notare come le differenze sono talvolta state create proprio da interpretazioni personali o tradizionali delle scritture. La cucina degli Hare Krishna è vegetariana, da cui vengono esclusi ulteriormente uova (quindi non è lacto-“ovo”-vegetariana, ma solo lacto-vegetariana), aglio, cipolla, funghi, caffè, cioccolata e qualsiasi sostanza inebriante o stimolante.

Prasada Krishna

CIBI PROIBITI (o non-offribili, Ndt)
I cibi proibiti più comuni sono pesce, carne, vino, cipolla, aglio, Masur dhal (lenticchie rosse), riso bruciato, ravanello, melanzane bianche, canapa (marijuana), il cedro e succhi provenienti da alberi (se non bolliti prima), prodotti lattiero-caseari di bufala o di capra, e il latte con del sale dentro (preparazioni salate come le zuppe che includono del latte sono consentite). Inoltre, non si dovrebbero offrire cibi in scatola o congelati alle Divinità, ed è meglio evitare di offrire alimenti contenenti sostanze non salutari come il lievito e lo zucchero bianco. [Nel crudismo tutti questi alimenti (tranne aglio, cipolla, ravanello e cedro, anche se per Shelton, uno dei padri dell’igienismo, vanno esclusi anche aglio e cipolla) sono considerati insani in quanto rappresentano cibo non commestibile così com’è in Natura, che necessita della trasformazione chimica provocata dalla cottura per essere mangiato; secondo i Veda gli ortaggi che crescono sotto terra sono tamasici, ossia sotto l’influenza materiale tamas, che in sanscrito significa “ignoranza”; le altre due influenze materiali sono sattva o “virtù” e rajas o “passione”, NdT]

Srila Prabhupàda commenta: “Congelato significa marcio. Non prendo mai congelato …. è come se fosse marcio; piuttosto la stessa verdura viene fatta essiccare e conservata, in India utilizziamo questa pratica. Questa ha un buon gusto”. [Conversazione con Srila Prabhupàda, Vàndàvana, 3 Novembre 1976] [Nel crudismo, in alternativa ai vegetali crudi e freschi, si utilizza l’essicazione solare oppure artificiale a una temperatura inferiore ai 45° C, sotto la quale la cottura non avviene mai; questa pratica è utilizzata per concentrare il gusto, conservare e preservare il 100% dei nutrienti, al pari dell’alimento crudo, NdT]

“I cetrioli sottaceto: per quanto possibile, non si dovrebbero offrire alle Divinità cose che sono state preparate da non-devoti. Siamo in grado di accettare da loro frutta cruda, cereali (crudi, o simili cose crude). La cottura e la preparazione dovrebbero essere strettamente limitate ai devoti iniziati. E a parte questo, l’aceto non è buono ma è tamasico, cioè nelle tenebre; è quindi un cibo cattivo”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 24 marzo 1969], [Da queste affermazioni si evince che i vegetali crudi offribili, ossia quasi tutti, non hanno karma e non inquinano la Coscienza dell’uomo, al contrario dei cibi cotti, che infatti devono essere preparati solo dai devoti per non creare attaccamenti alla materia e ai sensi più grossolani; anche nel crudismo l’aceto è considerato un acido innaturale troppo forte assolutamente da evitare, NdT]

“Per quanto riguarda l’uso della panna acida nel tempio, dovrebbe essere interrotto immediatamente. Nulla di ciò che è stato acquistato nei negozi deve essere offerto alle divinità. Cose prodotte dal karma [o dai karmi, i non-devoti, NdT] non dovrebbero essere offerte a Radha-Krishna. Il gelato, se si può preparare, va bene, ma altrimenti no”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 6 aprile 1976] [Alimento considerato dall’igienismo-crudismo come acidificante, non commestibile da crudo, quindi da abiurare, NdT]

“Riso non raffinato, che si presenta come marrone può essere utilizzato … Non importa se lucidato o rozzo, ma quello bollito-doppiamente (ossia il riso parboiled o riso siddha) non deve essere utilizzato. Il riso parboiled è considerata impuro. Il riso cotto al sole (atapa) va bene “. [Lettera di Srila Prabhupàda, 17 ottobre 1967] [Alimento considerato dall’igienismo-crudismo come acidificante, non commestibile da crudo, quindi da abiurare, NdT]

“Fagioli di soia e lenticchie sono inoffribili”. [Istruzione personale di Srila Prabhupàda a Hàdayànanda DASA Gosvàmé] [Alimento considerato dall’igienismo-crudismo come acidificante, non commestibile da crudo, quindi da abiurare, NdT]

“Per quanto riguarda l’acquisto di cose al mercato, questi prodotti sono considerati purificati quando paghiamo denaro per essi. Questa è l’istruzione generale. Ma quando si ha qualche sospetto dovremmo evitarli. Ma se senza saperlo se qualcosa di questo tipo è stato acquistata, non è colpa nostra. Le cose su cui si ha qualche sospetto, tuttavia, devono essere evitate”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 21 ottobre 1968]

Dal momento che è offensivo offrire qualcosa a Krishna che Egli non accetta, si dovrebbe essere molto cauti e non offrire (o mangiare) niente di discutibile.

CIBI OFFRIBILI
L’Hari-bhakti-vilasa elenca alcuni degli alimenti che potrebbero essere offerti: bilva (frutto dell’Albero sacro di Shiva, NdT). datteri, noce di cocco, jackfruit (frutto giaca o catala, NdT). uva, frutto di Tala, radice di loto, ortaggi a foglia, prodotti di latte di mucca, e prodotti a base di grano, ghee, e zucchero. I cereali, in particolare riso, dovrebbe sempre essere servito con il ghee. Il riso senza ghee è considerato asurico (demoniaco, NdT). [Si può ben notare che la frutta e i vegetali crudi a foglia sono offribili senza nessuna precauzione, contrariamente a quanto invece avviene ad esempio con i cereali: questo dimostra che sono un cibo di prima classe, di qualità sattvica, o sotto l’influenza materiale della virtù, e sono molto graditi a Dio; il ghee è il “burro chiarificato” ottenuto attraverso un processo di purificazione e trasformazione chimica che lo rendono più leggero e salutare: come fruttariano il primo pensiero a riguardo viene rivolto all’avocado, l’unico vero frutto grasso prodotto dalla Natura commestibile e squisito da crudo, detto anche “burro del marinaio”: sicuramente questo frutto carico di salutari grassi naturali monoinsaturi si può elevare su un piano superiore rispetto al ghee, in quanto è prodotto direttamente dalla Natura o da Dio, e non da un intervento umano, NdT]

Il Signore si compiace quando Gli vengono offerti cibi preparati con ghee, zucchero, yogurt, guòa (sagù o zucchero di canna) e miele; ceci preparati, dàls, zuppe (sabjés o biscotti inzuppati, NdT), le varietà di dolci e altri alimenti possono essere leccati, masticati, aspirati, o bevuti: sono tutti gradevoli.

Si possono anche offrire bevande come il succo di canna da zucchero, lo yogurt, l’acqua di limone zuccherato, acqua aromatizzata con cannella, canfora, o cardamomo, bevande alla frutta e di aromi e colori diversi.

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Molti passi della Caitanya-caritamrita descrivono preparazioni che piacciono a Krishna. Ecco un esempio da Antya-Lela, descrivendo ciò che i devoti di Sri Caitanya preparerebbero per Lui: «Hanno offerto [per Lui] preparati dal gusto pungente a base di pepe nero, preparati dal gusto dolce-acido, zenzero, preparazioni salate, tigli, latte, yogurt, formaggio, due o quattro tipi di spinaci, zuppa a base di cetriolo amaro [gukta o karela], melanzane mescolate con i fiori di Nimba, e fritto di paòola.>> [Cc. Antya 10,135-136] [Pepe, karela e melanzane sono tutti dei frutti, mentre gli spinaci sono foglie verdi, lo zenzero è consigliato come spezia digestiva, e i fiori di Nimba dal sapore appetibile sono tutti alimenti contemplati nel crudismo NdT]

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In una lettera Srila Prabhupàda ha descritto i cibi in virtù e come presentarli al Signore: “Prodotti alimentari in virtù sono il frumento, il riso, legumi fagioli -non quelli di soia, NdT-, piselli), zucchero, miele, burro, e tutte le preparazioni latte, ortaggi, fiori, frutta, cereali. Quindi, questi alimenti possono essere offerti in qualsiasi forma, ma preparati in vari modi secondo l’intelligenza dei devoti”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 13 Novembre 1968]

[Riporto e rimando il lettore direttamente al Cap. XVII della Bhavavad Gita, dove Krishna (Dio in Persona) definisce i cibi secondo le tre influenze della Natura materiale, cioè quelli  in “virtù, passione e ignoranza”.
VERSO 7
Anche i cibi, graditi a tutti, sono di tre tipi, che corrispondono alle tre influenze della natura materiale. Questo vale anche per i sacrifici, le austerità e la carità. Ascolta ciò che li distingue.
VERSI 8-10
I cibi in virtù accrescono la durata della vita, purificano l’esistenza e danno forza, salute, gioia e soddisfazione. Questi cibi sostanziosi sono dolci, succosi, grassi e saporiti.
I cibi troppo amari, aspri, salati, piccanti, secchi o caldi, sono preferiti da chi è dominato dalla passione. Essi generano sofferenza, infelicità e malattia.
I cibi cotti più di tre  ore prima di essere consumati [secondo alcune interpretazioni solo “cotti”, NdT], privi di gusto, di freschezza, puzzolenti, decomposti e impuri, sono preferiti da chi è sotto l’influenza dell’ignoranza.

Dalla descrizione si può notare che alcuni cibi situati dalla tradizione hindù sotto le varie influenze possono essere anche frutto di interpretazioni fallibli in quanto nel Cap. XV della Bhagavad Gita lo stesso Krishna afferma nel verso 16: “Ci sono due categorie di esseri: i fallibili e gli infallibili. Nel mondo materiale tutti sono fallibili, ma nel mondo spirituale tutti sono infallibili”, NdT]

Nella sua Caitanya-caritamrita, Srila Prabhupàda descrive il migliori tipi di riso per le offerte alle Divinità: “In India gukla-càval (riso bianco) è anche chiamato àtapa-càval, o riso che non è stato bollito prima di essere trebbiato. Un altro tipo di riso, chiamato siddha-càval (riso integrale), è bollito prima di essere trebbiato. In genere il riso bianco pregiato di prima classe è necessario per le offerte alla divinità” , [Cc. Antya 2,103, significato]

Un devoto può offrire in buona fede gli alimenti considerati prelibatezze dalla popolazione locale preferito, da lui stesso o dalla sua famiglia. Sanatana Gosvàmé, nel commentare un qloka e affermando che una persona può offrire i suoi alimenti favoriti o locali, scrive che questo significa che in generale sebbene alle persone possa non piacere un certo cibo, se ad un altro piace egli lo può offrire. Ma questo si riferisce agli alimenti approvati Scritture, non a quelli proibiti.
Quindi se uno è appassionato di un cibo proibito, non lo si può offrire al Signore. E così non lo si può mangiare.
Inoltre, non si dovrebbero offrire neanche gli alimenti consentiti ma che sono insipidi, sgradevoli, non-commestibili, impuro per qualsiasi motivo, o mangiati da insetti, animali o persone. [E’ interessante notare che la frutta cruda e scondita è buona e appetibile senza l’ausilio di condimenti o trasformazioni chimiche come la cottura, mentre altri vegetali risulterebbero non-­commestibili, ad esempio i grani, i cereali e i legumi, NdT]

Se nessun cibo offribile è disponibile, si può offrire solo della frutta. Se anche la frutta non è disponibile, si possono offrire erbe commestibili. E se le erbe non sono disponibili, si può offrire acqua pura, meditando di offrire preparazioni elaborate. Se anche l’acqua non è disponibile, si dovrebbe almeno mentalmente offrire della bhoga. [Essenza di godimento della vita, NdT]

DIMENSIONI DELL’OFFERTA AL SIGNORE
Srila Prabhupàda scrive nel suo Caitanya-caritamrita: “[Krishna] non diventa affamato come un comune essere umano, tuttavia, si presenta come un essere affamato e, come tale, egli può mangiare tutto e niente, a prescindere dalla quantità. La filosofia sull’atto di mangiare di Krishna è comprensibile ai nostri sensi trascendentali”. [Cc. Madhya 4,77, senso]

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In una lettera Srila Prabhupàda scrive: “Per quanto riguarda ilprasadam da offrire alle divinità, si prende da ciò che si è preparato solo la porzione sufficiente per un uomo posta in un piatto; questo prasadam dovrebbe essere offerto alla Divinità e non la quantità totale. Il resto dei prodotti alimentari può rimanere nel forno per mantenersi caldo fino a che i devoti non lo accettino e onorino”. * [lettera di Srila Prabhupàda, 14 febbraio 1969]

In Australia Srila Prabhupàda ha incaricato i devoti di offrire porzioni di bhoga a Krishna, così come le si offrirebbe a un ragazzo di sedici anni molto affamato. Ha anche indicato un certo numero di puri da offrire con l’ultima offerta di bhoga serale: sei grande, otto media o sedici puri piccoli dovrebbe essere sul piatto di Krishna.

GLI STANDARD IN CUCINA
Così come dobbiamo scegliere gli alimenti puri, ottimi da offrire ai Krishna, così dobbiamo anche prepararli in modi puro.

Per preparare il cibo per il Signore, si devono scrupolosamente osservare le regole per la pulizia e avere la massima cura nel preparare il cibo in modo corretto, mantenendo la Coscienza corretta in modo che il Signore accetti l’offerta.

Siccome la Coscienza di coloro che preparano il cibo entra nel cibo stesso, (specialmente dove la cottura è coinvolta), cucinare per le Divinità è limitato ai devoti con un’iniziazione braminica. Se un devoto mostra qualità di pulizia braminiche, purezza e stabilità, e quindi sembra qualificato per cucinare per la Divinità, può essere opportuno per lui avvicinarsi al suo maestro spirituale e chiedere l’iniziazione braminica. [Si ribadisce nuovamente che il processo chimico della cottura o comunque qualsiasi elaborazione o raffinazione del cibo offertoci dalla Natura provoca l’immissione di “Coscienza-sentimenti-emozioni-eventuale attaccamento alla materia e ai sensi” nel cibo stesso, NdT]

Srila Prabhupàda ha sottolineato che un bramino deve solo cucinare per il Signore. Egli scrive: “Per quanto riguarda la cottura, un non-bramino può aiutare, ma non cucinare”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 24 Novembre 1974]

“La Divinità dovrebbe essere accudita ed il cibo offerto dovrebbe essere cucinato solo dai bramini, debitamente istruiti a riguardo”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 19 dicembre 1974]

“Per quanto possibile i Devoti non-avanzati non potrebbero entrare in cucina o nel Settore della Divinità. Possono aiutare dall’esterno. Basta prendersi cura di loro in modo che possano diventare puri devoti”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 4 aprile 1971]

“Se non si è avanzati, non si può cucinare. Bisogna essere un discepolo regolare, poi si potrà adorare le Divinità. Non ci si sono dubbi sul far cucinare i profani nel tempio di Nuova Delhi” . [Lettera di Srila Prabhupàda, 11 luglio 1976]

L’Hari-bhakti-vilasa sottolinea questo punto: “I cibi (soprattutto i grani-cereali) che vengono cucinati dai non-vaishnava o peccatori, o che non sono stati offerti Vishnu, equivalgono alla carne di cane. Si dovrebbe comprendere chiaramente i principi di pulizia (come una persona o un oggetto diventa contaminati), come la contaminazione viene trasferita, e come le cose vengono purificate.”

La Coscienza del cuoco entra nel cibo che prepara, e perciò deve sforzarsi di essere cosciente di Krishna mentre cucina. La cucina, dove si prepara il cibo per il Signore, è un’estensione della Camera Divinità, dove Lui mangia. Così lo stesso standard elevato di pulizia dovrebbe essere mantenuto in entrambi i luoghi.

Srila Prabhupàda ha sottolineato che i devoti dovrebbero sempre mantenere i più severi standard di pulizia. Egli scrive: “La cosa principale è che ogni volta che il prasadam viene offerto al Signore, tutto dovrebbe essere preparato e presentato con molto rispetto e pulizia.

Nel tempio di Jagannath, il Signore mangia 56 volte. Così il Signore può mangiare tutte le volte che si può offrire. Ma la cosa principale è che per ciò che viene offerto deve esserci rispetto e devozione …. il cibo che è stato offerto non dovrebbe mai essere rimesso nel frigorifero con gli alimenti inoffribili, o riportato in cucina… il frigorifero dovrebbe essere sempre molto pulito e puro … Se c’è qualsiasi cibo extra, vanno separati, e se c’è un frigorifero separato, non all’interno della cucina e contenente tutti gli alimenti inoffribili, allora si può avere ad esempio un frigorifero speciale per gli avanzi di prasadam …

Non si dovrebbe mai mangiare dentro la cucina; se c’è posto sufficiente per mangiare, allora perché si dovrebbe mangiare in cucina? La cucina deve essere presa in considerazione come la camera del Signore, e nessuno dovrebbe indossare le scarpe in cucina. Annusare e degustare gli alimenti per il Signore in fase di preparazione non dovrebbe mai essere fatto.

Parlare all’interno della cucina deve limitarsi a ciò che è necessario per la preparazione del prasadam o sul Signore, e i piatti sporchi (quelli presi dalla cucina e usati per mangiare) non devono essere riportati in cucina (ma se non c’è nessun altro posto per lavarli, allora dovrebbero essere messi nel lavandino lavandoli immediatamente), le mani devono sempre essere lavate nella preparazione prasadam, e in questo modo tutto deve essere preparato i modo molto pulito e puro. Qual è la difficoltà nel rispettare queste regole? Sono regole, e sono semplici regole, e devono essere seguite. Bisogna essere pronti a seguire le regole per Krishna. Altrimenti dov’è la prova che si ama Krishna. Non sono molto difficili da seguire”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 16 giugno 1968]

E’ molto offensivo verso la divinità permettere che cibi conservati marciscano prima di utilizzarli per le offerte. I cuochi dovrebbero conoscere i prodotti disponibili e utilizzarli quando sono freschi. Srila Prabhupàda ha scritto: “In cucina non si dovrebbe vedere nulla che viene sprecato”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 10 novembre 1975]

“Se, nel processo di cottura, il cibo cade a terra, se è crudo e può essere lavato bene, allora può essere offerto. Ma se è preparato e non può essere lavato, allora non è da offrire, ma può essere mangiato piuttosto che essere sprecata”. [Lettera di Srila Prabhupàda, 15 febbraio 1968], [Si può notare nuovamente che il cibo vegetale crudo è considerato sempre migliore del cotto e necessita sempre di meno trattamenti, NdT]

REGOLE IN CUCINA
Abbigliamento in cucina

  • Coprire i capelli in modo da evitare la caduta dei capelli in un preparato. Se c’è anche un solo capello nel cibo che viene offerto al Signore, si tratta di una grande offesa.
  • Non indossare lana in cucina.
  • Tutti gli indumenti devono essere puliti, cioè, non deve essere stato indossato in bagno, mentre si mangia o si dorme, o al di fuori del tempio.

Solo abbigliamento devozionale è permesso.
Pulizia personale

  • Si dovrebbe essere freschi di doccia, indossare il simbolo tilaka e la collana di tulasi.
  • Lavarsi le mani prima di entrare in cucina e lavarle di nuovo, se si tocca il viso, la bocca, o capelli, o se si starnutisce o tossisce (avendo -si spera- coperto la bocca).

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Purezza del cibo

  • Dopo aver preparato gli ingredienti per cucinare, lavare tutte le verdure e la frutta e tutto ciò che può essere lavato.
  • Se qualcosa lavabile cade sul pavimento o in un lavandino, lavare, se non è lavabile, rifiutarla. Scartare tutto ciò che cade sui piedi, lavabile o meno che sia.
  • Il cuoco dovrebbe coprire tutti i preparativi fino a quando non siano pronti. Se un animale vede una preparazione prima che venga offerta, deve essere respinto. Nessuno, tranne il cuoco e il pujàré dovrebbero vedere il cibo non ancora offerto.

La porta della cucina dovrebbe essere sempre chiusa.
La porta del tempio deve essere bloccata, impedendo il passaggio.

  • Il personale della cucina deve coprire il ghee per friggere quando non è usato. Il ghee Vecchio dovrebbe essere sostituito regolarmente con del ghee fresco.
  • Fare in modo che tutti gli ingredienti siano ben conservati in contenitori chiusi.

Assicurarsi che le pentole siano veramente pulite prima di utilizzarle.
Controllare che i piatti delle divinità siano puliti prima di utilizzarli.
Cucina e la pulizia degli utensili
Vedere Pianificazione della pulizia

  • I devoti che servono in cucina devono pulirla accuratamente regolarmente, anche all’interno di stufe, forni e frigoriferi.
  • Il cuoco deve strofinare le pentole dopo che sono state utilizzate.
  • Nessuno deve mangiare o bere in cucina, né qualcuno dovrebbe usare il lavandino per sputare o bere.
  • Rimuovere tutti i rifiuti dalla cucina, almeno una volta al giorno.
  • Non conservare o avanzare Prasada in cucina. Appena possibile dopo l’offerta, e dopo che i piatti offerti sono stati lavati, rimuovere tutto il prasada dalla cucina.

Non prendere nessun maha fino a che * TUTTI * sono stati trasferiti fuori dalla cucina.
Mantenimento della Coscienza corretta

  • Concedetevi abbastanza tempo per preparare l’offerta in buona Coscienza. “La fretta fa danno.”
  • La conversazione dovrebbe essere limitato al Krishna-katha.
  • Non riprodurre le registrazioni di musica commerciale in cucina. Le registrazioni di bhajana e kértana sono appropriate.
  • La presenza contemporanea di uomini e donne in cucina dovrebbe essere evitato per quanto possibile.

Di solito solo i Vaishnava dovrebbero essere ammessi in cucina, dal momento che solo i devoti preparati possono correttamente comprendere e seguire tutte queste regole.
Le fritture dovrebbero essere fatte nel ghee puro. Il burro chiarificato usato per friggere deve essere regolarmente sostituito. (Idealmente, il ghee deve essere usato una sola volta, dal momento che ogni riscaldata riduce la sua digeribilità. Un cuoco per Divinità esperto userà una quantità minima di burro chiarificato per friggere e userà il resto per fare dell’Halvah o del condimento per il riso).
Il ghee dovrebbe essere messo nel suo contenitore usato dopo ogni utilizzo.
Utensili da cucina
Evitare l’uso di pentole di alluminio (è piuttosto velenoso) o quelle in acciaio smaltato, che possono impoverire e contaminare l’offerta.