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Libero ricercatore indipendente su salute, longevità, ehretismo, crudismo, fruttarianismo, sungazing, nutrimento pranico.

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HEY FRUTTARIANO, MA TU MANGI FRUTTA FUORI STAGIONE?!? ECCOME!!! … E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE NON LO FACESSI!!!

HEY FRUTTARIANO, MA TU MANGI FRUTTA FUORI STAGIONE?!? ECCOME!!! … E CI MANCHEREBBE ALTRO CHE NON LO FACESSI!!!

a cura di Marco Giai-Levra

Sempre e solo frutta di stagione, biologica e km 0??? Si certo, ma solo se vivessimo nell’ambiente tropicale naturale per la specie umana!!!

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Stagione, clima, luogo, Km 0 sono argomenti che vanno considerati da diversi punti di vista. Ma prima di tutto ci sono degli assiomi che vanno accettati come conseguenza della loro evidenza logica. Se seguite il ragionamento potrete entrare in quest’ottica.

Per cui, posto che:

  • l’essere umano fa parte della famiglia di Primati detti “ominidi”, così come le grandi scimmie antropomorfe.
  • uno studio del 1978 del paleantropologo Alan Walker dell’Università John Hopkins in Maryland (Pensilvania), esaminando i microsolchi sulla dentatura dei nostri antenati genetici (ominidi) di 12 milioni di anni fa, ha evidenziato che essi si nutrivano esclusivamente di frutta cruda raccolta, vivendo in un clima tropicale e in un periodo precedente alle ultime glaciazioni.
  • anche se gli esseri umani si sono adattati a pratiche alimentari onnivore e carnivore, le nostre caratteristiche anatomiche e fisiologiche non sono cambiate rispetto a quelle di quelli ominidi di 12 milioni di anni fa, quindi abbiamo ancora la stessa dentatura e gli stessi succhi gastrici, nonchè lo stesso sistema digestivo.
  • il sistema digestivo umano, in quanto ancora identico a quello di quegli ominidi, si è quindi rivelato adatto a una dieta di frutta e vegetali crudi per oltre 12 milioni anni, e non è cambiato di una virgola.
  • qualche migliaio di anni di dieta aberrante non ha cambiato le caratteristiche e le esigenze alimentari per la salute ottimale della nostra specie. Secondo la scienza ufficiale il fuoco è stato scoperto dall’uomo circa 1 milione di anni fa e controllato “solo” da 300000 anni (e il nostri denti, succhi gastrici e sistema digestivo non si sono modificati o traformati per questo motivo).
  • uno studio effettuato sui gorilla di montagna nello zoo di San Diego, a cura del noto biologo George Schaller, ha dimostrato che anche le grandi scimmie antropomorfe sono frugivore al 100% se l’ambiente e le condizioni climatiche non lo impediscono.
  • l’uomo ha un patrimonio genetico identico alle grandi scimmie antropomorfe per oltre  il 95-98%, le quali alla luce dello studio di Schaller, sono da considerarsi, frugivore al 100% se l’ambiente lo consente.

Ne consegue che:

  • l’essere umano è stato progettato dalla Natura o da Dio per nutrirsi esclusivamente di frutta cruda e scondita, immerso in un naturale clima tropicale o sub-tropicale. Tutti i climi e i luoghi diversi da un ambiente tropicale sono adattamenti e non sono naturali per la nostra specie (quindi potenzialmente dannosi).
  • l’essere umano immerso in Natura nel suo habitat specifico, possiede come unico strumento naturale di valutazione il senso del gusto, allo scopo di decidere se un cibo è adatto o non adatto a lui. Questo strumento pertanto va utilizzato in modo naturale, senza cotture e condimenti i quali distruggono parzialmente i nutrienti e falsano l’esito perchè operano un “mascheramento percettivo”.
  • il senso del gusto decostipato dai condimenti ci indica quindi quale cibo contiene i nutrienti utili per il nostro corpo in quel momento specifico (gustoso=pieno di nutrienti utili, insipido=privo di tali sostanze), tarato su alimenti naturali e crudi, non alterati nel gusto e nella sostanza dal processo chimico della cottura.
  • il senso del gusto naturale di dice quali cibi naturali e non elaborati sono di qualità o meno in modo inequivocabile, e NON il km 0, il biologico o la stagionalità prodotta da una terra e da climi inadatti alla specie umana.
  • tutto quello che non è commestibile da crudo non è il cibo naturale e specifico per la specie umana, quindi dannoso.
  • tutto quello che non è appetibile o è insipido, anche se commestibile da crudo, è un cibo poco o non-adatto all’uomo (potenzialmente dannoso).
  • farinacei, cereali, grani e legumi secchi consumati tutto l’anno sono da considerarsi cibi non commestibili allo stato naturale crudo, per cui adatti allo stomaco trituratore degli uccelli granivori ma non all’essere umano.
  • farinacei, cereali, grani e legumi secchi cotti per ore a migliaia di gradi sono da considerarsi cibi morti e ALTAMENTE FUORI STAGIONE.

Seguire la stagionalità QUI può avere quindi poco senso, perché ad essere contro natura sono in realtà il clima e il territorio che non sono adatti all’essere umano, specificatamente adatto solo a un clima tropicale, dove può raccogliere i cibi crudi irradiati dal Sole, e lui stesso nutrirsi di Sole, ingrediente principale. Essendo noi nel posto e nel clima sbagliati, ossia lontano da quello per cui Dio o la Natura ci hanno progettati, ci troviamo a convivere con le cose che ci offre questo posto inadatto all’uomo.

Km 0 e stagionalità QUI possono voler dire molto poco. Il ragionamento è ancora più accentuato se i prodotti a Km 0, bio o di stagione sono di scarsa qualità, cosa che si testa unicamente e inequivocabilmente con il nostro senso del gusto a “crudo e scondito”. Non c’è altro modo. La qualità di un frutto si valuta unicamente assaggiandolo crudo e scondito, indipendentemente dalla stagionalità o dall’importazione. L’appetibilità del gusto percepito indica le sostanze utili al nostro corpo, che esso stesso individua, solo nei cibi naturali e non cotti o elaborati..

Poichè in base alla logicità di quanto sopra esposto e sintetizzato noi viviamo in un luogo e in un clima sbagliati, comprare cose di serra o importate risulta quasi doveroso. Questo è il motivo per cui “biologico” o “km 0” o “di stagione” non sono affatto dei fattori univoci, eterni o inalterabili, in quanto ci troviamo nella situazione più sbagliata e innaturale: il nostro clima specifico è quello intertropicale.

Se ad esempio si assumono carote biologiche a km 0 o di stagione che in maniera naturale (“crude e scondite”) sanno di sapone oppure sono insipide, si va a provocare un vero e proprio danno al corpo introducendo del materiale scarso e privo di sostanze utili, che il nostro senso del gusto usato in modo naturale “boccia” letteralmente (se ci fossero nutrienti utili, al contrario, il nostro “sensore” del sapore ci farebbe percepire l’ortaggio come appetibilissimo, in virtù di questa modalità di assunzione naturale). Pertanto in questo caso è molto meglio mangiare frutti di serra, importati o non-bio, ma che sono “cibo vivo” (crudo o “non-cotto”) e che vengono percepiti come squisiti, segno inequivocabile che contengono ciò che serve al nostro fisico in quel preciso momento.

Dobbiamo saper considerare la “filiera corta” anche da un altro punto di vista: importando frutta esotica via aerea, in realtà portiamo verso di noi una percentuale di clima e ambiente naturali adatti alla specie umana. Per cui io in questi 4 anni di fruttarianismo mi sono sempre avvalso di prodotti importati da altre zone il cui clima è adatto all’essere umano. Siamo noi che dovremmo essere lì. Ma per tamponare nel frattempo, ci facciamo solo del bene a importare mango, datteri, avocado ecc. Per cui importando frutti che sono di stagione -la stagione giusta per l’essere umano- da un altro luogo, si importa benessere e una parte di naturalità in cui dovremmo essere immersi per 365 giorni all’anno.

Riguardo ai prodotti italiani, ma di serra, dobbiamo considerare che sono sempre “cibo vivo” quindi con il 100% di  nutrienti vivi e attivi, quando percepiti appetibili “crudi e sconditi”.

Ricordiamoci anche che cibi come farine di qualsiasi tipo, farinacei, cereali e legumi non solo non sono commestibili e appetibili allo stato naturale “crudo e scondito”, ma sono anche altamente fuori stagione, oltre che elaborati e cotti a migliaia di gradi per ore. Sono cibi vecchi di mesi o anni, morti, così come i sottolio e i sottaceto. Dove’è la vita in questi cibi? Non c’è.

Il cibo carico di forza vitale o di Prana è quello saporito, succoso, nutriente, vivo e crudo, e se prodotto da una serra sempre vivo è, ed è sempre da preferirsi cibi morti, cotti o non commestibili allo stato naturale.

Se poi uno ha la possibilità di avere cibo di stagione crudo che è anche appetibile e saporito allora è il massimo. E se in aggiunta a questo si vive anche in un clima tropicale…. beh, allora avete ritrovato il perduto Paradiso dell’Eden!!!

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